FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (domenica 13 febbraio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

IMPERDIBILI
1. Nodo alla gola, Iris, h. 1,00. FREE
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=iBzT42Fq61o&w=480&h=390]
2. Psyco, Iris, h. 23,00. FREE
3. Amores Perros, Cult, h. 0,20.
4. La finestra sul cortile, Iris, h. 21,00. FREE
5. Oscar insanguinato, MGM Channel, h. 0,15.
6. Le due sorelle
, Sky Cinema Classics, h. 23,35.
7. Betrayed – Tradita
, Rai4, h. 22,50. FREE
8. Diverso da chi?
, Sky Cinema Hits, h. 21,10.
9. Hotel Rwanda
, Studio Universal, h. 21,00.
10 ex aequo. Ultimo tango a Parigi
, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
10 ex aequo. Niente velo per Jasira
, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
Commento:
1. Nodo alla gola, Iris, h. 1,00. Uno dei quattro film della serata hitchockiana (con prolungamento notturno) sul canale Iris. Tre sono segnalati in questa classifica (Nodo alla gola, Psyco e La finestra sul cortile), il quarto è Frenzy, programmato alla 2,25. Tutti di qualità eccelsa, anche se Frenzy è un gradino sotto gli altri. Il mio preferito è questo Nodo alla gola, in cui il gran maestro del thriller tentò la difficile sfida tecnica di girare il film in un numero limitato di lunghissimi piani sequenza, raccordati poi in fase di editing in modo che la narrazione apparisse senza stacchi, e questo per dare l’illusione allo spettatore di una ripresa in tempo reale. Si favoleggia di un set in cui il tracciato della macchina da presa era rigorosamente segnato sul pavimento, lo stesso per la posizione e i movimenti degli attori, per gli arredi di scena, con gli attori che si spostavano man mano che la mdp avanzava per poi ricomparire e rifarsi riprendere, in un gioco continuo di sparizione-riapparizione. Sensazionale. Ma Nodo alla gola (altro titolo: Cocktail per un cadavere) non si fa ammirare solo per la somma perizia tecnica. Resta uno dei più ipnotizzanti prodotti di Hitchcock per via di quella diabolica coppia di protagonisti, due giovani studenti, un succube e un incube che lo ha plagiato e lo domina, che organizzano un delitto solo per il piacere di uccidere, per nicciano superomismo (di cui discettano in una scena) e per amore del delitto gratuito e perfetto. Si lascia intendere anche una relazione omosessuale tra i due, sfidando il codice Hays in quel tempo (1948) ancora in vigore. I due uccidono un collega e nascondono il cadavere in una cassa, poco dopo arrivano gli invitati al cocktail e la suspense è tutta nel “li scopriranno? e come?”. Tesissimo. A mangiare la foglia è un loro professore, James Stewart, che riuscirà a incastrarli. Il succube è il belloccio Farley Granger, che poi approderà sul set viscontiano di Senso. Ispirato a un fatto di cronaca vera e nera che aveva sconvolto anni prima l’America.
2. Psyco, Iris, h. 23,00. Un altro capolavoro nella serata-Hitchcock in onda su Iris. C’è chi dice che la famosa scena della doccia di questo film sia lo spartiacque tra il vecchio thriller e il contemporaneo cinema horror, quella che apre a nuove visioni di paura in cui l’autore non ha più scrupoli nel mostrare tutto il proprio sadismo. L’efferatezza di Psyco, forse per la prima volta al cinema, non cerca più alibi e attenuanti, si presenta da sè, priva di ogni filtro. Davvero epocale questo film di Hitchcock, di cui tutto è già stato detto e raccontato, mille volte visto e però sempre capace di catturare. La fuga di Janet Leigh, il suo arrivo in quel sinistro motel, il timido Anthony Perkins/Norman Bates, la fine sotto la doccia, e quel gorgo dell’acqua, una delle invenzioni più geniali dell’intera storia del cinema. Stavolta, ed è insolito per Hitchcock, la soluzione del mistero e il chi-è-l’assassino arriva solo alla fine, ed è una delle rivelazioni più sconvolgenti che lo schermo ci abbia offerto. Il povero Anthony Perkins non si emanciperà mai più nella vita da Norman Bates, ne resterà per sempre schiavo: posseduto, esattamente come il suo personaggio, da un fantasma del passato.
