FILM STASERA IN TV: la top 10 (venerdì 15 ottobre 2010)

Riprende su questo blog dopo una pausa, causa vacanze, la classifica dei film più interessanti della sera e della notte tv, dall’analogico al satellitare al digitale terrestere (free e premium). Nel post precedente i film dal ventesimo all’undicesimo posto. In questo post, i film dal decimo al primo posto. La scelta è assolutamente personale. Chi volesse vedere la programmazione completa delle varie reti consulti Film.tv.it. Si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o.

10) Cado dalle nubi
, Premium Cinema, h. 22,45. Mariarosa Mancuso ha scritto sul Foglio che Cado dalle nubi, esordio al cinema e successo a sorpresa di Checco Zalone, è tra i pochissimi film italiani che l’abbiano fatta ridere negli ultimi anni. Le crediamo sulla parola e dunque consigliamo caldamente. (informazioni sul film)
9) Rebecca la prima moglie, Sky Cinema Classics, h. 23,20. Classicissimo di Hitchcock. Una casa da incubo, un marito dall’aria ambigua, una moglie devota e terrorizzata, una governante dall’aspetto sinistro. Su tutto e tutti il fantasma della prima moglie. Meravigliosa Joan Fontaine. Da vedere e rivedere. (informazioni sul film)
.8) Il pianista, Premium Emotion, h. 23,15. Polanski, l’ex bambino del ghetto di Cracovia sfuggito miracolosamente ai nazisti, si confronta qui per la prima volta nella sua storia di regista con l’Olocausto. Lascia perdere il grande affresco e si concentra sulle vicissitudini di un ragazzo ebreo di Varsavia di professione pianista che trova insperata protezione da parte di un ufficiale tedesco che apprezza la sua musica. C’è qualcosa che va oltre la convenzione, pur nobile, del genere: stavolta i confini tra Bene e Male sono netti ma valicabili, il militare tedesco qui non è un mostro ma un umano. Lo sguardo di Polanski è fermo e pacato, sapienziale, di piena maturità. Notevole, ma forse non quel capolavoro che ci si aspettava (la missione salvifica affidata alla musica classica gronda inesorabilmente retorica). Palma d’oro a Cannes, Oscar a Adrien Brody. (informazioni sul film)
7) Donnie Darko, Sky Cinema HIts, h. 21,15. Si è molto parlato di questo piccolo film indie accolto nell’indifferenza alla sua uscita e poi cresciuto con il passare del tempo fino alla status di cult assoluto. Anzi, fino a paradigma di ogni cult. Donnie Darko, un Jake Gyllenhaal giovanissimo (era il 2002), è un teenager disturbato, forse schizofrenico, in cura da uno psicanalista cui racconta di aver per amico una creatura allucinatoria, un coniglio gigante che lo spinge ad azioni rischiose. E che gli ha rivelato che la fine del mondo è vicina. Un repertorio da perfetto manuale di psichiatria (sembra una lezione sulla schizofrenia), che però nelle mani del regista Richard Kelly diventa un film inclassificabile tra esoterico, sci-fi e teen-movie, un attraversamento tra reale e fantastico piuttosto inquietante e decisamente originale. Di Richard Kelly è uscito pochi mesi fa The Box, che ripropone parecchi elementi di Donnie Darko, anche se all’interno di una gabbia più rigida da film di genere. (informazioni sul film)
6) Alien, Iris, h. 21,05. Il primo, l’originale. Il film del 1979 firmato Ridley Scott che ha dato il via a una delle più celebri saghe del cinema horror-fantastico. Ormai un classico, con il suo mostro che si ridesta durante la missione spaziale e l’eroica Sigourney Weaver a tenergli testa. Un capostipite e una pietra miliare. Citatissimo, anche in Avatar. (informazioni sul film)
5) Zardoz, Sky Cinema Clasics, h. 1,30. Un mio personale cult, così imperdibile che lo inserisco in questa lista di segnalazioni anche se incomincia fuori orario, dopo la 1. Sgangherato e insieme grandioso e visionario film di John Boorman del 1974 che disegna una folle società postapocalittica divisa rigidamente in classi e tenuta sotto controllo dal dio Zardoz, una misteriosa maschera di pietra che emette ordini e sanzioni e detta regole di vita. Tra gli aristocratici Charlotte Rampling, tra i ribelli un incredibile Sean Connery d’assalto e molto Seventies in perizoma rosso e bandoliera diventato assoluta icona camp (foto). Forse l’immagine più imbarazzante della sua carriera. Un film che ha cultori fanatici in ogni parte del mondo e che è raro vedere.  (informazioni sul film)
