FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (sabato 18 dicembre)

I migliori dieci film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. LA CADUTA DEGLI DEI, Sky Cinema Italia, h. 0,15.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=JpvL9dApWPE&fs=1&hl=it_IT]
2. Per un pugno di dollari, Rai Tre, h. 21,30. FREE
3. American History X
, Premium Cinema Energy, h. 22,55.
4. Basic Instinct, Premium Cinema, h. 0,55.
5. La mala educacion, Premium Cinema Emotion, h. 22,45.
6. Tutto su mia madre, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
7. La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler, Rai Movie, h. 21,00. FREE
8. Animal Factory, Premium Cinema Emotion, h. 0,35.
9. Una notte da leoni, Joi, h. 21,00.
10. Il crimine di padre Amaro
, Cult, h. 0,45.
Commento:
1. La caduta degli dei. Capolavoro kitsch & camp di Luchino Visconti. Storia e decadenza di una famiglia di signori dell’acciaio che lega il proprio destino a quello del nazismo. Anche, ambiziosamente, affresco e parabola sulla caduta e il dissolvimento di una nazione e di una classe sociale. Titolo wagneriano, ovviamente. Il film è memorabile per la messinscena che non risparmia nessun effetto ed effettaccio, compreso Helmut Berger en travesti che rifà Marlene e il kabarett berlinese-weimariano più lascivo. Il culmine è la notte dei lunghi coltelli: l’eliminazione-espulsione di una cellula gay-macho deviata del già deviato nazismo che Visconti ricostruisce in un’interminabile sequenza orgiastica e feticistica che diventerà paradigma e riferimento per decine di film successivi.
2. Per un pugno di dollari. Quando Sergio Leone creò lo spaghetti-western reinventando un genere fino ad allora quintessenzialmente americano. Tempi rallentati, primi piani alternati a campi lunghissimi, un décor mai visto prima che ridisegna un Texas-Messico immaginario, polveroso e crudele, sud di ogni sud del mondo fatto di sudore, sangue, strade calcinate, immensi spazi desertici abbacinati dal sole. Una messinscena rituale e ieratica per raccontare la storia dello Straniero (Clint Eastwood, of course, anche lui inventato dal nulla da Leone), un uomo solo che facendo il doppio gioco riuscirà a mettere l’una contro l’altra le due spietate famiglie che si contendono il dominio di un povero villaggio alla mercè del più forte. Ho adorato Per un pugno di dollari dalla prima volta che lo vidi, e non mi ha mai deluso nelle ripetute, successive visioni. Uno dei migliori film italiani di sempre e, a mio parere, il miglior Sergio Leone in assoluto (amo pazzamente la cosiddetta Trilogia del dollaro, molto meno i suoi film successivi; trovo C’era una volta il West grande però qua e là insopportabilmente pompier, e non sono mai stato un estimatore del sopravvalutato C’era una volta in America).
3. American History X. Un naziskin (Edward Norton) finisce in carcere per l’uccisione di un ragazzo nero. Cambierà idea, si redimerà, cercherà di ricondurre sulla retta via il fratellino che nel frattempo si è incamminato pure lui verso poco rassicuranti ideali neonazi, il tutto in un’America livida e brutale. Racconto un po’ troppo a tesi, con evidenti intenzioni didascaliche ed edificanti, ma American History X resta notevole come uno dei rari ritratti del contemporaneo razzismo bianco made in Usa. Un film condotto con mano ferma e senza fronzoli. Grande interpretazione di Norton.
4. Basic Instinct. Mi piace Paul Verhoeven e mi ostino a pensare che Basic Instinct non sia solo il film in cui Sharon Stone accavalla le gambe senza slip. Verhoeven è indigesto, ma è un autore molto riconoscibile, anche abbastanza unico. C’è in lui quell’immaginario erotico spesso, denso, pesante, greve, da Nord profondo, da Fiandre tra Anversa, Amsterdam su su fino a sfiorare Amburgo. Quell’erotismo che ha prodotto la tristezza delle ragazze in vetrina e la prima, livida pornografia europea anni Cinquanta-Sessanta. Ecco, Basic Instinct è così. Europeo, nordico, per niente hollywoodiano nonostante le sue sembianze di noir seriale. Basic Instinct è una pala fiamminga di corpi pallidi già oltretombali e di colpevoli senza redenzione.
