“Il segreto dei suoi occhi”: il segreto è Soledad, la donna che ogni uomo vorrebbe avere accanto

Il segreto dei suoi occhi” di Juan José Campanella. Con Ricardo Darín, Soledad Villamil, Guillermo Francella. Argentina, Spagna 2009

Valutazione 73/100

Un thriller di sangue e sentimenti. Il film argentino Oscar 2010 è coinvolgente come un Simenon d’annata e lancia su scala globale un’attrice meravigliosa che si chiama Soledad Villamil. Dopo tante finte e rifatte, finalmente una donna vera.


Soledad Villamin è Irene in "Il segreto dei tuoi occhi

Astenersi fashionisti e fashioniste (si dovrebbe dire fashionistas, ma insomma). Questo è il film con il peggior trucco e parrucco dell’ultima decade. Visto che i due protagonisti, Ricardo Darin e Soledad Villamil,  fanno avanti e indietro tra l’oggi e i tanti flashback di 25 anni prima, si presentano in double version, look odierno e look anni Settanta: dove “Il segreto dei suoi occhi” dà il peggio. Per ringiovanire Ricardo Darin – l’assistente Esposito incaricato di indagare sullo stupro e l’assassinio di una giovane donna a Buenos Aires – gli incatramano barba e capelli che neanche Prodi ai tempi della premiership e gli nascondono la pancia con camiciole svolazzanti. Su Soledad Villamil, che è Irene, funzionaria in carriera del tribunale, il crimine estetico è meno visibile. Per farla ritornare ragazza si va giù sempre pesante con la tinta nera, ma si sa, le donne reggono certe cose con maggiore dignità.

Stabilito che il colorist è da plotone d’esecuzione, elogi invece agli altri. Il regista Juan José Campanella ha mano sicura, si vede che ha lavorato per quella gran scuola che sono i serial americani (ha girato episodi di House e Law&Order, perché agli italiani non capita mai?) e riesce a tenere in pugno saldamente una storia che di suo è parecchio complicata. Così complicata che viene male a raccontarla. Proviamoci. Argentina anni Settanta. Chi ha violentato e ucciso la giovane signora Morales? Scansando tentativi di despistaggio in alto loco e inerzie burocratiche Esposito, che ha giurato a se stesso di risolvere il caso, riesce a mettere le mani sull’assassino, sostenuto nella sua indagine dal capo, la bella, volitiva, coraggiosa e pure di famiglia di ricchissimi latifondisti (di quelli delle Pampas argentine) Irene. Tra i due si stabilisce subito una grande intesa, non solo professionale, specie da parte di lui. Ma il colpevole viene misteriosamente liberato e si eclissa. La minaccia si rimaterializza (si vendicherà di chi l’ha messo in galera? ucciderà altre donne? perché l’hanno lasciato andare?), occorre riprendere in mano il caso, riacciuffare il killer.

Ricardo Darin è Esposito, incaricato di indagare su un brutale delitto

Così, ormai in pensione, Esposito torna a Buenos Aires. È passato un quarto di secolo. Col pretesto di scrivere un romanzo sull’assassinio Morales incontra di nuovo Irene, che nel frattempo ha messo su famiglia e fatto carriera, chiedendole di riaprire il caso e di collaborare con lui alla soluzione. Quello che succederà è meglio non svelarlo, trattandosi di una crime-story che è anche thriller dei sentimenti. Campanella riesce a tenere alta la tensione non solo sul lato sanguinoso della storia ma anche sul rapporto Esposito-Irene.

Detto così, “Il segreto dei suoi occhi” sembra parecchio old-fashioned, un vetusto giallone di atmosfere e psicologie alla Maigret. Invece, per merito di sceneggiatori che non sbagliano mosse e dialoghi e del regista che azzecca tempi perfetti, la trama si dipana davanti ai nostri occhi perfettamente comprensibile e senza un attimo di noia. E perfettamente contemporanea. Campanella poi, per farci intendere che non è solo un bravo e tradizionale professionista, ogni tanto osa funambolismi registici alla Nolan o alla John Woo, come la interminabile zoomata che parte dal cielo sopra lo stadio in cui è in corso una partita e arriva fino al primo piano di un tifoso sugli spalti, il tutto senza stacchi. Sequenza di alto virtuosismo che cita esplicitamente quella famosa della chiave nell’hitchcockiano “Notorious”.

Ma il punto di forza di “Il segreto dei suoi occhi” sono gli attori. Questo film semplicemente non esisterebbe se non ci fossero Ricardo Darin e, soprattutto, la meravigliosa Soledad Villamin, che comunica verità a ogni sguardo e parola. Una di quelle donne che ogni uomo sano di mente vorrebbe come compagna della propria vita, altro che certe stronze. Tra i due scatta quella chemistry che riesce a far lievitare il film oltre il suo intreccio. La performance migliore è però quella di Guillermo Francella che fa di Sandoval, il collega marxista-leninista-alcolista dalla vita devastata e dal cervello finissimo, uno dei più bei personaggi incontrati al cinema ultimamente.

Si diceva: astenersi fashionisti. Anche i garantisti però è meglio che evitino, chissà come la prenderebbero nel vedere che l’indizio principe a carico dell’assassino è solo un’occhiata, uno sguardo obliquo e inquietante lanciato alla vittima in una vecchia foto scolastica. È da lì che Esposito intuisce e incomincia a dargli la caccia. Un po’ poco come prova, siamo ancora dalle parti di Lombroso, pura fisiognomica positivista ottocentesca. Inammissibile oggi. Ma è solo un film, non prendiamocela troppo.

Irene e Esposito

Che altro? La Buenos Aires di Campanella è stupenda, caffè con boiserie e vetri déco, bettole con caraffe e bicchieri che qui dove li trovi più, palazzi del potere di magniloquenza e monumentalità da vecchia Europa. Viene voglia di andarci subito. Resta la polemichetta sull’Oscar assegnato quest’anno a “Il segreto dei suoi occhi” come migliore film straniero al posto di altri concorrenti più accreditati come “Un prophète” e “Il nastro bianco“. Sembrò allora il solito abbaglio di quegli zoticoni dei giurati dell’Academy, troppo americani per apprezzare i sofisticati capolavori europei. Invece, dopo aver visto il film di Campanella, la scelta non sembra più così scandalosa. Anche se la soluzione migliore sarebbe stata: Oscar come miglior attrice a Soledad Villamin e quello come migliore film straniero a “Un prophète” di Jacques Audiard, grandissimo.

P.S. Buona la performance di “Il segreto dei tuoi occhi” al box office italiano. La scorsa settimana il film si è classificato settimo posto, con un incasso di 33.995 euro, per un incasso totale a oggi di 837.534 euro. Non male.

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