FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (giovedì 16 dicembre)

I migliori dieci film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

IMPERDIBILI (dal 1° al 10° posto)
1. Chinatown
, Studio Universal, h. 21,00.
2. L’innocente, Premium Cinema, h. 1,20.
3. Ulisse
, Sky Cinema Italia, h. 21,00.
4. The Descent – Discesa nelle tenebre
, Sky Cinema Max, h. 0,15.
5. Sweeney Todd, Premium Cinema, h. 23,15.
6. Lanterne rosse
, Cult, h. 21,00.
7. Wonderland, Cult, h. 23,15.
8. Hairspray – Grasso è bello, Premium Cinema, h. 21,15.
9. Scarlet Diva, Sky Cinema Italia, h. 0,40.
10. La prima cosa bella, Sky Cinema 1, h. 23,10.

Commento:
1. Chinatown. Capolavoro capolavoro capolavoro. Roman Polanski rifà nel 1974 un noir à la manière degli hammettiani-chandleriani Il mistero del falco e Il grande sonno. Stessa ambientazione di quegli archetipi, la Los Angeles anni Trenta-Quaranta. Misteri pubblici e privati, segreti inconfessabili, ignominie, speculazioni, il denaro che tutto corrompe, anime nere, angeli caduti. Indaga il detective Jake Gittes, un Jack Nicholson che non vedremo mai più così intenso e contenuto. Sarà per lui e per noi spettatori un viaggio al termine della notte. John Huston gigante del male. Faye Dunaway mai così ambigua e così straziante. Memorabile la battuta finale: “Che ci vuoi fare, Jake, è Chinatown”.
2. L’innocente. Film terminale, testamentario, di Luchino Visconto, da lui girato su una sedia a rotelle dopo l’ictus che l’aveva colpito. Visconti si confronta in extremis con un fantasma che lo aveva sempre intrigato ma che non aveva mai osato trasporre in cinema, Gabriele d’Annunzio. Lo fa con questo suo film dell’addio, dove non c’è la perfezione assoluta dei suoi precedenti capolavori, dove tutto è già corrotto e corroso irrimediabilmente: anche gli interpreti non c’entrano nulla col suo cinema, la sua estetica, la sua visione dei corpi (sono Laura Antonelli e Giancarlo Giannini, entrambi sbagliati e perfino fisiognomicamente inadeguati, soprattutto lui). Ma è pur sempre Visconti, alle prese con una storia morbosamente mélo e feullieton di una gran dama che partorisce il figlio della colpa, bambino che il marito farà impassibilmente morire esponendolo al gelo. Ci sono anche Rina Morelli e Massimo Girotti, loro sì viscontiani di ferro; il film è da vedere anche per loro.
3. Ulisse. Un incanto, questa Odissea rifatta nella Cinecittà anni Cinquanta (1955, per l’esattezza) da Mario Camerini con i soldi di Dino De Laurentiis. Kirk Douglas in trasferta nella Hollywwod sul Tevere è l’eroe. Ma ci sono anche Anthony Quinn, Rossana Podestà e l’immensa Silvana Mangano, allora signora De Laurentiis e qui nella doppia parte di Penelope e Circe: santa e peccatrice. Gli effetti speciali sono di Mario Bava, che qualcuno difatti accredita come co-regista e che sicuramente girò le scene di Polifemo. Attenzione, uscito originariamente in 3 D! Io lo trovo un film meraviglioso. Da confrontare con la successiva e altrettanto meravigliosa Odissea televisiva di Franco Rossi (il punto più alto della produzione Rai).
4. The Descent – Discesa nelle tenebre. Non snobbiamolo, per favore: è uno dei migliori horror del decennio. Un gruppo di ragazzi scende in una grotta dei Monti Appalachi (ma non sanno che la zona è pericolosa? non hanno mai visto Un tranquillo weekend di paura che si svolge proprio da quelle parti?) e ne succedono di ogni, come il canone dell’horror esige. Però questo non è per niente dozzinale. Anche qui, come nello spagnolo La notte dei girasoli, torna il topos letterario della grotta come luogo di disvelamento dell’inconscio e del non detto, vedi Passaggio in India di Edward Forster e Il labirinto oscuro di Lawrence Durrell.
5. Sweeney Todd. Nella Londra vittoriana un barbiere killer seriale e vendicativo, sulla scia naturalmente di un’icona del periodo, Jack lo Squartatore. Il tutto messo in musical. Dirige tra miasmi e fuligginosi vapori steampunk Tim Burton, che con questa storia di nefandezze sanguinolente si trova benissimo. Il barbiere è un ghignante, ebbro Johnny Depp, sodale di Burton in questa ennesima impresa. Visivamente strepitoso, assolutamente e prodigiosamente timburtoniano. Con il sospetto però che Burton sia ormai prigioniero non solo di se stesso e del proprio manierismo autorerenziale, ma soprattutto della materia sordida che ama trattare. A frequentare troppo i mostri e il mostruoso si resta prigionieri. Ho l’impressione che Tim Burton sia incatenato ai propri fantasmi e non riesca più a trattarli con il distacco dei suoi inizi.
6. Lanterne rosse. Il film che lanciò il cinema cinese nei festival e poi sul mercato mondiale. Era il 1991, e la Cina era ancora post-maoista e non ancora quel gigante economico di oggi. Lanterne rosse incantò tutti, con il suo formalismo altissimo e la sua storia ambientata in una Cina lontana ma non troppo, precomunista e ancora feudale. Protagonista, un signorotto che si può permettere un harem di concubine e indicare la prescelta con l’accensione di una lanterna rossa. Un rituale che inorridì le anime belle dell’Occidente e nello stesso tempo le deliziò. Quelle lampade vermiglie abbassate e sollevate folgorarono gli spettatori globali, soprattutto le spettatrici. Trionfo di Zhang Yimou, regista che si sarebbe dimostrato negli anni di un eclettismo sfrenato e incontinente, passando ai film d’avventura e perfino alla regia della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Pechino. Trionfo anche della bellissima Gong Li e suo lancio internazionale.
7. Wonderland – Massacro a Hollywood. Gran film circondato da un’aura di maledettismo. Ricostruzione di un caso accaduto nel 1981: in un appartamento di Hollywwod vengono trovati quattro tizi massacrati, sono i responsabili di una rapina a un boss locale. Durante le indagini, nella storia viene coinvolto anche John Holmes, il re del porno, il signor Gola Profonda, allora malato, tossicodipendente, nella fase della caduta e dell’abiezione. Il film ricostruisce i fatti partendo dalla sua figura, ed è un quadro sordido che non si dimentica. Protagonista un Val Kilmer che si butta a capofitto nel ruolo: la migliore interpretazione della sua carriera, con un’adesione impressionante al personaggio.
8. Hairspray – Grasso è bello. Non il capolavoro camp di John Waters, ma il suo remake in forma di musical del 2007, con John Travolta travestito e ingrassato nel ruolo che fu di Divine. E già questo dice tutto. Moderatamente irriverente e corrosivo, ottimo successo al box office. Molto godibile.
9. Scarlet Diva. Esordio registico di Asia Argento. Un delirio autoreferenziale, di incontinente e incontenibile narcisismo. Protagonista una diva del cinema erotico – Asia, ovviamente – alle prese con sogni, deliri e vari disastri esistenziali. Così presuntuoso da essere diventato subito un culto. Gran successo in Francia. Daria Nicolodi, mamma di Asia, nella parte della mamma, tanto per accentuare gli autobiografismi. Però in questo film stravagante e anche fastidioso c’è la luce, pur se intermittente, del talento e di una personalità vera. Perturbante ma vera.
10. La prima cosa bella di Paolo Virzì continua a essere replicato vorticosamente in tv. Un’operazione nostalgia sulla Livorno anni Settanta, rivisitata attraverso le memorie di un quarantenne disilluso trapiantato a Roma e costretto a tornare nella sua hometown per le gravi condizioni di salute della madre. Ripercorrerà tutti i fantasmi della sua storia familiare, governata e dominata da quella madre amorevole ma ingombrante ed eccessivamente anarchica e libera, che gli ha segnato irrimediabilmente la vita. La prima cosa bella ha realizzato buonissimi incassi e incamerato premi di ogni tipo, ed è stato anche scelto come candidato italiano all’Oscar: designazione a mio parere suicida, nessuno da quelle parti conosce Virzì ed è in grado di apprezzare un film così localistico. Avrebbero dovuto candidare Io sono l’amore di Luca Guadagnino che in America è andato molto bene e ha pre ottenutol’altro giorno la nomination ai Golden Globe. La prima cosa bella non mi ha suscitato irrefrenabili entusiasmi però si lascia guardare, nonostante qualche lungaggine (20 minuti di meno avrebbero giovato). Ottimi Micaela Ramazzotti, una rivelazione, e Valerio Mastandrea. La Sandrelli rifà un po’ se stessa un po’ il suo indimenticabile personaggio di Io la conoscevo bene.

