FILM STASERA IN TV: la top 10 (giovedì 21 ottobre)

Segnalazione e classifica dei film più interessanti della sera e della notte tv, dall’analogico al satellitare al digitale terrestre. Il numero dei titoli indicati può variare a seconda della quantità e della qualità dell’offerta televisiva del giorno: stavolta i film sono 15. Nel post precedente i film dal quindicesimo all’undicesimo posto. In questo, i film dal decimo al primo posto. La scelta è assolutamente personale. Chi volesse vedere la programmazione completa delle varie reti consulti Film.tv.it. Si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o.

10) L’uomo di Alcatraz, MGM Channel, h. 23,05. Carcerario di John Frankenheimer del 1962, allora molto bene accolto da critica e pubblico. La storia vera di un pluriomicida che, nella sua prigionia ad Alcatraz, incomincia a osservare il comportamento degli uccelli fino a diventare un esperto ornitologo. Di quei racconti di colpa e redenzione che fanno impazzire soprattutto l’America. Nomination all’Oscar e Coppa Volpi a Venezia per Burt Lancaster. (informazioni sul film)
9) The Newton Boys, Sky Cinema Mania, h. 22,45. Chi ama Richard Linklater, il regista di Prima dell’alba e Prima del tramonto, non si perda questo suo misconosciuto gangster-movie del 1998. Ricostruzione della carriera criminale di una banda di fratelli nell’America dei ruggenti Twenties. Con Ethan Hawke, l’attore-feticcio di Linklater, e un Matthew McConaughey ancora sopportabile. (informazioni sul film)
.8) Il barone rosso, Rai Movie, h. 21,00. Uno dei meravigliosi B-movie (ma questo è da serie A) che hanno reso famoso Roger Corman. Il barone rosso è del 1971 e ripropone vita e prodezze di Manfred von Richthofen, l’eroe dell’aviazione tedesca della prima guerra mondiale. Con John Phillip Law, il Diabolik di Mario Bava. (informazioni sul film)
7) Matrimonio all’italiana, Sky Cinema Italia, h. 0,25. Uno dei mitici film della coppia Sofia Loren-Marcello Mastroianni. Titolo bruttissimo, però dietro c’è la versione filmica, anno 1964, del capolavoro di Eduardo, Filumena Marturano. Sofia perfetta (otterrà anche la nomination all’Oscar). Dirige naturalmente Vittorio De Sica. Immenso successo in tutto il mondo. (informazioni sul film)
6) Notorious, Sky Cinema Classics, h. 21,00. Classico Hitchcock con la formidabile coppia Ingrid Bergman-Cary Gran. Siamo nel 1946 e già si mettono in scena nazi cattivi fuorusciti in Brasile. La scena della zoomata sulla chiave è in tutti i manuali di cinema. Da rivedere. (informazioni sul film)
5) Fuga di mezzanotte, Studio Universal, h. 23,20. Enorme successo giovanilista anni Settanta firmato Alan Parker su un ragazzo americano internato per un po’ di hashish in un carcere turco. Ne vedrà di ogni. Una pessima pubblicità per la Turchia che Ankara ha impiegato decenni a scrollarsi di dosso. Prigioni turche viste come il girone più dannato dell’inferno moderno, tra violenze e brutalità di ogni tipo, sessuali incluse. Sceneggiato alla grandissima da Oliver Stone, trasformò il suo protagonista Brad Davis in una star. Che sarebbe stato di lì a poco chiamato da Fassbinder per il definitivo Querelle de Brest. (informazioni sul film)
4) Assassinio sull’Orient Express, Premium Cinema, h. 0,45. Il miglior film mai tratto da Agatha Christie. Diretto da Sidney Lumet, che ci mette molto di più del solido mestiere, assembla un cast stellare da vertigine, da Ingrid Bergman a Sean Connery passando per Jacqueline Bisset, Michael York e Vanessa Redgrave. Albert Finney è un Poirot mai più eguagliato in seguito. La trama gialla (la vendetta nei confronti di un gangster colpevole di un delitto infame) è tra le più appassionanti mai create dalla Christie, e Lumet la restituisce al meglio. Un film che adoro. (informazioni sul film)
3) Suspiria, Sky Cinema Italia, h. 22,40. Uno dei vertici di Dario Argento, e film che segnò la sua svolta dal thriller all’horror. In un sinistro collegio tedesco ne succedono di ogni, fanciulle scomparse, uccise, torturate. Si scoprirà che le streghe non solo son tornate, ma sono molto vicine. Visto nella versione restaurata appare splendente di colori caramellati e pastellati (rosa candy, salmone) eppure inquietanti. Cast memorabile, non tanto per la poco espressiva protagonista Jessica Harper, che veniva dal Fantasma del palcoscenico di Brian De Palma, quanto per Stefania Casini, Miguel Bosé ragazzino, la langhiana Joan Bennett, Alida Valli e Daria Nicolodi (mamma di Asia Argento e qui anche sceneggiatrice oltre che interprete). Un classico. (informazioni sul film)
2) Chinatown, Sky Cinema Classics, h. 22,50. Capolavoro capolavoro capolavoro. Se stavolta è solo in seconda posizione, è perché l’ho già messo al primo posto molte altre volte e non è il caso che mi ripeta: diventerebbe un’ossessione. Roman Polanski rifà nel 1974 un noir à la manière degli hammettiani-chandleriani Il mistero del falco e Il grande sonno. Stessa ambientazione di quegli archetipi, la Los Angeles anni Trenta-Quaranta. Misteri pubblici e privati, segreti inconfessabili, ignominie, speculazioni, il denaro che tutto corrompe, anime nere, angeli caduti. Indaga il detective Jake Gittes, un Jack Nicholson che non vedremo mai più così intenso e contenuto. Sarà per lui e per noi spettatori un viaggio al termine della notte. John Huston gigante del male. Faye Dunaway mai così ambigua e così straziante. Memorabile la battuta finale: “Che ci vuoi fare, è Chinatown”. (informazioni sul film)
1) La mala educación, Retequattro, h.23,50. Non sono un grande estimatore dell’Almodóvar anni Duemila, quello che si colloca tra il sopravvalutato Tutto sua mia madre e il recente Gli abbracci spezzati. Trovo che si sia incartato in un manierismo che ripropone all’infinito gli stessi temi, anzi le stesse ossessioni. Ma con tutte le riserve che si possono avere su di lui, bisogna ammirarne la capacità, che si è affinata con il tempo fino a diventare viruosistica, di raccontare storie complesse e di incrociare molteplici piani narrativi e temporali senza mai annoiare lo spettatore. Riassumere la contortissima trama di La mala educacion (2004) è impossibile, molto meglio vederlo. Anche se non ha avuto lo stesso successo di Tutto su mia madre e Parla con lei, è a mio parere il vertice almodovariano della decade, un film che riesce a mantenersi miracolosamente in equilibrio tra spinte opposte e un sovraccarico di materiali narrativi. Storia di collegi, abusi infantili, droghe, vendette ed eccessi vari. Un melodramma con ampi innesti noir che appassiona e non dà tregua e che trova in Gael Garcia Bernal un interprete magnifico, anche (soprattutto) en travesti: vitalistico, ossessivo, debordante, sfrontato, degno del Banderas del capolavoro assoluto di Almodovar, La legge del desiderio. (informazioni sul film)

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