FILM STASERA IN TV: la mia Top 20 (sabato 21 agosto 2010, seconda parte)

Vista la quantità di film interessanti, oggi ho pensato di ampliare la mia consueta Top 10 fino a farla diventare una Top 20, includendo stavolta, per il loro interesse, anche titoli che incominciano oltre l’ 1.00 (è sabato, si può anche restare svegli un po’ di più). Nel post precedente i titoli dal ventesimo all’undicesimo posto, adesso quelli dal decimo al primo. La scelta è assolutamente personale. Si omettono magari titoli famosi per lasciare il posto ad altri bizzarri, eccentrici, meno conosciuti. Chi volesse avere la programmazione completa delle varie reti consulti MyMovies Guida in tv e Sky.

10) Giù al Nord, Joi, h. 21,46. Commedia francese che un paio d’anni fa ha spopolato in patria con incassi da record. Giustamente, perché fa morir dal ridere e riesce a trattare senza pesantezza temi come il pregiudizio e l’intolleranza. Il provenzale Philippe, dopo aver combinato guai nel suo ufficio postale, viene trasferito per punizione su nel freddo Nord dalle parti di Calais. Dal sole del Sud alle brume dei canali e al livido mare di settentrione. Philippe è disperato, ma al Nord scoprirà di trovarsi benissimo, tra colleghi che lo inizieranno ad abitudine e cibi completamente nuovi. La morale di Giù al Nord è chiara, ma servita dal regista Dany Boon (che è anche tra gli interpreti) con il sorriso. Io l’ho adorato. Da vedere assolutamente. Attenzione, sta per uscire un remake italiano, Benvenuti al Sud: nordico deportato in Campania scoprirà che… Con Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Luisa Ranieri. Uscita l’8 ottobre.
9) Sospesi nel tempo, Premium Cinema En ergy, h. 0,55. Attenzione, un horror-commedia del 1995 girato da Peter Jackson dopo Le creature del cielo, che l’aveva lanciato, ma parecchio prima della trilogia del Signore degli anelli, che lo avrebbe trasformato nel moneymaker che sappiamo. Strano miscuglio di generi, con un Michael J. Fox che circuisce vedove con l’aiuto di tre fantasmi. Il primo film americano del neozelandese Jackson, prodotto da Robert Zemeckis.
.8) L’ultimo dei Mohicani, Sky Cinema Hits, h. 21,15. Magnifico avventuroso, tratto dal classico di James Fenimore Cooper e girato nel 1992 da un Michael Mann reduce dalla notevole prova di Manhunter. Sullo sfondo dela guerra franco-britannica per il possesso dei territori americani, la storia di un bianco adottato dai pellerossa, che si muove e combatte sospeso tra due mondi. Una vicenda che ha fatto sognare generazioni di ragazzi, e che in questa versione viene riproposta con il massimo dei mezzi. L’ultimo dei Mohicani è interpretato alla grandissima da un Daniel Day-Lewis all’apice della sua forma fisica. Paesaggi immensi. Senso epico. Cinema-cinema, già con parecchia consapevolezza antropologica che però non appesantisce lo spettacolo.
7) Funny Games – Possiamo iniziare?, Sky Cinema Hits, h. 0,50. Remake che Michael Haneke ha girato tre anni fa in America del suo inquietantissimo, omonimo film del 1997. Solo per stomaci fortissimi e menti impermeabili agli incubi. Un sadico si introduce nella casa di una coppia borghese, ed è un’escalation di orrore. Ma orrore puro, quintessenziale, insostenibile, peggio di ogni horror di bassa macelleria. Ecco, se devo scegliere il film più terrorizzante della storia del cinema, io scelgo Funny Games, l’originale. Ma anche questo non scherza. Tim Roth, protagonista con Naomi Watts, l’ha trovato così disturbante mentre lo girava da non essere mai riuscito poi a vederlo. Haneke è il regista Palma d’oro a Cannes 2009 con Il nastro bianco.
6) Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?, MGM Chanel, h. 0,55. Un Billy Wilder già tardo (1972), non dei maggiori ma sempre di Wilder si tratta, cioè del più grande della commedia insieme al suo maestro Ernst Lubitsch. Anche quando non è al massimo, come qui, è qualche chilometro sopra molti suoi colleghi. Perfidia, crudeltà, cinismo, humor: una miscela che Wilder si portò a Hollywood dalla Berlino weimariana pre-Hitler dei Kabarett, degli sberleffi e della dolce vita vissuta disperatamente sospesi sull’abisso. Una miscela che il regista di A qualcuno piace caldo e Viale del tramonto non ha mai tradito né annacquato. La applica anche a questa storia di un americano (Jack Lemmon) che viene a Ischia a recuperare la salma del padre, integerrimo industriale di Baltimora, deceduto mentre era lì a passare le acque e i fanghi. Scoprirà, alla Wilder, che il padre tanto integerrimo non era, anzi veniva a Ischia tutti gli anni per stare qualche settimana con la sua amante inglese. Purtroppo in Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? c’è anche Juliet Mills, lentigginosa pupattola priva di ogni sottigliezza wilderiana, che però fortunatamente non riesce a rovinare il film.
