FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 7 (giovedì 28 ott.)

Top 7 della sera e della notte tv, dall’analogico al satellitare al digitale terrestre. La scelta è assolutamente personale. Chi volesse vedere la programmazione completa delle varie reti consulti Film.tv.it. Si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Buona visione.

7) Operazione paura, Sky Cinema Italia, h. 23,20. Sullo status ormai consolidato di Mario Bava quale maestro del cinema thrille & horror, s’è già detto di tutto e di più. Basti ricordare che tra i suoi entusiasti ammiratori ci sono Quentin Tarantino e Martin Scorsese. Meglio guardarsi questo Operazione paura, 1966, non considerato a torto tra le sue opere maggiori, forse perché non ha mai avuto un’adeguata distribuzione. La madre medium di una bambina uccisa richiama dal’aldilà la pargoletta perché si vendichi. Marco Giusti nel suo Stracult, dizionario dei film italiani sostiene che Fellini avrebbe rubato qualche idea da Operazione paura per il suo Toby Dammit, l’episodio di Tre passi nel delirio che girò con Terence Stamp. Il che aumenta ulterioremente lo status di culto del film di Bava. (informazioni sul film)
6) Dal tramonto all’alba, Sky Cinema Max, h. 21,00. Ma è un film di Tarantino o di Robert Rodriguez? La regia è di Rodriguez, però Quentin non solo firma la sceneggiatura ma è anche il co-protagonista accanto – e oggi sembra incredibile – a un George Clooney non ancora superstar. Girato da Rodriguez nel 1996 dopo il piccolo El Mariachi e il già ricco Desperado, ottiene un successo travolgente e si fissa come paradigma del cinema allora emergente: abbattimento di ogni steccato tra cinema autoriale e di genere, sconfinamenti tra reale e fantastico, violenza fumettistica anzi da videogame, ritmo survoltato e dopato per non dire altro. Due fratelli on the road prima prendono in ostaggio una famiglia, poi vanno in Messico dove si ritroveranno in mezzo ai vampiri. Un film-svolta che oggi, a quasi 15 anni di distanza, è già storia del cinema. (informazioni sul film)
5) Giù al Nord, Sky Cinema Hits, h. 23,05. Il film matrice del successo cinematografico italiano dell’anno, Benevenuti al Sud, che lo ricalca con fedeltà assoluta anche se non riesce a duplicarne la finezza. Giù al Nord ha spopolato un paio d’anni fa in patria con incassi da record. Giustamente, perché fa morir dal ridere e riesce a trattare senza pesantezza temi come il pregiudizio e l’intolleranza. Il provenzale Philippe, dopo aver combinato guai nel suo ufficio postale, viene trasferito per punizione su nel freddo Nord dalle parti di Calais. Dal sole del Sud alle brume dei canali e al livido mare di settentrione. Philippe è disperato, ma al Nord scoprirà di trovarsi benissimo, tra colleghi che lo inizieranno ad abitudini e cibi completamente nuovi. La morale è chiara, ma servita dal regista Dany Boon (anche tra gli interpreti) con il sorriso. Io l’ho adorato. Da vedere assolutamente. (informazioni sul film)
4) The Departed, Premium Cinema, h. 23,35. Il film che ha segnato il grande ritorno al successo commerciale di Martin Scorsese, remake della trilogia hongkonghese Infernal Affairs di Andrew Lau (regista che sarà a Venezia con il suo nuovo film) e Alan Mak. Vite e destini paralleli di due poliziotti, Leonardo DiCaprio e Matt Damon. Il buono e il cattivo. Il male e il bene. Rovesciamenti, colpi di scena, inganni e controinganni, gioco della parti, gioco di maschere. Il film è una discesa all’inferno, cupissima, per capire al momento della lotta finale chi sarà salvato e chi dannato. Chi è il giusto e chi il peccatore. Chi il carnefice e chi la vittima. The Departed è metafisico, eppure fatto di carne e sangue. Autoriale, eppure perfetto film di genere. Così avvincente che non riesci a staccare un attimo. Grandissimo. Di sbagliato c’è solo Jack Nicholson, che ci dà dentro con tutti i suoi eccessi nella parte del demoniaco boss, convinto di entrare nella leggenda del cinema come il Marlon Brando del Padrino, ma non ce la fa. (informazioni sul film)
