FILM STASERA IN TV: i magnifici 7 (domenica 23 gennaio 2011)

I migliori sette film della sera e notte tv. La scelta è personale. Per la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film tra le 21.00 e la 1.0o. La programmazione potrebbe cambiare: controllare su Film.tv.it o sui siti delle varie reti la permanenza in palinsesto. Buona visione.
La scritta FREE indica i film trasmessi da canali non a pagamento.

1. MARIE ANTOINETTE, Sky Cinema 1, h. 1,00.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=z1ONepIOTOE&w=480&h=390]
2. Shutter Island, Sky Cinema 1, h1,00.
3. John & Mary
, Cult, h. 0,50.
4. Con la rabbia agli occhi
, Sky Cinema Italia, h. 0,40.
5. Mission: Impossible
, Retequattro, h. 21,25. FREE
6. The Eye
, Iris, h. 0,40. FREE
7. Essere John Malkovich
, Sky Cinema Classics, h. 21,00.

Commento. Sì, anche dopo Somewhere (che dalle parti di questo blog non è dispiaciuto), continuiamo a credere in Sofia Coppola e nel suo cinema. Perciò, il primo posto di questa top (e short) list va al suo maltrattato Marie Antoinette del 2006, biopic non musone della giovane sovrana in una Versailles gaia e frivola prima della Révolution e di Madame Guillottine. Segue quel grande noir della mente che è Shutter Island, con cui Martin Scorsese ha deciso di piacere al pubblico (sarà per questo che certi critici, anzi i soliti critici hanno storto il nasino) girando un film molto mass-oriented: missione riuscita, visto quei 300 e passa milioni di dollari incamerati worldwide. Un buonissimo Leonardo DiCaprio in coppia con il sempre guardabile Mark Ruffalo, un plot che non dà tregua e un colpacccio di scena finale come non se ne vedevano da tempo, e davvero spiazzante.
John & Mary è un titolo che solo i giovanotti e le ragazze degli anni Sessanta-Settanta si possono ricordare. Non andò molto bene neanche allora (1969, e qui da noi c’era ben altro cui pensare), ma è pur sempre una romantic comedy (nella variante boy meets girl) che mette in piazza due protagonisti da storia del cinema, Dustin Hoffman e Mia Farrow, l’uno dopo Il laureato, l’altra dopo Rosemary’s Baby e molto, molto prima del suo periodo Woody Allen. Un film semplice, che si porta dietro il sapore dei suoi anni, e proprio per questo merita. Per dire: i due si incontrano in un bar e si mettono a parlare di Weekend di Godard, vi parrebbe possibile una cosa del genere oggidì? Dirige quel Peter Yates scomparso una decina di giorni fa e liquidato dai nostri newpapers con quattro righe, non di più.
Il film più eccentrico della lista è di sicuro Con la rabbia agli occhi, action-noir-poliziottesco diretto nel 1976 da quel gran signore del cinema-bis che era Antonio Margheriti, che poi si firmava Anthony M. Dawson nelle produzioni di qualche ambizione international come questa. Battezzato Death Rage per il mercato estero, Con la rabbia agli occhi allinea un cast follemente combinato: Yul Brinner (e già questo) più Martin Balsam più Massimo Ranieri (straculto) più Barbara Bouchet. Criminalità arrembante – stavolta siamo a Napoli -, polizia che vorrebbe contrastare ma si ritrova le mani legati da una giustizia inefficiente e pavida. Il solito repertorio del polar all’italiana di quegli anni, con la differenza che Margheriti, qui in una delle sue rare incursioni nel genere, ci mette un’eleganza insolita e il suo tocco mai trucido.
Mission: impossible lo adoro, l’ho visto e rivisto più volte, è la perfetta spy-story del dopo guerra fredda e del dopo Muro, meravigliosa soprattutto nella sua parte ambientata in una Praga sinistra e per niente magica teatro di tutte le ombre post-sovietiche. Uno dei migliori Brian De Palma, con perfino un Tom Cruise sopportabile e la memorabile sequenza del furto con lui che si cala dall’alto, citazione di Topkapi di Jules Dassin. The Eye è uno degli horror rifondativi del genere negli anni Duemila, dovuto alla coppia dei gemelli Pang, due hongkonghesi con vocazione internazionale (hanno lavorato anche in Thailandia e negli Stati Uniti proprio per questo film). Chiude la lista il titolo che fece ben sperare in Spike Jonze, che poi però avrebbe deluso tante aspettative: Essere John Malkovich è una ben riuscita extravaganza che molto deve alla sceneggiatura di Charlie Kaufman. Venghino signori, venghino: si può entrare nella testa del divo Malkovich e essere lui per un quarto d’ora, basta pagare qualche dollaro. Su questa idea bizzarra si costruisce un film scanzonato sulla smania della celebrità. Il riferimento al quarto d’ora warholiano non è per niente casuale.

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