5. La mala educacion. Insieme a Tutto su mia madre, costituisce l’omaggio che questa sera Premium Cinema Emotion dedica a Pedro Almodóvar. Devo confessare di non essere un grande fan dell’Almodóvar anni Duemila, quello che si colloca tra il sovrastimato Tutto sua mia madre e il recente Gli abbracci spezzati. Trovo che ormai si sia incartato in un manierismo che ripropone all’infinito gli stessi temi, anzi le stesse ossessioni. Ma con tutte le riserve che si possono avere su di lui, bisogna ammirarne la capacità, che si è affinata con il tempo fino a diventare viruosistica, di raccontare storie complesse e di incrociare molteplici piani narrativi e temporali senza mai annoiare lo spettatore. Riassumere la contortissima trama di La mala educacion (2004) è impossibile, molto meglio vederlo. Anche se non ha avuto lo stesso successo di Tutto su mia madre e Parla con lei, è a mio parere il vertice almodovariano della decade, un film che riesce a mantenersi miracolosamente in equilibrio tra spinte opposte e un sovraccarico di materiali narrativi. Storia di fratelli, collegi, abusi infantili, droghe, vendette ed eccessi vari. Un melodramma con ampi innesti noir che appassiona e non dà tregua e che trova in Gael Garcia Bernal un interprete magnifico, anche (soprattutto) en travesti: vitalistico, ossessivo, debordante, sfrontato, degno del Banderas del capolavoro assoluto di Almodóvar, La legge del desiderio.
6. Tutto su mia madre. Il maggior successo di sempre di Pedro Almodóvar, 100 milioni di dollari incassati worldwide, Oscar come migliore film straniero (anche se non riuscì a portarsi via la Palma d’oro a Cannes, che andò ai fratelli Dardenne per il bellissimo Rosetta). Tutto su mia madre sdogana definitivamente il Maestro della Mancha da autore di nicchia, per quanto amplissima, ad autore mainstream quasi per famiglie. Nel film ci sono tutti gli elementi tipici del suo cinema, quelli che lo rendono riconoscibile e unico: le contorte storie familiari, le disgrazie, i lutti, le trasgressioni sessuali con abbondanza di travestiti e transgender (compreso un padre che cambia sesso), però depotenziati e aggraziati (non a caso il personaggio chiave si chiama Agrado) a uso del pubblico medio. Questo è il pregio e anche il limite di un film furbissimo e perfetto, un mélo costruito senza il minimo sbandamento, una macchina narrativa irresistibile. Fin troppo.
7. La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler. Il film tedesco del 2005 che ha osato riproporre un Hitler protagonista, ripreso nella fase terminale della guerra, del suo sogno di potenza, della sua stessa vita. Quasi un docu, che racconta impassibilmente, fenomenologicamente, cronachisticamente l’uomo-demone che ha condotto la Germania nel precipizio. Scelta quasi obbligata, quella dello stile documentaristico, per non incorrere in una rete inestricabile di polemiche, interdetti, probizioni, censure. Nonostante la cautela di un approccio freddo e distanziante, il film causò lo stesso dibattiti incandescenti, e però fu un clamoroso successo di pubblico in patria. Segno che la Germania i suoi fantasmi li vuole vedere rappresentati, non cancellati e rimossi. Il film vale la visione per questo, più che per le sue qualità cinematografiche, che pure non sono disprezzabili. Interpretazione monumentale di Bruno Ganz.
8. Animal Factory. Tratto da un romanzo dello scrittore-galeotto Edward Bunker, diretto nel 2000 da Steve Buscemi, interpretato da Willem Dafoe. Storia di un detenuto di San Quentin che si affeziona a un ragazzo finito dentro per detenzione di marijuana, e lo proteggerà dalle durezze del carcere. Classico prison-movie, ma di un realismo inusitato, preciso, dettagliato, che non chiude gli occhi sulla violenza dell’istituzione ma neppure su quella degli internati. Carcere fabbrica di sub-umanità, come dice il titolo. Disincantato fino alla spietatezza.
