FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (domenica 21 novembre)

I migliori dieci film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. La regina Margot, Rai Movie, h. 22,30. (Chi non capta Rai Movie, può seguirne i programmi in streaming su rai.it)
2. I senza nome (Le cercle rouge), Sky Cinema Classics, h. 0,35.
3. Improvvisamente l’estate scorsa, Sky Cinema Classics, h. 22,40.
4. Nord, Cult, h. 21,00.
5. 38° parallelo: missione compiuta, MGM Channel , h. 21,00.
6. Dieci inverni, Sky Cinema 1, h. 21,00.
7. Il grande attacco, Sky Cinema Italia, h. 0,20.
8. Piombo rovente, MGM Channel, h. 22,40.
9. Scream, Iris, h. 23,10. FREE
10 (ex aequo). Into the Mirror, Iris, h. 1,05. FREE
10 (ex aequo). La rapina perfetta – The Bank Job, Sky Cinema Max , h. 22,40.

Commento: Al vertice quello che resta a tutt’oggi il miglior film di Patrice Chéreau. La regina Margot – con una Isabelle Adjani allora (1994) al massimo della sua carriera e della sua nevrotica seduttività – è un sontuoso spettacolo di luci e soprattutto ombre in quella Francia di congiure, trame, inganni e controinganni che culminò nella strage degli Ugonotti. Margot è la figlia di Caterina de’ Medici data in sposa per convenienze politiche all’ugonotto re di Navarra. Incomincia una girandola di amore, sesso, stiletti, lame, sangue e veleni da lasciare senza fiato. Un feuilleton truculento di Dumas rimesso in scena con grande partecipazione da Chéreau, che lo trasfigura in un affresco del potere, e sull’eros del potere. Attorno alla diva Adjani un cast pazzesco (Virna Lisi, Vincent Perez, Miguel Bosé, Daniel Auteuil, Pascal Greggory, Asia Argento e altri ancora). Musica di Goran Bregovic, la sua migliore colonna sonora di sempre.
Segue immediatamente in classifica – ma anche questo sarebbe da primo posto – I senza nome, il penultimo film (anno 1970) di Jean-Pierre Melville, il maestro del noir francese e non solo. Per alcuni Le cercle rouge, questo il bellissimo titolo originale, è il suo esito maggiore. La storia è la solita, quella di una rapina, della sua preparazione, degli imprevisti, dell’inesorabile finale. Ma è lo stile secco fino alla scarnificazione a fare la differenza. Cast da urlo: Alain Delon, Gian Maria Volontè, Yves Montand, Bourvil. Masterpiece.
Al terzo posto, dopo averlo messo al primo più volte, uno dei miei film preferiti in assoluto, Improvvisamente l’estate scorsa. Qui siamo ai vertici di un certo cinema, che è quello della ridondanza, dell’eccesso, dell’urlo, dell’eros che si fa mélo. Tratto da un lavoro teatrale del genio Tennessee Williams, sceneggiato da Gore Vidal, diretto da Joseph L. Mankiewicz, Improvvisamente l’estate scorsa è del 1959, quando la rivoluzione libertina di massa non era arrivata e il sesso era ancora apparentato alla colpa, alla perdizione e al sacrificio, anche al sacro (lo è anche adesso, solo che non si può più dirlo). La ricca signora Violet Venable, che è una Katharine Hepburn strepitosa quale madre castrante, vive nel culto del figlio Sebastian, morto in circostanze misteriose in Spagna. Chiama nella sua casa-mausoleo un neurochirugo, Montgomery Clift, perché sottoponga a lobotomia la nipote Catherine (Elizabeth Taylor) che lei ritiene pazza. La verità verrà a galla a poco a poco, ed è un’orribile verità. Violet vuole cancellare dalla memoria di Catherine quello che sa di Sebastian e della sua fine. Perché Catherine era con lui, e ha visto. Il segreto è l’omosessualità di Sebastian, ucciso da una banda di ragazzi nella Spagna mediterranea, in una sorta di rito sacrificale-cannibalico ancestrale. La parte finale, l’ascesa di Sebastian al suo Golgota inseguito dai suoi carnefici, è tra le cose più sconvolgenti che ci abbia dato il cinema.
Tutt’altro clima e tutt’altra temperie emotiva per Nord, film norvegese che l’anno scorso ha avuto un insperato successo in tutta Europa. Un padre, ex campione di sci alle prese con problemi di vario tipo (depressione ecc.), deve risalire tutta la Norvegia fino al profondo Nord di neve e ghiacci perenni per ritrovare il figlio che non sapeva di avere. Una commedia di ubriacature molto nordiche, di humor qua e là un po’ rozzo, ma sincera. Al protagonista ci si affeziona come a un amico. Paesaggi che sono una meraviglia (ma bisogna amare il Nord e il freddo).
