FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 7 (merc. 27 ottobre)

Top 7 della sera e della notte tv, dall’analogico al satellitare al digitale terrestre. La scelta è assolutamente personale. Chi volesse vedere la programmazione completa delle varie reti consulti Film.tv.it. Si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Buona visione.

7) Niente velo per Jasira, Sky Cinema Mania, h. 21,00. Uscito l’anno scorso e passato nell’indifferenza generale, è invece un piccolo film che merita di essere recuperato in tv. Titolo italiano fuorviante, anzi sbagliato, perché qui non si tratta del tormentone velo sì/velo no. Jasira vive tra New York e Houston, è di padre libanese (ma cristiano, non musulmano) e di madre irlandese, ha 13 anni ed è incasinata. La sua pur parziale origine mediorientale la espone ai pregiudizi e ai razzismi quotidiani. Stretta tra il rigore paterno (ma il velo non c’entra niente) e la iperpermissività del mondo che le sta intorno, si dà alla scoperta del sesso e, come si diceva una volta, del proprio corpo, incappando goffamente in strani incontri e piccole disavventure. Film di iniziazione e formazione in un contesto di trame e relazione extra e interetniche. Minimi ma non trascurabili scontri di civiltà che ne fanno un film assolutamente contemporaneo. Regia di Alan Ball, lo sceneggiatore di American Beauty. Tratto dal libro Beduina, edito in Italia da Adelphi. (informazioni sul film)
6) Gangs of New York, Cult, h. 21,00. Poderoso film di Martin Scorsese sulla immigrazione di metà Ottocento a New York e conseguente, inevitabile nascita e ascesa di gangs etniche (irlandesi, in questo caso) in lotta per il territorio. Capolavoro sfiorato ma purtroppo mancato. Scorsese esagera in scrupoli filologici, ricostruisce maniacalmente, anche con l’aiuto dello scenografo Dante Ferretti, gli ambienti e il degrado dei nuovi ghetti, ma sembra non trovare un percorso all’interno di tanti e sovrabbondanti materiali, narrativi e non. Gioca la carta della violenza estrema, quasi animale, tribale, pre-civilizzazione, mettendo al centro del film la figura del Macellaio, il primitivo ras del quartiere, paurosa incarnazione del Male (un possente anche se manierato Daniel Day-Lewis). Gangs of New York non centra il bersaglio forse perché se ne dà troppi (vuol essere un film storico, anzi archeologico e perfino antropologico sulla malavita nascente ma anche epos, romanzo criminale). L’ambizione è quella di essere il nuovo e più colto Padrino, ma il risultato non è all’altezza. Resta comunque un film notevole. C’è l’attore-feticcio dello Scorsese di questa decade, Leonardo DiCaprio, e c’è Cameron Diaz promossa in una produzione d’autore. (informazioni sul film)
5) Il federale, Sky Cinema Italia, h. 21,o0. Vecchio (del 1961) ma sempre godibile film di Luciano Salce che racconta – mettendola in commedia e anche in farsa – la caduta dell’Italia fascista e la sua riconversione in Italia della Resistenza e post-fascista. Passaggio cruciale. E film ancora oggi istruttivo sul cambio di casacche e gabbane che imperversò in quei momenti. Ugo Tognazzi, grandioso, è il piccolo fascista Arcovazzi che, mentre gli anglo-americani ormai avanzano da Sud (siamo nel 1944), è incaricato di riportare dall’Abruzzo a Roma un confinato politico, un professore antifascista ispirato (anche fisiognomicamente) a Benedetto Croce. Il viaggio in moto con sidecar verso la Capitale è anche un viaggio nell’Italia che sta cadendo a pezzi, nella “morte della patria”, e un confronto serrato tra fascismo (Tognazzi) e antifascismo (il professore interpretato da Georges Wilson). Gag indimenticabili (“Buca… Buca!”). Poi l’arrivo a Roma già occupata dagli Alleati, con il paese fino al giorno prima fascista che inneggia ai nuovi potenti. Le scene finali sono le più crudeli e rivelatrici di quel che successe allora. Ma è tutto il film a essere un ritratto d’epoca perfetto, meglio di un trattato di storia. Tognazzi ritrova nel protagonista qualcosa della propria biografia: Arcovazzi è di Cremona, come lui. E come lui è un ragazzo di Salò. (informazioni sul film)
