FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (sabato 1° gennaio 2011)

I migliori quindici film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. MASQUERADE, MGM Channel, h. 21,00.
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2. Grease, Canale 5, h. 21,10. FREE
3. Alice in Wonderland 3D, Sky Cinema 1, h. 21,00.
4. Ultimo tango a Parigi, Sky Cinema Italia, h. 1,00.
5. Robocop, Studio Universal, h. 22,50.
6. Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, Cult, h. 22,50.
7. Kill Bill vol. 1, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
8. La morte e la fanciulla, Rai 4, h. 23,10. FREE
9. Guida per riconoscere i tuoi santi
, Rai Movie, h. 22,40. FREE
10. Il treno, MGM Channel, h. 23,15.
11. La prima cosa bella, Sky Cinema Italia, h. 21,00.
12. Intacto, Rai Movie, h. 0,15. FREE
13. Mr. Hula Hoop, Premium Cinema Emotion, h. 0,50.
14. Ladykillers, Sky Cinema Mania, h. 0,25.
15. A Bug’s Life – Megaminimondo, RaiTre, h. 21,55. FREE
Commento:
1. Masquerade. Uno di quei meravigliosi film di conversazione di cui era maestro Joseph Mankiewicz e che dimostrano, al di là di certo fondamentalismo teorico, che il cinema non è solo immagine e azione, ma anche parola. Questo è un Mankiewicz del 1967, già nella fase matura della sua carriera, che gira un film per quegli anni già anacronistico e inattuale, e che oggi ci appare dotato dell’atemporalità dei classici. Rilettura dell’elisabettiano Volpone di Ben Johnson, Masquerade ci mostra un miliardario americano nullafacante a Venezia che convoca le sue tre amanti per comunicare loro di essere affetto da un male incurabile. Mente, perché ha un piano segreto, e perché vuole assistere allo spettacolo dell’avidità e del tradimento, che puntualmente va in scena sotto i suoi occhi. Non manca un omicidio, ad aggiungere giallo e nero alla vicenda. Un gioco crudele di rispecchiamenti e rovesciamenti che anticipa un altro formidabile film di Mankiewicz, Gli insospettabili, ma che qui appare più cinico, più disincantato, più brutale anche. Venezia assiste impassibile, con la sua aria pericolosa da romanzo gotico, ed è più che uno sfondo. Rex Harrison è il protagonista, capace di doppiezze e sottigliezze oggi inimmaginabili (chi mai potrebbe interpretare adesso un ruolo simile? Non mi si dica John Malkovich, please). Intorno a lui ci sono attrici che si chiamano Maggie Smith, Capucine e Susan Hayward. Scusate se è poco: già questo vale la visione.
2. Grease. Uno dei musical che preferisco: non tra i migliori in assoluto, ma di una levigatezza inarrivabile, di una superficialità leggera e incantevole, vacuo come una schiuma profumata. Anche se troppo in là negli anni per fare gli studenti di high-school, John Travolta e Olivia Newton-John sono una coppia magnifica, perfetta. Lui il rockettaro-rockabilly in cuoio e testa imbrillantinata, lei la brava ragazza bionda che gli fa perdere la testa. Ma a rubare la scena a tutti, in questa nostalgia Fifties, è la ragazzaccia Rizzo, maschiaccio dal cuore d’oro, linguacciata, dura e tosta, ma ancora lontana da ogni orgoglio lesbico. Ho scoperto che Rizzo (un’indimenticabile Stockard Channing) è uno dei modelli di ruolo per molte quasi-quarantenni, che sono cresciute adorandola e ancora l’adorano (l’altro role model è Candy Candy).