5) L’appartamento spagnolo, Cult, h. 23,00. Un ragazzo francese si infila nel programma Erasmus e finisce a Barcellona in un incasinatissimo appartamento tra coetanei di ogni parte d’Europa (c’è anche l’italiano, ma ha un ruolo secondario). La solita vita da studenti sregolata ma non troppo, tra amori, tradimenti, bagordi, goliardate, ciucche e sballi, nulla di particolarmente nuovo rispetto ai tempi della Bohème e di Addio giovinezza, solo con un po’ di sesso e qualche sostanza alterante in più. Un racconto di formazione abbastanza classico. Però Cédric Klapisch, il regista, è bravissimo nell’intercettare l’air du temps (siamo nel 2002), l’ansia di cosmopolitismo e di fuga dei ventenni della generazione zero, il loro – magari illusorio – sentirsi alla giannanannini ragazzi dell’europa e non di qualche provincia. A tratti irresistibile, anche grazie a Romain Duris, qui al suo primo film, pescato dal regista fuori da una scuola, e destinato a diventare una star della cinematografia francese e non solo (io sono un suo fan). Duris in L’appartamento spagnolo è un dongiovanni indolente e restio che ricorda un po’ Mastroianni, cui nessuna sa resistere. Il film fu un successo clamoroso, che fondò e rifondò il doppio mito dell’Erasmus e di Barcellona come città giovane e trasgressiva dove tutto è permesso. Io detesto entrambi i miti, eppure adoro l’Appartamento spagnolo. Non chiedetemi perché, non lo so.
4) Ghost Dog, il codice del Samurai, Studio Universal, h. 1,35. C’è gente che lo considera fra i più bei film della storia. Io non arrivo a tanto, ma devo ammettere che questo Jim Jarmusch del 1999 è forse il suo migliore, con quell’ascetismo tra Dreyer, Bresson, Schrader e Melville. Soprattutto l’asciutto, stoico, virilmente malinconico Melville di Le samouraï/Frank Costello faccia d’angelo. Il protagonista di Ghost Dog, di mestiere killer, vive appartato coltivando l’arte (marziale) del Bushido, in una ascesi e un percorso iniziatico che vuol essere quello dei Samurai. Onore, colpa, redenzione, sublimazione di sè attraverso la morte. Con Forest Whitaker e l’Henry Silva risumato da tanti B-movie italiani.
3) Operazione paura, Sky Cinema Italia, h. 22,55. Un altro Mario Bava, dopo quello di Sei donne per l’assassino di ieri sera. Sullo status ormai consolidato di Bava quale maestro del cinema di genere, s’è già detto di tutto e di più. Meglio guardarsi questo Operazione paura, 1966, a torto non considerato tra le sue opere maggiori, forse perché non ha mai avuto un’adeguata distribuzione. La madre medium di una bambina uccisa richiama dal’aldilà la pargoletta perché si vendichi. Marco Giusti nel suo Stracult, dizionario dei film italiani sostiene che Fellini avrebbe rubato qualche idea da Operazione paura per il suo Toby Dammit, l’episodio di Tre passi nel delirio che girò con Terence Stamp. Il che aumenta ulterioremente lo status di culto del film di Bava.
2) Prima dell’alba, Rai 4, h. 21,00. Céline e Jesse (gli indimenticabili Julie Delpy e Ethan Hawke) si incontrano sul treno per Vienna. Hanno solo 24 per conoscersi, forse innamorarsi, forse stabilire qualcosa che durerà, poi dovranno separarsi per irrinunciabili impegni. Ci provano. Vagano nella notte viennese parlando, discutendo, sfiancandosi, sfiorandosi, nell’eterna schermaglia tra i sessi. Un uomo e una donna, sic et simpliciter. Un film d’amore (anno 1994) ai confini estremi con il vero. Il regista Richard Linklater segue i suoi due protagonisti con la mdp, li pedina come in un docu o in una sorta di prefigurazione del reality, lascia che Delpy e Hawke improvvisino, aggiungano del loro ai dialoghi per accentuare il senso di verità. Piccolo grande meraviglioso film, Prima dell’alba, conta eserciti di estimatori in tutto il mondo. Dieci anni dopo arriverà l’atteso sequel Prima del tramonto, sempre con la coppia Hawke-Delpy.
1) Il mestiere delle armi
, Rai Movie, h. 21,oo. Riguardo al canale fantasma Rai Movie, rimando a quanto ho scritto nel post precedente nella scheda su Camera con vista. Ma veniamo al Mestiere delle armi, sorpresa assoluta dell’anno domini 1991 da parte di un Ermanno Olmi che sembrava ormai pago dei risultati raggiunti nella sua carriera. E che invece se ne esce con questo strano, fascinoso oggetto filmico che cita e nello stesso tempo nega e oltrepassa i generi, dal film in costume a quello bellico-avventuroso fino al cappa e spada. La ricostruzione della vita del mercenario Giovanni delle Bande Nere è l’occasione per Olmi per parlarci e mostrarci attraverso il cinema un percorso molto umano di sangue, peccato, pentimento e redenzione. Meditazione sulla storia e sulla violenza, sulla necessità del sacro e del divino. Capolavoro.

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