FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (martedì 8 febbraio)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

IMPERDIBILI
1 ex aequo. Portiere di notte, Sky Cinema Italia, h. 0,35.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=7hBBerGAzIM&w=640&h=390]
1 ex aequo. Mulholland Drive, Premium Cinema Emotion, h. 22,45.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=R8i5CyDmWqk&w=640&h=390]
2. Training Day, Premium Cinema, h. 23,05.
3. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
, Rai Movie, h. 22,45. FREE
4. Jackie Brown
, Italia 1, h. 0,00. FREE
5. Fratello, dove sei?
, Studio Universal, h. 22,50.
6. Cassandra Crossing
, Sky Cinema Classics, h. 0,55.
7. Il favoloso mondo di Amélie, La7, h. 21,10. FREE
8. Fiore di cactus
, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
9. L’uomo che volle farsi re
, Sky Cinema Classics, h. 22,50.
10. Ronin, Sky Cinema Max, h. 21,00.
Commento:

1 ex aequo. Portiere di notte, Sky Cinema Italia, h. 0,35. Rivalutare Liliana Cavani. Niente più del suo cinema rappresenta il nostro cinema anni Settanta, anzi – tout court – i nostri anni Settanta, con i suoi sbandamenti ideologici, la commistione indigeribile ma filmicamente interessante tra tutte le rivoluzioni possibili, da quella politica a (soprattutto) quella sessuale. E femminismo, terzomondismo, misticismo ecumenico e perfino proto new-age. Certo, Liliana Cavani ha sempre dato l’impressione di non essere autore originale ma solo una divulgatrice diligente di temi trattati da altri con ben più radicalità, Pasolini in primis, ma anche Ferreri o certo Visconti (quello della Caduta degli dei). Eppure i suoi film, così poco amati dai critici di ogni generazione, sprezzantemente liquidati come prodotti bassi, sempre bacati dalla pretenziosità e dalla sciatteria stilistica, sono impressi nella nostra memoria e non se ne vanno via. Non se ne andranno mai via. Il portiere di notte del lontano 1974, ad esempio. Solo a raccontarlo mette i brividi. Perché, oggi, un film così non sarebbe non dico realizzabile, ma neppure pensabile. A guerra finita, un’ex internata in un lager nazista ritrova nel dimesso portiere di notte di un hotel l’aguzzino delle SS che stabilì con lei un rapporto sadomasochistico. Si incontrano in una camera dell’albergo, ricominciano quel rapporto. Tra berretti, bretelle di cuoio, divise, frustini, trionfa il feticismo nazi. Chi oggi oserebbe tanto? Ecco, il cinema di Liliana Cavani è la vertigine, è il matto che canta camminando incosciente sull’abisso. Tremo all’idea di rivedere questo film, come tremo ogni volta che mi ritrovo tra le mani la cassetta di Salò di Pasolini e non riesco a infilarla nel videoregistratore. Certo cinema è insostenibile e non so se sia bene o male. Dimenticavo: gli interpreti del Portiere di notte si chiamano Charlotte Rampling e Dirk Bogarde. Da allora i loro nomi sono rimasti associati a questo film e, credo, lo saranno per sempre.
1 ex aequo. Mulholland Drive, Premium Cinema Emotion, h. 22,45. Non dirò troppo, perché qualsiasi cosa io dica rischio serissime reprimende, se non ritorsioni, dalla schiera dei lynchiani puri e duri che non tollerano, non dico una sfregio, ma la benché minima sbavatura o approssimazione sul loro idolo. Questo è un David Lynch del 2001, quindi già nella sua fase avanzata, quella in cui butta ogni residua voglia di fare cinema mainstream e se ne frega di ogni coerenza narrativa per levarsi in libertà nella pura visione, o forse delirio. Per i suoi devoti Lynch è il presente, il futuro e il futuro anteriore del cinema. Semplificando, diciamo che Mulholland Drive è uno psycho noir, con una ragazza senza memoria e un’aspirante attrice che si innamora di lei e cerca di aiutarla. Incubi, allucinazioni, fantasmi dal passato e anche dal cinema di una volta. Per gli adepti al culto del maestro, un’opera assoluta.
2. Training Day, Premium Cinema, h. 23,05. Il neo arrivato Jake (Ethan Hawke) viene affidato al poliziotto veterano Alonzo (Denzel Washington) perché impari cos’è la vita e cos’è soprattutto quel lavoro. Il pluridecorato Alonzo si rivelerà essere una carogna, pronto a tutto pur di ramazzare soldi, o forse solo spinto dal sadismo, dalla pura malvagità. Demoniaco, mostruoso, Alonzo è il Male. In Training Day a Ethan Hawke tocca la parte buona, ma anche lui imparerà. Denzel scatenato, incontenibile, grandissimo. Premio Oscar a sorpresa, ma strameritato. Regia di Antoine Fuqua, enorme talento che poi si è un po’ perso per strada. Un film che adoro.
3. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Rai Movie, h. 22,45 Fu, a suo tempo (1970), un’opera epocale che vinse tutto, compreso l’Oscar come migliore film straniero. A rivederlo oggi si resta infastiditi dalla paranoia ideologica che lo percorre, datatissima, con tutto quel livore verso le forze dell’ordine immaginate come potere demoniaco capace di ogni nefandezza. Ma se si va oltre questo livello, si scoprirà un film di ombre e fantasmi che arrivano dall’inconscio a insidiare le menti inscritte nella normalità, fino a destrutturarle e distruggerle. Un film sulla follia e sulle passioni. Gian Maria Volontè è un posseduto che non sa più tenere sotto controllo i suoi demoni, ed è un personaggio memorabile che si innalza oltre la storia del film e la travalica fino a diventare possente character a sé stante. L’espressionismo del regista Elio Petri, qui al suo vertice, è qualcosa di anomalo e unico nel cinema italiano, solo vagamente apparentabile a certi eccessi di un Lucio Fulci o al più sfrenato Pietro Germi. Tutti outsider, non a caso.