CONSIGLIATI (dall’11° al 20° posto)
11. L’ultima seduzione
, Rai Movie, h. 0,15. FREE
12. Blob – Fluido mortale, Sky Cinema Classics, h. 0,55.
13. Birthday Girl, Retequattro, h. 0,20. FREE
14. Imago mortis, Premium Energy, h. 0,15.
15. Birdy, le ali della libertà, Sky Cinema Classics, h. 22,55.
16.
Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno, Sky Cinema Italia, h. 22,50.
17. L’era glaciale
, Sky Cinema Hits, h. 21,15.
18. Amantes, Cult, h. 1,15.
19. Chéri, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
20. A piedi nudi nel parco, Sky Cinema Classics, h. 0,45.
Commento: Un ottimo noir con la dark lady Linda Fiorentino (L’ultima seduzione); un triangolo spagnolo d’epoca con una pericolosa Victoria Abril (Amantes); un film che fa da sigla a una mitologica trasmisisone di RaiTre, ma che per una volta andrebbe visto tutto (Blob); il miglior horror italiano degli ultimi anni, una produzione di livello internazionale (Imago Mortis). Ci sono poi uno Stephen Frears da Colette (Chéri), un Alan Parker pacifista e libertario (Birdy), un Salce-Villaggio assai grottesco, quasi alla Ferreri (Alla mia cara mamma…). Per saperne di più di ogni film, cliccare sul link.

INTERESSANTI (dal 21° al 30° posto)
21. In good company
, Sky Cinema Family, h. 21,15.
22. À deriva, Premium Cinema Emotion, h. 23,15.
23. Montecristo, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
24. Ho voglia di te, Mya, h. 21,00.
25. Batman Forever
, Steel, h. 21,00.
27. La giusta distanza, Rai Movie, h. 21,00. FREE
28. Mona Lisa Smile, RaiTre, h. 21,05. FREE
29.
C’era un cinese in coma, Retequattro, h. 21,10. FREE
30. Sette anime, Sky Cinema Mania, h. 22,40.
Commento: Un Attimo fuggente al femminile con Julia Roberts insegnante (Mona Lisa Smile); un Gabriele Muccino americano tosto e di scarso appeal commerciale nonostante la presenza di Will Smith (Sette anime), il più dimenticato e meno visto film di Carlo Verdone, da recuperare assolutamente: potrebbe riservare delle sorprese (C’era un cinese in coma, con un allora sconosciuto Beppe Fiorello). Per saperne di più di ogni film, cliccare sul link.

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