3. Alice in Wonderland 3D. Prima tv (anche in 3D, per chi ce l’ha) di uno dei film di maggiore incasso del 2010. Un Tim Burton che ha diviso anche i suoi appassionati, tra chi lo ritiene l’ennesimo Capolavoro del Maestro e chi una concessione fin troppo cinica alla logica mercantile delle majors. La messinscena è come sempre rutilante e debordante, con sequenze stracolme di segni e oggetti, che non danno tregua all’occhio dello spettatore. Siamo oltre il barocco, e Tim Burton ci consegna la perfetta incarnazione del suo cinema attuale: riduzione del plot a puro pretesto per il gioco dell’immaginazione, inquadrature visivamente sature fino al limite del sopportabile, manierismo e autocitazionismo. Lo spettacolo è grandioso, ma gelido come il Casanova felliniano, senz’anima e anche con un che di malato che disturba. Si dirà: ma è Lewis Carroll, è Alice, se non si sfrena la fantasia qui dov’è che lo si deve fare? Solo che Burton è sì un gran visionario, ma la levità di Lewis Carroll, quella proprio non ce l’ha.
4. Ultimo tango a Parigi. Il film italiano di maggior successo di ogni tempo, un titolo nel bene e nel male leggendario. Marlon Brando (e già questo) e Maria Schneider chiusi in un appartamento parigino a desiderarsi e farsi del male. Il sesso come ancora e ultima spiaggia di due disperati prima del naufragio. Tutto è stato detto e scritto su Ultimo tango: la famosa scena del burro, il rogo cui la censura condannò il film, le impressionanti file ai cinema di tutto il mondo, il citazionismo cinefilo di Bertolucci (che omaggia Visconti e la Nouvelle Vague attraverso le presenze di Massimo Girortti e Jean-Pierre Léaud). Si tratta adesso di rivederlo per capire se i 39 anni trascorsi da quel lontano 1972 l’hanno oltraggiato o no. La mia impressione è che sia molto invecchiato, e che la mistica del sesso – un po’ Bataille un po’ Sade – su cui si regge il film, sia oggi un fossile culturale. Resta tutta la sapienza registica di Bernardo Bertolucci, la sua morbidezza e il suo gusto squisito, che però da sempre sono anche i suoi limiti.
5. Robocop. Per combattere la città devastata e infestata dalla criminalità si mette a punto un superpoliziotto metà uomo metà macchina, Robocop. Magnifico film hollywoodiano anni Ottanta, ma sempre molto personale, dell’olandese Paul Verhoeven, che qui porta al massimo grado la sua ossessione heavy-metal e métal hurlant, declinata con quella sua durezza, anche grevità, nordico-fiamminga. Robocop comunica un senso di allarme vero, di disagio che nessun Terminator all-american potrà mai dare.
6. Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. L’ultimo della celeberrima triade girata da Lina Wertmüller con Giannini e la Melato, e quello di maggior successo internazionale. Una stronza industrialessa milanese finisce dispersa col marinaio siculo del suo yacht su un isolotto al largo della Sardegna. Dopo essere stato vessato e umiliato in ogni modo, lui la piegherà attraverso l’arma del sesso. Lotta di classe a letto, con il proletario che si fa la sciura e si vendica trasformandola in schiava del sesso e femmina dell’harem. Viva la rivoluzione. Poi tutto ritornerà al suo posto. Melato fantastica, vera matrix di tutte le jene in carriera successive, ma che molto ha preso anche dalla immensa Franca Valeri del Vedovo. Le ossessioni grevi e triviali della Wertmüller che miracolosamente danno vita a un film epocale. Travolti da un inolito destino è adorato da cinemaniaci di tutto il mondo. Il talentuoso Guy Ritchie l’ha perfino rifatto con l’allora consorte Madonna (Swept Away).
7. Kill Bill vol. 1. Ma qual è il capolavoro-capolavoro di Quentin: Kill Bill o Pulp Fiction? I tarantinologi se lo chiedono, si confrontano, si dividono (io mi chiamo fuori dalla mischia e butto lì Inglorious Basterds). Di sicuro Kill Bill è una svolta e apre la fase ipercitazionista di Quentin, che abbandona ogni residuo rapporto con la realtà extracinematografica per chiudersi nell’autoreferenzialità cinefila. Ogni scena, ogni momento della storia è rigorosamente citazione e ripetizione e ricalco di altro già visto in un altro film, in un altro cinema di un altro autore, o comunque nel recinto della pop culture e delle sue icone. La sposa che finisce in coma e poi si ridesta e si dà alla vendetta, è una lunga scia di déjà vu genialmente reinventati e riproposti con infinito amore.