4. Jackie Brown, Italia 1, h. 0,00. Il Tarantino più sottovalutato e meno amato. Forse perché Jackie Brown veniva dopo l’immenso successo di Pulp Fiction e le aspettative erano smisurate e smodate, e quando arrivò la delusione fu inevitabile. Rivisto serenamente oggi, Jackie Brown ci consegna un Tarantino più che mai strepitoso nell’arte del dialogo e ancora agganciato a una trama solida (il film è tratto, pur prendendosi molte libertà, da un romanzo di Elmore Leonard). Il citazionismo cinefilo c’è ed è ovunque, ma non ancora soverchiante rispetto al plot, come accadrà invece da Kill Bill in poi. Protagonista Pam Grier, diva della blaxploitation anni Settanta adorata da Tarantino e qui usata come puro feticcio. C’è anche Robert DeNiro.
5. Fratello, dove sei?, Studio Universal, h. 22,50. I fratelli Coen al loro massimo in un film strampalato (as usual) e lambiccato la sua parte, un viaggio attraverso l’America rurale e periferica della Grande Depressione, passando da un tipo folle a un altro ancora più folle. Gli strani viaggiatori sono tre evasi da un penitenziario, capitanati da Everett/George Clooney, in cerca di un malloppo nascosto in una diga. Surrealismi e visioni, stravaganze e incontri di ogni tipo. Un film (anno 2000) grondante citazioni che è un omaggio a tutto il cinema americano, da Griffith a John Ford a Arthur Penn. Certo, un film anche di ambizioni altissime, l’idea dei Coen è quella di rifare addirittura l’Odissea omerica, tra Feaci, Proci, Sirene e Nausichee moderne, tant’è che il protagonista di nome fa Ulisse, Ulisse Everett.
6. Cassandra Crossing, Sky Cinema Classics, h. 0,55. Ognuno ha i suoi guilty pleasure, il mio (uno dei miei) è Cassandra Crossing. Ogni volta che lo ridanno cerco di non perdermelo. Causa presenza di virus letale, blindano un treno con dentro gli incolpevoli passeggeri e lo mandano verso l’abisso. Richard Harris e una Sofia Loren ultraquarantenne nel suo ultimo film da vamp (poi passerà ad altri ruoli) cercheranno di fermarlo e di salvare i compagni di viaggio. Incrocio dei generi catastrofico e apocalittico. Molto, molto anni Settanta. Il recente Unstoppable di Tony Scott con Denzel Washington lo cita e lo omaggia esplicitamente.
7. Il favoloso mondo di Amélie, La7, h. 21,10. Meglio che lo dica subito: detesto questo film. Anzi, detesto il cinema del suo autore, Jean-Pierre Jeunet. Non amo quel suo gusto per la chincaglieria ecologista-miserabilista, il suo penchant per le favole in apparenze dolci in realtà cupe e melmose. Il suo ultimo L’esplosivo piano di Bazil, dietro la superficie giocosa e gentile, è quanto di più inquietante e ideologicamente ferrigno abbia visto da parecchi anni in qua. Se segnalo in questa lista Amélie, il lavoro più famoso di Jeunet (capo-lavoro?), è perché, piaccia o meno, è imprescindibile, vista l’enormità del successo ottenuto in ogni angolo del globo, e anche perché le sue qualità formali sono fuori discussione. Jeunet è un mago della messinscena, un notevolissimo fabbricatore e manipolatore di immagini, a partire dalle scenografie onirico-fantastiche. È che Amélie è una favola atroce sotto quell’apparenza di marzapane, sotto al suo sapore di canditi. Con la sua compulsione a fare del bene anche a chi non ha nessuna voglia di riceverlo, la ragazza è un’allarmante crocerossima della felicità obbligatoria che passa come un rullo compressore sulla libertà altrui. Una creatura dall’ideologia totalitaria, altro che una fatina contemporanea.
8. Fiore di cactus, Sky Cinema Classics, h. 21,00. Vetusta commedia del 1969 con Walter Matthau, Ingrid Bergman in un ruolo brillante (brillante la Bergman?) e l’allora giovanissima Goldie Hawn. Un dentista per eludere le richieste di matrimonio dell’amante finge di essere già sposato e chiede alla sua infermiera di fargli da moglie nella recita. Perché vederlo allora? Perché i suoi autori, o meglio gli autori della pièce da cui nasce il film, sono quella premiata coppia francese Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy che ha scritto anche Potiche, la commedia da cui François Ozon ha tratto l’omonimo film con Catherine Deneuve e Gérard Depardieu che è fra le cose migliori che il cinema ci abbia dato negli ultimi mesi. Vedere Fiore di cactus e poi rivedere Potiche, per capire cosa ci sia in comune tra l’universo medioborghese del teatro boulevardier di Barillet-Grédy e quello fassbinderiano, citazionista, ultracinefilo e ultracamp di Ozon.
9. L’uomo che volle farsi re, Sky Cinema Classics, h. 22,50. Un John Huston anno 1975, con Michael Caine e un Sean Connery già parecchio lontano da Bond, tratto da un racconto coloniale e colonialista di Kipling. Signori, attenzione: questo avventuroso-favolistico è ambientato nell’Ottocento nelle inaccessibili zone montuose tra Pakistan e Afghanistan. Sì, proprio quelle che oggi fanno da santuario per Al Qaeda e formazioni parallele. Allora la regione faceva parte del Grande Gioco, oggi gli attori in scena sono cambiati, ma l’interesse delle potenze continua. E il film merita di essere rivisto proprio per questo. (Utile leggere non solo Kipling ma anche l’appassionante Il grande gioco. servizi segreti in Asia centrale di Peter Hopkirk, Adelphi).
10. Ronin, Sky Cinema Max, h. 21,00. Cinque mercenari e una misteriosa valigetta da rubare. Grande noir scritto (in incognito) da David Mamet, diretto dal maestro John Frankenheimer al suo ultimo grande film e interpretato dalla coppia di duri Robert De Niro-Jean Reno. Location francese, tra Parigi e Costa Azzurra. Tesissimo, costruito impeccabilmente come i film d’azione di una volta, quando gli effetti speciali e la violenza ancora non prevalevano sul plot.

