FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (venerdì 7 gennaio 2011)

I migliori quindici film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. SHERLOCK HOLMES, Premium Cinema, h. 21,00.
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2. Shutter Island, Premium Cinema, h. 23,15.
3. L’esorcista (versione integrale), Rai4, h. 22,55. FREE
4. Robocop, Rai4, h. 21,10. FREE
5. eXistenZ, Iris, h. 21,05. FREE
6. Spider, Iris, h. 22,45. FREE
7. I segreti di Brokeback Mountain
, Sky Cienma Hits, h. 0,35.
8. Da morire, Rai Movie, h. 22,40. FREE
9. Drag Me to Hell, Sky Cinema Max, h. 0,30.
10. Non aprite quella porta, Sky Cinema Mania, h. 0,50.
11. Orphan, Steel, h. 22,40.
12. Angeli con la pistola, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
13. Animal House, Premium Cinema Energy, h. 22,45.
14. La morte e la fanciulla, Rai4, h. 1,05. FREE
15 ex aequo. Alieni in soffitta, Cult, h. 22,35.
15 ex aequo. Il riccio, Sky Cinema 1, h. 21,00.
Commento:
1. Sherlock Holmes. Enorme, inaspettato successo al box office delle vacanze natalizie 2009: qualcosa come 530 milioni di dollari incassati nel mondo, ottimi risultati anche in Italia. Guy Ritchie con questo suo Sherlock Holmes adrenalinico e poco compassato, per la prima volta nella sua vita di regista centra in pieno il bersaglio commerciale. Era ora, dopo i tanti piccoli bei film però di nicchia, e soprattutto dopo il matrimonio con Madonna che l’aveva come creativamente bloccato: non più un film decente, da quando stava con lei. Poi, a separazione avvenuta, ecco la rinascita con Sherlock Holmes (gli psicanalisti indaghino, per favore). Niente a che vedere con tutte le precedenti versioni cinematografiche del detective di Conan Doyle. Qui SH non ha più niente dell’aplomb british, è un nevrotico signore che si nuove freneticamnente in una Londra vittoriana molto steampunk: vapori, fabbriche, vicoli bui. muri e antri fuligginosi, porti e angiporti plumbei, ferraglia meccanica ovunque.  Lo aiuta l’amico-assistente Watson, stavoltà più che una spalla e una comparsa, una sorta di angelo bonario che assiste il deragliante (psicologicamente e socialmente) Sherlock. Trama di un giallo molto venato di nero, con brividi oltrtetombali. Ma che importa la storia, lo spettacolo lo fanno lui e lui: Sherlock è un enorme Robert Downey Jr che si sarebbe meritato l’Oscar, Watson un Jude Law che si diverte a non fare più il figaccione ma l’uomo posato in grigio. Gran coppia maschile. La rivedremo: è in lavorazione l’inevitabile (visto il successo) sequel.
2. Shutter Island. Quale mistero nasconde quell’isola maledetta? Che cosa succede ai (presunti) malati di mente che vi sono ricoverati? Il detective Leonardo DiCaprio indaga con l’aiuto Mark Ruffalo (però, che coppia). Grandissimo thriller che, chissà perché, è stato maltrattato da gran parte dei critici, in particolare italiani. Forse non si perdona a Martin Scorsese di aver girato un film deliberatamente (anche cinicamente) mirato al box office (e difatti Shutter Island ha incassato molto bene, quasi 300 milioni di dollari worldwide). Ma che importa. Come gira un film lui non lo sa girare nessuno, e anche questo, pur tra qualche eccesso da primo della classe, è da manuale, anzi da lezione di cinema. Poi, scusate, il gran colpo di scena finale io non me l’aspettavo proprio, mi ha spiazzato, pensare che di un thriller azzecco quasi sempre la soluzione a metà film. Tratto da un romanzo del Dennis Lehane di Mystic River e The Town, che stavolta crea fantasmi della mente peggiori di ogni tortura fisica. DiCaprio come in Inception pencolante tra realtà e sogno-incubo.
3. L’esorcista (versione integrale). Finalmente in tv il capolavoro horror-misterico di William Friedkin, restaurato e senza tagli. Vietato storcere il naso. Questo è un film che ha fatto la storia del cinema e segnato uno spartiacque. William Friedkin riporta a galla mitologie, simbolismi, archetipi. Riporta insomma il sacro, dopo un lungo processo di rimozione, al centro dell’immaginario anni Settanta. A partire da L’esorcista, nulla è stato più come prima. Questa versione mandata in onda da Rai 4 è stata reintegrata dallo stesso Friedkin di dieci minuti tagliati nell’originale, che comprendono una maggiore durata della famosa camminata a ragno della protagonista e un nuovo finale. Imperdibile.
