FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (martedì 21 dicembre)

I migliori dieci film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazioni solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

IMPERDIBILI (dal 1° al 10° posto)
1. UNA STORIA VERA
, Studio Universal, h. 23,10.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=d1pKEI-Sv-8&fs=1&hl=it_IT]
2. Casinò, Premium Energy, h. 21,00.
3. La 25esima ora, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
4. Hotel, Rai Movie, h. 0,30. FREE
5. The Ring, Sky Cinema Max, h. 23,00.
6. Io ti salverò, Sky Cinema Classics, h. 0,55.
7. Un marito ideale
, Premium Cinema Emotion, h. 23,00.
8. Genova
, Cult, h. 0,40.
9. An Education, Sky Cinema 1, h. 21,00.
10. Oil City Confidential
, Cult, h. 23,00.
Commento:
1. Una storia vera. Forse David Lynch non ne poteva più delle accuse di essere diventato un pazzo visionario, di non essere più in grado di costruire un film comme il faut, con una storia solida e comprensibile come Dio comanda. Così nel 1999 accetta di girare questo film apparentemente incongruo rispetto alla sua produzione, lineare, semplice, perfino elementare. Un ultrasettantenne dello Iowa decide di andare a far visita al fratello che non vede da un sacco di anni, e decide di andarci (nel Wisconsin!) a bordo di un vecchio, sbuffante, scatarrante  trattore. Una storia vera è la cronaca alla Lynch di questa traversata dell’America profonda, a ritmi rurali e paleoindustriali. Con una rarefazione, un senso del paesaggio, un lavoro sul tempo e sulla percezione dello spettatore che portano comunque l’incofondibile marchio del regista. Fu anche un buon successo nelle sale.
2. Casinò. Uno dei più bei Scorsese di sempre. Il regista con il fedele alter-ego Robert De Niro torna ai suoi temi prediletti, anzi ossessivi: la mafia, il peccato, la corruzione, il potere del denaro. Tutto si svolge a Las Vegas, luogo americano della perdizione e altrove assoluto, mondo parallelo in cui la norma non vige più. Con Sharon Stone al suo massimo storico. Scorsese talmente bravo da rasentare il manierismo. Una lezione di cinema.
3. La 25esima ora . Il vertice del cinema di Spike Lee e uno dei più bei film degli anni Duemila. Un pusher (Edward Norton) che sogna già il ritiro e una vita tranquilla deve invece tornare a scontare sette anni in prigione. Il film racconta le ultime ventiquattr’ore del protagonista prima dell’entrata in carcere, con la vita che si spezza, i bilanci, gli incontri con le persone che contano. Stavolta Spike Lee lascia perdere le sue ossessioni etno-razziali e, non casualmente, firma la sua opera migliore.
4. Hotel. Non l’ha visto quasi nessuno però, attenzione, è il secondo film (di cui pochi si accorsero) della talentuosa Jessica Hausner, per capirci la regista austriaca – e produttivamente anche un po’ francese – che l’anno scorso ci ha dato quel piccolo grandissimo film che è Lourdes, un miracolo sospeso tra laicismo e santità, uno sguardo senza disprezzo e sopracciglio alzato sulla fede popolare. Hotel invece è un noir: la receptionist di un albergo sulle Alpi austriache indaga sulla ragazaa che ha sostituito e di cui si sono perse le tracce. Uno psico-thriller con venature horror da rivedere con la consapevolezza di poi, ovvero dell’aver visto e ammirato Lourdes.
5. The Ring. Davvero uno dei film più paurosi gli anni Duemila. Chi e cosa c’è in quella videocassetta? Perché chi la vede dopo sette giorni muore (previo ring del telefono)? Remake firmato da Gore Verbisnki molto prima dei Pirati dei Caraibi di un horror giapponese che aveva fatto scuola a fine Novecento, ma che a sua volta molto doveva all’inquietantissimo Videodrome di David Cronenberg (uno dei film che ha fabbricato più incubi nella mia mente). Naomi Watts è, al solito, un incanto.
6. Io ti salverò . Uno dei miei Hitchcok preferiti. Fantastica l’idea di divulgare la psicanalisi freudiana e di usarla come espediente narrativo e macchina produttrice di colpi di scena e svolte drammatiche. Anzi, è tutta la psicanalisi in versione hollywoodiana a essere adorabile (vedi anche Improvvisamente l’estate scorsa). Un uso che non tradisce il pensiero di Freud. A modo suo anche il grande Sigmung era un detective che, mettendo sul lettino il paziente e interrogandolo, cercava di ricostruire la sua storia sepolta nell’inconscio attraverso indizi, lapsus, sogni, segnali, sintomi. Ogni giallo che si rispetti è una detection molto simile. Io ti salverò questo lo mostra perfettamente. Gregory Peck è un uomo turbato da qualcosa di misterioso accaduto molto tempo prima, ha incubi continui (illustrati da Salvador Dalì!), Ingrid Bergman, freudiana di ferro, si innamora di lui e vuole guarirlo. La psicoterapia e l’indagine, che qui coincidono, arriveranno alla verità, ma dopo aver sfiorato precipizi di ogni sorta. Che dire? Capolavoro, e basta.