CALDAMENTE CONSIGLIATI
11. Popeye – Braccio di ferro, Studio Universal, h. 21,00.
12. Dorian Gray
, Sky Cinema 1, h. 0,20.
13. Gothic, MGM Channel, h. 0,40.
14. Codice: Genesi, Premium Cinema, h. 21,00.
15. Il vento che accarezza l’erba
, Rai 5, h. 21,05. FREE
Commento:
11.
Popeye – Braccio di ferro, Studio Universal, h. 21,00
. Uno di quei film clamorosamente sbagliati che ogni tanto Robert Altman chissà perché sceglieva di girare, in una sorta di autolesionismo autoriale, di autosabotaggio che nessuno è mai riuscito a spiegare. Questa è la versione cinematografica di Braccio di ferro, idea balorda come poche, anche se sceneggiata nientemeno che da Jules Feiffer. Fu un disastro difatti. Ma è pur sempre un film di Altman, dunque un’occhiata (e anche di più) se la merita. Chissà a rivederlo oggi che effetto fa (Popeye è del 1980).
12. Dorian Gray, Sky Cinema 1, h. 0,20. La versione cinematografica più recente del romanzo di Oscar Wilde, con ottimo co-protagonista Colin Firth (occhio, Firth è il maggior favorito per i prossimi Oscar per la sua performance in The King’s Speech). A rivederlo oggi, il mélo di Wilde ci appare più fiammeggiante che mai, e più attuale che mai con la sua ossessione per l’eterna giovinezza. La trovata drammaturgica, un ritratto che invecchia al posto del suo possessore, è semplicemente geniale. Immortale.
13. Gothic, MGM Channel, h. 0,40. 1816, in una villa sul lago di Ginevra si incontrano Byron, Shelley e le rispettive compagne più un certo dottor Polidori: quella notte Mary Shelley ebbe l’immortale idea di scrivere Frankenstein. Strana storia di amori e fantasmi messa in scena nientemeno che dal quel visionario di Ken Russell. Cine-esordio della povera Natasha Richardson, la figlia di Vanessa Redgrave (e moglie di Liam Neeson) morta meno di due anni fa in seguito a un incidente sugli sci.
14. Codice: Genesi, Premium Cinema, h. 21,00. Potrebbe diventare un culto, questo post-apocalittico uscito l’anno scorso e passato, soprattutto in Italia, senza lasciare tracce. Diretto dai fratelli Hughes di From Hell, presenta il solito eroe solitario, stavolta un massiccio Denzel Washington, percorrere il consueto paesaggio del dopo catastrofe, con quel che rimane di una guerra devastante che ha distrutto uomini e cose. Rovine americano costellano gli orizzonti di Codice: Genesi, ed è questa parte visiva la più potente e convincente del film, girato in un colore-non colore grigio-nero che conferisce al tutto un aspetto come di cenere, carbone, materia combusta e consumata. Il resto è meno interessante, con l’eroe, il Sopravvissuto, che si aggira armato ed è letale nel colpire chiunque voglia nuocergli. Incontrerà un piccolo tiranno, signore di un territorio desolato, che vorrebbe eliminarlo, ma l’eroe sopravviverà anche stavolta. Criptici messaggi vengono di tanto in tanto lanciati dai sentenziosi dialoghi, aleggia un’aura sapienzale un po’ tronfia (il titolo originale è nientemeno che The book of Eli, che suona arcano e biblico). Ma il film ha una sua oscura forza che lo rende nient’affatto trascurabile.
15. Il vento che accarezza l’erba, Rai 5, h. 21,05. Così nacque l’Irlanda autonoma. Ricostruzione della guerra di indipendenza irlandese del 1920 per opera di un Ken Loach più che mai impegnato politicamente. La Grande Storia è vista però attraverso la vicenda di un ragazzo che sta per andare a Londra a specializzarsi come medico, ma che decide di restare sull’isola per stare al fianco di chi lotta. Mai retorico, secondo gli usi e costumi del cinema politico-civile inglese. Buono, ma sopravvalutato. Palma d’oro a Cannes 2006.

