FILM STASERA IN TV: gli imperdibili (domenica 16 gennaio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. L’UOMO CHE VERRÀ, Sky Cinema 1, h. 21,00.
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2. Suspiria, Sky Cinema Italia, h. 0,05.
3. Shutter Island
, Premium Cinema, h. 22,55.
4. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Rai Movie, h. 21,00. FREE
5. Quasi famosi (Almost Famous), Studio Universal, h. 21,00.
6. Cado dalle nubi, Joi, h. 22,45.
7. I segreti di Brokeback Mountain, Sky Cinema Hits, h. 0,40.
8. An Education
, Sky Cinema 1, h. 23,05.
9. America 1929 – Sterminateli senza pietà
, MGM Channel, h. 0,30.
10. Dirty dancing – Balli proibiti
, Sky Cinema Family, h. 21,00.
11. Intrigo a Hollywood – Sunset, Sky Cinema Mania, h. 0,40.
12. Gli amori di Carmen
, Sky Cinema Classics, h. 0,40.
13. Un’adorabile idiota
, Sky Cinema Classics, h. 22,50.
14. Il mio grosso grasso matrimonio greco, La7, h. 21,30. FREE

Commento:
1. L’uomo che verrà. Grande sorpresa del cinema italiano dell’anno scorso, un film dell’indipendente Giorgio Diritti (presentato anche al Festival di Roma) che ha colpito spettatori e addetti ai lavori per la sua diversità, e che ha avuto anche un un buonissimo esito al box-office. Maturo allievo di Olmi, Diritti  aveva già conquistato un ristretto ma compatto manipolo di estimatori con il suo precedente Il vento fa il suo giro, crudele e per niente indulgente e politically correct racconto su un villaggio di cultura occitano d’alta quota in una valle del Piemonte. Per L’uomo che verrà alza il tiro e le ambizioni, e racconta – siamo sempre in un villaggio di montagna ma stavolta dell’Appennino bolognese – la strage nazista di Marzabotto nel suo prepararsi e nel suo farsi, vista attraverso gli occhi di una piccola comunità contadina. La prima parte, tutta in dialetto emiliano delle alture, è quasi un trattato antropologico sulla vita quotidiana, con una ricostruzione filologica delle abitudini e dei riti, ed è la migliore, la più olmiana e anche la più coraggiosa stilisticamente e linguisticamente. Quando poi nella seconda parte Diritti scende sul terreno della ricostruzione della strage nazista, il film sale di intensità emotiva ma cala in innovazioone e sperimentazione, diventando più prevedibile e percorrendo solchi storiografici fin troppo collaudati e politicamente corretti. Lo sguardo dal basso sulla Grande Storia riesce a metà, non la riscrive davvero, non mette in discussione certezze, totem e tabù e finisce inesorabilmente, pur se nobilmente, nell’agiografico. Diritti accenna ai dissensi dei contadini anche verso certe frange partigiane, ma non va oltre qualche prudentissima inquadratura e qualche frase sommessa. Ma il film, pur non risolvendo i suoi squilibri interni, resta un risultato alto e un’opera a parte – fuori dalla medietà – del nostro cinema.
2. Suspiria. Uno dei vertici di Dario Argento, e film che segnò nel 1977 la sua svolta dal thriller all’horror. In un sinistro collegio tedesco ne succedono di ogni, fanciulle scomparse, uccise, torturate. Si scoprirà che le streghe non solo son tornate, ma sono molto vicine. Visto nella versione restaurata appare splendente di colori caramellati e pastellati (rosa candy, salmone) eppure inquietanti. Cast memorabile, non tanto per la poco espressiva protagonista Jessica Harper, che veniva dal Fantasma del palcoscenico di Brian De Palma, quanto per Stefania Casini, Miguel Bosé ragazzino, la langhiana Joan Bennett, Alida Valli e Daria Nicolodi (mamma di Asia Argento e qui anche sceneggiatrice oltre che interprete). Un classico.
