FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (domenica 9 gennaio 2011)

I migliori quindici film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. GANGS OF NEW YORK, Cult, h. 21,00.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=I-r-Y36AoeQ&fs=1&hl=it_IT]
2. Matrix, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
3. Riccardo III, Cult, h. 23,45.
4. Ecologia del delitto (Reazione a catena)
, Sky Cinema Italia, h. 0,20.
5. Training Day, Premium Cinema Energy, h. 23,20.
6. L’esorcista (versione integrale), Rai4, h. 0,30. FREE
7. Rebecca, la prima moglie, Sky Cinema Classics, h. 23,30.
8. La mala ordina, Rai Movie, h. o,40. FREE
9. Terrore dallo spazio profondo
, MGM Channel, h. 22,50.
10. Point Break – Punto di rottura, Sky Cinema Mania, h. 23,30.
11. Nel nome del padre, Studio Universal, h. 21,00.
12. Dorian Gray, Sky Cinema 1, h. 22,45.
13. Le crociate, Iris, h. 21,05. FREE
14. L’odore della notte, Sky Cinema Italia, h. 22,35.
15. Orchidea selvaggia, MGM Channel, h. 22,50.

Commento:
1. Gangs of New York. Poderoso film del 2002 di Martin Scorsese sulla immigrazione di metà Ottocento a New York e sulla conseguente, inevitabile nascita e ascesa di gangs etniche (irlandesi, in questo caso) in lotta per il territorio. Capolavoro sfiorato. Scorsese esagera in scrupoli filologici, ricostruisce maniacalmente, anche con l’aiuto dello scenografo Dante Ferretti, gli ambienti e il degrado dei nuovi ghetti, ma sembra non trovare un percorso all’interno di tanti e sovrabbondanti materiali, narrativi e non. Gioca la carta della violenza estrema, quasi animale, tribale, pre-civilizzazione – ed è la parte più interessante –  mettendo al centro del film la figura del Macellaio, il primitivo ras del quartiere, paurosa incarnazione del Male (un possente anche se manierato Daniel Day-Lewis). Gangs of New York non centra il bersaglio forse perché se ne dà troppi (vuol essere un film storico, anzi archeologico e perfino antropologico sulla malavita nascente ma anche epos, romanzo criminale). L’ambizione è quella di essere il nuovo e più colto Padrino, ma non ce la fa a diventare altrettanto epocale. Resta comunque un’opera importante, la cui statura sta crescendo nel tempo. C’è l’attore-feticcio dello Scorsese degli anni Duemila, Leonardo DiCaprio, e c’è Cameron Diaz promossa in una produzione d’autore.
2. Matrix. La realtà virtuale come scenario di una storia, di una narrazione. Ci avevano già provato ben prima altri film come Tron e Nirvana, ma è Matrix nel ’99 a centrare pienamente il bersaglio. Matrix è la grande macchina virtuale che ha succhiato dentro di sè gli umani, anche se proprio da loro è stata inventata, e li fa vivere in un mondo separato, artificiale e de-realizzato. Non più umano. Un gruppo di ribelli vuole liberare i nuovi anche se inconsapevoli schiavi e trova un leader, Neo, colui che è l’Eletto (Keanu Reeves). Tutto il neoluddismo, tutte la paranoie antitecnologiche della nostra contemporaneità che dalla tecnologia è così attraversata, si riversano in questo magnifica creazione filmica dei fratelli Larry e Andy Wachowski, che fissano con Matrix uno spartiacqe – e non è un’iperbole – nella storia del cinema.
3. Riccardo III. Versione 1995 della tragedia shakespeariana in chiave simil-nazi, con Ian McKellen spietato capo fascio-hitleriano. La mania di contemporaneizzare e revisionare Shakespeare – che non ne ha bisogno e che comunque sopravvive a tutti i trattamenti – di solito produce disastri, invece qui funziona. Stavolte l’operazione ha un suo perché. Qualcosa della follia e dell’abominio totalitari in effetti sono già presenti in Riccardo III. Grande cast, con Annette Bening e un Robert Downey jr nel suo periodo più tossico e maledetto. Regia di Richard Loncraine.
4. Ecologia del delitto (Reazione a catena). Vertice assoluto del cinema horror ed elegantemente sadico di Mario Bava, un film amato e pubblicamente elogiato da Martin Scorsese (ricordo una sua intervista televisiva in cui ne parlava con entusiasmo) e da Quentin Tarantino. Siamo nel ’71, già oltre la stagione pop-Sixties di Bava, che gira questo thriller con un numero altissimo di delitti (e tutti fantasiosamente efferati). Causa scatenante della sanguinosa reazione a catena è una villa situata in una paradisiaca baia mediterranea che suscita gli appetiti e gli istinti di possesso di molti. Naturalmente ignorato dai signori della critica italiana di allora e riscoperto molto più tardi.
