Dopo i Golden Globes, scoppia il caso ‘Io sono l’amore’. Guadagnino polemico con l’Italia.

Io sono l’amore sta trionfando negli Usa da mesi e ha incassato milioni di dollari. La nomination ottenuta ieri ai Golden Globes per il migliore film straniero non è che l’ultimo riconoscimento. Ma allora perché il nostro paese ha scelto come proprio rappresentante agli Oscar un altro film, La prima cosa bella? Luca Guadagnino polemizza: “L’Italia è stata una madre crudele con me”. E il distributore americano di Io sono l’amore: “Sono indignato: siamo ostaggi della politica”.

Luca Guadagnino, il regista di “Io sono l’amore”

Tilda Swinton in “Io sono l’amore”

Erano mesi che la polemica era sottotraccia, adesso è venuta alla luce del sole. A fare da detonatore, la nomination di ieri sera di Io sono l’amore di Luca Guadagnino per i prossimi Golden Globes quale migliore film in lingua straniera (la consegna avverrà il 16 gennaio prossimo). The Hollywood Reporter pubblica una dichiarazione molto netta di Guadagnino, molto più in sintonia con Hollywood che con il suo paese: “L’Italia è stata stranamente una specie di matrigna crudele per il film. Non lo hanno scelto per l’Oscar. Penso che il film non sia esattamente quello che adesso vende in Italia, lì funzionano soprattuto commedie su uomini che non vogliono crescere. La sindrome Vitelloni ma senza Fellini. Questa nomination ai Golden Globe è un avvertimento alla cultura italiana. Attenti! Quando non si suppporta qualcosa di buono l’immagine di un paese va giù, sempre più giù. Hanno scelto un altro film (La prima cosa bella di Paolo Virzì, ndr), al posto di uno che aveva avuto buone accoglienze nel mondo e soprattutto negli Stati Uniti”.

I Am Love, così è stato ribattezzato il film di Luca Guadagnino negli Stati Uniti, uscito in sordina da noi tra lo scarso interesse della critica e del pubblico (gli incassi sono stati poche centinaia di migliaia di euro), in America si è rivelato un vero e proprio trionfo nel cosiddetto circuito art house, i cinema d’essai: oltre cinque milioni di dollari è il risultato finora al box office di I am love, che ne fa una delle produzioni indipendenti di maggior successo dell’anno. Anche le critiche sono state in gran parte favorevoli (Rotten Tomatoes gli ha assegnato con il suo tomatometer la valutazione decisamente alta di 82 su 100).
Lo strano è che il successo non ha avuto quasi eco e riscontro nel nostro paese, un caso paradigmatico di Nemo propheta in patria. Così, quando a Roma si è trattato di scegliere quale film italiano designare per l’Oscar come migliore film straniero, la commissione preposta non ha indicato il film di Guadagnino ma La prima cosa bella di Paolo Virzì: un film anche rispettabile, ma che in America nessuno ha visto e che farà molta fatica a rendersi visibile e a farsi largo tra i giurati, mentre Io sono l’amore aveva l’incommensurabile vantaggio di essere già conosciuto da tutti e molto apprezzato. Perché un autogol così clamoroso? (Va precisato intanto che il meccanismo dell’Oscar per il miglior film in lingua straniera funziona in un modo abbastanza strano e contorto: ogni paese – dalla Mongolia al Brasile alla Corea all’Italia – designa il suo film, dopo di che l’Academy prende la lista, fa la sua scrematura e ne trae cinque nomination, tra cui poi verrà scelto il vincitore. Ed è il motivo per cui Io sono l’amore, non essenso stato indicato dalla commissione italiana come nostro rappresentante, a questo punto nonostante tutti gli onori e i riconoscimenti non può più concorrere all’Oscar come migliore film straniero).
Però le polemiche in America sono scoppiate subito dopo la designazione di La prima cosa bella e l’esclusione da parte della commissione romana del film di Guadagnino. Eamonn Bowles, presidente di Magnolia, la casa che ha distribuito Io sono l’amore in America, si è dichiarato indignato (“outraged”) da quanto è accaduto: “Ogni anno c’è sempre qualcosa di frustrante, ma stavolta si va oltre. Considerando il livello del film di Guadagnino io penso che ogni persona ragionevole lo avrebbe scelto per la corsa agli Oscar, ma evidentemente nella commissione italiana si sono fatte altre considerazioni”. E dice che, nonostante questo smacco, farà un’aggressiva campagna di sostegno per Io sono l’amore in vista degli Academy Awards: per la miglior attrice, per il miglior film, per l’art direction, i costumi e la fotografia. E prosegue: “È una situazione, quella dei film stranieri, che l’Academy dovrebbe prendere in considerazione. Nel giudizio estetico su certi film noi siamo ostaggio delle situazioni politiche di altri paesi. Non è una situazione ideale quella di un paese che può designare soltanto un film”. Insomma, Bowles allude. Forse che La prima cosa bella ha avuto favori politici? Forse il fatto che il film di Virzì sia distribuito da Medusa, che fa parte dell’impero Fininvest, può aver significato qualcosa? Domande che molti si fanno, più in America che in Italia. Il caso Io sono l’amore potrebbe far deflagrare l’intero sistema di designazione agli Oscar dei film stranieri, ormai obsoleto e, come dice Bowles, soggetto a troppi condizionamenti politici locali.
A riprova di quanto sia stato bene accolto Io sono l’amore negli Stati Uniti ecco la lista dei riconoscimenti ottenuti solo in questi ultimi giorni dal film, che si aggiungono al più importante, la nomination ai Golden Globes.
1) Io sono l’amore è stato nominato come miglior film straniero dall’Associazione Critici di San Diego e Tilda Swinton nominata come migliore attrice.
2) Nominato come migliore film straniero dall’Associazione Critici di Phoenix, Arizona.
3) Dichiarato dal sito CITY LINK! Attack of teh movie miglior film in assoluto dell’anno.
4) Io sono l’amore ha vinto il premio come migliore film straniero dall’Associazione Critici Online.
5) Per gli importantissimi Critics’ Choice Movie Awards, che verranno assegnati a H0llywood il 14 gennaio, il film di Guadagnino ha ottenuto la nomination come migliore film straniero.

In Italia? Poco più che zero.

Tilda Swinton e Luca Guadagnino sul red carpet di Venezia, dove il film fu presentato nel 2009.

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