3. Shutter Island. Quale mistero nasconde quell’isola maledetta? Che cosa succede ai (presunti) malati di mente che vi sono ricoverati? Il detective Leonardo DiCaprio indaga con l’aiuto Mark Ruffalo (però, che coppia). Grandissimo thriller che, chissà perché, è stato maltrattato da gran parte dei critici, in particolare italiani. Forse non si perdona a Martin Scorsese di aver girato un film deliberatamente (anche cinicamente) mirato al box office (e difatti Shutter Island ha incassato molto bene, quasi 300 milioni di dollari worldwide). Ma che importa. Come gira un film lui non lo sa girare nessuno, e anche questo, pur tra qualche eccesso da primo della classe, è da manuale, anzi da lezione di cinema. Poi, scusate, il gran colpo di scena finale io non me l’aspettavo proprio, mi ha spiazzato, pensare che di un thriller azzecco quasi sempre la soluzione a metà. Tratto da un romanzo del Dennis Lehane di Mystic River e The Town, che stavolta crea fantasmi della mente peggiori di ogni tortura fisica. DiCaprio come in Inception pencolante tra realtà e sogno-incubo.
4. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Fu, a suo tempo (1970), un’opera epocale che vinse tutto, compreso l’Oscar come migliore film straniero. A rivederlo oggi si resta infastiditi dalla paranoia ideologica che lo percorre, datatissima, con tutto quel livore verso le forze dell’ordine immaginate come potere demoniaco capace di ogni nefandezza. Ma se si va oltre questo livello, si scoprirà un film di ombre e fantasmi che arrivano dall’inconscio a insidiare le menti inscritte nella normalità, fino a destrutturarle e distruggerle. Un film sulla follia e sulle passioni. Gian Maria Volontè è un posseduto che non sa più tenere sotto controllo i suoi demoni, ed è un personaggio memorabile che si innalza oltre la storia del film e la travalica fino a diventare possente character a sé stante. L’espressionismo del regista Elio Petri, qui al suo vertice, è qualcosa di anomalo e unico nel cinema italiano, solo vagamente apparentabile a certi eccessi di un Lucio Fulci o al più sfrenato Pietro Germi. Tutti outsider, non a caso.
5. Quasi famosi (Almost Famous). Bell’esordio registico di Cameron Crowe, giornalista rockettaro e cinefilo (suo un bellissimo libro intervista a Billy Wilder) che gira nel 1997 questa storia in parte autobiografico su un ragazzino – parecchio simile al Crowe adolescente  – che ha la fortuna a 15 anni di collaborare al magazine Rolling Stone e di venire arruolato come inviato molto speciale al tour di una rockband. Iniziazione alla vita, alla musica e a moltissime cose di un teenager, resa con freschezza e partecipazione dal regista, il quale purtroppo poi non manterrà le tante buone promesse di questo suo primo film.
6. Cado dalle nubi. Checco Zalone è il caso cinematografico del momento, il suo Che bella giornata nei primi giorni di programmazione ha polverizzato ogni precedente record di incassi, quello di Avatar compreso, e se va avanti di questo passo potrebbe diventare il film italiano di maggior successo di sempre. Per capire il fenomeno Zalone, e soprattutto per divertirsi, vale la pena anche (ri)dare un’occhiata a Cado dalle nubi, il suo molto fortunato esordio al cinema (20 milioni di euro l’inaspettato risultato al box office). Vicenda spruzzata di qualche elemento autobiografico, in cui Zalone è un cantante pugliese (autobiografico) che emigra nella Milano delle tv (autobiografico), dei talent, dell’immagine per diventare famoso, e che si innamora della figlia di un leghista (non autobiografico). Lui è semplicemente irresistibile.