38° parallelo: missione compiuta è uno dei tanti film di Hollywood sulla Guerra di Corea. Questo, del 1959, di speciale ha la regia del glorioso Lewis Milestone, autore di uno dei film che hanno fissato il canone del cinema bellico, All’Ovest niente di nuovo. Protagonisti due star maschili dell’epoca, Gregory Peck e George Peppard. Interessante il confronto con un film che proprio ieri è stato trasmesso su Iris, Brothers of War, sotto due bandire: un film che mette in scena la stessa guerra, solo che non si tratta di una produzione hollywoodiana ma di un kolossal coreano di pochi anni fa. Un altro punto di vista, un altro cinema, un altro sguardo.
Dieci inverni ha rivelato l’anno scorso a Venezia il talento giovane di Valerio Mieli. Un ragazzo e una ragazza (Michele Riondino e Isabella Ragonese) si incontrano in una gelida Venezia d’inverno. Forse si amano forse no, si ritrovano l’inverno successivo e altri ancora. Ci vorranno dieci inverni, tra Italia e vari altrove, perché capiscano e accettino di amarsi. Ritratto di una generazione irresoluta. Buon esordio che lascia presagire un futuro d’autore. Aspettiamo con fiducia la prossima mossa di Mieli.
Il grande attacco è uno spaghetti-bellico firmato Umberto Lenzi del 1977, quando il nostro cinema di genere andava già declinando. Questa è una piccola produzione che cerca di mimare i grandi film di guerra americani con un cast di star italiche, Giuliano Gemma, Ray Lovelock, Edwige Fenech, più Henry Fonda a dare il tocco di nobiltà, più Helmut Berger, ovviamente isterico e cattivissimo nazista. Abbastanza commovente, a vederlo oggi, per come riesce a usare i pochi mezzi a disposizione, con le scene di battaglie ridotte al minimo indispensabile e tutte con gran primi piani e campi stretti per risparmiare sulle comparse, e tre carri armati, sempre quelli, che girano per le varie scene. Il cinema italiano e l’arte di arrangiarsi, ma bello anche per questo. E sono proprio film come Il grande attacco, come Quel maledetto treno blindato di Castellari a essere adorati e citati da registi come Quentin Tarantino e Eli Roth.
Si ritorna alla anni Cinquanta (1957 per l’esattezza) con Piombo rovente. Il piombo è quello delle tipografie, ormai scomparso da decenni. Allora i giornali si facevano e si stampavano così. Un cinico giornalista, Burt Lancaster, non sopporta il fidanzato della sorella, che lui ritiene degna di ben altri amori e pretendenti (che ci sia un vaga attrazione incestuosa?). Così incarica un suo ruffiano (Tony Curtis) di montare contro il ragazzo uno scandalo mezzo stampa che lo infanghi e lo tolga di mezzo. Sembra la cronaca di tanti fatti e fattacci serviti ultimamente dai media della nostra adorata Italia. Anzi, proporrei obbligatoria visione di questo vecchio ma tuttora valido e attuale film a tutti gli operatori della comunicazione. Poi inviterei un coraggioso produttore a mettere in cantiere il remake riambientando la storia qui e ora. La materia non mancherebbe.
Passiamo all’horror, anzi a due horror. Per la verità i cultori del genere includono Scream, notevole invenzione di Wes Craven che avrà ben due sequel, nel sottofilone detto slasher, ovvero quello delle lame che squarciano (corpi, of course). Scream ha anche imposto nell’immaginario globale la maschera ispirata all’Urlo di Munch (da cui anche il titolo) che sarebbe diventata da quel momento un classico di tutti gli Halloween. Into the Mirror è invece un horror di quella scuola coreana che ha prodotto negli anni Zero alcuni dei migliori esempi del genere. In questo film, come spesso accade nel cinema del Far East, a dominare è il tema del doppio. Chi è la ragazza nello specchio? Un riflesso o la gemella che si credeva scomparsa? Quello che colpisce in Into the Mirror, come in altre produzioni di paura del Lontano Oriente, è la naturalezza nel trattare spiriti, fantasmi, révenants e varie presenze. Come se tra il nostro e il loro mondo i confini fossero labili. È la stessa compresenza di vivi e non più vivi che ritroviamo in quel gran film che è il thailandese Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti di Apichatpong Weerasethakul, vincitore all’ultimo festival di Cannes. Di Into the Mirror è stato poi girato un remake hollywoodiano con la regia di Alexandre Aja.
Chiude questa Top Ten (Top Eleven, per l’esattezza, visto l’ex aequo) uno di quegli onesti action che non hanno altra pretesa se non quella di tenerti inchiodato alla poltrona (del cinema) o al divano (di casa) per un paio d’ore. Ma anche questi film sono necessari. Ricostruzione di una colpo famoso avvenuto nella Londra 1971, La rapina perfetta – The Bank Job è un classico heist movie, con tanto di irruzione nel caveau, dove però non sono custoditi solo soldi e gioielli, ma anche foto che scottano. Dirige il solido professionista Roger Donaldson, mentre il protagonista, promosso dalla serie B alla serie A, è Jason Statham, uno dei re dell’action attuale.

