FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (giovedì 20 gennaio 2011)

I migliori quindici film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

 

1. NINE, Sky Cinema 1, h. 22,40.
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2. Lasciami entrare, Rai Movie, h. 22,30. FREE
3. Valentino: l’ultimo imperatore, Premium Cinema Emotion, h. 0,30.
4. 1941 – Allarme a Hollywood, Sky Cinema Mania, h. 1,00.
5. Un po’ per caso un po’ per desiderio, Cult, h. 0,55.
6. Sin City, Premium Cinema, h. 21,00.
7. Colinot l’alzasottane
, 7 Gold, h. 23,15. FREE
8. L’esercito delle dodici scimmie, Retequattro, h. 23,35. FREE
9. Quando l’amore se n’è andato, Sky Cinema Classics, h. 0,20.
10. The Mudge Boy, MGM Channel, h. 21,00.
11. Larry Flint – Oltre lo scandalo
, La7, h. 23,45. FREE
12. La finestra di fronte, Cult, h. 23,00.
13. Nessuna verità, PremiumCinema Energy, h. 21,00.
14. È già ieri, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
15. La Pantera rosa sfida l’ispettore Clouseau
, La7, h. 21.10. FREE

Commento:
1. Nine. Il musical diretto da Rob Marshall (Chicago) e tratto da 8 e mezzo di Fellini è stato il grande flop dell’anno scorso. Ma un visione e una revisione, almeno in tv, le merita. Difetto: Daniel Day Lewis è antipatico, anzi odioso, e nemmeno per un secondo ti viene voglia di stare dalla sua parte, e poi i dolori, le depressioni, le vigliaccherie e le doppiezze del protagonista, regista-star anni Sessanta, un simil-Fellini, oggi ci appaiono insopportabili e soprattutto improbabili. Però parecchi numeri musicali (uno per ogni donna del protagonista) sono fantastici, in testa quelli di Fergie e di Kate Hudson. Penelope Cruz riesce a non far rimpiangere Sandra Milo in Otto e mezzo, ed era una missione quasi impossibile. L’Italia del boom e della dolce vita così come ce la mostra il film, forse non è mai esistita davvero, ma che importa, Nine è sui miti e le leggende create dal cinema, non sul reale. Un film molto meno brutto di come lo si è dipinto.
2. Lasciami entrare. Svezia 2008, Oskar è un ragazzino solitario, Eli un’inquietante teenager dai lineamenti che stridono nel Nord gelido e bianco di neve. Si scoprirà che lei è una vampira. Lasciami entrare è simile a Twilight, ma con le introspezioni e le sottigliezze di un paese che ha dato al cinema Bergman. Citazioni di Argento e Fulci. Grande successo internazionale, premi ovunque, successivo remake americano.
3. Valentino: l’ultimo imperatore. Valentino sta per Valentino Garavani, l’ultimo dei couturier (imparò l’arte sartoriale a Parigi) e il primo degli stilisti del pret-à-porter. Un sovrano della moda, rimasto sulla breccia dai tardi anni Cinquanta – l’era della Hollywood sul Tevere e delle star americane a Roma – fino all’altro ieri. Questo docu americano lo tallona per carpirne lo stile, i segreti, la visione del mondo e della moda, soprattutto la sua concezione dello chic e dell’eleganza. Si ricostruisce il suo percorso creativo e imprenditoriale fino alla grande mostra romana che ha celebrato il suo lavoro e la sua maison (ora passate in altre mani). A suo modo, Valentino è un pezzo di storia.
4. 1941 – Allarme a Hollywood. Steven Spielberg meets John Belushi. Improbabile incontro, vista la differenza di stile e sensibilità tra i due. Difatti il film (del 1979) fu un flop, il primo del regista di Duel e Lo squalo, che fino a quel momento aveva inanellato un successo dopo l’altro. Farsa ai tempi dell’attacco giapponese a Pearl Harbour, in una Califoornia che perde la testa temendo lo sbarco jap anche sulle sue coste. La comicità rozza e surreale di Belushi non ingrana con la grandeur sempre un po’ pompier di Spielberg. Oltretutto Spielberg non ha mai avuto talento per la commedia, come dimostreranno anche certe prove successive a questa quale Prova a prendermi. Ma 1941 resta un curioso esperimento e come tale va visto.
5. Un po’ per caso un po’ per desiderio . Tremendo titolo italiano del film francese Fauteuils d’orchestre. Nella zona parigina ultracichic di Avenue Montaine varie vite si incrociano, tutte in qualche modo legate all’arte e alla creazione. A fare da perno, e centro narrativo, una ragazza che sta al Bar des Théatres e che, appena arrivata dalla provincia, osserva con distaccata patecipazione quelle esistenze chic-metropolitane. Solo per chi ama il cinema francese, sennò meglio astenersi. Regia di Danièle Thompson. Occhio, la protagonista è Cécile de France, la giornalista di Hereafter di Clint Eastwood.
6. Sin City. Considerato tra i migliori risultati di Robert Rodriguez, forse perché, maligna qualcuno, alla regia stavolta è affiancato da Frank Miller, autore dei noir comics da cui il film è tratto. Sin City è un film-svolta che ridisegna e ridefinisce le relazioni tra cinema e fumetto, con il primo che riproduce e rispetta maniacalmente il secondo, se ne fa debitore e tributario, ne replica l’estetica e la bidimensionalità. Ne esce una lezione che il cinema da quel momento non dimenticherà e che è un fastoso spettacolo per gli occhi. Tre storie di crimine che si srotolano come sulla carta, con molta azione e scarso approfondimento psicologico dei personaggi, ridotti – e in questo caso giustamente – a figurine. Del resto, signori, è fumetto.