3. Amores Perros, Cult, h. 0,20. Prima di vedere o dopo aver visto Biùtiful di Alejandro González Iñárritu (due nomination all’Oscar, una per Javier Bardem come migliore attore l’altra come migliore film straniero: è magnifico, non perdetevelo, non date retta alle bocciature di molti critici), date un’occhiata per favore anche a questo Amores Perros, film made in Mexico dell’anno 2000, che di Iñárritu è il primo, clamoroso successo. E anche quello che inaugurò la sua collaborazione con lo sceneggiatore Guillermo Arriaga, che avrebbe poi dato vita anche a 21 grammi e Babel. Della trilogia nata dal sodalizio, uno dei più fecondi del cinema delle ultime decadi, Amores Perros è se non il film più bello il più tosto e diretto, quello in cui lo schema narrativo Iñárritu-Arriaga (più storie che si snodano in contemporanea nello stesso spazio-tempo e che si incrociano in un punto, in un evento che finirà col cambiarle tutte) ha ancora il sapore del nuovo. Amores Perros, amori (e) cani, espone tre vicende con in comune l’amore o il malamore per i cani, storie che ci mostrano un’umanità depressa, alienata, derelitta, sciagurata. Film sporco e sublime, umano e bestiale, in una Città del Messico da incubo. Gran successo in America, mentre qui non se lo filò nessuno. Capolavoro.
4. La finestra sul cortile, Iris, h. 21,00. Ancora Hitchcock, ancora un altro dei suoi film più celebrati, la sua commedia giallo-rosa-nera (con prevalenza di nero) meglio riuscita. James Stewart immobilizzato da una gamba ingessata scruta con il cannocchiale la casa di fronte e capisce che lì c’è stato un delitto. Ma l’assassino si rende conto che lui se n’è reso conto e cerca di farlo fuori. Per uno che non può muoversi sarà un’impresa salvare la pelle. Formidabile. Daloghi scintillanti, e una Grace Kelly meravigliosamente vestita in simil Dior (vita stretta e gonna a palla secondo la silhouette in uso in quei primi anni Cinquanta) perfetta come biondo e gelido angelo hitchcockiano. Il regista qui si scatena in una delle sue perversioni cinematograficamente preferite, il voyeurismo (la necrofilia dominerà invece La donna che visse due volte e il sadismo Psyco).
5. Oscar insanguinato, MGM Channel, h. 0,15. Stupendo horror d’annata di produzione inglese del 1973, un fondamentale lavoro sull’invidia professionale, la rivalità, la vendetta. Storia fantastica, sentite qua: un attore di teatro si vede negare un premio assegnato invece a un giovane e inesperto collega che non vale la sua metà. Si vendicherà uccidendo a uno a uno i critici che non l’hanno votato, ispirandosi ogni volta a un diverso finale shakespeariano. Il film definitivo sull’odio degli attori per i critici, e sull’odio tra attori, al livello di Eva contro Eva. La regia è di uno che si faceva chiamare Douglas Hickox e non s’è mai capito se fosse o no uno pseudonimo per sfruttare l’assonanza con Hitchcock (probabile la prima). Protagonista un monumentale Vincent Price. Perché qualcuno non pensa a un bel remake?
6. Le due sorelle, Sky Cinema Classics, h. 23,35. Film lontanissimo, del 1973, e uno dei primi di un Brian De Palma autore nascente non ancora assurto tra i massimi. Il legame indistruttibile, fino alla violenza e al delitto, di due gemelle, un legame che va oltre la morte. Nate siamesi, le due ragazze vengono separate quando una di loro rimane incinta: la futura madre ce la farà, l’altra non sopravviverà. Eppure è come se non se ne fosse mai andata. Tema eterno che De Palma rivitalizzò aggiornandolo al clima istintuale, dionisiaco e anche lurido degli anni Settanta. Già pieno di citazioni hitchcockiane, da Vertigo a La finestra sul cortile. Ma De Palma è un Hitchcock molto più scettico sulla forza del cinema, sulla sua capacità di ammaliare lo spettatore e condurlo per mano lungo una narrazione tersa e lineare. Le due sorelle scivola irresistibilmente dal thriller all’horror, e già il sangue vince sulla pura tensione. Quest’estate si è visto un buon horror thailandese, Alone, che a questo film di Brian De Palma attinge a piene mani, a riprova di come Le due sorelle sia diventato un cult, e un classico.