8. La morte e la fanciulla. Non è tra i maggiori esiti di Roman Polanski, ma è ricco di molti dei suoi temi prediletti: l’angoscia incombente, la presenza quasi fisica del male, la labilità dei confini tra normalità e abominio. Siamo in un imprecisato paese sudamericano assai simile al Cile e all’Argentina. In un passato non troppo remoto c’è stato un regime che ha perseguitato i dissidenti. Una signora pensa di ritrovare in un medico l’uomo che anni prima l’aveva torturata nel carcere dov’era detenuta per motivi politici. Riesce a incastrarlo in un luogo lontano, soli lei e lui. Un crescendo di inganni e trappole, un rapporto che a tratti sfiora la collusione vittima-carnefice, un po’ sindrome di Stoccolma e molto Portiere di notte della Cavani. Tratto da una pièce di Ariel Dorfman che Polanski sa mantenere freddamente al di qua del melodramma. Lei è Sigourney Weaver, lui Ben Kingsley.
9. Guida per riconoscere i tuoi santi. Film di strada su ragazzi sfaccendati e quasi-delinquenti in un quartiere-ghetto dei Queens. Storia mille volte raccontato, però Dito Montiel, regista qui al suo esordio e anche autore del libro da cui è tratto il film, mostra di saper rappresentare questa materia, in parte autobiografica, con vigore e sincerità, soprattutto con il senso di verità di chi certe cose le conosce bene. Con il successivo Fighting Dito Montiel confermerà solo in parte le promesse di questo Guida per riconoscere i tuoi santi, che resta però un esordio memorabile. Con un titolo tra i più belli della decade (il film è del 2007).
10. Il treno. Un convoglio ferroviario sta per portare in Germania vagonate di opere d’arte trafugate dagli occupanti tedeschi nei migliori musei di Francia. La Resistenza si organizza per boicottare il trasporto e salvare l’identità (artistica) nazionale. Dirige l’americano John Frankenheimer. Gran bel cast d’epoca – siamo nel 1964 – con Burt Lancaster, Paul Scofield, Michel Simon e Jeanne Moreau. Il genere di film bellico che io adoro.
11. La prima cosa bella. Un nostalgico film firmato Paolo Virzì sulla Livorno anni Settanta, rivisitata attraverso le memorie di un quarantenne disilluso trapiantato a Roma e costretto a tornare nella sua hometown per le gravi condizioni di salute della madre. Ripercorrerà tutti i fantasmi della sua storia familiare, governata e dominata da quella madre amorevole ma ingombrante ed eccessivamente anarchica e libera, che gli ha segnato irrimediabilmente la vita. La prima cosa bella ha realizzato buonissimi incassi e incamerato premi di ogni tipo, ed è stato anche scelto come candidato italiano all’Oscar: designazione a mio parere suicida, nessuno da quelle parti conosce Virzì ed è in grado di apprezzare un film così localistico. Avrebbero dovuto candidare Io sono l’amore di Luca Guadagnino che in America è andato molto bene (però, lieto di ricredermi se andasse alla grande). La prima cosa bella non mi ha suscitato irrefrenabili entusiasmi però si lascia guardare, nonostante qualche lungaggine (20 minuti di meno avrebbero giovato). Ottimi Micaela Ramazzotti, una rivelazione, e Valerio Mastandrea. La Sandrelli rifà un po’ se stessa un po’ il suo indimenticabile personaggio di Io la conoscevo bene.
12. Intacto. Eccentrico thriller spagnolo del 2002 su un gruppo di persone che nella loro vita hanno toccato la fortuna, quella vera, perché sono sopravvissute a un incidente aereo, a un massacro, a un terremoto, mentre gli altri soccombevano. Come drogati dalla fortuna, continueranno a sfidarla e a sfidarsi. Film assolutamente inclassificabile, che a suo tempo vinse in patria parecchi premi Goya, poco visto da noi. Da non perdere. Con Max Von Sydow. Il regista Juan Carlos Fresnadillo avrebbe poi girato in Inghilterra il fantascientifico-horror 28 settimane dopo.
