Indiscrezioni veneziane: “Black Swan” è un capolavoro

Natalie Portman, protagonista di "Black Swan" di Darren Aronofsky

Il buzz filtra dalla ristretta cerchia di chi sa e si allarga veloce: Black Swan di Darren Aronofsky, che aprirà (in concorso) la 67esima Mostra di Venezia il 1° settembre è un grandissimo film. Anzi, si spende la parola grossa che di solito per pudore non viene pronunciata: capolavoro. Conferma un insider che l’ha visto: “Tutti sbalorditi dal livello del film”. Tanto che il direttore Marco Müller, come ha rivelato al Corriere della Sera, dovendo scegliere tra Black Swan e The American con George Clooney, i cui produttori chiedevano in cambio della presentazione al Lido la serata di apertura, non ha avuto dubbi. No a Clooney, sì a Black Swan. Apprezzamenti che Darren Aronofsky ha gentilmente ricambiato: ”Il cast e la squadra che ha realizzato il film sono particolarmente orgogliosi di esser stati invitati alla Mostra. E’ un onore ritornare sul prestigioso tappeto rosso del Lido”, ha dichiarato il regista americano dopo l’annuncio della collocazione del suo film in pole position.

Vincent Cassel e Natalie Portman in una scena

Eppure a leggere le scarne righe dei comunicati la storia sembra piuttosto convenzionale. Una ballerina, Natalie Portman, deve far fronte a una giovane rivale, Mila Kunis, per ottenere il ruolo protagonista in una produzione newyorkese del Lago dei cigni. Man mano dovrà fare i conti con le proprie ossessioni, fino a ritrovarsi in una dimensione allucinata in cui i confini tra realtà e delirio si fanno sempre più sfumati. La duplicità del Cigno Bianco e Cigno Nero di Ciaikovsky si riflette nel film in una sorta di sdoppiamento della personalità. Di più, essendo un thriller psicologico, non è dato e non è giusto sapere. Aggiungiamo solo che tra gli interpreti ci sono anche Winona Ryder, ballerina sul viale del tramonto, e il grande Vincent Cassel (a mio parere il miglior attore d’Europa), regista-coreografo dello spettacolo.

Il regista Darren Aronofsky

Portman "Black Swan"

Questa trama apparentemente da vecchio mélo hollywoodiano alla Eva contro Eva sembra invece aver dato vita a un film di rara potenza che Darren Aronofsky, il regista del Leone d’oro The Wrestler, ha diretto in costante sinergia con Natalie Portman, con cui studiava il progetto addirittura dal lontano 2000. Però, a sentire chi ha visto Black Swan, tanto tempo non è andato speso invano, tanto che il film è il super favorito al massimo riconoscimento. Con un problema però: si può premiare di nuovo un regista che il Leone d’oro se l’è già portato a casa due anni fa? Dietro le quinte veneziane la discussione è già aperta e rovente.

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