7. Betrayed – Tradita, Rai4, h. 22,50. Uno dei film americani di Costa-Gavras, che non tradisce il suo marchio di autore di cinema civile (anzi, a Hollywood lo hanno sempre chiamato proprio per affidargli melodrammi impegnati come questo). Qui di mezzo c’è il razzismo. In un posto alla fine del mondo, sprofondato in un remoto angolo dell’America di provincia, viene ucciso un ebreo. C’è di mezzo il Ku Klux Klan. Ma chi ha guidato il branco assassino? Una detective dell’Fbi (che è, attenzione, quell’attrice di culto che risponde al nome di Debra Winger) sospetta di un reduce del Vietnam (Tom Berenger). Indagando, si innamora di lui e si convince della sua innocenza. Segue un gran colpo di scena. Sceneggiatura dell’allora (1988) sulla cresta dell’onda e pagatissimo Joe Eszterhas, autore per intenderci degli script di Basic Instinct e The Music Box. La cosa curiosa è che tutti questi tre copioni di Eszterhas, al di là della diversità dei temi trattati, seguono l’identico schema narrativo, in tutti c’è un sospetto, in tutti le rivelazioni su innocenza e colpa dell’indiziato si susseguono e si rovesciano vorticosamente. Betrayed merita di essere visto perché è un film sanguigno, forte, scritto e diretto con grandissimo mestiere, che ti tiene avvinto fino all’ultima scena. Poi c’è Debra Winger.
8. Diverso da chi?, Sky Cinema Hits, h. 21,10 . Tentativo italiano abbastanza riuscito di fare una commedia sul gaysmo all’altezza di quelle internazionali. Senza cioè quei vetusti cliché italici e andando finalmente oltre l’eterno dramma-dilemma “lo dico o non lo dico a mamma e papà che sono gay?”, che per esempio si ritrova ancora in Mine vaganti di Ozpetek. Qui il protagonista, un buon Luca Argentero, è uno di quegli omosessuali pacificati ed omologati del giorno d’oggi che vivono col compagno nell’approvazione generale, compresa quella delle rispettive famiglie. Una coppiettina perbene e carinissima, perfino noiosa. Lui, Argentero, si butta in politica senza nascondere la gaytudine anzi facendone un punto di forza, imparando da esempi stranieri tipo il sindaco di Parigi Delanoë e anticipando il boom di Nichi Vendola. Tutto funziona finchè un’amica-nemica politica, la bacchettona Claudia Gerini, non si innamorerà di lui. E lui di lei. Commedia degli equivoci ben scritta dal bravo Fabio Bonifacci (lo stesso di Amore, bugie e calcetto e Si può fare) che a un certo punto se ne frega del politically correct e ribalta tutto facendo innamorare il gay di una donna. Non solo, sarà costretto a nascondere il suo amore eterosessuale a tutti, perfino alla famiglia e agli elettori, in un rovesciamento radicale e paradossale che non sarebbe dispiaciuto a Lubitsch. Che Bonifacci tenga d’occhio l’esprit viennese e la Mitteleuropa, quella che inviò a Hollywood non solo Lubitsch ma anche Wilder e von Stroheim, lo si capisce anche dalla scelta di Trieste come location della storia. Solo che il film cade nella parte finale dove, non sapendo più che pesci pigliare, cerca di accontentare tutti. Peccato. Il regista Umberto Carteni se la cava dignitosamente, la Gerini eccede un po’. Il migliore è Filppo Nigro, il fidanzato tradito di Argentero. Però avercene di commedie così da noi.
9. Hotel Rwanda, Studio Universal, h. 21,00. Nel 1994, nel Rwanda del grande massacro dei Tutsi a opera degli Hutu, un giusto, uno Schindler africano, riesce a salvare 1200 persone. Un film di produzione Usa che avvince e riporta all’attenzione una delle più grandi tragedie moderne (800mila persone furono uccise a colpi di machete nel giro di una settimana).
