FILM STASERA IN TV: la mia top 20 (sabato 21 agosto 2010, prima parte)

Vista la quantità di film interessanti, oggi ho pensato di ampliare la mia consueta Top 10 fino a farla diventare una Top 20, includendo stavolta, per il loro interesse, anche titoli che incominciano oltre la 1.00 (è sabato, si può anche restare svegli un po’ di più). La scelta è personale. Si omettono magari titoli famosi per lasciare il posto ad altri bizzarri o meno consolidati. Chi volesse avere la programmazione completa delle varie reti consulti MyMovies Guida in tv e Sky.

20) Doppia identità, Rai 4, , h. 22,50. Interessante poliziesco-noir diretto nel 1990 da Sondra Locke, appena uscita dalla lunga convivenza e collaborazione professionale con Clint Eastwood (L’uomo nel mirino, Bronco Billy). Clima ambiguo e parecchio morboso che ricorda molto il Clint di Corda tesa, con una poliziotta che si finge prostituta per un’indagine. Theresa Russell perfetta per la parte. Doppia identità merita un recupero.
19) Bride Wars – La mia migliore nemica, Sky Family, h. 22,30. Chic-flick con Kate Hudson e Anne Hathaway amiche da sempre che si ritrovano per caso a doversi sposare lo stesso giorno. Sarà guerra a colpi di abiti, inviti, bomboniere ecc. per il matrimonio più figo. Non male. Solo per chi ama il genere, però. Uomini tutto d’un pezzo astenersi rigorosamente.
18) Jefferson in Paris, Sky Cinema Mania, h. 21,00. Un James Ivory più interessante del solito, anche se illustrativo come sempre. Però qui c’è una storia, anzi la Storia, a salvarlo dal mero formalismo. Jefferson in Paris si svolge nella Parigi fine Settecento appena prima della Rivoluzione. Con un Thomas Jefferson (Nick Nolte) futuro presidente americano in veste di ambasciatore del suo paese in una Francia ribollente di fervori e rabbie. Tra storie di famiglia e di politica – Jefferson diventerà un punto di riferimento per i liberali parigini – si arriva alla presa della Bastiglia. Cast notevole, oltre a Nolte ci sono Greta Scacchi, Gwyneth Paltrow, Vincent Cassel e Thandie Newton nella parte dell’amante-schiava di colore di Jefferson.
17) Il segreto di Santa Vittoria, MGM Channel, h. 22,35. Quei film anni ’60 allora stroncatissimi che a me oggi piacciono da impazzire. Il segreto di Santa Vittoria è di Stanley Kramer (Vincitore e vinti, Indovina chi viene a cena?) che qui va sulla commedia bellica. Italia, seconda guerra mondiale. Un commando nazista occupa un paesino piemontese famoso per la sua produzione vinicola con l’incarico di portarsi via tutte le bottiglie, come fossero opera d’arte (e difatti). Il sindaco, incredibilmente Anthony Quinn, fascista sì ma arci-italiano, farà di tutto per impedire lo scippo. Con Anna Magnani, non so se mi spiego, Virna Lisi e un Giannini pre-Wertmüller. Adoro.
16) Il grande sogno, Sky Cinema 1, h. 23,05. Il Sessantotto secondo Michele Placido. Che mette in scena la storia di una ragazzo appena arrivato dalla Puglia a Roma e che si arruola in polizia per tirare fine mese: incapperà nella Grande Contestazione. Parecchio autobiografico, con Scamarcio as Placido da giovane, e basterebbe questo per farne un culto. Finora mi sono astenuto dal vederlo, le sole parole ’68-al-cinema mi fanno star male. Però Placido con Romanzo criminale ci aveva dato appena due anni prima un film grandissimo, un poliziottesco d’autore come in Italia non se ne vedevano da decenni, e giustamente adorato anche all’estero, soprattutto in Francia. Ecco, se penso a Romanzo criminale quasi quasi supero il disgusto e questo Grande sogno cerco di vedermelo, almeno un pezzo.
