FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (lunedì 3 gennaio 2011)

I migliori quindici film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. SHUTTER ISLAND, Sky Cinema 1, h. 21,00.
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2. Frost/Nixon. Il duello, Premium Cinema Emotion, h. 22,50.
3. School of Rock, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
4. Exodus, MGM Channel, h. 21,00.
5. Due giorni a Parigi, Cult, h. 0,25.
6. Senza sapere niente di lei, Iris, h. 0,25. FREE
7. Essere John Malkovich, Joi, h. 21,00.
8. Milano trema: la polizia vuole giustizia, Rai Movie, h. 0,45. FREE
9. Cube – Il cubo
, Steel, h. 22,40.
10. Undisputed, Rai4, h. 22,40. FREE
11. Il ciarlatano, RaiTre, h. 1,11. FREE
12. Phenomena
, Rai Movie, h. 22,50. FREE
13. Tropic Thunder, Sky Cinema Hits, h. 23,20.
14. Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma, Premium Cinema, h. 21,00.
15. Febbre da cavallo, Cult, h. 21,00.
Commento:
1. Shutter Island. Quale mistero nasconde quell’isola maledetta? Che cosa succede ai (presunti) malati di mente che vi sono ricoverati? Il detective Leonardo DiCaprio indaga con l’aiuto Mark Ruffalo (però, che coppia). Grandissimo thriller che, chissà perché, è stato maltrattato da gran parte dei critici, in particolare italiani. Forse non si perdona a Martin Scorsese di aver girato un film deliberatamente (anche cinicamente) mirato al box office (e difatti Shutter Island ha incassato molto bene, quasi 300 milioni di dollari worldwide). Ma che importa. Come gira un film lui non lo sa girare nessuno, e anche questo, pur tra qualche eccesso da primo della classe, è da manuale, anzi da lezione di cinema. Poi, scusate, il gran colpo di scena finale io non me l’aspettavo proprio, mi ha spiazzato, pensare che di un thriller azzecco quasi sempre la soluzione a metà film. Tratto da un romanzo del Dennis Lehane di Mystic River e The Town, che stavolta crea fantasmi della mente peggiori di ogni tortura fisica. DiCaprio come in Inception pencolante tra realtà e sogno-incubo.
2. Frost/Nixon. Il duello. Ricostruzione dell’intervista televisiva che il giornalista inglese David Frost fece a Richard Nixon dopo il caso Watergate e l’impeachment. A dirla così, sembra la cosa più anticinema che ci sia, invece il gran mestierante Ron Howard, stavolta in un piccolo film quasi indie, riesce a tenerci avvinti come in un thriller. Ma il merito è soprattutto della sceneggiatura, opera di Peter Morgan, ovvero quello che ha scritto anche The Queen e l’imminente Hereafter di Clint Eastwood. Frank Langella/Nixon nominato all’Oscar.
3. School of Rock. Aspirante rockstar, che è poi Jack Black nel ruolo della sua vita, frustrato dall’insuccesso finisce a insegnare in una scuola e si mette in testa di trasformare la scolaresca in una rockband e farla partecipare a un contest. Probabilmente il maggior successo dell’intellettuale regista Richard Linklater (Prima dell’alba), qui alle prese con un film più popolare che gli è riuscito molto bene. Amato negli Usa, in Europa non ha avuto lo stesso impatto. Eppure è travolgente, con i suoi omaggi alle rockband storiche come AC/DC, The Who e Led Zeppelin.
4. Exodus. Quando ancora Hollywood poteva produrre un film sulla nascita dello stato di Israele senza che fioccassero le accuse di sionismo e si facessero le barricate davanti ai cinema. Sembra un’altra era, difatti lo è. Il film è del 1960 e racconta l’epopea (vera) della nave Exodus che portava in Palestina nell’immediato dopoguerra centinaia di sopravvissuti all’Olocausto e che gli inglesi, allora potenza mandataria dell’area, cercarono di boicottare impedendone l’attracco. Sì, la Storia è complicata e parecchio diversa dalla vulgata attuale: gli Inglesi erano contrari agli insediamenti degli Ebrei in Palestina e alla nascita di un loro stato. Il film racconta piuttosto fedelmente gli avvenimenti, certo dal punto di vista di quello che diventerà Israele. Bene, fine della digressione storica e torniamo a Exodus, che ha un respiro epico che cattura e perfino travolge. Dirige con mano fermissima il mitteleuropeo emigré a Hollywood Otto Preminger, c’è Paul Newman nel suo momento aureo e una Eva Marie Saint non più gelida eroina hitchcockiana. Script del blacklisted Dalton Trumbo. Con uno dei più famosi e ruffiani score musicali di tutti i tempi.