9. Una notte da leoni. Film eccentrico e sofisticato come una screwball comedy anni Trenta, ma con l’apparenza di una commediaccia maschile-goliardica contemporanea. Due amici più un parente tardofrikkettone imbarcato all’ultimo momento se ne vanno a Las Vegas per una pazza notte prima che uno di loro si sposi. Andrà tutto oltre ogni previsione di follia: si risveglieranno intossicati e in preda all’amnesia – The Hangover è il titolo originale – in una suite d’hotel completamente devastata, con una tigre in bagno, una gallina che scorrazza e il promesso sposo scomparso. Cos’è successo? Il film è la ricerca della verità su quella notte pazza e cancellata dalla memoria. Si scopriranno cose inimmaginabili, il matrimonio rischierà di saltare. Poi tutto si aggiusterà. Molto divertente e anche intelligente. Una sceneggiatura che non sbaglia un colpo, una commedia perfetta che è stata l’anno scorso enorme e inaspettato successo al box-office Usa.
10. Il crimine di padre Amaro. Melodramma messicano del 2002 con un pretino (Gael Garcia Bernal) che si innamora di una giovane parrocchiana, mentre assiste impotente ai crimini e alla corruzione del clero locale. Chiaro il messaggio che il film ci invia: cosa volete che sia il peccato della carne a fronte di altre e ben peggiori colpe? Al di là di questa predica politically correct e molto Teologia della liberazione, il film per fortuna ha quel giusto torbido che lo trasforma in un buon mélo. Grande successo negli Stati Uniti e candidatura all’Oscar, nessun successo in Italia.

CONSIGLIATI (dall’11° al 20° posto)
11. Salvate il soldato Ryan
, Studio Universal, h. 23,05.
12. Clerks – Commessi
, Comedy Central, h. 21,00.
13. Carlito’s Way, Iris, h. 23,00. FREE
14. Jade
, Sky Cinema Max, h. 0,15.
15. Dal tramonto all’alba
, Sky Cinema Hits, h. 23,30.
16. Il nipote picchiatello
, Studio Universal, h. 21,00.
17. Angelica, Sky Cinema Classics, h. 0,45.
18. Saigon
, Iris, h. 21,15. FREE
19. Human Nature, MTV, h. 0,30. FREE
20. Uomini che odiano le donne
, Sky Cinema Mania, h. 0,35.
Commento: Grandi firme anche in questa seconda parte di classifica: uno Steven Spielberg (Salvate il soldato Ryan), un William Friedkin (Jade), un Brian De Palma (Carlito’s Way), un Robert Rodriguez (Dal tramonto all’alba). Da segnalare anche un Michel Gondry pochissimo conosciuto, su sceneggiatura di Charlie Kaufman, Human Nature, girato prima del grande successo dei due Se mi lasci ti cancello. Per chi ama Jerry Lewis c’è un suo classico, Il nipote picchiatello. Per saperne di più di ogni film, cliccare sui link. 

INTERESSANTI (dal 21° al 30° posto)
21. Harry Potter e l’Ordine della Fenice
, Joi, h. 21,00.
22. Impiccalo più in alto, MGM Channel, h. 0,35.
23. Il profumo del mosto selvatico, Sky Cinema Family, h. 22,40.
24. La teoria del volo, Cult, h. 23,30.
25. A Family Thing, MGM Channel, h. 21,00.
26. Per sesso o per amore?
, Sky Cinema Mania, h. 22,55.
27. Water
, Cult, h. 21,00.
28. Analisi finale, Retequattro, h. 21,10. FREE
29. Baciami ancora, Sky Cinema 1, h. 21,00.
30. Il bambino con il pigiama a righe, Sky Cinema Hits, h. 21,15.
Commento: Tra i titoli migliori di questa terza parte di classifica, Impiccalo più in alto, western americano che si ispira alla lezione di Sergio Leone e ne riprende l’attore-feticcio, Clint Eastwood, e La teoria del volo, lo strano incontro di due marginali interpretati da Kenneth Branagh e Helena Bonham-Carter. C’è anche il Gabriele Muccino di Baciami ancora, film che verrà ricordato più per la canzone di Jovanotti che per i suoi meriti. Per saperne di più di ogni film, cliccare sui link.

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