15) Kickboxer, il nuovo guerriero, Sky Cinema Max, h. 22,40. Del 1989, è uno dei film che stabilisce il mito cinematografico di Jean-Claude Van Damme, eroe di calci, pugni e arti marziali che ha colonizzato le platee mondiali. Qui siamo in Thailandia, tra ring malfamati e crudeltà d’Oriente. Dal Messico alla Cina, dalla Russia all’Egitto, non c’è paese in cui Van Damme non sia un idolo delle masse. Uno di quei fenomeni del cinema popolare che sfuggono ai critici, ma che hanno un impatto smisurato sulla sensibilità collettiva. Da conoscere.
14) Spread, Sky Cinema 1, h. 1,00. Film da scoprire. Con Ashton Kutcher ragazzotto a Los Angeles senza mezzi e senza casa che si piazza qua e là dalle varie fidanzate che lo mantengono. Nikki è un gigolò, gentile e ammodo, ma un gigolò. Ultimo domicilio conosciuto, la magione della ricca avvocatessa che lo ospita con piscina e vista su L.A. Finché arriva la ragazza di cui si innamora davvero. Produzione indie presentata al Sundance. Non è stato quell’hit che Kutcher sperava, ma Spread resta un film non banale.
13) Camera con vista, Rai Movie, h. 0,30. Ora, io segnalo lo stesso i film su RaiMovie, anche se per me rimane un canale fantasma, visto che non riesco proprio a beccarlo. Eppure sul sito Rai assicurano che Rai Movie è attivo e captabile nelle zone con digitale terrestre (e Milano è inclusa). Allora dov’è il mistero? In attesa di poter chiarire con l’antennista, da cui non mi aspetto grandi lumi conoscendo il tipo, qualcuno è in grado di darmi una spiegazione? Grazie.
Veniamo a Camera con vista, il secondo film che segnalo oggi di James Ivory. Che, per uno come me che non lo ama per niente, è una bella contraddizione. Ma questo, insieme a Quel che resta del giono, è il suo meglio, oltre che il suo maggior successo commerciale in assoluto. La storia degli inglesi che nella Toscana di inizio Novecento scoprono i sensi con vista sull’Arno, è sempre bella, ed è un utile ripasso del romanzo di Edward M. Forster, meraviglioso.
12) Notte Dziga Vertov, Rai Tre (Fuori Orario), inizio h. 00,35. Ben sei film del regista sovietico Dziga Vertov, tra anni Venti e Quaranta, da Lenin a Stalin. Si parte con L’undicesimo, celebrazione del decimo anniversario della Rivoluzioned’Ottobre, si prosegue con Entusiasmo, poi con il celeberrimo Tre canti su Lenin, Ninna nana, A te, fronte!, fino al capolavoro L’uomo con la macchina da presa. Film di propaganda, alcuni strepitosamente innovativi nel linguaggio cinematografico, ma pur sempre propaganda. Forse è ora di fare del sano revisionismo anche sul buon Dziga Vertov, di toglierlo dalla nicchia dei santi e di dire che non è bello, è contro ogni morale filmica anzi è contro la morale tout-court, girare film a sostegno di regimi repressivi. Lo stesso vale anche per Frau Leni, ovvio.
11) Piano 17, RaiUno, h. 1,55. Vanno di notte, anche se sulla rete ammiraglia, i Manetti Bros., i due fratelli che hanno firmato video musicali di culto soprattutto per la scena rap romana, e molta roba dello StraCult televisivo di Marco Giusti. Questo è il loro ultimo film, e risale al 2005. Non fu un gran successo, eppure Piano 17 è un thriller ben congegnato e scritto, avvincente, anche se girato con pochi mezzi e, grande prova di virtuosismo, quasi tutto in ascensore. I Manetti poi si sono dati con buoni risultati alla fiction, firmando L’ispettore Coliandro, che resta tra le cose più dignitose sfornate dalla tv italica nel settore.

Fine prima parte. Gli altri film dalla decima alla prima posizione, in un post successivo.

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