FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (giovedì 30 dicembre)

I migliori quindici film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. Giù la testa, Rai Tre, h. 21,05. FREE
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2. Bastardi senza gloria – Inglorious Basterds, Premium Cinema, h. 21,00.
3. Da morire
, Rai Movie, h. 0,30. FREE
4. Thank You for Smoking, Cult, h. 21,00.
5. Valentino: l’ultimo imperatore, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
6. Lezioni di cioccolato
, Premium Cinema Energy, h. 0,35.
7. Il vigile, Cult, h. 22,35.
8. Coraline e la porta magica, Mya, h. 21,00.
9. La più grande storia mai raccontata, MGM Channel, h. 21,00.
10. Assassinio sul Nilo, Studio Universal, h. 21,00.
11. Watchmen, Sky Cinema Hits, h. 23,25.
12. Love actually – L’amore davvero, Canale 5, h. 23,30. FREE
13. He Got Game
, Sky Cinema Mania, h. 0,55.
14. Operazione Valchiria, Sky Cinema Hits, h. 21,15; Premium Cinema, h. 23,40.
15. Blindato, Sky Cinema 1, h. 21,00.
Commento:
1. Giù la testa. L’ultimo western di Sergio Leone, e il più ideologico, quello che esplicitamente sposa i fremiti e gli ideali rivoluzionari di quegli anni (il film è del 1971). E lo fa mettendo in cinema la rivoluzione messicana del 1916, peones versus dittatura. Ma l’aspetto politico è, oggi, il più caduco di Giù la testa. Di cui resta soprattutto la descrizione grandiosa, davvero epica, di masse e individui travolti da una Storia sporca, fangosa e cattiva. Rod Steiger è il ribelle, James Coburn il dinamitardo (anzi, esperto in nitroglicerina) irlandese venuto a dare una mano ai rivoluzionari. Ma a imprimersi nella memoria è la scena della fucilazione di massa, degna di Eizenstein.
2. Bastardi senza gloria – Inglorious Basterds. Travolgente Tarantino, un capolavoro che è un omaggio al cinema tutto, quello di genere dei B-movie bellici all’italiani (Quel maledetto treno blindato di Castellari) come dei bergfilm tedeschi degli anni Trenta. Quentin reinventa e piega a sè la Storia della seconda guerra mondiale, inventandosi un finale con Hitler che non c’è mai stato nella realtà. Una brigata di ebrei si infiltra oltre le linee tedesche per sabotare il nemico. Un pugno di bastardi senza gloria, la metà di una sporca dozzina fatta da bravacci che non si fermano davanti a niente. Ma quello che impressione è lo smisurato amore per il cinema di Quentin, qui all’apice del suo furore citazionista. Grandissimo, certo. Ma viene il dubbio che Tarantino si sia ormai infilato in un circolo vizioso autistico fatto di passioni e ossessioni personali e che ogni contatto con la realtà e l’oggi si sia dissolto. Come Fellini che si rinchiudeva nel suo studio di Cinecittà e lì ricreava il suo mondo di cartapesta senza più rapporti con l’esterno. Credo, temo, che Tarantino sia giunto alla stesso grado di solipsismo e autoreferenzialità. Spero che il suo prossimo film mi smentisca.
3. Da morire. Gus Van Sant d’epoca (1995). Suzanne, bella ragazza della profonda provincia Usa, è disposta a tutto pur di avere il suo quarto d’ora di celebrità (e anche più di un quarto d’ora) in televisione. Quando il marito, un brav’uomo di famiglia italo-americana, le dice che vorrebbe un figlio, decide di sbarazzarsi di lui, ritenendolo ormai un inciampo per la carriera. Ci prova, con risultati che non saranno esattamente quelli previsti. Commedia, più che cinica, brutale sulla malattia della celebrità a tutti i costi, cioè uno dei punti sensibili di questa nostra contemporaneità. Abbastanza profetico, visto che il film è del 1995, ben prima di tutti i grandi fratelli. Anche se si tratta di una produzione commissionatagli da una major, Van Sant la colora di segni molto personali, il look parodistico-camp della protagonista, ad esempio. Suzanne è una magnifica, perfetta Nicole Kidman, che qui per la prima volta dimostra di non essere solo una bellissima pupa o la moglie di Tom Cruise (allora stavano ancora insieme). Alcuni dissero malignamente che la Kidman era brava semplicemente perché recitava se stessa: avevano torto, come le successive performance d’attrice di Nicole avrebbero ampiamente dimostrato.
