FILM STASERA IN TV: la Top 10 secondo me (20 agosto 2010 – prima parte)

I miei 10 film favoriti della sera e notte televisiva, partendo dal decimo posto e salendo fino al vertice. La scelta è personale. Si omettono magari titoli famosi per lasciare il posto ad altri bizzarri o meno consolidati. Avvertenza: si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Chi volesse avere la programmazione completa delle varie reti consulti MyMovies Guida in tv e Sky.

Prima della Top Ten qualche segnalazione in breve di altri titoli:
Wake of Death, Rai2, h. 0,45. Per fans di Van Damme (io lo sono).
Momenti di gloria, La7, h. 21,10. Stravisto, ma la storia dei due olimpionici inglesi avvince sempre.
La battaglia di Alamo, 7 Gold, h. 21,10. John Wayne produce, dirige e interpreta questo western del 1960. Ci rimise un mucchio di soldi.
Whatever works – Basta che funzioni, Sky Cinema 1, h. 21, 00. L’ultimo Woody Allen. Per chi lo ama. Io non lo amo.
Masters of Horror – La danza dei morti, Sky Cinema Max, h. 22,55. L’episodio firmato Tobe Hooper della celebrata serie horror d’autore.
Redbelt, Sky Cinema Hits, h. 0,50. Uno dei tanti (troppi?) film del drammaturgo David Mamet. Secondo me merita sempre.
Le cronache di Huadu, Sky Cinema Mania, h. 23,05. Per chi ama i wuxiapian tipo La tigre e il dragone.
Il portaborse, Sky Cinema Italia, h. 21,00. Film politico di Daniele Luchetti con Nanni Moretti protagonista.
Il love Radio Rock, Premium Cinema, h. 21,00. Commedia inglese su una radio pirata costretta per non incorrere in sanzioni a trasmettere da una nave in acque extraterritoriali. Siamo negli anni ’60, tra rock, Beatles e Rolling Stones e sulla nave della radio arriva e succede di ogni. Un ragazzo viene iniziato al sesso e alla vita. Divertente anche se sopravvalutato.
La sindrome di Stendhal, Premium Cinema Energy, h. 0,15. Un tardo Dario Argento. Per i fans del maestro (io lo sono). E poi c’è Asia diretta da papà.
Il mondo perduto, Joi, h. 21, 46. Seconda puntata della saga giurassica di Spielberg.

Adesso incominciamo con la Top Ten.
10) Chiamata da uno sconosciuto
, Italia 1, h. 22,05. Una babysitter sola in casa perseguitata dalle telefonate di uno sconosciuto che minaccia massacri. Un buonissimo thriller, remake di un film del 1979, cui bastano pochi elementi e una sceneggiatura ben scritta per creare alta tensione. Chiamata da uno sconosciuto è l’ennesima variante dell’archetipo della fanciulla sola e inerme alle prese con il mostro (vedi Terrore cieco ecc.). Con Camilla Belle, del 2006. Negli Usa è stato un insperato successo commerciale.
9) Danko
, Rete 4, h. 21,10. Schwarzenegger rude poliziotto sovietico mandato in misssione negli Usa. Dovrà catturare insieme a un collega americano, Jim Belushi, un pericoloso criminale georgiano. Regia del grande Walter Hill. Buddy-buddy movie con toni da commedia sul confronto-scontro tra due mondi opposti. Ninotchka, ma con Schwarzie al posto di Greta Garbo. Forse il miglior Schwarzenegger di sempre, perfetto nella parte dell’attonito, rigido capitano Danko. Un totem. Omaggiato dal regista con una scena di nudo in sauna rimasta celebre. Danko è del 1988, un anno prima della caduta del muro, si respira già aria da fine dell’impero.
.8) Stati di allucinazione
, Jimmy, h. 21,00. William Hurt al suo esordio, diretto da quel visionario incontinente che è Ken Russell. Uno scienziato per studiare i più profondi abissi di sè e regredire a uno stato di coscienza primitivo ricorre a un allucinogeno usato da certi sciamani del Centroamerica. Si può immaginare cosa diventa un simile materiale nelle mani di Ken Russell, che ha modo di sfrenarsi in tutto il suo esplosivo barocchismo. Un delirio, letteralmente. Del 1980, già parecchio oltre la stagione lisergica della controcultura. Eppure Stati di allucinazione piacque moltissimo nel mondo anglofono e lanciò alla grande William Hurt.
7) Furyo, Sky Cinema Classics, h. 22,45. Il Nagisa Oshima dell’Impero dei sensi filma nell’83 questo Furyo, abbastanza incredibile storia di erotismi in un universo concentrazionario. Siamo in un campo di prigionia giapponese durante la Seconda guerra mondiale. Ryuichi Sakamoto, il musicista qui attore, è un ufficiale che perde la testa per un prigioniero inglese, che è poi David Bowie in una delle sue rare incursioni su grande schermo. Omoerotismo secondo il cinema alto e art-house di quei tempi, quindi raffinatezze formali, deviazioni sul sadismo, autorepressione ecc. David Bowie algido, non si sa se per scelta o per inespressività congenita. Furyo è ormai un reperto archeologico e come tale va visto o rivisto.
6) Quei bravi ragazzi, Studio Universal, h. 21,00. Uno Scorsese d’annata (1990), quando ancora si occupava soprattutto di colpe e perdizioni e delitti (con qualche redenzione) nei peggiori quartieri di New York. Cioè, di un pezzo della sua vita. A tutt’oggi, lo Scorsese migliore, il più fragrante e sincero. Quei bravi ragazzi segue la carriera criminale di Henry (Ray Liotta, che non avrebbe mantenuto le promesse di questo film) e della banda di quartiere di cui fa parte, dai piccoli traffici dell’inizio fino al salto nel mercato sporco dell’eroina. Un’escalation di violenza, avidità e dissoluzione morale che Scorsese registra come sa fare lui, con implacablità ma non senza pietas. Domina la scena, al solito, Robert DeNiro. Ma ci sono anche Paul Sorvino e Joe Pesci.

Fine della prima parte. I film dalla quinta alla prima posizione nel successivo post.

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