5. Training Day. Il neo arrivato Jake (Ethan Hawke) viene affidato al poliziotto veterano Alonzo (Denzel Washington) perché impari cos’è la vita e cos’è soprattutto quel lavoro. Il pluridecorato Alonzo si rivelerà essere una carogna, pronto a tutto pur di ramazzare soldi, o forse solo spinto dal sadismo, dalla pura malvagità. Demoniaco, mostruoso, Alonzo è il Male. In Training Day a Ethan Hawke tocca la parte buona, ma anche lui imparerà. Denzel scatenato, incontenibile, grandissimo. Premio Oscar a sorpresa, ma strameritato. Regia di Antoine Fuqua, enorme talento che poi si è un po’ perso per strada. Un film che adoro.
6. L’esorcista (versione integrale). Finalmente in tv il capolavoro horror-misterico di William Friedkin, restaurato e senza tagli. Vietato storcere il naso. Questo è un film che ha fatto la storia del cinema e segnato uno spartiacque. William Friedkin riporta a galla mitologie, simbolismi, archetipi. Riporta insomma il sacro, dopo un lungo processo di rimozione, al centro dell’immaginario anni Settanta. A partire da L’esorcista, nulla è stato più come prima. Questa versione mandata in onda da Rai 4 è stata reintegrata dallo stesso Friedkin di dieci minuti tagliati nell’originale, che comprendono una maggiore durata della famosa camminata a ragno della protagonista e un nuovo finale. Imperdibile.
7. Rebecca, la prima moglie. Classicissimo di Hitchcock. Una casa da incubo, un marito dall’aria ambigua, una moglie devota e terrorizzata, una governante dall’aspetto sinistro. Su tutto e tutti il fantasma della prima moglie. Meravigliosa Joan Fontaine. Da vedere e rivedere.
8. La mala ordina. Gran poliziottesco del maestro Fernando Di Leo, il nostro Melville. Lo gira nel 1972 incrociando il mafia-movie al melodramma familiare. Un malavitoso ruba un carico di droga a un boss: dall’America vengono chiamati due killer perché lo facciano fuori. Seguirà morte di moglie e figlioletta del trafugatore di droga e la sua successiva, crudelissima vendetta. Un quadro senza pietà, cioè in puro stile Di Leo, delle malvagità umane, in cui nessuno si salva e tutti sono contaminati dalla colpa. Anche questo film, come tutto Di Leo del resto, è amato appassionatamente da Tarantino.
9. Terrore dallo spazio profondo. Remake del 1978 firmato Philip Kaufmann di un classico della pop-fantascienza, quell’Invasione degli ultracorpi di Don Siegel che aveva terrorizzato a suo tempo (metà anni Cinquanta) le platee di tutto il mondo con i suoi orridi baccelloni da cui spuntavano mostruosi alieni. Il rifacimento, in cui appare un attore di fascia alta come Donald Sutherland a nobilitare l’operazione, non tradì le aspettative. Rivisto oggi, Terrore dallo spazio profondo riesce a restituire molto bene il clima generalizzato di paranoia degli anni Settanta in cui fu girato, anni di complottismi, fantasmi e ombre oscure.
1o. Point Break – Punto di rottura. Formidabile action del 1991, firmato Kathryn Bigelow (The Hurt Locker), su una banda di rapinatori-surfisti capitanata dal muscolare Patrick Swayze. Un miscuglio di crime story e mistica surfer che sulla carta sembrava indigeribile ma che produsse un risultato memorabile, grazie anche alla tecnica e al ritmo – sbalorditivi – della Bigelow. Indimenticabile la rapina in banca con le maschere dei presidenti degli Stati Uniti: da confrontare con quella, alttrettanto mascherata, del recente The Town di Ben Affleck.
11. Nel nome del padre. Padre e figlio buttati in carcere con l’accusa di essere responsabli di un attentato dell’IRA. Sono innocenti, ma la loro estraneità ai fatti verrà provata solo più tardi grazie all’impegno di una testarda avvocatessa (Emma Thompson). Melodramma politico e familiare che si interseca con il prison-movie. In carcere Giuseppe Conlon (Pete Postlethwaite, scomparso proprio pochi giorni fa) e il figlio Gerry (un colossale Daniel Day-Lewis, nominato all’Oscar), prima abissalmente distanti, impareranno a conoscersi e a stabilire un’alleanza. Non è il tipo di cinema che amo, però devo ammettere che Nel nome del padre (1993) è un prodotto di robusta costruzione e costituzione e, oltre che splendidamente interpretato, diretto con mano ferma da Jim Sheridan, che continua qui il suo sodalizio con Daniel Day-Lewis incominciato nell’89 con Il mio piede sinistro.
