FILM STASERA IN TV: classifica dal 22° all’11° posto (mercoledì 1° settembre)

Alla solita lista dei 20 film della sera e notte televisiva, stavolta ne ho aggiunti per il loro interesse altri due. Incominciamo quindi la classifica partendo dalla posizione 22 e salendo man mano fino al vertice. La scelta è personale. Si omettono magari titoli famosi per lasciare il posto ad altri bizzarri o meno consolidati. Avvertenza: si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Chi volesse avere la programmazione completa delle varie reti consulti MyMovies Guida in tv e Sky.

22) La ragazza con l’orecchino di perle, Cult, h. 22,45. Tratto dal libro omonimo di Tracy Chevalier, che fu un gran successo tra le lettrici, il film racconta (inventa) la storia della ragazza ritratta nel famoso quadro di Vermeer, e i suoi rapporti col pittore fiammingo. Mah. Insomma. C’è Scarlett Johansson prima di Lost in translation. (altre informazioni sul film)
21) S. Darko, Sky Cnema 1, h. 21,00. Sequel apocrifo del 2009 del cultissimo Donnie Darko di Richard Kelly. Il regista dell’originale ha disconosciuto questa tardiva parte seconda al cui centro c’è Samantha, la sorella di Donnie. Spin-off improprio. Resta l’omaggio, metà sincero metà furbetto, a DD. (altre informazioni sul film)
20) I lunghi giorni delle aquile, MGM Channel, h. 22,40. Kolossal bellico del 1969 sulla battaglia in cielo e da terra (con la contraerea), ma soprattutto in cielo, tra gli inglesi e i tedeschi che nel 1940 attaccarono la Gran Bretagna. Sappiamo com’è andata, e il film patriotticamente ricostruisce l’epopea dal punto di vista britannico. Con Laurence Olivier, Michael Caine e Trevor Howard. Maltrattato dai critici. Sottovalutato ma godibile. (altre informazioni sul film)
19) Fusi di testa, Sky Cinema Mania, h. 21,00. Piccolo film della regista Penelope Spheeres che allora, 1992, godeva di gran considerazione quale rappresentante di un cinema indie molto giovanilista e rockettaro, ispirato all’estetica videomusicale del periodo. Oltretutto, una regista donna senza smancerie e mollezze, di polso e stile molto virili, alla Kathryn Bigelow per intenderci. In Fusi di testa due metallari sballati danno vita a uno show demenziale su una piccola emittente. L’avido Rob Lowe li adocchia e li vuole lanciare. Probabilmente datato. (altre informazioni sul film)
18) Duello nel Pacifico, Sky Cinema Classics, h. 21,00. L’ultimo giapponese e l’ultimo americano rimasti intrappolati su un’isola del Pacifico continuano a combattersi, ma finiranno col diventare amici, poi la Storia li separerà di nuovo. John Boorman (Un tranquillo weekend di paura, Anni ’40) riesce ad avvincere anche con due soli personaggi. Duello nel Pacifico (1968) bisognerebbe proiettarlo nelle scuole di cinema, soprattutto italiane, per far vedere come si possa fare spettacolo anche con poco, basta avere le idee, saper scrivere una sceneggiatura e essere bravi. I duellanti sono Lee Marvin e Toshiro Mifune. (altre informazioni sul film)
17) In the name of the king, Premium Cinema Energy, h. 21,00. Attenzione, un film di Uwe Boll,  considerato il peggiore e più scombinato regista al mondo, sorta di Ed Wood di questi anni Duemila, re di Z-movies spesso autoprodotti, stroncato dai critici di fascia alta e amato invece dai giovinastri più estremi dei siti e delle fanzine. Boll lo si ama o lo si odia, ma è comunque un fenomeno da considerare e, ogni tanto, da vedere. I suoi famigerati film senza finezze e di una rozzezza mai vista, forse molto devono alla sua origine teutonica che non l’ha certo dotato di leggerezza. Uwe è famoso anche per aver sfidato sul ring a Vancouver tre suoi detrattori e averli stesi. Boll über alles! Mitico. In the name of the King è un truculento fantasy del 2007 con la star del genere Jason Staham. Cosa ci faccia quel visino grazioso e un tempo da serie A di Leelee Sobieski in un film come questo non si sa. (altre informazioni sul film)
