FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (sabato 5 febbraio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. La sottile linea rossa, Iris, h. 21,00. FREE
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2. Marnie
, Premium Cinema Energy, h. 23,15.
3. Le più belle truffe del mondo, Sky Cinema Classics, h. 23,10.
4. Paranoid Park
, Cult, h. 0,55.
5. Shutter Island, Premium Cinema, h. 23,20.
6. Il mercante di Venezia
, Rai Movie, h. 0,20. FREE
7. Omicidio a luci rosse, Rai4, h. 21,20. FREE
8. Clockers
, Studio Universal, h. 22,55.
9. Molto incinta
, Mya, h. 22,45.
10. Amore, bugie e calcetto
, Premium Cinema Emotion, h. 0,15.
11. La donna di platino, Sky Cinema Classics, h. 1,00.
12. (500) giorni insieme, Sky Cinema 1, h. 0,35.
13. Il serpente e l’arcobaleno, Fantasy Channel, h. 22,00.
14. Ragione e sentimento
, Lei, h. 21,00. FREE
15 ex aequo. Revolutionary Road
, Sky Cinema Hits, h. 23,45.
15 ex aequo. L’appartamento, Sky Cinema Classics, h. 21,00.

Commento:
1. La sottile linea rossa, Iris, h. 21,00. Si mobilitò mezza Hollywood, da George Clooney a Sean Penn a Francis Ford Coppola, per trovare i finanziamenti e permettere a Terrence Malick di tornare al cinema a vent’anni dalla sua ultima regia (I giorni del cielo) con questo La sottile linea rossa. Era il 1998, e quell’impegno collettivo segnalò, semmai ce ne fosse bisogno, dell’elevatissimo status e della stima di cui Malick godeva presso i suoi colleghi, e non solo. La sottile linea rossa, pur con i travagli di lavorazione legati alle ben note ossessioni e nevrosi del regista (riscritture continue della sceneggiatura, cambi di attori, cancellazioni e inserimenti di ruoli all’ultimo secondo ecc., insomma tutto il repertorio Malick), non deluse le attese. Un manipolo di marines nella seconda guerra mondiale, fronte Pacifico, impegnati nella presa dell’isola di Guadalcanal, in uno degli scontri più cruenti del conflitto con i giapponesi. Uomini in guerra, le armi, il sangue, il massacro, ma intorno una natura che tutto avvolge con la sua perfetta bellezza. Malick può dispiegare al massimo il senso del paesaggio, che gli è così così peculiare (si pensi agli orizzonti immensi di I giorni del cielo), incrociandolo con un’altra costante della sua opera, il senso del male e della sofferenza. Cast all star da vertigine: Sean Penn, George Clooney, Jim Caviezel (che subentrò a Edward Norton), Adrien Brody, John Travolta, Woody Harrelson. Tagliati invece in fase di montaggio Mickey Rourke, Bill Pullman, Viggo Mortensen, Gary Oldman e Martin Sheen. Ma, nonostante le forbici, il film resta un immenso, epico affresco di tre ore. Orso d’oro a Berlino.
2. Marnie, Premium Cinema Energy, h. 23,15. Hitchcock nel suo periodo Tippi Hedren. Orfano della gelida musa Grace Kelly, finita a far la principessa in un minuscolo paradiso fiscale sul Mediterraneo, il regista cercò ossessivamente una sostituta e credette di trovarla nella ex modella Hedren, in effetti rigida, bionda, glamorous e asessuata come il modello originario. Lei se la cavò anche piuttosto bene nel suo sodalizio con Hitchcock, prima facendosi beccare da volatili inferociti in Gli uccelli (gran film), poi in un ruolo più complicato e stratificato in questo Marnie, anno 1964, dove è una ragazza che fugge dagli uomini e malata di cleptomania compulsiva. Di lei si innamora un vedovo alquanto benestante e piacente, il moraccione Sean Connery ancora in fase James Bond, che si mette in testa di sposarla e pure di guarirla. Ma cosa si nasconde dietro quella patologia? Cos’è successo a Marnie per trasformarla in una ladra? Come in altri film hollywoodiano-freudiani, anche dello stesso Hitchcock (Io ti salverò), l’indagine, la ricerca della verità così tipica del giallo, è anche un’indagine psicanalitica che porta a galla ciò che è stato rimosso. Marnie è considerato di solito un passo falso di Hitchcock, e uno dei primi film della sua decadenza. Non sono d’accordo, Marnie ha il tocco inconfondibile del maestro, capace di miscelare rosa e giallo, rosa e nero, come già in La finestra sul cortile. Solo che i tempi, e anche gli umori del pubblico andavano cambiando in quel 1964, e la perfezione classica e apollinea di Hitchcock, quel suo cinema così costruito, levigato in apparenza e oscuro in profondità, incominciava a essere datato.