4. Thank You for Smoking. Commedia molto cinica e molto riuscita di quel Jason Reitman che ci darà poi Juno e Tra le nuvole. La guerra al tabacco, ma dal punto di vista di un portavoce di un’azienda che produce le demonizzate sigarette. Mentre monta l’ondata proibizionista, Nick (un ottimo Aaron Eckhart) deve comunicare al mondo – cioè convincere il pubblico (anzi, i consumatori, ma nella società dello spettacolo le due categorie tendono a coincidere) – che il fumo non fa poi così male. Una commedia giocata sul paradosso, un virtuosistico saggio di bravura per sceneggiatori e regista.
5. Valentino: l’ultimo imperatore. Valentino sta per Valentino Garavani, l’ultimo dei couturier (imparò l’arte sartoriale a Parigi) e il primo degli stilisti del pret-à-porter. Un sovrano della moda, rimasto sulla breccia dai tardi anni Cinquanta – l’era della Hollywood sul Tevere e delle star americane a Roma – fino all’altro ieri. Questo docu americano lo tallona per carpirne lo stile, i segreti, la visione del mondo e della moda, soprattutto la sua concezione dello chic e dell’eleganza. Si ricostruisce il suo percorso creativo e imprenditoriale fino alla grande mostra romana che ha celebrato il suo lavoro e la sua maison (ora passate in altre mani). A suo modo, Valentino è un pezzo di storia. 
6. Lezioni di cioccolato. Film che si inserisce a pieno titolo nel filone avviatosi pochi anni fa, e ora giunto al suo trionfo commerciale, di quella nuova commedia italiana che sta spazzando via il cinepanettonismo e il tardo-vanzinismo. Un geometra è costretto, pena una denuncia, a prendere l’identità di un operaio egiziano del suo cantiere che ha avuto un incidente e a frequentare al suo posto un corso di cioccolataio. Seguiranno amori e molti equivoci. Film garbato che prende alla lettera l’esortazione solidaristica e multiculturalista ‘provate a mettervi nei panni di un immigrato’. Con il reuccio della nuova commedia fine (i nuovi telefoni bianchi?) Luca Argentero. Il regista è quel Claudio Cupellini che ha appena mandato nei cinema il molto lodato noir Una vita tranquilla con Toni Servillo.
7. Il vigile. Alberto Sordi irreprensibile vigile nell’Italietta del primo boom multa un alto papavero. Rischierà la carriera e, da paradigmatico italiano medio, imparerà la lezione. Celeberrima commedia, ispirata a un fatto di cronaca, firmata da Luigi Zampa, regista anomalo nel panorama della commedia all’italiana, autore che tende al registro grottesco più che a quello cinico-ironico di un Monicelli o Dino Risi.
8. Coraline e la porta magica. Molto lodato cartone in stop motion su una novella Alice che, spalancando una porticina, si troverà in un mondo parallelo dove la sua casa, i suoi genitori, la sua vita sono riprodotti, duplicati e migliorati. Ma non tutto si rivelerà così semplice. Di un collaboratore di Tim Burton, il film ha del maestro un gusto gotico e dark che ne ha fatto un prodotto parecchio apprezzato anche dagli adulti.
9.
La più grande storia mai raccontata
. La vita di Cristo raccontata da Hollywood molto, molto prima (siamo nel 1965) che ci provasse, con migliori risultati, il nostro Franco Zeffirelli. Classico film da oratorio, da cinema parrocchiale anni Sessanta, La più grande storia mai raccontata è un reperto filmico che come tale va visto e perfino studiato. L’estetica di Ben-Hur applicata alla nascita del cristianesimo ha esiti discutibili. Manca il senso del sacro, la convenzione dello spettacolo in cinemascope annienta ogni suggestione sovrannaturale. Eppure il film ha oggi un indubitabile fascino, dovuto alla sua onestà, alla diligenza e anche al pudore con cui percorre la storia di Gesù. Regia di George Stevens, protagonista un Max von Sydow arrivato direttamente dai film di Ingmar Bergman. Mentre il solitamente protagonista Charlton Heston è qui un muscolare, statuario Giovanni Battista.
10. Assassinio sul Nilo. Il miglior Poirot-movie dopo l’inarrivabile Assassinio sul treno di Sidney Lumet. Qui il detective belga creato da Agatha Christie indaga su un delitto avvenuto durante una crociera sul Nilo. Accanto a Poirot-Peter Ustinov, il solito cast all-stars, dalla matriarca Bette Davis a Mia Farrow, da Maggie Smith e David Niven a Jane Birkin e Angela Lansbury. Il meglio è il clima antico-coloniale che il film riesce a trasmettere (quegli alberghi, quelle cabine, e i vasi, le tappezzerie, i bauli, le palme). Io lo amo parecchio e quando lo ridanno in tv cerco di non perdermelo.