4) Il leone del deserto, Sky Cinema Classics, h. 22,50. Cultissimo. Per anni invedibile in Italia perché ritenuto antipatriottico e denigratorio del nostro paese (più o meno quel che accadde in Francia a La battaglia di Algeri di Pontecorvo) e sdoganato solo in tempi recenti. Un film di propaganda, prodotto e fortissimamente voluto nel 1981 nientemeno che da Gheddafi per celebrare la resistenza libica all’occupazione italiana negli anni di Mussolini. Stavolta gli italiani non son più brava gente, ma sono rappresentati come crudeli colonialisti e sopraffattori, pronti a ricorrere anche ai mezzi più brutali per stroncare la ribellione del Leone del deserto (e futuro eroe nazionale) Omar al-Mukhtar. Massacri, villaggi distrutti, campi di concentramento tra le dune. Certo, è opera di propaganda e di regime, però è un oggetto cinematografico così insolito da meritare la visione. Soldi libici, regista (Moustapha Akkad) di origine araba ma naturalizzato americano, interpreti hollywoodiani e italiani, per farne un prodotto esportabile su tutti i mercati. Il protagonista è un perfetto Anthony Quinn, il perfido Graziani è Oliver Reed, Rod Steiger (per la seconda volta nella sua carriera) è Mussolini, Irene Papas la donna del ribelle. Gastone Moschin e Stefano Patrizi in parti minori. (informazioni sul film)
3) La notte brava del soldato Jonathan, Studio Universal, h. 22,55. Amatissimo dai cinefili, anche se (o forse proprio perché) a suo tempo, 1971, fu un flop al box-office. Film costruito da e su una coppia d’acciaio, in ogni senso: il muscolare Don Siegel alla regia, e come protagonista un giovane Clint Eastwood appena tornato in America dagli spaghetti-western. Film anomalo per entrambi. Non si tratta di western né di action, ma di un thriller psicologico con abbondanti innesti mélo ambientato in un collegio femminile durante la Guerra di Secessione. Clint è un soldatino ferito che viene soccorso dalle ragazze. Ma è troppo bello e sexy per non turbare i fragili equilibri del collegio: intorno al suo corpo da curare si innescheranno passioni segrete e gelosie che sfoceranno in un imprevedibile finale. Morbosità e torrido erotismo alla Tennessee Williams, però trattati da un regista macho come Siegel, e questo rende La notte brava del soldato Jonathan un raro, irripetibile oggetto filmico. Attenzione, c’è la grandissima Geraldine Page. (informazioni sul film)
2) Il diamante bianco, Rai Movie, h. 22,45. Documentario, però firmato Werner Herzog, dunque cinema-cinema. Il regista tedesco in una delle sue folli e temerarie imprese. Stavolta (anno 2005) sale su un dirigibile, Il diamante bianco del titolo, insieme all’uomo che lo ha progettato, l’ingegnere aeronautico Graham Dorrington. L’obiettivo è di sorvolare un bel pezzo di foresta amazzonica nel territorio della Guyana e di chiarire alcuni misteri naturalistici. Ovvio che si pensa subito alle imprese di Fitzcarraldo, l’eroe più estremo di tutta la cinematografia herzogiana, di cui questo docu sembra un remake de-fictionalizzato. Per herzogiani. (Chi non riesce a captare Rai Movie, può seguirne i programmi in streaming su rai.it) (informazioni sul film)
1) A History of Violence, Rai Movie, h. 21,00. Viggo Mortensen incontra per la prima volta David Cronenberg, e il risultato è subito strepitoso. Il classico uomo qualunque con normale famiglia a carico reagisce a una rapina e diventa un eroe mediatico. Si scoprirà che non è quell’uomo qualunque che sembra, ma un (ex) professionista del crimine. Storia già vista e quasi archetipica, quella del killer stanco e disgustato che si è rifatto una vita, ma che deve fare i conti con il passato che ritorna. Cronenberg tenta il salto nel cinema mainstream e riesce nell’impresa, producendo un film accessibile (che infatti avrà un buon successo di pubblico) senza però tradire se stesso. Anche qui ritroviamo intatta la sua carica perturbante e la sua capacità di restituire l’ambiguità e la seduzione del male. Grazie a questa interpretazione Viggo Mortensen passa nella categoria dei grandi attori. (Chi non riesce a captare Rai Movie, può seguirne i programmi in streaming su rai.it) (informazioni sul film)

Altre segnalazioni:
Face, Iris, h. 21,05, e Into the Mirror, Iris, h. 22,40. In sequenza su Iris, due horror dell’ormai egemone scuola coreana. Per appassionati e non solo.