3. Le più belle truffe del mondo, Sky Cinema Classics, h. 23,10. Film a episodi del 1963 che assembla firme da capogiro, una di quelle coproduzioni italo-francesi (più qualche altra partecipazione) che allora sembravano seriali e qualsiasi e oggi ci appaiono di qualità smisurata, esempio di un stagione irripetibile e di un cinema oggi inimitabile e impensabile. Erano tempi in cui si potevano riunire intorno a un’ideuzza – in questo caso a far da filo conduttore tra i vari episodi è il tema della truffa – nomi pazzeschi, davvero. Pensate, qui i registi sono Roman Poanski, Claude Chabrol e incredibilmente Jean-Luc Godard. Solo che per divergenze produttive l’episodio godardiano si è perso nelle edizioni francese e italiana, dunque in questo passaggio televisivo purtroppo non lo si vedrà. Restano Polanski e Chabrol, il che non è poco, cui si aggiungono un episodio dell’italiano Ugo Gregoretti e uno del giapponese Hiromichi Horikawa, già assistente di Kurosawa. Il meglio è il pezzo polanskiano, girato tra i diamanti di Amsterdam. In Chabrol c’è la Deneuve. Canzone originale di Serge Gainsbourg. Da urlo. Da vedere subito.
4. Paranoid Park , Cult, h. 0,55. Premio speciale della giuria a Cannes 2007, miglior film dell’anno secondo i Cahiers du cinéma. Eppure a molti critici questo film di Gus Van Sant non è piaciuto, forse perché è il suo più estremo, il più fuori dal recinto del cinema medio. Paranoid Park è il posto preferito dagli skater di Portland, ci va anche Alex, che verrà coinvolto in una folle impresa nel corso della quale causerà la morte di una guardia. Il film è la registrazione degli incubi e dei sensi di colpa del sedicenne Alex, troppo giovane e troppo fragile per sostenere il peso di quanto gli è accaduto. Gus Van Sant racconta una delle sue amate storie di adolescenti biondi e difficili, e lo fa con una radicalità di scrittura e di racconto che ricorda il suo esordio con Mala Noche. Per alcuni (non per tutti), uno dei migliori film della decade.
5. Shutter Island , Premium Cinema, h. 23,20. Quale mistero nasconde quell’isola maledetta? Che cosa succede ai (presunti) malati di mente che vi sono ricoverati? Il detective Leonardo DiCaprio indaga con l’aiuto Mark Ruffalo (però, che coppia). Grandissimo thriller che, chissà perché, è stato maltrattato da gran parte dei critici, in particolare italiani. Forse non si perdona a Martin Scorsese di aver girato un film deliberatamente (anche cinicamente) mirato al box office (e difatti Shutter Island ha incassato molto bene, quasi 300 milioni di dollari worldwide). Ma che importa. Come gira un film lui non lo sa girare nessuno, e anche questo, pur tra qualche eccesso da primo della classe, è da manuale, anzi da lezione di cinema. Poi, scusate, il gran colpo di scena finale io non me l’aspettavo proprio, mi ha spiazzato, pensare che di un thriller azzecco quasi sempre la soluzione a metà. Tratto da un romanzo del Dennis Lehane di Mystic River e The Town, che stavolta crea fantasmi della mente peggiori di ogni tortura fisica. DiCaprio come in Inception pencolante tra realtà e sogno-incubo.
6. Il mercante di Venezia, Rai Movie, h. 0,20. Diretto dal britannico Michael Ratford (il regista del Postino con Massimo Troisi) è una solida, tradizionale messinscena del dramma shakespeariano che dà giustamente spazio a uno strepitoso Al Pacino nel ruolo di Shylock l’ebreo. Con il sovrappiù che stavolta si è girato a Venezia, nei luoghi immaginati (ma non visti) da Shakespare. Dramma sempre di straordinario interesse, sempre attuale e bruciante, perché affronta un tema sensibile come il rapporto tra cristiani ed ebrei nella Venezia rinascimentale, e più in generale nella cultura d’Occidente. Antisemita o filosemita? Una domanda che intorno al Mercante aleggia da sempre.