7. I segreti di Brokeback Mountain. Anche se è del 2005, non di un’era fa, il film di Ang Lee si è già assestato come un classico. Et pour cause. In fondo, è il film epocale che ha sdoganato l’omosessualità a uso della grandi platee globalizzate confezionandola attraverso una storia d’amore irresistibile. Ang Lee sbanca: vince a Venezia, viene plurinominato all’Oscar e sfonda al box office di tutto il mondo. L’amore tra i cowboy Jake Gyllenhaal e Heath Ledger, soli contro tutti, avvince e commuove ed è il vero, grande mélo degli anni Zero (insieme a Lontano dal paradiso di Todd Haynes, e anche lì c’entra non casualmente l’omosessualità: il mélo ha bisogno narrativamente di amori ostacolati, passioni che si ergono contro il mondo, tabù da infrangere, e la gaytudine serve – o meglio serviva – egregiamente allo scopo). Quello che impedisce a Brokeback Mountain di assurgere a capolavoro è la sua politically correctness e la sua mancanza di autentico radicalismo esistenziale.
8. An Education. Gran successo dell’anno scorso sul mercato angloamericano, pioggia di premi e nominations, rivelazione-consacrazione di una giovane attrice inglese di nome Carey Mulligan, effettivamente brava anche se affrettatamente e sciaguratamente paragonata da qualcuno a Audrey Hepburn (ma quando mai). Racconto di formazione di una ragazza (che poi diventerà una giornalista famosa e scriverà il libro da cui il film è stato tratto) nell’Inghilterra tra Cinquanta e Sessanta non ancora beatlesiana e dunque retriva la sua parte. Jenny è figlia di una coppia piccoloborghese vogliosa di ascesa sociale che punta tutto su di lei mandandola nelle migliori scuole. Ma proprio mentre sta per entrare a Oxford conosce uno svelto, simpatico tipo di trent’anni e qualcosa, che non le farà solo conoscere l’amore e il sesso, ma anche una vita più libera con venature bohemian-chic, iniziandola ai viaggi all’estero, ai grandi alberghi di Parigi, all’eleganza, al glamour e alla passione per le cose belle e preziose. Scoprirà poi di essere stata ingannata, ma sarà lo stesso grata all’uomo che le ha consentito di uscire dal suo piccolo guscio familiare e l’ha introdotta a un’altra vita (questa indulgenza verso il gaglioffo è la cosa migliore del film). Non l’ho molto amato, ma devo ammettere che si tratta di un buonissimo prodotto da domenica pomeriggio e/o da poltrona casalinga, con tutte le sue cose a posto, recitazione, script (di Nick Hornby), décor. Confezione perfetta, come si addice a un film made in UK.
9. America 1929 – Sterminateli senza pietà. Del 1972. Attenti, uno dei primissimi Martin Scorsese, qui prodotto dal boss del cinema indipendente Roger Corman. Il film risente molto del clima radical-rivoluziomnario del periodo in cui è stato realizzato: è una storia di hobos, di vagabondi nell’America impoverita della Grande Depressione, di interminabili viaggi clandestini sui tetti dei treni, di fughe, rapine, sindacalismi e anarchismi. L’incunabolo di un maestro del cinema. I giorni del cielo di Terrence Malick, di parecchio successivo (1978), deve molto a questo semidimenticato film di Scorsese.
10. Dirty dancing – Balli proibiti. Una brava ragazza durante le vacanze (siamo nell’America kenediana colma di speranze per l’avvenire) scopre durante un’escursione notturna dall’albergo, dov’è alloggiata con i genitori molto bon ton e middle class, che giù nel villaggio ci si sfrena in danze ecccitanti e peccaminosi, veri corpo a corpo che la gente perbene rifugge e accolti invece entusiasticamente dalla peggio gioventù del posto. Gran protagonista delle serate bollenti è un procace maestro di ballo che ha le sembianze di un Patrick Swayze al suo massimo storico (insieme a Point Break). Ovvio che la ragazza si butterà tra le sue braccia e con lui diventerà bravissima nel Dirty Dancing, anche se dovrà combattere un po’, ma non troppo, contro la pruderie dominante. Il ballo come glorificazione del corpo e scatenamento dei sensi. Bel musical anni Ottanta di piccolo budget e grandissimo successo. Incantevole, come sanno esserlo spesso i film di canzoni e balli. A me piace molto.