4. Robocop. Per combattere la città devastata e infestata dalla criminalità si mette a punto un superpoliziotto metà uomo metà macchina, Robocop. Magnifico film hollywoodiano anni Ottanta, ma sempre molto personale, dell’olandese Paul Verhoeven, che qui porta al massimo grado la sua ossessione heavy-metal e métal hurlant, declinata con quella sua durezza, anche grevità, nordico-fiamminga. Robocop comunica un senso di allarme vero, di disagio che nessun Terminator all-american potrà mai dare.
5. eXistenZ. Un videogame che succhia il giocatore dentro di sè e lo trascina in un universo parallelo, nella virtualità di un reale-irreale. Prima o poi David Cronenber doveva confrontasrsi con le visioni e gli incubi della realtà virtuale. Lo ha fatto con questo film del 1999, mettendo insieme un cast di lusso, Jennifer Jason-Leigh, Jude Law e Willem Dafoe. Non convinse il pubblico, ma i cronenberghiani irriducibili e devoti lo considerano obbligatorio.
6. Spider. Un altro Cronenberg, il secondo della serata televisiva che Iris dedica al gran maestro canadese del malessere e del perturbante. Spider è tratto da un romanzo di quel Patrick McGrath specializzato in storie di follia e alterazioni mentali, dunque molto compatibili con l’universo cronenberghiani. Qui si descrive la schizofrenia di un uomo che da bambino ha visto il padre uccidere la madre e rimnpiazzarla con una prostituta. Forse eccessivamente mélo e feuilleton per la lucida follia di Cronenberg. Che consegna – è il 2002 – un film al solito rischioso e denso di inquietudine, interessante, ma che non trova il consenso del pubblico e della critica media. Da rivedere e rivalutare.
7. I segreti di Brokeback Mountain. Anche se è del 2005, non di un’era fa, il film di Ang Lee si è già assestato come un classico. Et pour cause. In fondo, è il film epocale che ha sdoganato l’omosessualità a uso della grandi platee globalizzate confezionandola attraverso una storia d’amore irresistibile. Ang Lee sbanca: vince a Venezia, viene plurinominato all’Oscar e sfonda al box office di tutto il mondo. L’amore tra i cowboy Jake Gyllenhaal e Heath Ledger, soli contro tutti, avvince e commuove ed è il vero, grande mélo degli anni Zero (insieme a Lontano dal paradiso di Todd Haynes, e anche lì c’entra non casualmente l’omosessualità: il mélo ha bisogno narrativamente di amori ostacolati, passioni che si ergono contro il mondo, tabù da infrangere, e la gaytudine serve – o meglio serviva – egregiamente allo scopo). Quello che impedisce a Brokeback Mountain di assurgere a capolavoro è la sua politically correctness e la sua mancanza di autentico radicalismo esistenziale.
8. Da morire. Gus Van Sant d’epoca (1995). Suzanne, bella ragazza della profonda provincia Usa, è disposta a tutto pur di avere il suo quarto d’ora di celebrità (e anche più di un quarto d’ora) in televisione. Quando il marito, un brav’uomo di famiglia italo-americana, le dice che vorrebbe un figlio, decide di sbarazzarsi di lui, ritenendolo ormai un inciampo per la carriera. Ci prova, con risultati che non saranno esattamente quelli previsti. Commedia, più che cinica, brutale sulla malattia della celebrità a tutti i costi, cioè uno dei punti sensibili di questa nostra contemporaneità. Abbastanza profetico, visto che il film è del 1995, ben prima di tutti i grandi fratelli. Anche se si tratta di una produzione commissionatagli da una major, Van Sant la colora di segni molto personali, il look parodistico-camp della protagonista, ad esempio. Suzanne è una magnifica, perfetta Nicole Kidman, che qui per la prima volta dimostra di non essere solo una bellissima pupa o la moglie di Tom Cruise (allora stavano ancora insieme). Alcuni dissero malignamente che la Kidman era brava semplicemente perché recitava se stessa: avevano torto, come le successive performance d’attrice di Nicole avrebbero ampiamente dimostrato.