CONSIGLIATI
16. Harsh Times – I giorni dell’odio, Sky Cinema Mania, h. 0,50.
17. Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi, Sky Cinema Max, h. 23,10.
18. Il vizietto, Cult, h. 21,00; Il vizietto II, Cult, h. 22,45.
19. Ladykillers
, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
20. Braveheart
, Retequattro, h. 21,10. FREE
21. Più tardi al buio
, MGM Channel, h. 21,00.
22. Kriminal
, Rai Movie, h. 0,40. FREE
23. Mimic, Iris, h. 22,30. FREE
24. A rischio della vita
, Steel, h. 22,40.
25. Romeo deve morire
, RaiDue, h. 23,10. FREE

VEDIBILI
26. Uomo d’acqua dolce, Retequattro, h. 0,45. FREE
27. Il regno proibito
, Rai4, h. 21,10. FREE
28. Amici e nemici
, 7 Gold, h. 21,05. FREE
29. À deriva
, Mya, h. 21,00.
30. Paz!
, Sky Cinema Italia, h. 22,45.
31. L’amante
, Sky Cinema Mania, h. 22,50.
32. La famiglia omicidi
, Rai Movie, h. 21,00. FREE
33. La prima linea
, Sky Cinema Italia, h. 21,00.
34. Un giorno da ricordare
, Iris, h. 21,05. FREE

Questa voce è stata pubblicata in cinema, film, film stasera in tv, stasera in tv, tv e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (martedì 8 febbraio)

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.