La classifica continua con:
11. Ragione e sentimento, Studio Universal, h. 21,00.
12. Diverso da chi?, Sky Cinema Max, h. 23,40.
13. Ed Wood, Studio Universal, h. 21,10.
14. Triage, Sky Cinema 1, h. 22,50.
15. Il “Papa” del Greenwich Village, MGM Channel, h. 0,20.
16. Shaolin Basket, Sky Cinema Mania, h. 22,35.
17. Marpiccolo, Premium Cinema, h. 0,35.
18. We Are Marshall, Premium Emotion, h. 22,50.
19. Questione di cuore, Joi, 23,15.
20. Giovannona Coscialunga disonorata con onore, Sky Cinema Italia, h. 22,40.
21. La rivincita delle bionde, Sky Cinema Family, h. 21,00.
22. Generazione mille euro, Mya, h. 21,00.
23. Il mistero delle pagine perdute, Canale 5, h. 21,30. FREE
24. Il mio West, Premium Cinema, h. 22,45.
25. Don Camillo, Retequattro, h. 21,10. FREE
26. Hooligans, Premium Energy, 1,00.
27. Caporale di giornata, La7 , h. 0,30. FREE

Commento: Ottimi titoli anche in questa seconda parte. Come Ragione e sentimento, tratto da Jane Austen da un Ang Lee in stato di grazia, con un cast smagliante (Kate Winslet, Emma Thompson, Hugh Grant). Diverso da chi? è una delle migliori commedie italiane degli ultimi anni. Scritta da Fabio Bonifacci, mette in scena una perfetta coppia gay, peccato che uno dei due si inamori di una donna, oltretutto sua avversaria politica. Si ride, anche perché il film evita sia il becerume antigay sia le caramellosità del politicamente corretto. Fra i tanti film della lista, menzione speciale per l’interessante Triage, per Ed Wood della inossidabile coppia Tim Burton-Johnny Depp, per il crime anni Ottanta Il “Papa” del Greenwich Village. Giovannona Coscialunga è titolo proverviale di quella commediaccia all’italiana primi Settanta che a suo tempo Walter Veltroni con una famosa recensione sdoganò e incluse nel recinto del cinema presentabile. Il mio West è un’assoluta stravaganza, un western girato da Giovanni Veronesi sulle Alpi Apuane con uno dei cast più pazzeschi che si siano mai visti: Leonardo Pieraccioni, Harvey Keitel, Alessia Marcuzzi e, incredibile, David Bowie. Per sapere di più di tutti i film, cliccare sui link.

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