9. Drag Me to Hell. Christine lavora in banca e un giorno ha la pessima idea di negare un prestito a una zingara. Riceverà in cambio una maledizione che le cambierà la vita e la trascinerà in gorghi sempre più infernali. Sam Raimi, dopo la lunga parentesi mainstream con Spider-Man e squel, torna nel 2009 alla sua vocazione primaria, che è quella horror, vocazione che lo aveva portato a realizzare a suo tempo un film-spartiacque del genere come La casa. Drag me to Hell spaventa e avvince, è un prodotto pienamente all’altezza della fama del suo regista. Certo, ricorrere ancora allo stereotipo della zingara apportatrice di sventure e malefizi fa molto feuilleton ottocentesco, anzi opera verdiana, e non è per niente politically correct. Uno sforzo in più per trovare una soluzione di sceneggiatura meno sdata lo si poteva anche fare.
10. Non aprite quella porta. Quello vero, il capostipite, il film-matrix, il primo di una lunga serie e di remake. Insoma, il Non aprite quella porta diretto da Tobe Hooper nel 1974, e che da allora non ha mai cessato di produrre i peggiori incubi nella mente di più generazioni di spettatori. Il solito gruppo di sventurati-sciagurati si perde in un bosco e finisce col chiedere rifugio proprio a una sinistra famigliola dedica alla bassa macelleria umana e sucessivo cannibalismo. A modo suo, un capolavoro.
11. Orphan. Insperato successo al box office americano, ma passato pressochè inosservato da noi. Orphan è uno dei film che più hanno fatto discutere (in patria) quest’ultimo anno. Un’opera di genere, un horror familiare come se ne sono visti molti, col solito bambino, in questo caso bambina, posseduto da forze oscure (do you remember Il presagio?). Ma stavolta a fare notizia è che il film infrange un totem del politicamente corretto come l’adozione. Una coppia di americani si prende in casa un’orfana russa, che si rivelerà portatrice di ogni guaio. Curiosità: tra i produttori c’è Leonardo DiCaprio. Anime belle astenersi.
12. Angeli con la pistola. Incantevole Frank Capra-movie del 1951, con quel suo inconfondibile tocco ingenuo-favolistico da vero, convinto american dreamer, con il suo rispetto e sincero interesse per i poveri, i diseredati, gli umiliati e offesi. Stavolta c’è una povera vagabonda (Bette Davis!) che apprende che sua figlia, spedita a costo di inenarrabili fatiche a studiare in un aristocratico collegio in Spagna, si sposerà con un nobile locale. E adesso vuol tornar in America per far conoscere ai parenti mammà. Panico: e adesso che faccio? Viene preparata, con la complicità di molti, una messinscena, perché la homeless si straformi in una signora della haute bourgeoisie e possa fare bella figura con consuoceri e genero. Andrà tutto benissimo. Val la pena notare che Il Vizietto sembra un ricalco di questo film: anche nel film di Edouard Molinaro c’è un matrimonio con tanto di arrivo in famiglia di suoceri bon ton che mette in crisi una vita socialmente diversa, e anche in questo caso si ricorre a una messinscena per togliersi dagli impicci. Lo stesso gioco di maschere, inganni, finzioni e simulazioni già sperimentato narrativamente in Angeli con la pistola oltre vent’anni prima.
13. Animal House. Il primo gran film di John Landis coin quel genio di John Belushi. Lui è uno studente che al college viene rifiutato dalla confraternita dei fighetti, finirà in quella più plebea e low class, la confraternita dei reietti, una banda di pazzi che ne combinerà di ogni. Atto di fondazione della commedia demenziale ultramoderna. Belushi imperversa e ci conquista tutti. Impressionante l’analogia con The Social Network sulle rigide divisioni di casta e classe nei college e su come l’appartenenza a una certa confraternita connoti uno studente, la sua identità sociale, e ne influenzi perfino il futuro e le possibilità di carriera.