5. Due giorni a Parigi è uno di quei film che non te li aspetti così buoni. Diretto e interpretato, anzi concepito nella sua globalità, da Julie Delpy, strana figura di attrice- autrice-sceneggiatrice, di formazione francese ma ormai trapiantata in America, che è stata a suo tempo protagonista di Film bianco di Kieslowski e poi dei due cult gemelli di Richard Linklater Prima dell’alba e Prima del tramonto. Proprio dai film di Linklater, cui ha collaborato in sede di sceneggiatura, Julie Delpy prende suggestioni e qualcosa di più, mettendo in scena una coppia, lei francese lui americano, di passaggio a Parigi dai genitori di lei per un paio di giorni. Sarà l’occasione per far precipitare (in senso chimico, di rendere cioè evidente) quel che fino allora era rimasto in sospensione all’interno della coppia, i malumori, le idiosincrasie, le differenze culturali Europa-America. Tutto risolto in chiave di chiacchiericcio brillante e molto intelligente. Un film di conversazione alla Rohmer dove occorrono un copione di ferro ma anche capacità di improvvisare e variare sul tema, e attori in grado di reggere il gioco. Qui ci sono tutti gli ingredienti, e la ricetta finziona benissimo. Un piccolo grande film che in America ha avuto un insperato successo al box-office, e di cui Delpy sta preparando il sequel Due giorni a New York. Aspettiamo.
6. Senza sapere niente di lei. Una delle sorprese vere della serata. Film pochissimo visto, tanto da essere diventato con il passare dei decenni una leggenda. Lo gira nel 1969 Luigi Comencini, con una Paola Pitagora allora al massimo della carriera, reduce da I pugni in tasca di Bellocchio e dai Promessi sposi televisivi. Con questo strano giallo-noir (storia di un assicuratore alle prese con un delitto in una famiglia perbene) Pitagora si prese tutti i premi possibili e si candidò a superstar del nostro cinema. Purtroppo superstar non sarebbe mai diventata e io, che sono sempre stato un suo estimatore, ancora mi chiedo il perché.
7. Essere John Malkovich. Lambiccato ma bel film di Spike Jonze (però l’autore vero è lo sceneggiatore Charlie Kaufman, quello di Se mi lasci ti cancello). L’idea è demnziale: un tipo, non proprio ben messo quanto a soldi, scopre per caso un passaggio segreto che porta dentro la testa di John Malkovich. Con un socio mette su un business: basta pagare e chiunque può installarsi nel cervello del divo per un quarto d’ora ed essere lui. L’allusione al quarto d’ora di celebrità warholiano non è per niente casuale. A sentirsela raccontare, un’idea così, verrebbe voglia di prendere a cazzotti sia Jonze che Kaufman, invece incredibilmente il film funziona. Il sussiegoso Malkovich si presta all’operazione con un’ironia che non gli si conosceva.
8. Milano trema: la polizia vuole giustizia. Poliziottesco del 1973 diretto dal solido Sergio Martino. Siamo agli albori del genere – il capostipite, La polizia ringrazia, è solo dell’anno prima – ma già gli elementi costitutivi sono definiti: la violenza che dilaga, la giustizia che non riesce a contenerla, l’insicurezza e l’insoddisfazione del cittadino medio. Con uno degli attori-totem del genere, Luc Merenda.
9. Cube – Il cubo. Il canadese Vincenzo Natali, quello di Splice per intenderci, gira nel 1997 questo strano, indefinibile, ipnotico oggetto cinematografico. Thriller, noir, fantasy, prison movie. Questo e altro è Cube. Sei persone variamente assortite sono rinchiuse in una cella cubica, incastrata come altre della stessa forma e dimensione in una megastruttura a cubo. Per capirci, una sorta di grande cubo di Rubik che qui diventa un universo concentrazionario. Come fuggire? Come salvarsi? Se dalla cella apri la porta sbagliata rischi di morire, se apri quella giusta sopravvivi ma ti ritrovi in un’altra cella analoga, sempre prigioniero. Eppure la strada per uscire ci deve essere. Un gioco, un sogno, un incubo. Un film astratto e concettuale, costruito secondo rigorosi modelli matematici e ispirato alla cosiddetta Teoria dei gochi e al suo Dilemma del prigioniero. Da vedere assolutamente.
10. Undisputed. Un film di uomini duri, come sempre quando alla regia c’è Walter Hill. Campionissimo di boxe finisce dentro per molestiee sessuali (si allude forse a Mike Tyson?): dovrà scontrarsi con il numero uno in fatto di pugni di tutto il carcere. Uno dei pochi film girati in questo decennio (è del 2002) da Hill, che impagina molto bene una storia di muscoli e sudore che gli è congeniale. I numri sul ring hanno un’astrazione e un nitore quasi coreografici. Con Wesley Snipes.