3) Brutti, sporchi e cattivi, Sky Cinema Italia, h. 0,45. Secondo molti, il capolavoro di Ettore Scola (intervistato qualche settimana fa a Parigi dal Corriere della sera, Fabrice Luchini, oggi uno degli attori francesi al vertice, risponde al giornalista che gli chiede quale sia il suo film preferito di sempre: «Sorpresa: arriva da casa vostra. Da spettatore, per me il capolavoro assoluto è un vecchio film di Scola: “Brutti, sporchi e cattivi”»). La commedia all’italiana giunta alla sua fase estrema (1976) che implode ed esplode in commedia nera, puro orrore. In una baraccopoli romana, quando le favelas esistevano anche in Italia, una famiglia-tribù governata con brutalità dal patriarca Nino Manfredi è percorsa da lotte intestine. Soldi, tradimenti, vendette, un tentato omicidio col topicida nella pasta. Più che parenti serpenti, l’umanità al grado zero. Repulsivo, anche.(informazioni sul film)
2) Casino Royale, Rai Tre, h. 21,00. Sì, questo nuovo Bond è molto meglio del vecchio. Sarò blasfemo: Casino Royale è il miglior 007-movie di sempre insieme a Dalla Russia con amore. Sarò ancora più blasfemo: Daniel Craig è molto più credibile e in parte di Sean Connery (per non parlare degli altri, alcuni dei quali disgraziatissimi) ed Eva Green è, semplicemente, la Bond Girl assoluta. Il vecchio Bond non l’ho mai sopportato, con quel dandysmo volgare fatto di Aston Martin e Dom Perignon, con quelle assurde macchinerie tecnologiche infantiloidi (auto che volano, armi che sembrano giocattoli e giocattoli che diventano armi), con quell’humor vetero-british da Noel Coward irrancidito. Va riconosciuto che Barbara Broccoli, l’edere del fondatore della saga e attuale titolare dei diritti, ha avuto un gran coraggio nel buttare tutto e rifondare la serie. Casino Royale è un reboot (ricominciamento, ripartenza), non un sequel o un remake. Un’operazione da manuale, una case history da studiare nelle scuole di cinema e di management. Via il ciarpame del vecchio 007, avanti con l’azione, la muscolarità, il ritmo vertiginoso, il mistero, la doppiezza, l’intrigo, gli sconfinamenti tra bene e male, l’umanizzazione dell’eroe. Che non fa più battute sceme ma agisce e cerca di salvare la pelle, come si addice alla crudele contemporaneità. Certo questo Bond 2.0 molto deve alla saga di Bourne, da cui riprende il senso oscuro di minaccia che incombe, l’opacità di chi sta in alto e tesse trame incomprensibili, la rete degli inganni che avvolge tutto e tutti. Di Bourne è anche il dilatarsi dell’azione a ogni angolo del mondo, in una frenesia globalizzata che passa (in Casino Royale) da Miami alla Toscana ai Balcani. La parte finale, con il treno che corre verso la bisca in Montenegro e poi la sfida a poker, è semplicemente magnifica, e per fortuna poco deve al mediocre Ian Fleming e molto invece al ben più grande Eric Ambler. Indimenticabile anche il cattivo di Mads Mikkelsen, che sa conferire al suo gangster giocatore brutalità e insieme malinconia. Ma la scena che si impianta nella mente e non se ne va più via è quella di Daniel Craig che emerge in costume dalle acque, fissandosi come Bond definitivo, in un perfetto rovesciamento di genere dell’analoga scena della leggendaria Ursula Andress in Licenza di uccidere, il che dà la misura di cosa sia cambiato da allora. Cioè tutto. Peccato solo che Quantum of Solace, il successivo Bond reloaded, non sia all’altezza di questo primo. (informazioni sul film)
