La Giuria di Venezia: Tarantino e gli altri

Quentin Tarantino è il Presidente della Giuria della 67esima Mostra del cinema di Venezia, che si svolgerà dall'1 all'11 settembre.

Definita finalmente la giuria della Mostra del cinema  di Venezia che si svolgerà quest’anno al Lido dall’1 all’11 settembre (sì, giorno del 9° anniversario). Giuria interessante. Innanzitutto, presidente Quentin Tarantino, e basta il nome, non occorre aggiungere altro.

Guillermo Arriaga

Ingeborga Dapkunaite

Con lui Guillermo Arriaga, lo sceneggiatore messicano che in coppia col regista Alejandro Inarritu ci ha dato film come AmoresPerros, Babel e 21 grammi, oltre che regista in proprio (ma con minore successo) con The Burning Plane. Nel mosaico multinazionale della giuria, com’è nella tradizione di ogni festival attento agli equilibri geopolitico-culturali, anche l’attrice lituana Ingeborga Dapkunaite di cui poco sapppiamo (però che bel nome Ingeborga), ma che le note ufficiali di Venezia ci dicono essere una delle interpreti più prestigiose “dell’area sovietica”. Area sovietica? Chissà come saranno contenti i lituani, si prega l’estensore della nota (vedi link) di rimediare al più presto alla gaffe.

Gabriele Salvatores

Nome eccentrico perciò interessante è quello di Danny

Luca Guadagnino

Elfman, musicista, autore di colonne sonore per Tim Burton, Sam Raimi e Gus van Sant. Due gli italiani in giuria: Gabriele Salvatores (non aggiungo altro) e, sorpresa, Luca Guadagnino, il regista di Io sono l’amore che proprio l’anno scorso da Venezia ha spiccato il volo verso il successo internazionale, America compresa (vedi questo blog). Ultimo nome, forse il più interessante di tutti, è quello di Arnaud Desplechin,  talentuosissimo regista neocinquantenne, nome di punta della Nouvelle Nouvelle Vague francese con film come Un racconto di Natale con Catherine Deneuve e Chiara Mastroianni (vedi in questo blog) e Rois et reines con Emmanuelle Devos (vedi in questo blog), lanciato da Venezia 2004.

Danny Elfman

Arnaud Desplechin

Sembra una gran bella giuria, abbastanza sbilanciata (fortunatamente) verso il cinema che osa. Poi c’è Quentin, una garanzia. Si spera solo che i film del concorso – per ora molti sono i gossip, ma l’elenco ufficiale completo ancora non c’è – siano all’altezza.

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