7. Colinot l’alzasottane. Produzione francese del 1973 che mette in scena un ribaldo giovanotto conquistatore di tutte le femmine che incontra. Siamo nella Francia del Quattrocento tra messeri e madamigelle, e questo fa di Colinot quasi un decamerotico francese, appena più fine dei nostri. Solo che, signori, il film vale in quanto ultima apparizione su grande schermo di Brigitte Bardot, allora trentanovenne. Disse che non l’avrebbero più vista sul set, e fu di parola. Con lei qui ci sono altre signore e signorine, Nathalie Delon, Bernadette Lafont, Ottavia Piccolo. Ma è B.B. a dominare.
8. L’esercito delle dodici scimmie. Non sono un grande estimatore di Terry Gilliam (che ha comunque il suo bel gruppo di devoti), lo ritengo un enorme talento ingorgato e autoreferenziale che continua a girare a vuoto in una orsonwellesiana sala degli specchi senza più trovare la via d’uscita. Però il suo cinema bigger than life merita rispetto, anche se qualcuno un giorno deve avergli detto che è il nuovo Fellini e lui deve avergli creduto. L’esercito delle dodici scimmie è ancora uno dei suoi film digeribili. E poi c’è il richiamo di star come Bruce Willis e Brad Pitt.
9. Quando l’amore se n’è andato. Succulento mélo del 1964 con due regine del genere, Bette Davis e Susan Hayward. Una figlia, incattivita con la madre che la trascura, uccide l’amante di lei. Tratto da un bestseller di Harold Robbins (L’uomo che non sapeva amare), si ispira abbastanza spudoratamente al clamoroso caso Johnny Stompanato, l’amante gangster di Lana Turner ucciso (per gelosia?) dalla figlia di lei Cheryl Crane. Uno dei più cupi fattacci della Hollywood Babilonia. Da guardare senza vergogna. Dirige un robusto artigiano come Edward Dmytryk.
1o. The Mudge Boy. Un ragazzino cui muore la madre incomincia a indossare gli abiti di lei, a identificarsi in lei. Un’elaborazione del lutto che sgomenta la famiglia e innesca le peggiori chiacchiere nel piccolo paese della provincia americana in cui vive. Un film del 2003 che in Italia non ha visto nessuno, lanciato dal Sundance Festival dove aveva avuto un’ottima accoglienza. Con Emile Hirsch, che qualche anno dopo interpreterà Into the Wild di Sean Penn.
11. Larry Flynt – Oltre lo scandalo. La storia vera dell’uomo che fondò un impero del porno a partire dalla spintissima rivista Hustler. Denunciato e processato, lui si difese strenuamente autoproclamandosi paladino della libertà d’opinione e combattendo la sua battaglia fino allo spasimo. Dirige Milos Forman, che con i ribelli e i libertini ha sempre dimostrato di avere il tocco giusto, da Hair a Amadeus. Anche qui confeziona un film simpatico fino alla ruffianaggine, tutto dalla parte del suo protagonista (Woody Harrelson). C’è anche Courtney Love, nell’interpretazione che per un momento fece pensare che sarebbe potuta diventare una vera attrice. Non sarebbe stato così.
12. La finestra di fronte. Giovanna Mezzogiorno spia dalla finestra il vicino Raoul Bova. Si incontreranno (e un po’ si innamoreranno) prestando aiuto a un anziano signore smemorato, con una storia straziante alle spalle che emergerà a poco a poco: un signore che è Massimo Girotti, un’icona del nostro cinema che conferisce alla Finestra di fronte un’aura di nobiltà. Non succede molto, come sempre nei film di Ferzan Ozpetek. Tutto è morbido, sfumato, senza spigoli, accomodante. Ozpetek, insomma.
13. Nessuna verità. Leo DiCaprio è un agente segreto che si infiltra sotto copertura nelle aree più incasinate dello scacchiere nordafricano-mediorientale. Conosce l’arabo e quella cultura e il suo obiettivo è scoprire la testa dei gruppi terroristi islamisti che stanno insanguinando l’Europa. Deve vedersela con il suo superiore Cia a Langley, Russell Crowe, che non sempre sembra stare dalla sua parte. Inganni, controinganni, maschere, rovesciamenti, giochi di specchi. Il consueto repertorio della spy-story aggiornato all’era del dopo-Bourne, con minacce oscure e indecifrabili, e nemici interni peggiori di quelli esterni. Dirige Ridley Scott (è uno dei tanti Ridley Scott-Russell Crowe degli ultimi anni, non tutti riuscitissimi per la verità).
14. È già ieri. Remake italiano di quel cultissimo con Bill Murray e Andie MacDowell che è Ricomincio da capo (aka Il giorno della marmotta). I giorni si susseguono, ma il protagonista si trova in una trappola del tempo, costretto ogni mattina da quando apre gli occhi a ripercorrere sempre la stesa giornata, gli stessi gesti, gli stessi fatti. Da impazzire, e infatti. Stavolta al posto di Bill Murray c’è Antonio Albanese. Finale che è meglio non svelare.
15. La Pantera rosa sfida l’ispettore Clouseau. Siamo nel 1976, la serie della Pantera rosa continua ma ha ormai perso la freschezza dei primi due episodi del decennio prima. Blake Edwards dirige e Peter Sellers interpreta, ma lo fanno quasi in automatico, e il risultato non è sempre il massimo. Ovvio però che il talento surreale di Sellers riesce nonostante tutto a venir fuori anche qui, in questa storia in cui il suo Ispettore Clouseau diventa il bersaglio di infiniti attentati cui sfugge con la stupida genialità di sempre.