1) L’avventura, Sky Cinema Italia, h. 21,00. Capita ogni tanto che ci si chieda a una cena, a una serata qualsiasi: “Ma qual è il tuo film preferito?”. Quando la domanda capita a me invariabilmente rispondo, senza pensarci su: L’avventura di Antonioni. Prima di Orson Welles, di Rossellini, di Hitchcock, di Godard, per me viene lui e questo suo capolavoro (basterà per definirlo?). Ogni volta che lo rivedo rimango stralunato per la forza di ribaltare le precedenti regole della narrazione cinematografica e il linguaggio prodigioso. Una ragazza di nome Anna (Lea Massari) scompare su un’isola selvaggia al largo della Sicilia, gli amici che erano con lei sullo yacht non la ritroveranno mai. Il suo uomo (Gabriele Ferzetti) e la sua amica più vicina (Monica Vitti) diventano amanti, ne tradiscono la memoria, si legano forse per elaborare la scomparsa di lei e il senso di colpa, fore per una primitiva revanche dell’istinto di vita sull’istinto di morte. Vagano per la Sicilia un po’ amandosi e molto facendosi del male, tra silenzi e parole spezzate. Non c’è molto altro, ma è tutto. Antonioni porta la rivoluzione della modernità nel cinema, sottrae e soprattutto astrae. Fa dei personaggi elementi del paesaggio e trasforma il paesaggio,  le pietre, le acque, il fuoco, l’architettura, in personaggi. Cambia la grammatica e la sintassi della narrazione (i piani sequenza, i montaggi alternati di dettagli e campi lunghi), da solo e con più radicalità della contemporanea e forse sopravvalutata Nouvelle Vague parigina. Film da rivedere, rivedere, rivedere. Insieme ai successivi L’eclisse e La notte, L’avventura costituisce un corpus di opere che ha influenzato e continua a infuenzare il cinema come nessun altro film. Mi vengono in mente Tsai-Ming Liang, Wong Kar-Wai, Sofia Coppola. Il loro cinema non esisterebbe, senza questo Antonioni. (informazioni sul film)

Altre segnalazioni:
Malcolm X, Sky Cinema Mania, h. 21,00. Fluviale biopic (tre ore e mezza) firmato da Spike Lee sul leader dei Black Panthers, morto per mano di un attentatore come Martin Luther King, cui lo accomunava la neritudine e l’impegno per gli afroamericani, da cui lo separava abissalmente la radicalità rivoluzionaria. Spike Lee tenta un kolossal su un ribelle antisistema con i soldi del sistema Hollywood, ma l’operazione fallisce. Il film (del 1992) non è un successo al box office, nonostante la presenza della star Denzel Washington. Però, come sempre, Spike Lee è interessante anche nei suoi errori. (informazioni sul tema)
Basic Instinct, Premium Energy, h. 21,00. Mi piace Paul Verhoeven e mi ostino a pensare che Basic Instinct non sia solo il film in cui Sharon Stone accavalla le gambe senza slip. Verhoeven è indigesto, ma è un autore molto riconoscibile, anche abbastanza unico. C’è in lui quell’immaginario erotico spesso, denso, pesante, greve, da Nord profondo, da Fiandre tra Anversa, Amsterdam su su fino a sfiorare Amburgo. Quell’erotismo che ha prodotto la tristezza delle ragazze in vetrina e la prima, livida pornografia europea anni Cinquanta-Sessanta. Ecco, Basic Instinct è così. Europeo, nordico, per niente hollywoodiano nonostante le sue sembianze di noir seriale. Basic Instinct è una pala fiamminga di corpi pallidi già oltretombali e di colpevoli senza redenzione. (informazioni sul film)
