FILM STASERA IN TV: la mia top 7 (del 15/8/2010 – seconda parte)

I miei sette film preferiti tra quelli della sera e della notte televisiva, partendo dal settimo posto e salendo fino al vertice. Nel post precedente i titoli dal settimo al quarto posto, adesso i primi tre. La scelta è assolutamente personale, persino faziosa. Si omettono magari titoli famosi per lasciare il posto ad altri bizzarri, eccentrici, meno conosciuti. Avvertenza: si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Chi volesse avere la programmazione completa delle varie reti consulti MyMovies Guida in tv e Sky.

3) Pranzo di Ferragosto, Sky Cinema Italia, h. 21,00. Al terzo posto, e non solo perché siamo a Ferragosto. Uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. Presentato a Venezia 2008 (non nella rassegna maggiore però), è l’opera prima di Gianni De Gregorio, maturo professionista del nostro cinema – è tra gli sceneggiatori di Gomorra – che qui si è finalmente deciso a dirigere in proprio un film. Che gli è riuscito benissimo. Anche perché una storia c’è, piccola ma robusta. Gianni (lo stesso De Gregorio) è uno zitellone che vive con anziana madre a carico in un appartamaneno di Roma che ha visto tempi migliori (però di quel délabré molto shabby-chic). Sempre in affanno con i soldi, si vede arrivare l’amministratore del palazzo che gli fa una proposta: tienimi mia madre in affido per Ferragosto che ho meglio da fare e ti condono le spese condominiali. Affare fatto. Solo che poi si aggiungeranno altre due coetanee (della mamma) non previste, per un totale di quattro signore ultraottantenni cui preparare il tradizionale pranzo di Ferragosto. Sembra un dramma, sarà una delizia. Le quattro sono vispissime e per Gianni sarà un’indimenticabile esperienza. Lieve, garbato, intelligente, mai melenso nonostante l’argomento scivoloso. 2 milioni e mezzo di euro incassati in Italia, un trionfo per un piccolo film così. Si è parlato anche di remake americano. In effetti, Pranzo di ferragosto è una di quelle storie che uno sceneggiatore hollywoodiano trasformerebbe in miniera d’oro.
2) Fellini-Satyricon, Sky Cinema Italia, h. 0,00. Uno dei film di Fellini che hanno resistito meglio all’usura del tempo. Strano oggetto filmico, difficile da collocare anche all’interno del cinema felliniano. Affresco della vita ai tempi dell’Impero Romano, tratto da Petronio Arbitro ma con un occhio a Gibbon e ai cliché che vogliono Roma lasciva, decadente, corotta, promiscua, limacciosa, sentina di ogni vizio e peccato. Trimalcione con il suo epicureismo volgare, cui è dedicata la scena centrale, diventa il personaggio-simbolo. Fellini-Satyricon è un film di visioni e perversioni, di ombre, fiamme, fumo, maschere spaventevoli, corpi e cibi che si corrompono. Un viaggio allucinato, che difatti allora (1969) piacque moltissimo ai ragazzi della controcultura americana, che lo accolsero come un grande trip acido. Non piacque molto in Italia, dove i critici e i fellinologi rimasero spiazzati da tanto eccesso. Quei critici che invece avrebbero amato di lì a poco il mediocre (se mi è lecito) Amarcord, così rassicurante nei suoi fellinismi: Rimini, il Grand Hotel, la Gradisca ecc. Satyricon invece è un altrove assoluto, radicale.
1) La doppia ora, Sky Cinema Italia, h. 21,00. Presentato a Venezia l’anno scorso, è uno dei film italiani più sottovalutati della decade. Chissà perché molti signori della critica hanno trattato con sufficienza questo film di Giuseppe Capotondi che ha una solidità di scrittura e una confezione una volta tanto assolutamente internazionali. Forse perché è un film di genere all’apparenza poco autoriale. Eppure La doppia ora (quella che compare sugli orologi digitali quando la cifra dei minuti è uguale a quella dell’ora, e che secondo il protagonista del film segna un momento in cui tutto può accadere) è un thriller avvincente come pochi, ben costruito, in cui alla fine ogni tassello va al posto suo senza lasciare buchi nella trama. Un ex poliziotto ora custode di una villa fuori città (strepitoso Filippo Timi) incontra in uno speed-date abbastanza agghiacciante una ragazza che viene dell’est (Ksenia Rappoport), femme de chambre in un hotel. Ovvio che si innamora. Succederanno molte cose, compresa una rapina in villa in cui Guido viene colpito. E dal passato, come sempre, tornano a far visita fantasmi inquietanti. Continui capovolgimenti fino alla rivelazione finale. Ottimo film, io ne vado pazzo. Ksenia Rappoport premiata a Venezia come miglior attrice, ma non è bastato per trasformare La doppia ora in un successo al box office. Peccato. Forse la trama, complessa anche se per niente confusa, richiede un’attenzione che il pubblico distratto di oggi non ha. Da vedere, come giallo di Ferragosto è perfetto. Capotondi è uno che ha una carriera internazionale come regista di spot e vdeoclip, e il mestiere si vede.

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