7. Un marito ideale. Puro cinema british, quello più tradizionale, con le sue tazze da tè e gli interni con le tappezzerie giuste e i dialoghi perfidi ecc. Ogni tanto, preso nel giusto dosaggio, va anche bene, soprattutto se come in questo caso trattasi di una cineversione di Oscar Wilde. E Wilde merita sempre. Che poi qui racconta (anche) di segreti privati da non svelare, qualcosa che c’entrava con la sua vita. Come di dice sempre per un film inglese, attori perfetti. Stavolta sono un Rupert Everett non ancora bollito e impresentabile (era il 1999) e la sempre brava Julianne Moore.
8. Genova. Uno di quei film fuori da ogni medietà, da ogni gusto mainstream e da ogni possibile mercato, che a me piacciono. Genova è uno dei più strani titoli di un regista pur camaleontico e ogni volta diverso da se stesso e infedele a se stesso come Michael Winterbottom, uno che ha attraversato tutti i generi, pur restando sempre autore, in un furore mimetico che sarebbe interessante analizzare: ad esempio si è appena visto al cinema un suo noir durissimo tratto da Jim Thompson, The killer inside me (pochi registi hanno lo stesso eclettismo: mi viene in mente solo Stephen Frears). Interessante che abbia scelto Genova per ambientare un suo film, non lo fanno i registi italiani, figuriamoci uno straniero. E già questo è un segno di eccentricità che rende film e autore degni di interesse. Thriller psicologico che non è piaciuto a nessuno, dunque perfetto per essere snobisticamente visto e prossimamente recuperato come culto, racconta di un padre (Colin Firth) che, rimasto vedovo, decide di trasferirsi a Genova ad insegnare. Un’immersione in una realtà lontana che lo dovrebbe aiutare a lenire le ferite dell’anima. Con lui le due figlie adolescenti. Nei vicoli della Genova vecchia, uno dei luoghi più misteriosi e labirintici del Mediterraneo, scenario ideale per i demoni della mente, una delle ragazze crederà di incontrare il fantasma della madre. Film di paura e di formazione.
9. An Education . Gran successo dell’anno scorso sul mercato angloamericano, pioggia di premi e nominations, rivelazione-consacrazione di una giovane attrice inglese di nome Corey Mulligan, effettivamente brava anche se affrettatamente e sciaguratamente paragonata da qualcuno a Audrey Hepburn (ma quando mai). Racconto di formazione di una ragazza (che poi diventerà una giornalista famosa e scriverà il libro da cui il film è tratto) nell’Inghilterra tra Cinquanta e Sessanta non ancora beatlesiana e dunque retriva la sua parte. Jenny è figlia di una coppia piccoloborghese vogliosa di ascesa sociale che punta tutto su di lei mandandola nelle migliori scuole. Ma proprio mentre sta per entrare a Oxford conosce uno svelto, simpatico tipo di trent’anni e qualcosa, che non le farà solo conoscere l’amore e il sesso, ma anche una vita più libera con venature bohemian-chic, iniziandola ai viaggi all’estero, ai grandi alberghi di Parigi, all’eleganza, al glamour e alla passione per le cose belle e preziose. Scoprirà poi di essere stata ingannata, ma sarà lo stesso grata all’uomo che le ha consentito di uscire dal suo piccolo guscio famliare e l’ha introdotta a un’altra vita (questa indulgenza verso il gaglioffo è la cosa migliore del film). Non l’ho molto amato, ma devo ammettere che si tratta di un buonissimo prodotto da domenica pomeriggio e/o da poltrona casalinga, con tutte le sue cose a posto, recitazione, script (di Nick Hornby), décor. Confezione perfetta, come si addice a un film made in UK.
10. Oil City Confidential. È un ottimo momento questo per Julian Temple, cineasta che dopo una partenza fologorante negli anni Ottanta (La grande truffa del rock’n’roll) si era perso per strada. Il più punk di tutti i registi ha presentato lo scorso mese al Festival di Torino Requiem for Detroit, docu sulla caduta della Motown, la città dell’auto, oggi ridotta a simulacro di quel che era negli anni gloriosi, e culturalmente, esistenzialmente ormai desertificata. All’inizio del 2010 è poi uscito in Inghilterra questo Oil City Confidential, dove torna alla sua ossessione punk ricostruendo la storia di un band del rock estremo, i Dr. Feelgood (Feelgood in gergo sta per eroina), che attraversò come una meteora la scena inglese degli anni Settanta fino all’autodissoluzione. La solita parabola sul rock distruttivo, che però Temple sa raccontare come pochi.