7. Omicidio a luci rosse, Rai4, h. 21,20. Forse il film di Brian De Palma che preferisco, insieme a Scarface. Questo, del 1984, appartiene al suo periodo hitchockiano, difatti le citazioni – soprattutto di La finestra sul cortile e La donna che visse due volte – sono abbondanti ed evidenti. Film di genere d’autore, che trasuda da ogni sequenza amore per il cinema (un po’ come Tarantino, però molto prima di lui): per questo non si può non amarlo. Uno dei primi film di Melanie Griffith, figlia di Tippi Hedren, anche lei presente stasera in tv con Marnie (vedi alla posizione n. 2).
8. Clockers, Studio Universal, h. 22,55. Tipicissimo Spike Lee anni Novanta, con tutte le sue ossessioni: il ghetto, le propensioni al crimine dei suoi protagonisti, la polizia carogna, i conflitti interetnici ecc. In questo Clockers aggiunge pure il rap, lo spaccio, perfino l’Aids. Troppe cose, come spesso in Spike Lee, che raramente riesce a disciplinare il suo debordante talento e a mettere sotto controllo la sua pulsione all’eccesso e all’invettiva. Stavolta il protagonista è uno spacciatore di crack, la sostanza simbolo di quegli anni, che si mette nei guai e finisce col diventare bersaglio sia della polizia che del boss criminale della zona. C’è anche un ragazzetto che insegue il protagonista, lo prende a modello, vorebbe imitarne le gesta. Interessante, però quanta roba.
9. Molto incinta, Mya, h. 22,45. Grande successo al box office del genio della nuova commedia goliardo-sofisticata Judd Apatow. Una signorina trentenne con lavoro figo resta incinta dopo una notte alcolica di un nerd senz’arte né parte (e senza voglia di averne) e anche più giovane di lei. Decide di tenersi il bambino (un tempo nei film cool chi restava incinta senza volerlo abortiva, adesso, vedi anche Juno, si preferisce il pancione, ed è meglio così). Uno di quei film che raccontano il proprio tempo meglio di un trattato di sociologia.
10. Amore, bugie e calcetto , Premium Cinema Emotion, h. 0,15. Uno dei titoli della piccola, attuale Renaissance della commedia italiana, quella per dire dei vari Manuali d’amore e di Benvenuti al Sud, che la sta portando finalmente fuori dall’abisso del cinepanettonismo e del tardo-vanzinismo (cioè non i Vanzina, ma i loro epigoni degeneri, Neri Parenti, Oldoini ecc.). Qui dirige Luca Lucini, uno dei nomi di questo cambiamento insieme a Veronesi, Brizzi, Miniero, Carteni. Anche se il vero autore qui è probabilmente lo sceneggiatore Fabio Bonifacci, uno dei meglio in circolazione (suoi anche gli script di Diverso da chi? e Oggi sposi).
11. La donna di platino, Sky Cinema Classics, h. 1,00. Film di Frank Capra del 1931: pura archeologia. Commedia brillante come se ne facevano allora e adesso non se ne fanno più, con sceneggiature di ferro (che andrebbero ancora studiate) e attori meravigliosi. Qui un giornalista (Robert Williams) si innamora di una donna troppo ricca (Jean Harlow) per non sentirsi un mantenuto. Tornerà dall’ex (Loretta Young). Il film che fissa per l’eternità l’icona Jean Harlow dai capelli biondo-platino, che da allora diventeranno per sempre il segno di una femminilità gelida e pericolosa.