La foresta dei pugnali volanti, Rai Movie, h. 21,00. Wuxiapian d’autore. Stavolta a dirigere il tipico film cinese di cappa e spada con arti marziali incorporate è Zhang Yimou, quello di Lanterne rosse e La storia di Qiu Ju, e lo fa da quell’autore che è. Due soldati e una ragazza cieca di sovrumana bellezza e abilità funambolica, percorrono una foresta piena di pericoli. C’è una missione da compiere, ma sarà tutto molto più complicato e ambiguo di quanto non fosse sembrato all’inizio. (informazioni sul film)
Two Much – Uno di troppo, Cult, h. 21,00. Il Fernando Trueba di Amantes in trasferta americana, per questa commedia anni Novanta con la coppia, ancora sopportabile, Antonio Banderas-Melanie Griffith. (informazioni sul film)
Il caso Paradine, Sky Cinema Classics, h. 21,00. Classico Hitchcock con una meravigliosa Alida Valli nel suo periodo hollywoodiano. (informazioni sul film)
La signora ammazzatutti, Iris, h.21,00. Incursione del re del trash-camp John Waters nel cinema mainstream. Innesto abbastanza riuscito: il film con Kathleen Turner brava casalinga assassina non tradisce le attese e non delude i fan del regista di Hairspray. (informazioni sul film)
Ronin, Studio Universal, h. 21,00. Cinque mercenari e una misteriosa valigetta da rubare. Grande noir scritto (in incognito) da David Mamet, diretto dal maestro John Frankenheimer e interpretato dalla coppia di duri Robert De Niro-Jean Reno. (informazioni sul film)
Il mio piccolo genio, MGM, h. 21,00. Esordio alla regia, abbastanza riuscito, di Jodie Foster. Tratta, e gli accenni autobiografici non mancano, di bambini prodigio e talento precoce. (informazioni sul film)
The Illusionist, Retequattro, h.21,10. Storie di magia in una Mitteleuropa asburgica prima del tramonto dell’Impero. Film anomalo, interessante. Con Edward Norton. Peccato solo che quando uscì venne oscurato dall’analogo Prestige di Christopher Nolan. Da vedere. (informazioni sul film)
Miami Vice, Premium Cinema, h. 21,15. Michael Mann rifà 25 anni dopo al cinema il serial tv che lo rese grande. Ma l’operazione non riesce completamente. Stavolta la coppia di detective è composta da Colin Farrell e Jamie Foxx. Non risolto, ma è pur sempre un Michael Mann. (informazioni sul film)
Una calibro 20 per lo specialista, MGM Channel, h. 22,40. Action anni Settanta con Clint Eastwood e un giovane Jeff Bridges. Dirige il grande outsider Michael Cimino. (informazioni sul film)
Due partite, Premium Emotion, h. 22,45. Diretto da Enzo Monteleone, da una pièce di Cristina Comencini. Due partite a carte per due generazioni di donne a confronto, anni Sessanta e oggi. Quattro madri e, a distanza di tempo, le loro figlie ormai adulte che si ritrovano intorno allo stesso tavolo. Ovvie meditazioni su come è cambiata la condizione femminile e la domanda: ma le donne ci hanno guadagnato o no? Due partite schiera un cast all star all’italiana:  Buy, Ferrari, Pandolfi, Creescentini, Cortellesi, Rohrwacher ecc. Non male, però insomma. (informazioni sul film)
Watchmen, Sky Cinema Max, h. 22,55. Dopo aver spaccato i botteghini con l’epopea spartana di 300 Zack Snyder ci riprova con un’altra graphic novel, Watchmen, considerata dai cultori del genere tra le migliori mai apparse. Ma l’operazione stavolta ha meno successo, forse Watchmen è un soggetto troppo sofisticato per un muscolare come Snyder. Ma il film merita assolutamente di essere visto. (informazioni sul film).
