Però, quanto assomiglia “Inception” a “Nightmare Detective”

L’idea del detetctive che entra nei sogni della gente per condizionarne la psiche è già in un horror giapponese del 2006. E la ritroviamo nel film di Nolan campione di incasso. Plagio? È che certe idee sono nell’aria, tutto qui. Però l’analogia è impressionante.

"Inception"

"Nightmare Detective"

Possibile che non se ne sia accorto nessuno? Oppure qualcuno se n’è accorto e ha fatto finta di niente? Dico, l’analogia tra lo psycho horror giapponese Nightmare Detetective e lo psycho thriller mangiaincassi di Christopher Nolan Inception è abbastanza impressionante, non può essere passata inosservata. Quando ieri ho letto sul sito di RaiTre la sinossi di Nightmare Detctive programmato per l’imminente notte di Fuori Orario, la benemerita e cinemaniacale trasmissione di Enrico Ghezzi, sono sobbalzato. Tra i personaggi veniva descritto anche uno strano detective in grado di inserirsi in sogni e incubi della gente per ripercorrerne l’inconscio, ritrovare le presenze che le turbano e, possibilmente, eliminarle. Non conoscevo il film, che pure era stato presentato al Festival di Roma nel 2006 e poi è uscito in Italia in un dvd della Raro Video. Stanotte me lo sono guardato e in effetti la figura del detective Kyoichi Kagenuma, un ragazzo con tendenze suicidarie dotato di quello strano potere di leggere l’inconscio altrui, ha qualcosa e anche più di qualcosa del personaggio di Leonardo DiCaprio nell’ormai celeberrimo Inception. Sentite qua: DiCaprio è Cobb, un ladro di sogni con la capacità di entrare nella mente di chiunque nella fase in cui è più accessibile e vulnerabile, quella onirica. Ruba segreti depositati nell’inconscio e rimessi in circolo dai sogni, ma stavolta gli viene affidata una missione diversa. Avvalendosi dei suoi poteri, deve condizionare la psiche dell’erede di una dinastia industriale impiantandogli – l’inception del titolo – un’idea perversa, quella di disfarsi dell’azienda,
Ora, i due film sono diversissimi. Quello di Shinya Tsukamoto (già autore dei cult Tetsuo, su un uomo che si trasforma in mostro d’acciaio) tralascia gli effetti digitali e punta tutto sulla tensione psicologica. Mentre Inception è il grande spettacolo che ci possiamo aspettare da un film angloamericano ad alto budget. Però la base narrativa, il nucleo del racconto, la sua cellula staminale, vale a dire l’idea di qualcuno che entra nei sogni della gente e li condiziona, è esattissimamente la stessa. Non voglio dire che Nolan, anche autore della sceneggiatura, abbia copiato da Nightmare Detetctive, però la somiglianza è indiscutibile. E Tsukamoto è arrivato parecchio prima di Christopher Nolan. Si sa, certe idee sono nell’aria. Magari a Nolan sarà anche capitato di dare una fuggevole occhiata all’horror giapponese. Poi magari se l’è dimenticato ma certe cose, insegna Freud, lavorano dentro e anche quando non ne siamo consapevoli ci condizionano. L’inconscio è pieno di sorprese, anche quello dei registi campioni di incasso.

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