FLM STASERA IN TV: classifica dal 20° all’11° posto (venerdì 3 settembre)

I miei 20 film della sera e notte televisiva, partendo dal ventesimo posto e salendo fino al vertice. La scelta è personale. Si omettono magari titoli famosi per lasciare il posto ad altri bizzarri o meno consolidati. Avvertenza: si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Chi volesse avere la programmazione completa delle varie reti consulti MyMovies Guida in tv e Sky.

20) Kalifornia, Studio Universal, h. 21,00. Coppia perbene-borghese carica due autostoppisti, Brad Pitt e Juliette Lewis (che allora, 1993, sembrava un’attrice di grande avvenire). Che si riveleranno una coppia criminale di sadica efferatezza. Anticipa di poco, con la sua pornografia della violenza, l’analogo film di Oliver Stone (il suo peggiore di sempre) Natural Born Killers. (altre informazioni sul film)
19) Popeye, Studio Universal, h. 1,10. Uno di quei film clamorosamente sbagliati che ogni tanto Robert Altman chissà perché sceglieva di girare, in una sorta di autolesionismo autoriale, di autosabotaggio che nessuno è mai riuscito a spiegare. Questa è la versione cinematografica di Braccio di ferro, idea balorda come poche, anche se sceneggiata nientemeno che da Jules Feiffer. Fu un disastro difatti. Chissà a rivederlo oggi che effetto fa (Popeye è del 1980). (altre informazioni sul film)
18) Mi chiamo Sam, La 7, h. 21,10. Uno dei tanti film politically correct che hanno trasformato Sean Penn in icona del commitment divistico e hanno fatto di lui l’attore più oscarizzato della sua generazione. Che ormai tra le nomination e le statuette che si è preso abbiamo perso il conto. Qui Sean è il padre dall’intelligenza lenta e bloccata a livelli infantili di una bambina di sette anni che gli verrà tolta dall’assistenza sociale. Un’avvocatessa, Michelle Pfeiffer, combatterà per lui. (altre informazioni sul film)
17) I ponti di Madison County, Mya, h. 22,35. Una romantic comedy diretta da Clint Eastwood è un ossimoro. Ma lui riesce grazie a Dio a conservare la sua ruvidezza anche qui, in questa storia d’amore tra un fotografo del National Geographic e una casalinga (quasi) rassegnata del Midwest. Lei è Meryl Streep e anche questo contribuisce all’insolita asciuttezza della love story. (altre informazioni sul film)
16) Solaris, Iris, h. 21,05. Non purtroppo l’originale di Tarkovsky, meraviglioso ed emozionante, ma il suo remake girato nel 2002 da Steven Soderbergh con George Clooney. Però l’idea base di questo fantascientifico, il pianeta Solaris che materializza l’inconscio e richiama le persone dal passato, resta bella e carica di suggestioni, e funziona ancora (altre informazioni sul film)
15) Alessandro il Grande, MGM Channel, h. 22,40. Non il cult campissimo di Oliver Stone, con Colin Farrell mesciato e Angelina Jolie mamma castrante con tanto di serpenti, ma il peplum del 1956 diretto da Robert Rossen. Un film non senza ambizioni d’impegno che cercò di scostarsi dai soliti sandaloni-movie, interpretato da un giovane Richard Burton pre-Liz e pre-Cleopatra. (altre informazioni sul film)
14) Tropic Thunder, Sky Cinema mania, h. 1,05. Ben Stiller non solo attore ma anche regista per questa commedia molto maschile, molto volgare ma molto interessante che parodizza i film bellici. Meglio, i film sul Vietnam, totem hollywoodiani come Platoon e Apocalypse Now. Tre attori vengono inviati in Indocina e per aumentare il realismo vengono lasciato soli e senza cellulare a vagare nella giungla. Tra i molti i bersagli di Tropic Thunder, anche la megalomania di certi registi. Oltre a Stiller c’è Robert Downey jr, uno dei migliori oggi in circolazione, che nella parte di un attore fanatico del Metodo (genere Lee Strasberg) arriva a farsi pigmentare la pelle di nero con un intervento chirurgico onde interpretare un ufficiale afroamericano. Il riferimento a certi fanatismi alla DeNiro che si era ingrassato di 30 chili per Toro scatenato è tutt’altro che casuale. (altre informazioni sul film)
13) Pioggia, Sky Cinema Clssics, h. 1,05. Melò musicale su una sciantosa, Rita Hayworth, che si esibisce in un localaccio dei Mari del Sud e che un bravo ragazzo cerca di redimere. Del 1953, tratto da Somerset Maugham. “È un film mediocre che nell’ultimo quarto d’ora annega nel ridicolo”, scrive il Morandini. Wow, una stroncatura che fa venir voglia di vederlo subito. Il problema se mai è che Rita Hayworth non è la Marlene Dietrich della Taverna dei sette peccati, film molto simile a questo e arrivato parecchio prima (1940). (altre informazioni sul film)
12) Il grande attacco, Sky Cinema Italia, h. 0,45. Bellico by Umberto Lenzi del 1977, quando il nostro cinema di genere andava già declinando. Questa è una piccola produzione che cerca di mimare i grandi bellici americani con un cast di star italiche, Giuliano Gemma, Ray Lovelock, Edwige Fenech, più Henry Fonda a dare il tocco di nobiltà, più Helmut Berger, ovviamente isterico e cattivissimo nazista. Abbastanza commovente, a vederlo oggi, per come riesce a usare i pochi mezzi a disposizione, con le scene di battaglie ridotte al minimo indispensabile e tutte con gran primi piani e campi stretti per risparmiare sulle comparse, e tre carri armati, sempre quelli, che girano per le varie scene. Il cinema italiano e l’arte di arrangiarsi, ma bello anche per questo. (altre informazioni sul film)
11) L’amore molesto, Cult, h. 23,00. Mentre Mario Martone sta per sbarcare a Venezia con il suo film risorgimentale (revisionista?) Noi credevamo, si può dare un’occhiata a questo suo L’amore molesto del 1992. Film molto celebrato allora, tratto dal libro della misteriosa Elena Ferrante, su una figlia che, tornata a Napoli per la morte della madre, ne scoprirà a poco a poco la vita segreta e l’abisso in cui era precipitata. Malato, con una Napoli città-gorgo, pericolosa come lo sguardo della Medusa. Film che è una discesa agli inferi. A tutt’oggi il meglio di Martone. (altre informazioni sul film)

Fine prima parte. I film dalla decima alla prima posizione li trovate nel post successivo.

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