11. Il ciarlatano. Per i critici più sofisticati, il capolavoro di Jerry Lewis. Che qui gioca con il cinema, citando abbondantemente Hotchcock e autocitandosi, e che ripropone l’eterno ma sempre efficace tema del doppio. Un uomo qualunque scopre di essere il sosia di un famoso gangster, si troverà coinvolte in avventure molto pericolose, ma, trattandosi di Jerry Lewis, tutte da ridere. Del 1967.
12. Phenomena. Uno degli ultimi, veri grandi film di Dario Argento, anno 1985. Buon budget, produzione internazionale. Protagonista una allora giovanissima Jennifer Connelly, nei panni di una ragazza che finisce in un sinistro collegio svizzero. Ricorda qualcosa? Sì, il capolavora argentiano Suspiria. Phenomena non è allo stesso livello, ma il regista romano ha ancora la voglia e il vigore dei tempi belli, e pur rischiando il manierismo riesca ancora a farci paura.
13. Tropic Thunder è un bellico-demenziale diretto nel 2008 da Ben Stiller, che ha il fegato di riproporre in commedia grottesca la guerra del Vietnam. Un regista pazzo che deve girare un film in stile Apocalypse Now/Il cacciatore porta i suoi attori, uno più fuori di testa dell’altro (c’è anche un eroinomane interpretato da Robert Downey jr.!), in piena giungla indocinese ancora infestata di mine e ordigni vari perché imparino dal vivo e dal vero la parte. Si ride. Oltraggioso e coraggioso.
14. Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma. Il secondo film di una delle saghe cinematografiche più fortunate al box-office di tutti i tempi. Questo episodio naturalmente ripropone il team vincente dell’esordio, con il pirata pazzo (e anche un po’ glam rock) Johnny Depp/Jack Sparrow in testa. Più ovviamente Keira Knightley e Orlandio Bloom, perfetto pèer attirare al cinema le ragazzine. Meno divertente, meno sorprendente del primo, ma è il destino inesorabile di ogni sequel. Avviso ai fan: quest’estate uscirà in America il quarto episodio, sempre con Depp ma senza Keira e con Penelope Cruz.
15. Febbre da cavallo. È il 1976 quando Steno, grande artigiano del nostro cinema dell’età dell’oro, gira questa commedia sul mondo dei cavalli e delle scommesse, con un cast che comprende gli allora emergenti Enrico Montesano e Gigi Proieti, oltre al consolidato Adolfo Celi. Il film ebbe allora un successo limitato, ma incredibilmente il suo status è cresciuto nei decenni fino a diventare un cult assoluto, almeno a Roma. Tanto che i figli di Steno, Carlo e Enrico Vanzina, gireranno nel 2002 il seguito, La mandrakata, che è soprattutto un omaggio al padre e al suo cinema.

La classifica prosegue con:
16. I figli degli uomini
, Premium Cinema Emotion, h. 0,55.
17. Il signore delle mosche
, MGM Channel, h. 0,25.
18. Arianna, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
19. Lo spazio bianco
, Sky Cinema Italia, h. 21,00.
20. Uomo d’acqua dolce
, Iris, h. 21,05. FREE
21. La fame e la sete, Iris, h. 22,45. FREE
22. Che fine hanno fatto i Morgan?, Sky Cinema 1, h. 23,25.
23. La rapina perfetta – The Bank Job, Sky Cinema Max, h. 22,55.
24. Lui è peggio di me, La7, h. 21,10. FREE
25. Constantine, Premium Cinema Energy, h. 0,35.
26. Ex
, Sky Cinema Hits, h. 21,15.
27. L’allenatore nel pallone, Cult, h. 22,40.
28. Amadeus, Sky Cinema Classics, h. 23,15.
29. Sweet November, Mya, h. 23,25.
30. La mummia – Il ritorno, Italia 1, h. 21,00. FREE
31. Codice Magnum, AXN, h. 21,00.
32. Così parlò Bellavista, Rai Movie, h. 21,00. FREE
Commento su alcuni titoli: Un sci-fi umanistico su un mondo prossimo venturo in cui non ci saranno più bambini, tratto da un libro di P.D. James e diretto da Alfonso Cuaron (I figli degli uomini); un gruppo di ragazzini su un’isola deserta dà vita alla più crudele e totalitaria delle società umane: remake di un celebre film di Peter Brook (Il signore delle mosche); un Billy Wilder che dopo Sabrina torna a dirigere Audrey Hepburn (Arianna); Francesca Comencini racconta la storia di una madre e del suo bambinio prematuro: da un libro di Valeria Parrella, con Margherita Buy (Lo spazio bianco); due film di e con Antonio Albanese (Uomo d’acqua dolce e La fame e la sete); coppia di newyorkesi molto metropolitani e molto fighetti finisce in mezzo ai bovari del West (Che fine hanno fatto i Morgan?); un Pozzetto-Celentano movie (Lui è peggio di me). Per saperne di più di ogni film, cliccare il relativo link.

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