12. (500) giorni insieme , Sky Cinema 1, h. 0,35. Il goffo titolo italiano purtroppo non rende l’originale (5oo) Days of Summer, ovvero (5oo) giorni di Summer, che non sta per estate ma è il nome della protagonista. O meglio, la ragazza disperatamente amata dal protagonista Tom. Piccola storia d’amore e delusione però senza smancerie, raccontata dalla parte e dal punto di vista di lui, e non di lei, il che è raro per un film di sentimenti (quello che gli americani chiamano romantic comedy). Il film che le donne dovrebbero vedere per capire qualcosa degli uomini. Qui tra Tom e Summer è lui il più innamorato, il lato debole e romantico, quello che vorrebbe una storia seria e duratura, lei invece nicchia, sfugge, si sottrae, non ha voglia di impegnarsi. Si capovolgono i cliché maschili e femminili. I 5oo giorni misurano la durata della storia prima di spezzarsi. Li racconta Tom, saltando su e giù oltre ogni linearità cronologica e narrativa. Si passa dal giorno 300 a quello 25 e così via. Il regista Marc Webb decostruisce, destruttura e ristruttura con grande leggerezza, senza metterla giù dura come certi autori autoreferenziali. Sperimenta, ma racconta anche una storia come si deve che riesce ad appassionarci, a farci sorridere, a immalinconirci un po’. Girato in una Los Angeles quasi umana e vivibile che non sembra Los Angeles. Film del 2009 che negli Usa è stato un gran successo del cinema indie e che in Italia non si è filato nessuno. Peccato. Da vedere. La dedica iniziale rende subito l’idea: “Ogni riferimento a persona vivente è puramente casuale… dico a te, Jenny Beckman, brutta stronza”.
13. Il serpente e l’arcobaleno, Fantasy Channel, h. 22,00. Zombie-movie d’autore del 1988. Il regista Wes Craven, quello del primo, autentico Nigthmare, qui al suo vertice. Un antropologo americano va nell’infelice Haiti per studiare il fenomeno dei morti viventi. Ne esce un film spurio e magnifico che è tra il docu e il cinema di genere, con incursioni nel cinema politico laddove si tira in ballo la feroce e davvero zombesca dittatura dei Duvalier. Notevolissimo.
14. Ragione e sentimento, Lei, h. 21,00. Uno dei migliori Jane Austen-movie, firmato non da un britannico come ci si aspetterebbe ma dal cinese Ang Lee (ampiamente americanizzato però). Ma Ang Lee, si sa, è un regista mimetico, che sa adattarsi a ogni soggetto, a ogni plot, a ogni epoca e ambiente. In Sense and sensibility, questo il titolo originale, ci sono due sorelle diversamente disposte verso la vita, anche se ugualmente svantaggiate da un condizione sociale difficile: una vorrebbe prendersi la sua fetta di felicità e benessere, l’altra si rinchiude nel suo mondo coltivando in silenzio l’amore impossibile per il cugino. Kate Winslet, Emma Thompson (anche sceneggiatrice) e Hugh Grant sono i perfetti interpreti.
15 ex aequo. Revolutionary Road, Sky Cinema Hits, h. 23,45. Annunciato come un capolavoro, questo film di un paio di anni fa di Sam Mendes ha parzialmente deluso o, se si preferisce, parzialmente convinto. Come peraltro succede regolarmente a tutti i film di Mendes dopo American Beauty, tanto da chiedersi se quella fu vera gloria. Qui il regista londinese ricostituisce l’accoppiata di Titanic, Leo DiCaprio e Kate Winslet, ormai con parecchi anni in più e più matura. Stavolta sono una coppia medioborghese nell’America anni Cinquanta. Abitano in una bella cssa nei suburbia con i due figli, ma, pur se per motivi diversi, sono entrambi infelici. Un’aria da bovarismo circola in tutto il film, quasi una prefigurazione, ma seriosissima purtroppo e senza un minimo di ironia camp, di Desperate Housewives. C’è il sogno, che non si realizzerà, di molare tutto e ricominciare una nuova vita più libera, creativa, gratificante a Parigi. Alienazione borghese con qualcosa di Chi ha paura di Virgina Woolf?, in quel farsi del male tra coniugi. Mah. Il limite del film è di essere dimostrativo, didascalico, fin troppo dichiaratamente alto.
15 ex aequo. L’appartamento, Sky Cinema Classics, h. 21,00. Il capo cerca un posto tranquillo e discreto per i suoi appuntamenti d’amore, così il solerte contabile gli presta l’appartamento: in cambio avrà trattamenti di favore e avanzamenti di carriera. Finchè un bel giorno l’impiegato vede arrivare la ragazza di cui è innamorato, e tutto cambia. Commedia bittersweet però mai veramente cinica di Billy Wilder. Non è all’altezza dei suoi capolavori, anche se ottenne un successo travolgente e una pioggia di Oscar. Con Jack Lemmon e Shirley MacLaine.