11. Watchmen. Dopo aver spaccato i botteghini con l’epopea spartana di 300 Zack Snyder ci riprova con un’altra graphic novel, stavolta di Alan Moore, considerata dai cultori del genere tra le migliori mai apparse. Sempre di eroi si tratta, ma qui da Sparta si passa alla modernità di una modernità allucinata, dove una truppa di supereroi nevrotizzati e esiliati decide di tornare in azione per salvare il mondo. Però l’operazione stavolta ha meno successo al box office di 300, forse Watchmen è un soggetto troppo sofisticato per un muscolare come Snyder. Ma il film è visivamente grandioso e inventivo, un vero spettacolo.
12. Love actually – L’amore davvero. Kolossal dei sentimenti made in UK del 2003. Un ambizioso affresco sull’amore agli inizi del nuovo millennio attraverso dieci storie, che si svolgono in contemporanea poche settimane prima di Natale. Cast sontuoso: Hugh Grant, Colin Firth, Emma Thompson, Liam Neeson, Alan Rickman, Keira Knightley, Laura Linney, Rowan Atkinson. Risultato forse inferiore alle (alte) aspettative, ma pur sempre rispettabile.
13. He Got Game. Uno dei migliori Spike Lee di sempre, nonostante qua e là non manchino i soliti, pesantissimi toni predicatori. Però questa storia di una padre che esce di galera e non riesce a ottenere la stima del figlio teenager è da seguire, e c’è un Denzel Washington al massimo del suo fulgore.
14. Operazione Valchiria. Megaproduzione con Tom Cruise che ricostruisce il fallito attentato a Hitler organizzato dallo junker Claus von Stauffenberg. Parziale insuccesso (120 milioni l’incasso totale del film nel mondo che, tenendo conto delle ambizioni di partenza e della presenza di Cruise, è poco). Lavorazione funestata da incidenti e polemiche. Operazione Valchiria è a suo modo un film maudit. Da vedere, anche perché il regista è Bryan Singer, quello dei Soliti sospetti, autore di sensibilità rara.
15. Blindato. Alcune guardie giurate organizzano una rapina ai danni dell’azienda che dovrebbero proteggere. Sarà solo l’inizio di una serie di colpi di scena. Ottimo action dell’anno scorso prodotto da Sam Raimi e diretto da Nimród Antal, il talento statunitense-magiaro che qualche anno prima aveva firmato l’insolito Kontroll, tutto ambientato nei budelli di una metropolitana. Matt Dillon, Jean Reno e Lawrence Fishburne sono gli interpreti.

La classifica prosegue con:
16. King Kong
, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
17. Cincinnati Kid, 7 Gold, h. 21,00. FREE
18. The Eye 3 – Infinity, Fantasy Channel, h. 23,40.
19. Ginger e Fred, Sky Cinema Italia, h. 0,35.
20. Prova a prendermi, Sky Cinema Mania, h. 21,05.
21. Mosquito Coast, Sky Cinema Classics, h. 23,2o.
22. La patata bollente
, Sky Cinema Italia, h. 22,50.
23. X-Men le origini: Wolverine, Sky Cinema Max, h. 21,00.
24. Alive – Sopravvissuti, La7, h. 23,10. FREE
25. La ragazza con l’orecchino di perle, Rai Tre, h. 0,10. FREE
26. Hachiko. Il tuo migliore amico, Sky Cinema 1, h. 22,35.
27. Una bionda in carriera, Sky Cinema Family, h. 22,35.
28. Johnny Mnemonic, Iris, h. 22,55. FREE
29. Il pesce innamorato, Sky Cinema 1, h. 0,15.
30. Nudi alla meta, Italia 1, h. 0,00. FREE
31. Una pallottola spuntata 2 e ½ – L’odore della paura, Sky Cinema Mania, h. 23,25.
32. La bussola d’oro, Rai 4, h. 21,10. FREE
33. Catwoman, Steel, h. 21,00.
34. Good Morning, Vietnam, Studio Universal, h. 23,35.
35. Il giardino segreto, Retequattro, h. 23,45. FREE
Commenti su alcuni titoli: L’ultimo King Kong, quello diretto dal Peter Jackson del Signore degli anelli: ambizioso, non del tutto riuscito nella sua smania filologica, ma rispettabilissimo; uno dei film che hanno edificato il mito di Steve McQueen, Cincinnati Kid; un Fellini nella sua fase crepuscolare e atrabiliare, Ginger e Fred; uno dei film più larmoyant degli ultimi anni, su un cane fedele oltre ogni limite e immaginazione (Hachiko); uno Spielberg non troppo a suo agio nella commedia (Prova a prendermi) e un Peter Weir che non ebbe il successo sperato, ma parecchio attuale nella sua critica a certo escapismo ecologista neo-rousseauiano (Mosquito Coast). Ancora: il terzo The Eye dei fratelli Pang, un Pieraccioni (Il pesce innamorato), una storia gay operaia anni Settanta con Pozzetto e Massimo Ranieri (La patata bollente). Per saperne di più di ogni film, cliccare il relativo link.

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