13. Mr. Hula Hoop. Vecchio film dei fratelli Coen del 1994 con un protagonista anima candida (uno dei tanti schlemiel del loro cinema) che viene perfidamente nominato presidente di una company perché la mandi a picco. Invece l’idiot savant la salverà e ne incrementerà anzi il fatturato inventando e lanciando lo stupido cerchio dell’hula hoop. Commedia che vorrebbe essere sofisticata come quelle di una volta, e in parte ci riesce. Solo raggelata qua e là da un formalismo eccessivo, da una cura maniacale del décor che finisce col vaporizzare il racconto. Protagonisti Tim Robbins e, nella parte del vecchio boss, un Paul Newman sempre carismatico e bellissimo anche con le rughe.
14. Ladykillers. Un altro film dei Coen, che stavolta (siamo nel 2004) ingaggiano un peso massimo dello star-system di Hollywood, Tom Hanks, per il remake di un classico della commedia nera, La Signora Omicidi. Un ladro dai modi distinti si infila nella casa di una vecchia signora per poter accedere attraverso la sua cantina al vicino casinò e fare il colpo della vita. Ma liberarsi della proprietaria non sarà così facile. Film citazionista che non esce dai binari del divertissement moderatamente corrosivo. Ambientazione sudista, la cosa migliore del film.
15. A Bug’s Life – Megaminimondo. Uno dei primi film della Pixar (questo è del 1998), diretto dal suo genio fondatore John Lasseter. Visto quel che poi è uscito dall’officina della casa – una serie impressionante di successi, fino agli ultimi Up! e Toy Story 3 – conviene guardarsì con molta attenzione questo A Bug’s Life, per capire com’è che si fabbricano i più grandi successi cinematografici, quelli che parlano globale e sbancano i box office dell’intero pianeta.

La classifica prosegue con:
16. Cado dalle nubi
, Sky Cinema Hits, h. 21,15; Joi, h. 22,55.
17. L’anno del dragone, Iris, h. 22,50. FREE
18. Angelica alla corte del Re
, Sky Cinema Classics, h. 1,20.
19. Quando la moglie è in vacanza, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
20. Nemico pubblico – Public Enemies, Premium Cinema, h. 0,25.
21. American Gangster, Premium Cinema Energy, h. 22,55.
22. 58 minuti per morire, Retequattro, h. 21,10. FREE
23. Kamikazen – Ultima notte a Milano, Cult, h. 0,45.
24. Mamma, ho perso l’aereo, Italia 1, h. 21,10. FREE
25. Tigerland, Iris, h. 21,05. FREE
26. Wargames – Giochi di guerra, Steel, h. 22,40.
27. La verità è che non gli piaci abbastanza, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
28. Get Well Soon
, Studio Universal, h. 21,00.
29. I due volti della vendetta, Sky Cinema Classics, h. 22,50.
30. L’incredibile Hulk, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
31. Stealth – Arma suprema
, AXN, h. 21,00.
32. Una settimana da Dio
, Premium Cinema, h. 22,40.
33. Il grande sogno, Sky Cinema Italia, h. 23,10.
34. Viaggio al centro della terra, Sky Cinema Hits, h. 23,00.
35. Io & Marilyn, Sky Cinema 1, h. 22,55.
Commento su alcuni titoli: Il gran successo di Checco Zalone Cado dalle nubi (e tra pochi giorni esce il suo nuovo film); un dimenticato, abbastanza folle Gabriele Salvatores di parecchi anni fa, Kamikazen (c’è anche Mara Venier pre-tv!); un Michael Cimino recuperato da Dino De Laurentiis dopo il disastro di I cancelli del cielo (L’anno del dragone); il sequel di Die Hard – Trappola di cristallo, sempre con Bruce Willis eroico e muscolare protagonista (58 minuti per morire); un piccolo film, ma con un attore di culto come Vincent Gallo (Get Well Soon); il leggendario western diretto e interpretato da Marlon Brando (I due volti della vendetta); uno dei tanti titoli del sodalizio Ridley Scott-Russell Crowe, in più qui c’è anche Denzel Washington (American Gangster). Per saperne di più di ogni film, cliccare il relativo link.

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