FILM STASERA IN TV: i migliori secondo me (martedì 10 agosto 2010, parte prima)

Non troverete qui tutti i film in onda stasera e stanotte sulle varie tv, dall’analogico al satellitare al digitale terrestre (per i palinsesti completi rimando al sito MyMovies Guida in tv e a quello di Sky). Qui ci sono solo le mie scelte personali e di parte, con una breve scheda. Avvertenza: la programmazione potrebbe anche subire dei cambiamenti.

Desperado, Sky Cinema Mania, h. 21,00. Diventato famoso con un film costato un pugno di dollari, El Mariachi, Robert Rodriguez nel 1995 riesce a ottenere un buon budget per girarne il quasi-sequel, questo Desperado che lancerà non solo lui ma anche Antonio Banderas e Salma Hayek sul mercato Usa. Il consueto repertorio di Rodriguez, che poi vedremo e rivedremo in Dal tramonto all’alba, Sin City e Grindhouse, e le sue solite ossessioni: l’action e il western in salsa messicana tra Peckinpah e Leone, la violenza fumettistica, lo sconfinato amore per il cinema di genere. Desperado è uno dei film trasmessi oggi da Sky Cinema Mania in occasione dei 50 anni di Antonio Banderas. Seguono altri quattro film, tutti con la regia di Pedro Almodóvar (titoli e dettagli nel post successivo).
Jefferson in Paris, La7, h. 21,10. Solo per appassionati dell’elegante (anche troppo) James Ivory, questo suo film, poco visto, ambientato nella Parigi fine Settecento appena prima della Rivoluzione. Con un Jefferson (Nick Nolte) futuro presidente Usa in veste di ambasciatore americano in una Francia ribollente di fervori e rabbie. Tra storie di famiglia e di politica – Jefferson diventa un punto di riferimento per i liberali parigini – si arriva alla presa della Bastiglia. Cast notevole, oltre a Nolte ci sono Greta Scacchi, Gwyneth Paltrow, Vincent Cassel e Thandie Newton.
Vittorie perdute, 7 Gold, h. 21,05. Uno dei primi Vietnam-movie, prodotto e interpretato da Burt Lancaster nall’anno 1977. Messo in ombra dai più celebrati Il cacciatore e Apocalypse Now, merita un recupero per la lucidità con cui affronta e descrive la sconfitta militare americana.
L’assassinio di Sister George, Sky Cinema Classics, h. 21,00. Questo sì che è un cult movie. Un Robert Aldrich del 1968 che con la sua pesantezza, ma anche con quel suo senso oscuro delle passioni e delle pulsioni primarie, gira un film su una vecchia lesbica alcolizzata, il tutto prima di ogni movimento gay, dunque in maniera politicamente scorrettissima. Il che rende L’assassinio di Sister George insieme esecrabile e ghiottissimo. Jane (Beryl Reid) è un’attrice in età, omosessuale e alcolista (e già questo binomio), aggressiva e litigiosa, che ha una relazione di dominio con con un’amante-vittima più giovane di lei, Susannah York. È famosa come Sister George, infermiera protagonista di un seguitissimo serial televisivo. Ma le sregolatezze private dell’attrice inducono la produzione a uccidere il personaggio, interrompere la serie e licenziarla. Decadenza, viale del tramonto, luci della ribalta che si spengono ecc. Si può immaginare come il regista di Che fine ha fatto baby Jane? e Quella sporca dozzina abbia affrontato una materia di tale densità. Beryl Reid è notevole come Sister George, ma certo il massimo in una parte così sarebbe stata Bette Davis. Astenersi anime belle politically correct.
Breaking Out, Cult, h. 21,00. Svezia, un gruppo di detenuti approfitta di una messinscena teatrale in carcere per progettare un’evasione. Commedia del 1999 che quasi nessuno in Italia ha visto, Breaking Out è intelligente e divertente. Per qualche sorriso in più in una sera d’agosto.
L’esorcista, Studio Universal, h. 21,00. Vietato storcere il naso e fare gli snob. Questo è un film che ha fatto la storia del cinema, non solo del genere horror. William Friedkin riporta a galla mitologie, simbolismi, archetipi. Riporta insomma il sacro, dopo un lungo processo di rimozione, al centro dell’immaginario anni Settanta. Dopo L’esorcista nulla è stato più come prima.
Kickboxer, il nuovo guerriero, Sky Cinema Max, h. 21,00. Del 1989, è uno dei film che fonda il mito cinematografico di Jean-Claude Van Damme, eroe di calci, pugni e arti marziali che ha colonizzato le platee mondiali. Qui siamo in Thailandia, tra ring malfamati e crudeltà d’Oriente. Dal Messico alla Cina, dalla Russia all’Egitto, non c’è paese in cui Van Damme non sia un idolo delle masse. Uno di quei fenomeni del cinema popolare che sfuggono ai critici, ma che hanno un impatto smisurato sulla sensibilità collettiva. Da conoscere.
Storia di noi due, Canale 5, h. 23,30. Non la solita romantic comedy: più realistica, più amara di quanto non ci si aspetti. Michelle Pfeiffer e Bruce Willis sono una coppia che si ama ma non riesce a trovare il giusto equilibrio. Nonostante la presenza di due superstar, Storia di noi due fu un flop al botteghino. Di Rob Reiner, regista mai banale. Merita una prova d’appello.
Three Kings, RaiDue, h. 2,30. Uno dei pochi film sulla Guerra del Golfo. Tre marines (George Clooney, Mark Wahlberg e, abbastanza sorprendente, il futuro regista nonché compagno di Sofia Coppola Spike Jonze) pensano di aver trovato la mappa che li condurrà al tesoro di Saddam Hussein e si addentrano a guerra finita in territorio irakeno. Goliardismi alla MASH mescolati all’adrenalina dell’action e del war movie. Three Kings fu uno dei primi film di Clooney dopo il successo di E.R. Non ebbe molta fortuna, ma gode di ottima fama.

Fine prima parte. Segue un altro post con altri titoli della sera (e della notte) televisiva.

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