FILM STASERA IN TV: i Top 15 secondo me (19 agosto 2010, seconda parte)

I miei 15 film preferiti della sera e notte televisive, partendo dal quindicesimo posto e salendo fino al vertice. Nel post precedente i titoli dal quindicesimo all’ottavo posto, adesso quelli dal settimo al primo. La scelta è assolutamente personale. Si omettono magari titoli famosi per lasciare il posto ad altri bizzarri, eccentrici, meno conosciuti. Avvertenza: si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Chi volesse avere la programmazione completa delle varie reti consulti MyMovies Guida in tv e Sky.

7) Arrivano i Titani, Sky Cinema Italia, h. 22,55. Peplum con ironia del 1962 diretto dall’esordiente Duccio Tessari. Rivalutatissimo, molto amato dalle fanzine. Arrivano i Titani è considerato un capostipite cui anche il recente, hollywoodiano Clash of Titans deve qualcosa. Bel cast, con un Giuliano Gemma pre-western e la mitica Antonella Lualdi.
6) Il patto dei lupi, Rete 4, h. 21,1o. Kolossal francese del 2001 su una vicenda che impressionò la Francia di metà Settecento, la morte di oltre 100 persone azzannate da una strana creatura, un mostro che si diceva fosse tra il lupo e altre specie, subito chiamata la bestia del Gévaudan. Il re manda a indagare un suo ispettore e le sorprese non mancheranno. Il patto dei lupi è una storia quasi alla Michel Foucault su follie individuali e isterie collettive. Con Vincent Cassel e Monica Bellucci quando ancora facevano film insieme. Sontuoso e pauroso. A me piace parecchio.
5) Chicago, Sky Cinema Mania, h. 23,00. Uno dei film che hanno rilanciato negli ultimi anni il musical, genere che sembrava ormai decotto. Diretto nel 2002 da Rob Marshall, Chicago si è portato a casa un bel po’ di Oscar. Catherine Zeta-Jones, Richard Gere e Renée Zellweger cantano e ballano che è un piacere. Chi non l’ha visto, stavolta non manchi l’appuntamento. Certo bisogna amare il musical, se no meglio astenersi.
4) La spettatrice, Cult, h. 21,00. Film culto firmato dall’allora (2004) esordiente Paolo Franchi, allievo di Ermanno Olmi. Valeria spia l’uomo della casa di fronte, lo segue perfino quando lui si trasferisce da Torino a Roma, cerca di entrare nella sua vita e ci riesce. Ma quando lui si accorge di lei, Valeria se ne va. Per La spettatrice si son fatti i nomi di Kieslowski e ovviamente Hitchcock. Un film sullo sguardo e, forse, sul cinema. La protagonista è Barbora Bobulova. Sicuramente poco italiano, sicuramente da vedere. Il successivo film di Franchi, Nessuna qualità agli eroi, presentato a Venezia 2007, è stato un flop clamoroso, stroncato anche dai quei critici che non stroncano mai nessuno. Una mattanza. Anche quello sarebbe da recuperare. Ho l’impressione che Paolo Franchi sia un vero talento che si è spento troppo presto perché darwinianamente inadatto al cinema italiano di oggi (spero di essere smentito subito e che Franchi rispunti fuori con un nuovo film).
3) Bus – In viaggio, Cult, h. 1,00. Uno dei tanti Spike Lee malvisti e silenziati. Questo racconta il viaggio in autobus di un gruppo di afroamericani da Los Angeles a Washington per la Million Man March indetta (era il 1995) dal reverendo Louis Farrakhan. Che poi è il capo e fondatore della Nation of Islam dei Black Muslims, oltre che discusso ideologo della supremazia maschile nera (difatti, la marcia era riservata solo agli uomini). Sul suo autobus il regista ci mette però anche un ebreo e una coppia di omosessuali, il che serve a Spike Lee per mettere in scena uno dei temi a lui cari, l’incontro e soprattutto lo scontro tra le culture all’interno dell’America contemporanea. Bus concentra al massimo le sue ossessioni: l’identità afroamericana sempre pencolante tra assimilazione e ribellione, il machismo forza vitale ma anche distruttiva, la guerra d’attrito tra le minoranze, le disfunzioni del melting pot. Spike Lee è sempre interessante, anche se qualche volta indigesto, anche quando manca il bersaglio (e lo manca spesso: Summer of Sam è uno dei film più insopportabli ed equivoci che abbia mai visto).
2) Donnie Darko, Sky Cinema Mania, 1,00. Si è molto parlato di questo piccolo film indie accolto nell’indifferenza alla sua uscita e poi cresciuto con il passare del tempo fino alla status di cult assoluto. Donnie Darko, un Jake Gyllenhaal giovanissimo (era il 2002), è un teenager disturbato, forse schizofrenico, in cura da uno psicanalista cui racconta di aver per amico una creatura allucinatoria, un coniglio gigante che lo spinge ad azioni rischiose. E che gli ha rivelato che la fine del mondo è vicina. Un repertorio da perfetto manuale di psichiatria (sembra una lezione sulla schizofrenia), che però nelle mani del regista Richard Kelly diventa un film inclassificabile tra esoterico, sci-fi e teen-movie, un attraversamento tra reale e fantastico piuttosto inquietante e originale. Di Richard Kelly è nei cinema adesso The Box, che ripropone parecchi elementi di Donnie Darko, anche se all’interno di una gabbia più rigida da film di genere.
1) The Departed,  Premium Cinema Energy, h. 21,00. Il film che ha segnato il grande ritorno al successo commerciale di Martin Scorsese, remake della trilogia hongkonghese Infernal Affairs di Andrew Lau (regista che sarà a Venezia con il suo nuovo film) e Alan Mak. Vite e destini paralleli di due poliziotti, Leonardo DiCaprio e Matt Damon. Il buono e il cattivo. Il male e il bene. Rovesciamenti, colpi di scena, inganni e controinganni, gioco della parti, gioco di maschere. Il film è una discesa all’inferno, cupissima, per capire al momento della lotta finale chi sarà salvato e chi dannato. Chi è il giusto e chi il peccatore. Chi il carnefice e chi la vittima. The Departed è metafisico, eppure fatto di carne e sangue. Autoriale, eppure perfetto film di genere. Così avvincente che non riesci a staccare un attimo. Grandissimo. Di sbagliato c’è solo Jack Nicholson, che ci dà dentro con tutti i suoi eccessi nella parte del demoniaco boss, convinto di entrare nella leggenda del cinema come il Marlon Brando del Padrino, ma non ce la fa.

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