4) Fuga di mezzanotte, Studio Universal, h. 21,00. Enorme successo giovanilista anni Settanta firmato Alan Parker su un ragazzo americano internato per un po’ di hashish in un carcere turco. Ne vedrà di ogni. Una pessima pubblicità per la Turchia che Ankara ha impiegato decenni a scrollarsi di dosso. Prigioni turche viste come il girone più dannato dell’inferno moderno, tra violenze e brutalità di ogni tipo, sessuali incluse. Sceneggiato alla grandissima da Oliver Stone, trasformò il suo protagonista Brad Davis in una star. Che sarebbe stato di lì a poco chiamato da Fassbinder per il definitivo Querelle de Brest. (informazioni sul film)
3) In the cut, Retequattro, h. 23,20. Il film maledetto di Jane Campion, che sbarca a Hollywood con questo thriller erotico che non avrà alcun successo ma che resta un falimento molto interessante. Citazione e quasi remake del lontano In cerca di Mr Goodbar con Diane Keaton: anche qui una signora perbene alle prese con locali infami, gente di pessima reputazione e sesso selvaggio. Attrazione pura tra Meg Ryan (purtroppo già deturpata dal bisturi) e l’ambiguo detective Mark Ruffalo, definitivamente promosso qui a sex symbol, con discesa negli abissi nel sadomaschismo e delle peggiori fantasie. Campion non si è più tirata su dal flop. Film imbarazzante ma ardimentoso nell’esplorare e nel dire l’inesplicabile. (informazioni sul film)
2) Queimada, Sky Cinema Italia, h. 0,15. Dopo il trionfo globale di La battaglia di Algeri Gillo Pontecorvo se ne sta un po’ in campana, finchè non decide di girare questo stravagante film politico molto fine anni Sessanta dunque molto sessantottardo-rivoluzionario-terzomondista (siamo nel 1969) sul confronto-scontro tra Nord e Sud del mondo. Storia didascalica su un emissario inglese, che è addirittura Marlon Brando in versione biondissima, che cala su un’isola caraibica sotto dominio portoghese percorsa dalla rivolta per pilotare la situazione a favore della corona britanica. Colonialismo, imperialismo, sfruttamento dei dannati della terra. Una lezione indigeribile di teoria marxista-franzfanoniana che però produce inesplicabilmente uno spettacolo fiammeggiante e grandioso di passioni e pulsioni incandescenti. Un B-movie superpotenziato. Come un western di Sollima, ma elevato a paradigma assoluto del genere. Allora fu un flop, ma lo status di Queimada è cresciuto col passare dei decenni, grazie anche al solito Quentin Tarantino. Datato, datatissimo, per certi versi inguardabile oggi, ma indispensabile e anche divertente. (informazioni sul film)
1) Bastardi senza gloria – Inglorious Basterds, Premium Cinema, h. 21,00. Travolgente Tarantino, un capolavoro che è un omaggio al cinema tutto, quello di genere dei B-movie bellici all’italiani (Quel maledetto treno blindato di Castellari) come dei bergfilm tedeschi degli anni Trenta. Tarantino reinventa e piega a sè la Storia della seconda guerra mondiale, inventadosi un finale con Hitler che non è mai accaduto nella realtà. Una brigata di ebrei si infiltra oltre le linee tedesche per sabotare il nemico. Un pugno di bastardi senza gloria, la metà di una sporca dozzina fatta da bravacci che non si fermano davanti a niente. Ma quello che impressione è lo smisurato amore per il cinema di Quentin, qui all’apice del suo furore citazionista. Capolavoro, certo. Ma viene il dubbio che Tarantino si sia ormai infilato in un circolo vizioso autistico fatto di passioni e ossessioni personali e che ogni contatto con la realtà e l’oggi si sia dissolto. Come Fellini che si rinchiudeva nel suo studio di Cinecittà e lì ricreava il suo mondo di cartapesta senza più rapporti con l’esterno. Credo, temo, che Tarantino sia giunto alla stesso grado di solipsismo e autoreferenzialità. Spero che il suo prossimo film mi smentisca. (informazioni sul film)

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