I FILM STASERA IN TV secondo me. Sabato 14 agosto 2010 (seconda parte)

Altre proposte per la sera e la notte in tv dopo i film già segnalati nel post precedente. Sono le mie scelte personali, per un quadro completo della programmazione dare un’occhiata al sito MyMovies Guida in tv e a quello di Sky. Ricordo anche che la programmazione potrebbe cambiare.

Duello nel Pacifico, Sky Cinema Classics, h. 21,00. L’ultimo giapponese e l’ultimo americano rimasti intrappolati su un’isola del Pacifico continuano a combattersi, ma finiranno col diventare amici, poi la guerra li separerà di nuovo. John Boorman (Un tranquillo weekend di paura, Anni ’40) riesce ad avvincere anche con due soli personaggi. Duello nel Pacifico (1968) bisognerebbe proiettarlo nelle scuole di cinema, soprattutto italiane, per far vedere come si possa fare spettacolo anche con poco, basta avere le idee, saper scrivere una sceneggiatura e essere bravi. I duellanti sono Lee Marvin e Toshiro Mifune.
Grissom Gang, Sky Cinema Classics, h. 0,30. La rampolla di un ricca dinastia newyorkese viene rapita – siamo negli anni Trenta – da una gang. Uno della banda perde la testa per lei e la ragazza ricambia. Tratto da un noir di Chase, Grissom Gang ricorda la storia vera di Emanuele Trapani e Renato Vallanzasca che ipnotizzò l’Italia negli anni Settanta (a proposito, sta per uscire Vallanzasca, gli angeli del male di Michele Placido, in anteprima a Venezia). Filmato e firmato dal grande Robert Aldrich, quando uscì nel 1971 non ebbe la fortuna che meritava. Ormai Hollywood si era convertita a film come Easy Rider e Il laureato, e il sublime artigianato di un Aldrich appariva (ingiustamente) vetusto. Da rivalutare.
Il caso dell’infedele Klara, Sky Cinema Italia, h. 0,00. Il più recente dei tanti film letterari di Roberto Faenza che, piaccia o no, è tra i pochi nostri registi a volare alto e a realizzare prodotti internazionali, o almeno a provarci. Qui ci sono ancora una volta un romanzo alla base, stavolta di Michal Viewegh, e l’amata Mitteleuropa come location. Il film mettein scena la gelosia ossessiva di Luca, musicista italiano a Praga, per la sua ragazza, che poi è Laura Chiatti, la più bella delle nostre attrici oggi (se sia anche brava ancora non lo sappiamo). Insomma, Il caso dell’infedele Klara è un tipico Faenza-movie. Prendere o lasciare. Io il più delle volte lascio. Pensare che aveva esordito con Escalation, un film sessantottardo “di contestazione”, antisistema e antifamiglia, un Pugni in tasca buttato sul grottesco. Lontanissimo dai film che gira adesso.
Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, Cult, h. 21,00. L’ultimo della celeberrima triade girata da Lina Wertmüller con Giannini e la Melato, e quello di maggior successo internazionale. Una stronza industrialessa milanese finisce dispersa col marinaio siculo del suo yacht su un isolotto al largo della Sardegna. Dopo essere stato vessato e umiliato in ogni modo, lui la piegherà attraverso l’arma del sesso. Lotta di classe a letto, con il proletario che si fa la sciura e si vendica trasformandola in schiava del sesso e femmina dell’harem. Viva la rivoluzione. Poi tutto ritornerà al suo posto. Melato fantastica, vera matrix di tutte le jene in carriera successive, ma che molto ha preso anche dalla immensa Franca Valeri del Vedovo. Le ossessioni grevi e triviali della Wertmüller che miracolosamente danno vita a un film epocale. Travolti da un destino è adorato da cinemaniaci di tutto il mondo. Il talentuoso Guy Ritchie l’ha perfino rifatto con l’allora consorte Madonna (Swept Away).
Il grande match, Cult, h. 23,00. Strano film di coproduzione tedesco-spagnola sul calcio passione senza frontiere. Sta per arrivare la finale di Coppa del Mondo 2002 Germania-Brasile (il film però è di tre anni dopo) e la cinepresa coglie tre storie lontane ma parallelele in Mongolia, Sahara e Amazzonia, con nomadi, tuareg e indios tutti pazzi del pallone e in fremente attesa di vedersi in tv il grande match. Ci si accapiglia tra tifoserie opposte, si discute, si cerca di riparare il televisore che fa le bizze, intanto si vive. Carino. Un po’ troppo programmatico e sceneggiato. Ma almeno Il grande match non è la solita lagna antiglobalista e antimondialista sul calcio oppio dei popoli.
Kissing Jessica Stein, Rai4, h. 21,00. Jessica per scherzo risponde a un’inserziona e conosce Helen, tra le due sarà amore. La commedia yiddish-newyorkese in versione lesbo, con qualche debito verso Woody Allen. Curioso.
A distanza ravvicinata, Rai4, h. 22,45. Torbido, cupissimo dramma delinquenzial-familiare, con un padre criminale (Christopher Walken) che torna dal figlio (Sean Penn) dopo anni e lo avvia all’illegalità. Una rapina che finisce male, una ragazza contesa e stuprata, uno scontro edipico violentissimo tra i due maschi di famiglia. Tosto. Dirige James Foley. Sean Penn, correva l’anno 1986, era nella sua fase selvaggia anche fuori dal set, non ancora il profeta della Hollywood politicaly correct di oggi. Erano anche gli anni del suo furibondo amore-matrimonio con Madonna, liti e botte. Altri tempi, adesso sta per compiare 50 anni (tra pochi giorni, il 17 agosto) e la rabbia l’ha buttata tutta nell’impegno politico.
Orgasmo, Rai Movie, h. 0,50. Apice dei B-movies all’italiana, di quelli catalogati alla voce thriller. Il primo che Umberto Lenzi gira con Carroll Baker, ed è subito un successo sensazionale, soprattutto all’estero. Lenzi voleva battezzarlo Paranoia (che fu poi il titolo americano) ma il produttore scelse un più corrivo e commerciale Orgasmo. Una coppia di ragazzi (lui è Lou Castel!) cerca di far impazzire la Baker con un piano diabolico. Un lounge thriller oggi considerato una pietra miliare dagli amanti del cinema di genere.
Salvador, Studio Universal, h. 22,59. Oliver Stone in uno dei suoi primi film da regista. Dell’86, Salvador racconta di un giornalista (James Woods) inviato nel Salvador della guerra civile. Incontrerà orrori di ogni tipo. Oliver Stone dalla parte degli oppressi, ma già con quella sua oscura attrazione per il selvaggio mondo ispanico, per il machismo latino (come nella sua sceneggiatura di Scarface), perfino per il caudillismo (che si eprimerà più tardi nei suoi documentari su Fidel Castro e Hugo Chavez). Interessante e inquietante. Non il solito film politico.

Fine seconda parte. Nel prossimo post, trovate altre segnalazioni di film della sera e notte in tv.

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