ATTRICI, la mia TOP 12. Al secondo posto, ex aequo, due francesi. La vincitrice al prossimo post

Riassunto dei post precedenti: 12) Ludivine Sagnier; 11) Penelope Cruz; 1o) Charlotte Gainsbourg. 9) Maggie Gyllenhaal; .8) Alba Rohrwacher; 7) Ronit Elkabetz. 6) Keira Knightley: 5) Valeria Bruni Tedeschi. 4) Rachel “Ipazia” Weisz. 3) Tilda Swinton.

Dopo averci pensato un po’ su, assegno il SECONDO POSTO EX AEQUO a:

2) CHIARA MASTROIANNI. Qui in Italia continuiamo a considerarla la figlia sfigata di Marcello e Catherine Denueuve. Uscendo tempo fa dal cinema dopo aver visto un suo film, ho sentito una coppia che diceva: ma quant’è brutta, non ha preso proprio niente da mamma e papà. Brutta? Sfigata? È che Chiara Mastroianni qui l’abbiamo persa di vista, mentre lei diventava attrice di prima fascia girando film con gente come Téchiné e De Oliveira, e si affermava come musa di una nuova generazione di autori talentuosi: Arnaud Desplechin, Christophe Honoré, Gregg Araki. Tant’è vero che il prossimo 6 agosto al Festival di Locarno le consegneranno in Piazza Grande il premio Excellence alla carriera, il che è un bel traguardo per una giovane signora di 38 anni. Mi piace da quando la vidi in La lettera del patriarca De Olivieira, mi ha conquistato definitivamente nello straordinario Un racconto di Natale di Arnaud Desplechin, uno dei film più belli di questa decade, e con il trittico di Christophe Honoré La belle personne, Les chansons d’amour e Non, ma fille, tu n’iras pas danser. Il prossimo impegno è il nuovo film di Marjane Satrapi. Una che sceglie sempre il meglio, Chiara Mastroianni.

2) MARION COTILLARD. Quando vidi il trailer della Vie en rose mi dissi: mai più. Mai più con la triste istoria di Edith Piaf, mai più con la retorica del povero passerotto cresciuto sui marciapiedi, maltrattato dagli uomini e dal destino. Marion era un clone della Piaf, con parrucca incatramata, le obbligatorie occhiaie, l’aura tragica intorno. Non andai a vederla. Errore, visto che poi si prese l’Oscar. Ma anche allora niente, anche perché si presentò a ritirare la statuetta con uno dei più brutti vestiti della storia dell’Academy, tutto un effetto scaglie di serpente che rabbrividivi solo a guardarlo. Firmato Gaultier, se ben ricordo, ma sempre orrendo. La mia conversione filo-Cotillard è avvenuta vedendola in Nemico pubblico. Film ambizioso ma purtroppo arrivato con vent’anni di ritardo e con un Johny Depp lento e irresoluto. Però c’era lei. Si illuminava tutto, non appena la inquadravano. Da quel momento non l’ho più mollato. In Nine, anche quello film sbagliato però molto interessante (e destinato ad assurgere a culto col passare degli anni) era perfetta come moglie tradita ma piena di dignità. Con una classe europea, anzi francese, che la situava un palmo al di sopra degli altri. Sono venuti subito dopo i tre video della campagna Lady Dior, uno dei quali girato da David Lynch, tutti con la supervisione del maestro della Maison, John Galliano. Con lei che non fa rimpiangere le signore di stile del passato. Oltretutto Marion è una francese simpatica, lo so che suona come un ossimoro, ma è così. Simpatia che nemmeno la famigerata intervista fattale dalla Kidman per Interview (vedi post precedente) è riuscita a scalfire. Adesso è nei cinema di tutto il mondo con Inception, caso cinematografico dell’estate. Chi la ferma più?



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