CONSIGLIATI (dall’11° al 20° posto)
11. La duchessa
, Sky Cinema Hits, h. 23,25.
12. I magnifici sette, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
13. Frankenstein Junior, Retequattro, h. 21,00. FREE
14. Milano odia: la polizia non può sparare
, Sky Cinema Italia, h. 0,30.
15. La mosca
, Iris, h. 23,00. FREE
16. Arrivederci amore, ciao, Rai Movie, h. 23,55. FREE
17. L’altra donna del re, Premium Cinema Emotion, h. 22,35.
18. Come sposare un milionario, Sky Cinema Classics, h. 23,10.
19. Il trionfo dell’amore, Premium Cinema Emotion, h. 0,45.
20. Blade II, Steel, h. 22,35.
Commento: Un period-movie su un’aristocratica inglese del ‘700 parecchio somigliante a Lady Di (La duchessa); un classico dei classici del western hollywoodiano (I magnifici sette); il miglior risultato di sempre di Mel Brooks (Frankenstein Junior); un poliziottesco di Umbero Lenzi con un Tomas Milian detestabile carogna (Milano odia...); un Marivaux messo in cinema dalla moglie-regista-sceneggiatrice di Bernardo Bertolucci, Clare Peploe (Il trionfo dell’amore). E ancora, un Cronenberg d’archivio (La mosca), un Marilyn-movie (Come sposare un milionario) e altro. Per saperne di più di ogni film, cliccare il link. 

INTERESSANTI (dal 21° al 30° posto)
21. Scacco al re nero
, Premium Cinema, h. 1,10.
22. Terminator Salvation
, Sky Cinema Max, h. 21,00.
23. The Score
, Premium Cinema Energy, h. 23,55.
24. Due partite, Sky Cinema Italia, h. 22,50.
25. Tutti insieme inevitabilmente, Mya, h. 21,00.
26. Mr. Jones
, Cult, h. 21,00.
27. Agata e la tempesta, Rai 5, h. 21,10. FREE
28. Colpevole d’omicidio, Iris, h. 21,05. FREE
29. Elf, Sky Cinema Family, h. 21,00.
30. Alla scoperta di Charlie, Rai Movie, h. 21,00. FREE
Commento: Scacco al re nero è un buon ghetto-movie anni ’90 su due fratelli spacciatori sospesi tra colpa e riscatto; Terminator Salvation è la ripresa, il reboot, della saga fondata da James Cameron, meno fortunata del previsto ma non male; Agata e la tempesta è un film della coppia Silvio Soldini-Licia Maglietta, venuto dopo il successo (incredibilmente anche in America) di Pane e tulipani. Per saperne di più di ogni film, cliccare il link.

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