Sliding Doors, Premium Emotion, h. 21,00. Il destino è prendere o non prendere quel treno della metropolitana. Il caso e la necessità si fanno cinema. Con Gwyneth Paltrow. (informazioni sul film)
Shakespeare in Love, Premium Emotion, h. 22,45. L’amore di Shakespeare per una sua attrice (ma che si finge uomo per poter recitare). Falso storico, però gradevole. Oscar esagerato a Gwyneth Paltrow. (informazioni sui film)
Le crociate, Premium Cinema, h. 22,50. L’epopea della riconquista cristiana della Terrasanta secondo Ridley Scott. Islam stavolta trattato con un certo riguardo, come politically correctness vuole. (informazioni sul film)
Ancora vivo, Retequattro, h. 23,15. Tardo e magnifico Walter Hill del 1996. Per alcuni, uno dei suoi vertici. I cultori del regista dei Guerrieri della notte e I cavalieri dalle lunghe ombre non se lo perdano. (informazioni sul film)
Twilight, Sky Cinema Hits, h. 23,30. Lo dico subito: mi è piaciuto, mi piace. Quando l’ho visto sono rimasto piuttosto ammirato dalla notevole abilità di mescolare le solite storie liceali di turbamenti e inziazione amorosa con il genere vampiresco. Abbastanza inedito e parecchio azzeccato è l’Edward succhiasangue gentile che si astiene dall’amore con Bella per non incorrere nella tentazione di azzannarla alla giugulare. Sì, una lettura psicanalitica vecchia maniera farebbe facilmente strage di Twilight, ma che senso avrebbe? Robert Pattinson ha carisma, ricorda il primo Johnny Depp. Intrattenimeno di massa, ma tutt’altro che scemo. (informazioni sul film)
Man of the Moon, Cult, h. 23,55. Jim Carrey incontra Milos Forman. (informazioni sul film)
La ragazza che giocava con il fuoco, Sky Cinema 1, h. 0,35. Il secondo dei tre film tratti dalla saga nordico-noir Millennium di Stieg Larsson. Forse è il più riuscito, ed è anche quello che si è imposto alla grande al box-office americano. (informazioni sul film)
Jane Eyre, Premium Emotion, h. 0,50. Sì, è di Zeffirelli, però c’è Charlotte Gainsbourg giovanissima (1996). (informazioni sui film)
Milano trema: la polizia vuole giustizia, Sky Cinema Italia, h. 0,55. Poliziottesco del 1973 diretto dal solido Sergio Martino. Siamo agli albori del genere – il capostipite, La polizia ringrazia, è solo dell’anno prima – ma già gli elementi costitutivi sono definiti: la violenza che dilaga, la giustizia che non riesce a contenerla, l’insicurezza e l’insoddisfazione del cittadino medio. Con uno degli attori-totem del genere, Luc Merenda. (informazioni sul film)
Jarhead, Premium Energy, h. 0,50. L’ennesimo fallimentare tentativo di Sam Mendes di ripetere il successo di American Beauty. Stavolta il regista londinese filma una storia di marines durante la Guerra del Golfo. Con Jake Gyllenhaal e Jamie Foxx, eppure il film fu un disastro. Ma rivisto in tv potrebbe anche rivelarsi interessante. Da non trascurare. (informazioni sul film)
Blood Simple – Sangue facile, Sky Cinema Max, h. 1,10. Esordio molto riuscito (siamo nell’anno 1984) dei fratelli Coen, che girano uno psycho-thriller assai citazionista e cinefilo su un sicario incaricato di far fuori una moglie traditrice e il suo amante. Da vedere. (informazioni sul film)


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