12. Dorian Gray. La versione cinematografica più recente del romanzo di Oscar Wilde, con ottimo co-protagonista Colin Firth (occhio, Firth è il maggior favorito per i prossimi Oscar per la sua performance in The King’s Speech). A rivederlo oggi, il mélo di Wilde ci appare più fiammeggiante che mai, e più attuale che mai con la sua ossessione per l’eterna giovinezza. La trovata drammaturgica, un ritratto che invecchia al posto del suo possessore, è geniale.
13. Le crociate. Non è andato bene al box-office, questo tentativo di Ridley Scott di qualche anno fa di rileggere la storia, anche cinematografica, delle Crociate con uno sguardo piuttosto revisionista, concedendo un qualche spazio anche alle ragioni del nemico musulmano non più dipinto come il male assoluto. Crociate ai tempi del politically correct, nel solito spettacolone finto-alto alla Ridley Scott. Ai miei compagni di corso di arabo piace parecchio, io perplesso. Orlando Bloom inefficiente. Però c’è Eva Green. Il film merita comunque di essere visto, più per quello che racconta che per come lo fa.
14. L’odore della notte. Cultissimo romano-coatto, stando a quanto scrive Marco Giusti nel suo dizionario di B-movies Stracult. Film del 1998, che ricostruisce fatti e misfatti di una banda di borgatari anni ’70 chiamata per l’efferatezza delle sue imprese Arancia meccanica. Starring un perfetto Valerio Mastandrea, alla regia quel Claudio Caligari che aveva diretto nel 1983 l’oggi insostenibile Amore tossico. Tremenda e mitica in L’odore della notte la scena di Little Tony nella parte di se stesso costretto dai rapinatori che gli sono entrati in casa a cantare Cuore matto.
15. Orchidea selvaggia. A suo tempo, 1990, sembrò un film di forti trasgressioni. In realtà Orchidea Selvaggia del furbissimo Zalman King è un soft-core, anzi softissimo, che prende il protagonista di Nove settimane e mezzo Mickey Rourke e lo immerge in una Rio da depliant-vacanze tutta samba e istinti sfrenati e gli fa replicare le maratone erotiche del film di Adrian Lyne. Solo che stavolta al posto di Kim Basinger c’è la bruna e torva supermodel Carré Otis, un’autentica bellezza di carnalità paragonabile a una Ava Gardner. Fu un successo immenso. Ma la cosa interessante, ed è il motivo per cui vale la pena vedere il film, è che su quel set Rourke e Carré Otis si innamorarono selvaggiamente, dando vita a una storia anche drammatica che continuò tra alti e bassi, tra liti e riappacificazioni, per anni e anni. Un amore anche distruttivo, per niente di celluloide ma furiosamente reale. 

La classifica prosegue con:
16. The Beach
, Cielo, h. 0,30.
17. Charlie Bartlett
, Rai4, h. 21,00. FREE
18. Corvo rosso non avrai il mio scalpo!, Studio Universal, h. 23,35.
19. Detenuto in attesa di giudizio, La7, h. 0,10. FREE
20. Animal Factory, Premium Cinema Emotion, h. 0,25.
21. Hurricane
, Sky Cinema Mania h. 21,00.
22. La casa sul lago del tempo
, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
23. Amore senza confini – Beyond Borders, La7, h. 21,30. FREE
24. Harry Potter e il Principe Mezzosangue, Joi, h. 22,45.
25. Cosmonauta, Sky Cinema Italia, h. 21,00; Mya, h. 0,55
Commento su alcuni titoli: Il sogno di una comunità utopica in un paradiso naturale thailandese diventa un incubo concentrazionario: un discusso ma notevole film di Danny Boyle con Leonardo DiCaprio e una imperiosa Tilda Swinton (The Beach); un ragazzino espulso da una scuola bene e approdato in un istituto di periferia diventa il consulente psicologico dei suoi compagni: attenzione, il preside è un attor di culto come Robert Downey jr. (Charlie Bartlett); un western d’epoca (primi anni Settanta) ma già molto ecologista, di Sidney Pollack, con Robert Redford al massimo del suo fulgore fisico (Corvo rosso non avrai il mio scalpo!); un film di Nanni Loy sulla malagiustizia che fu un caso non solo cinematografico, con un Alberto Sordi che finisce in galera innocente (Detenuto in attesa di giudizio); Angelina Jolie si innamora di un medico senza frontiere e attravero di lui conosce i drammi del mondo (Beyond the Borders). Per saperne di più di ogni film, cliccare il relativo link.

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