La classifica prosegue con:
16. Nel paese delle creature selvagge, Premium Cinema, h. 21,00.
Ma questo film di animazione, di mostri e di bambini, firmato Spike Jonze è un capolavoro o una bufala? Spettatori equamente divisi, critici pure. Spike Jonze si rivelò con Being John Malkovich e siamo ancora in attesa che passi dal campo dell’eterna promessa a quello dei maestri veri. Sceneggiatura di Dave Eggers, nientemeno.

17. Blue Sky, Cult, h. 22,55.
Girato nel 1990 da Tony Richardson un anno prima della sua morte per Aids, Blue Sky rimase in quarantena per tre anni, poi uscì con buon successo nel 1994 procurando oltretutto l’Oscar a Jessica Lange come miglior attrice protagonista (uno da non protagonista l’aveva già vinto per Tootsie). In una base militare anni ’60, mentre si fanno esperimenti atomici sotterranei, la moglie annoiata di un ufficiale-ingegnere nucleare lo tradisce ma non riesce a rovinare l’amore cieco che lui ha per lei. Bovarismi Sixties. Scene di infedeltà da un matrimonio, mentre incombe la rivoluzione sessuale e libertina. Tony Richardson è il regista di Tom Jones e Il caro estinto, oltre che primo marito di Vanessa Redgrave e padre delle sue due figlie Natasha e Joely.
18. Alexander, Joi, h. 23,05.
Il film più rovinoso e sballato da parecchio tempo in qua. Questo Alessandro Magno di Oliver Stone non poteva che diventare un culto ultracamp, per via del povero Colin Farrell mesciato con i boccoli, il suo amante Efestione (Jared Leto) truccato come una bajadera da avanspettacolo, Angelina Jolie nella parte di mamma castratrice con tanto di serpenti. Così sconsiderato da fare tenerezza. Da vedere, almeno una volta.
19. Funeral Party, Comedy Central, h. 21,00.
Commedia molto dark e molto divertente di Frank Oz in trasferta inglese. Tutti pronti per l’estremo saluto al caro estinto, ma arriva la salma sbagliata. È solo l’inizio di un tourbillon di situazioni irresistibili.
20. Senza apparente motivo, Sky Cinema 1, h. 22,50.
Film uscito un anno fa e passato inosservato. Peccato, perché riesce a mescolare storie private e drammi pubblici come poche volte si è visto nel cinema recente (mi viene in mente Incendies – La donna che canta). Jane, una ragazza con un figlio piccolo (è Michelle Williams, attrice in grandissima ascesa, neocandidata all’Oscar per Blue Valentine) e in crisi con il marito, incomincia una storia con il broker londinese Jasper (Ewan McGregor). C’è un attentato a Londra, lei perde consorte e bambino, di cui però non si ritrova il corpo. Jasper incomincia a indagare, emergerà man mano la verità.
21. La patata bollente, Sky Cinema Italia, h. 22,50.
Archeologia del cinema italiano di tematica (come si diceva allora) omosessuale. Anno Domini 1979. Dopo l’enorme successo del francese Il vizietto si tenta una strada analoga anche da noi, con questo film con la regia di Steno e con protagonista un Renato Pozzetto metalmeccanico che si prende una sbandata per Massimo Ranieri. Edwige Fenech è la ex tradita. Già molto politically correct e pieno di buone intenzione. Il progetto è quello di veicolare attraverso i toni della commediaccia all’italiana anni ’70 un tema allora confinato nello stretto dibattito politico, e soprattutto di distruggere il luogo comune dell’omosessualità esclusivo vizio borghese presentandola e sdoganandola anche come pratica proletaria e popolare. Un film didattico e politico, a suo modo brechtiano. Da rivedere e magari studiare.
22. O’ Jerusalem, Iris, h. 23,50. FREE
23. Adventureland, Sky Cinema Mania, h. 0,40.
24. Trappola criminale, Sky Cinema Max, h. 0,35.
25.
Il risolutore, Sky Cinema Max, h. 22,40.
26. Scuola di polizia
, Studio Universal, h. 21,00.
27. Passione ribelle
, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
28. Air Force One
, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
29. Dalle 9 alle 5… orario continuato
, Cult, h. 21,00.
30. Una canzone per Bobby Long
, Rai Movie, h. 22,25. FREE
31. Fine pena mai
, Sky Cinema Italia, h. 0,35.
32. 1855 – La prima grande rapina al treno, MGM Channel, h. 21,00.








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