Le acrobate, Cult, h. 23,00. Silvio Soldini dirige la coppia Licia Maglietta-Valeria Golino. Prima di Pane e tulipani. (informazioni sui film)
Salvador, Studio Universal, h. 23,20. Oliver Stone in uno dei suoi primi film da regista. Dell’86, Salvador racconta di un giornalista (James Woods) inviato nel Salvador della guerra civile. Incontrerà orrori di ogni tipo. Oliver Stone dalla parte degli oppressi, ma già con quella sua oscura attrazione per il selvaggio mondo ispanico, per il machismo latino (come nella sua sceneggiatura di Scarface), perfino per il caudillismo (che si eprimerà più tardi nei suoi documentari su Fidel Castro e Hugo Chavez). Interessante e inquietante. Non il solito film politico. (informazioni sul film)
Black Cat – Il gatto nero, Rai Movie, h. 23,50. Horror di Lucio Fulci, autore di culto per legioni di appassionati di tutto il mondo. (informazioni sul film)
Diverso da chi?, Sky Cinema Family, h. 0,25. Tentativo italiano abbastanza riuscito di fare una commedia sul gaysmo all’altezza di quelle internazionali. Senza cioè quei vetusti cliché italici e andando finalmente oltre l’eterno dramma-dilemma “lo dico o non lo dico a mamma e papà che sono gay?”, che per esempio si ritrova ancora in Mine vaganti di Ozpetek. Qui il protagonista, un buon Luca Argentero, è uno di quegli omosessuali pacificati ed omologati del giorno d’oggi che vivono col compagno nell’approvazione generale, compresa quella delle rispettive famiglie. Una coppiettina perbene e carinissima, perfino noiosa. Lui si butta in politicia senza nascondere la gaytudine anzi facendone un punto di forza, imparando da esempi stranieri tipo il sindaco di Parigi Delanoë e anticipando il boom di Nichi Vendola. Tutto funziona finchè un’amica-nemica politica, la bacchettona Claudia Gerini, non si innamorerà di lui. E lui di lei. Commedia degli equivoci ben scritta dal bravo Fabio Bonifacci (lo stesso di Amore, bugie e calcetto e Si può fare) che a un certo punto se ne frega del politically correct e ribalta tutto facendo innamorare il gay di una donna. Non solo, sarà costretto a nascondere il suo amore eterosessuale a tutti, perfino alla famiglia e agli elettori, in un rovesciamento radicale e paradossale che non sarebbe dispiaciuto a Lubitsch. Che Bonifaci tenga d’occhio l’esprit viennese e la Mitteleuropa, quella che inviò a Hollywood non solo Lubitsch ma anche Wilder e von Stroheim, lo si capisce anche dalla scelta di Trieste come location della storia. Solo che il film cade nella parte finale dove, non sapendo più che pesci pigliare, cerca di accontentare tutti. Peccato. Il regista Umberto Carteni se la cava dignitosamente, la Gerini eccede un po’. Il migliore è Filippo Nigro, il fidanzato tradito di Argentero. (informazioni sul film).
Arrivano i russi, arrivano i russi, MGM Channel, h. 0,35. Film del 1966 di Norman Jewison. La Guerra Fredda buttata in burla. In una cittadina americana sbarcano per sbaglio dei russi, rimasti incagliati con il loro sottomarino. Commedia fantapolitica. Un reperto d’epoca. (informazioni sul film)
Le particelle elementari, Cult, h. 1,00. Film (tedesco!) tratto dal libro che rivelò il talento di Michel Houellebecq. Per chi ama (come me) lo scrittore francese più disturbante che c’è. (informazioni sul film)
Il sesto senso, Premium Cinema Energy, h. 1,05. Celeberrimo horror fantastico che ha rifondato un genere. Il regista M. Night Shyamalan non riuscirà più a ripetersi agli stessi livelli. (informazioni sul film)

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