La classifica prosegue con:
16. Giulia non esce la sera, Premium Cinema Emotion, h. 22,40.
17. China Moon, Iris, h. 23,00. FREE
18. Homie Spumoni – L’amore non ha colore
, Premium Cinema Energy, h. 23,15.
19. Terrore dallo spazio profondo, MGM Channel, h. 0,15.
20. Caccia a Ottobre Rosso
, Studio Universal, h. 21,00.
21. Gli intrighi del potere – Nixon
, Premium Cinema, h. 23,10.
22. New in Town
, Sky Cinema Family, h. 0,55.
23.
Io sono la legge, MGM Channel, h. 22,35.
24. Nel centro del mirino, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
25. L’uomo che sussurrava ai cavalli
, Sky Cinema Hits, h. 21,15.
26. Paris Blues
, Sky Cinema Classics, h. 22,35.
27. Sotto il sole della Toscana
, Sky Cinema Family, h. 22,45.
Commento su alcuni titoli: Valeria Golino e Valerio Mastandrea, in un pudico e malinconico breve incontro: dirige Giuseppe Piccioni (Giulia non esce la sera); un noir con dark lady abbastanza misconosciuto, ma niente male (China Moon); il remake anni Settanta di un classico della fantascienza di due decenni prima, L’invasione degli ultracopri, quello dei baccelloni (Terrore dallo spazio profondo); ma il sommergibile ovietico con armi nucelari sta disertando o attaccando gli Stati Uniti? Grande action con Sean Connery (Caccia a Ottobre Rosso); il biopic molto antipatizzante girato da Oliver Stone su Richard Nixon (Gli intrighi del potere – Nixon). Per saperne di più di ogni film, cliccare il relativo link.

 

 

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