11. Intrigo a Hollywood – Sunset. Divertissement di gran classe firmato Blake Edwards, che nel 1988 gira questo film su Hollywood colta nel passaggio dal muto al sonoro. Il leggendario attore del vecchio western Tom Mix e un eroe vero dell’epopea della frontiera, Wyatt Earp, si ritrovano a indagare insieme su un misterioso omicidio nella città del cinema. Con James Garner e Bruce Willis.
12. Gli amori di Carmen. La Carmen senza musica e canto, direttamente tratta da Prosper Mérimée. La zingara, l’ufficiale che diserta per amore e il torero. Uno dei triangoli più famosi dello spettacolo in un fiammeggiante mélo diretto nel 1948 dallo stesso Charles Vidor di Gilda, e con la stessa coppia di quel film leggendario, Rita Hayworth e Glenn Ford. Notevole, anche se di Gilda non riuscì a ripetere il successo travolgente.
13. Un’adorabile idiota. Un mio piccolo cult. Del 1963, è la risposta francese alla commedia-spy story Sciarada, grande successo del tempo. Anche qui c’è una spia, Anthony Perkins, e una bellissima dal cuore semplice, che è poi Brigitte Bardot al massimo della sua bellezza Da recuperare, anche per capire cos’era la dolcezza di vivere di quegli Early Sixties.
14. Il mio grosso grasso matrimonio greco. Uno dei più grandi successi commerciali del cinema indie americano. Prodotto dalla moglie di Tom Hanks, Rita Wilson, è una commedia etnica che diventò il caso cinematografico del 2002. Una trentenne americana di famiglia greca si innamora di un fichissimo ragazzo wasp e se lo vuole sposare, contravvenendo così alle regole rigidamente endogamiche della comunità che la vorrebbero all’altare solo con un greco come lei. Conflitti, malintesi, gag, liti e risate, insomma tutto il repertorio abbastanza prevedibile ma sempre divertente dei piccoli incontri-scontri tra diverse civiltà. En plein di Nia Vardalos, che scrive e interpreta (ma non dirige) il film della sua vita.

La classifica prosegue con:
15. Matrix Reloaded
, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
16. Io vi dichiaro marito e… marito, Premium Cinema Energy, h. 23,20.
17. Rappresaglia, La7, h. 0,00. FREE
18. Harsh Times – I giorni dell’odio, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
19. Come sposare un milionario, Studio Universal, h. 21,00.
20. Demoni 2… l’incubo ritorna, Rai Movie, h. 0,30. FREE
21. Il padrone e l’operaio
, MGM Channel, h. 21,00.
22. Nathalie, Cult, h. 0,45.
23. Samsara
, Iris, h. 0,45. FREE
24. I giganti del West, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
25. Angeli e demoni, Sky Cinema Max, h. 21,00.
26. Nightwatch, Iris, h. 23,00. FREE
27. La bonne
, Sky Cinema Italia, h. 22,35.
28. The Assassination
, Rai Movie, h. 22,55. FREE
29. Le ragazze della Terra sono facili, Steel, h. 22,40.
Commento su alcuni titoli: Il secondo capitolo della trilogia Matrix, con le avventure digitali dell’eroe Neo (Matrix Reloaded); una commedia goliardica e qua e là molto divertente su due amici che si fingono gay per potersi sposare e risolvere un problema di assicurazione (Vi dichiaro marito e… marito); la ricostruzione dell’attentato partigiano di via Rasella nella Roma occupata dai nazisti e della successiva strage alle Fosse Ardeatine: Richard Burton è Kappler (Rappresaglia); gli incubi e l’incapacità di liberarsi dalla violenza di un reduce dalla guerra del Golfo (Harsh Times); uno dei più celebri Marilyn-movie, con lei miope e occhialuta alla ricerca di un marito dai molti dollari (Come sposare un milionario); il sequel di uno degli horror storici del nostro cinema, Demoni, diretto sempre da Lamberto Bava (Demoni 2… l’incubo ritorna). Per saperne di più di ogni film, cliccare il relativo link.

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