16) Wasabi, Rai 4, h. 21,10. Un poliziotto fancese, che è il molto credibile Jean Reno, va in trasferta a Tokyo dopo che ha saputo della morte di un suo ex amore giapponese. Scoprirà di avere una figlia, e che la Yakuza è implicata nella morte della donna. Chiaro che metterà mano alla pistola e si darà da fare nonostante le ferie e il lutto. Prodotto da Besson nel 2001, riflette il gusto abbastanza pornografico per la violenza di quegli anni. (altre informazioni sul film)
15) Lezione Ventuno, Premium Cinema Emotion, h. 0,50. Per i/le fan di Alessandro Baricco, ecco servito il suo esordio come regista cinematografico del 2008. Presentato con gran pompa a Locarno, lanciato alla grande dalla Fandango, fu accolto gelidamente. Insommma: fiasco. Nei cinema non raccattò un euro. Contorto film su una lezione di un musicologo austriaco, per sempre ricordata dai sui devoti allievi come Lezione 21, in cui l’esimio docente distruggeva il mito di Beethoven e della sua Nona. Si aggiungono poi altre trame tra continui sbalzi temporali. Mah. Boh. Però curioso. Avendo voglia e amando Baricco, a Lezione 21 si può anche dare un’occhiata. (altre informazioni sul film)
14) Il passato è una terra straniera, Premium Cinema Energy, h. 0,55. Uno dei titoli più lambiccati e pretenziosi degli ultimi anni, che ha pesato sul destino del film come un macigno. Eppure ci si aspettava parecchio da questo lavoro che Daniele Vicari trasse nel 2008 dal romanzo di Gianrico Carofiglio. Un cattivo ragazzo incontra un bravo ragazzo e lo trascinerà nel gorgo. Non male, ma il pubblico non ha gradito. Con Elio Germano e Michele Riondino. Da vedere. (altre informazioni sul film)
13) Baarìa, Premium Cinema, h. 21,15. Sono in una fase di rivalutazione di Tornatore. Qualche giorno fa mi è venuta una gran voglia di rivedere La sconosciuta, adesso di guardarmi Baarìa, dopo che mi sono rifiutato (come molti) di andarlo a vedere al cinema, stremato dalla martellante promozione e infastidito dall’estetica dolce & gabbanata del trailer. Però, dopo il massacro da parte della critica di Baarìa, a me, che mi intenerisco sempre sui film maltrattati, è venuto l’impulso irrefrenabile di rivalutarlo e di dire che no, non è poi così brutto. (altre informazioni sul film)
12) Imago Mortis, Sky Cinema Max, h. 0,10. Film di paura del 2008 dell’italiano Stefano Bessoni, che cerca di inserirsi con un prodotto alto nel mercato internazionale dell’horror d’autore. Non a caso lo co-produce con la Spagna, che su questo versante ha dato opere importanti come The Orphanage e [.Rec]. Il film parte da una teoria secentesca, la tanatografia, secondo cui sulla retina di un morto resterebbe impressa l’ultima immagine vista. Idea peraltro già sfruttata da Dario Argento in uno dei suoi classici gialli, Quattro mosche di velluto grigio. In questo caso diventa pretesto e punto di partenza per una storia di brividi e spaventi ambientata in una scuola di cinema. C’è quell’icona di Geraldine Chaplin. Interessante, un film di genere purtroppo snobbato che avrebbe meritato di più. (altre informazioni sul film)
11) The Queen, Rai Movie, h. 21,00. Non sono un grande estimatore del cinema inglese e The Queen non mi ha fatto cambiare idea, nonostante la sbalorditiva performance di Helen Mirren che le ha fatto giustamente guadagnare l’Oscar. Il docudrama sulla grande crisi che investi Buckingham Palace e fece traballare la monarchia dopo la morte di Diana certo dà parecchi punti alle fiction di casa nostra e resta un luminoso esempio di libertà d’opinione della democrazia inglese. In quale altro paese si potrebbe fare un film sulle massime cariche dello stato come questo, rispettoso sì ma non in ginocchio? Film parecchio interessante per come ricostruisce il privato della regina e della sua corte senza però indulgere al voyeurismo e alla tentazione demitizzante. Regia infallibile di Stephen Frears. È l’inglesità fatta di battute di caccia in campagna, tazze di tè, cappellini e orride tappezzerie che a me proprio non va giù. Sorry. (altre informazioni sul film)

Fine prima parte. I film dal decimo al primo posto li trovate nel post successivo.

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