14. La morte e la fanciulla. Non è tra i maggiori esiti di Roman Polanski, ma è ricco di molti dei suoi temi prediletti: l’angoscia incombente, la presenza quasi fisica del male, la labilità dei confini tra normalità e abominio. Siamo in un imprecisato paese sudamericano assai simile al Cile e all’Argentina. In un passato non troppo remoto c’è stato un regime che ha perseguitato i dissidenti. Una signora pensa di ritrovare in un medico l’uomo che anni prima l’aveva torturata nel carcere dov’era detenuta per motivi politici. Riesce a incastrarlo in un luogo lontano, soli lei e lui. Un crescendo di inganni e trappole, un rapporto che a tratti sfiora la collusione vittima-carnefice, un po’ sindrome di Stoccolma e molto Portiere di notte della Cavani. Tratto da una pièce di Ariel Dorfman che Polanski sa mantenere freddamente al di qua del melodramma. Lei è Sigourney Weaver, lui Ben Kingsley.
15 ex aequo. Alieni in soffitta. Film ragazzinesco americano dell’anno scorso che in patria è stato un enorme, inaspettato successo. Gli alieni invadono la terra e controllano le coscienze, ma nulla possono contro quella (innocente?) dei ragazzi, che così restano i soli a poterli combattere. La battaglia di resistenza si svolge tutta in una casa di campagna, e avvince come una guerra spaziale, anche se gli scontri sono tra giardino, soffitta, bagno e cucina. Un piccolo ma tutt’altro che stupido film per teenager, pieno di invenzioni e idee.
15 ex aequo. Il riccio. Attenzione, arriva in tv il film francese tratto da L’eleganza del riccio, best-seller di Muriel Barbery che è rimasto nelle nostre classifiche dei libri più venduti per oltre un anno. La sciatta e scontrosa portinaia, che in realtà poi svelerà una finezza intellettuali e risvolti esistenziali insospettati, è una perfetta Josiane Balasko. Molte fan del libro lo hanno trovato insoddisfacente, ma è il destino che capita spesso ai film tratti dai romanzi molto amati.

La classifica prosegue con:
16. La vedova nera
, Retequattro, h. 23,30. FREE
17. Ritorno al futuro
, Joi, h. 21,00.
18. Due occhi diabolici, Sky Cinema Italia, h. 0,30.
19. La neve nel cuore, Canale 5, h. 23,30. FREE
20. Anche i dottori ce l’hanno, MGM Channel, h. 0,35.
21. Independence Day, Sky Cinema 1, h. 0,25.
22. Get Well Soon
, Studio Universal, h. 23,15.
23. La giuria, RaiTre, h. 21,05. FREE
24. Il postino suona sempre due volte
, 7 Gold, h. 23,15. FREE
25. Appuntamento a Wicker Park
, RaiDue, h. 0,30. FREE
26. Platoon, Studio Universal, h. 21,00.
27. Vittorie perdute, MGM Channel, h. 22,40.
28. Hamburger Hill – Collina 937, La 7, h. 0,40. FREE
29. La stanza di Marvin
, Premium Cinema Emotion, h. 0,20.
30. Balla coi lupi, La7, h. 21,10; Sky Cinema Classics, h, 23,20. FREE
31. Hachiko, il tuo migliore amico, Sky Cinema 1, h. 22,45.
32. Scary Movie 3. Una risata vi seppellirà, Sky Cinema Hits, h. 23,05.
33. La banda del Trucido, Rai Movie, h. 0,25. FREE
34. La matassa, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
35. Il gioiello del Nilo, Cult, h. 22,45.
36. Beverly Hills Cop III, Sky Cinema Mania, h. 23,00.
37. Possession – Una storia romantica, Cult, h. 0,25.
38. Va’ dove ti porta il cuore, Sky Cinema Italia, h. 21,00.
Commento su alcuni titoli: Un buonissimo noir criptolesbico di Bob Rafelson con Debra Winger detective e Theresa Russell sospetta signora omicidi (La vedova nera); uno Zemeckis celeberrimo e di grande successo commerciale (Ritorno al futuro); un film con due episodi rispettivamente diretti da Dario Argenti e George A. Romero (Due occhi diabolici); una romantic comedy che svolta poi sul drammatico, con Sarah Jessica Parker promessa sposa che però non piace ai genitori di lui (La neve nel cuore); un titolo defilato, ma con il cult-actor Vicnet Gallo, amatissimo da legioni di fan (Get Well Soon); un ottimo courtroom-movie tratto da John Grisham (La giuria); ben tre film sulla guerra in Vietnam, ossessione americana per eccellenza, e il primo dei tre è quello che rese famoso Oliver Stone e gli procurò l’Oscar (Platoon, Vittorie perdute e Hamburger Hill). Per saperne di più di ogni film, cliccare il relativo link.

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