10 ex aequo. Ultimo tango a Parigi, Sky Cinema Classics, h. 21,00. Sono passati solo pochi giorni dalla morte di Maria Schneider, e dal mea culpa recitato da Bernardo Bertolucci («La sua morte è arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla teneramente, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno, e almeno per una volta, chiederle scusa» ha detto il regista all’Ansa): un mea culpa arrivato troppo tardi rispetto alla accuse che da decenni lei gli rivolgeva di averla “usata” in Ultimo tango a Parigi. Conviene allora, per collocare i fatti nel loro contesto, ridare un’occhiata a questo film che fu scandaloso e oggi è pieno di rughe, un oggetto alieno che sembra provenire da un’altra galassia del cinema e del gusto. Eppure, il film italiano di maggior successo di ogni tempo, un titolo nel bene e nel male leggendario. Marlon Brando (e già questo) e Maria Schneider chiusi in un appartamento parigino a desiderarsi e farsi del male. Il sesso come ancora e ultima spiaggia di due disperati prima del naufragio. Tutto è stato detto e scritto su Ultimo tango: la famosa scena del burro, il rogo cui la censura condannò il film, le impressionanti file ai cinema di tutto il mondo, il citazionismo cinefilo di Bertolucci (che omaggia Visconti e la Nouvelle Vague attraverso le presenze di Massimo Girortti e Jean-Pierre Léaud). Si tratta adesso di rivederlo per capire se i 39 anni trascorsi da quel lontano 1972 l’hanno oltraggiato o no. La mia impressione è che sia molto invecchiato, e che la mistica del sesso – un po’ Bataille un po’ Sade – su cui si regge il film, sia oggi un fossile culturale. Resta tutta la sapienza registica di Bernardo Bertolucci, la sua morbidezza e il suo gusto squisito, che però da sempre sono anche i suoi limiti.
10 ex aequo. Niente velo per Jasira, Sky Cinema Mania, h. 21,00. Uscito un paio di anni fa e passato nell’indifferenza generale, è invece un piccolo film che merita di essere recuperato in tv. Titolo italiano fuorviante, anzi sbagliato, perché qui non si tratta del tormentone velo sì/velo no. Jasira vive tra New York e Houston, è di padre libanese (ma cristiano, non musulmano) e di madre irlandese, ha 13 anni ed è incasinata. La sua pur parziale origine mediorientale la espone ai pregiudizi e ai razzismi quotidiani. Stretta tra il rigore paterno (ma il velo non c’entra niente) e la iperpermissività del mondo che le sta intorno, si dà alla scoperta del sesso e, come si diceva una volta, del proprio corpo, incappando goffamente in strani incontri e piccole disavventure. Film di iniziazione e formazione in un contesto di trame e relazione extra e interetniche. Minimi ma non trascurabili scontri di civiltà che ne fanno un film assolutamente contemporaneo. Regia di Alan Ball, lo sceneggiatore di American Beauty. Tratto dal libro Beduina, edito in Italia da Adelphi.

CONSIGLIATI
11. Open Water
, AXN, h. 21,00.
12. La tua pelle o la mia
, 7 Gold, h. 23,15. FREE
13. Alì
, Premium Cinema, h. 23,05.
14. Jennifer’s Body
, Sky Cinema 1, h. 22,45.
15. Popeye – Braccio di ferro
, Studio Universal, h. 23,40.
Commento:
11.
Open Water, AXN, h. 21,00. Lui e lei decidono di fare un’escursione al largo delle Bahamas. Si tuffano per un po’ di diving, ma per errore vengono abbandonati in un braccio di mare infestato dagli squali, e si ritrovano, soli, nel grande blu. Sopravviveranno? Un’idea semplice, di quelle che riescono però a produrre un film ad alta intensità, ed è questo il caso di Open Water. Quando uscì, nel 2003, fu un ottimo quanto insperato successo e sembrò lanciare il suo regista Chris Kentis verso un radioso avvenire, e invece Kentis dopo Open Water non avrebbe combinato granchè. Ma questo angosciosa cronaca di una coppia alla deriva, che si fa del male e va a fondo, scosse le platee di mezzo mondo.
12. La tua pelle o la mia, 7 Gold, h. 23,15. Curioso. La tua pelle o la mia è l’unico film con la regia di Frank Sinatra, che dirige se stesso in questo bellico su un comandante americano e uno giapponese che patteggiano una tregua durante la guerra nel Pacifico. Non sarà così facile. Del 1965. Solo per chi ama l’avventura spericolata attraverso le pieghe e le ombre della storia del cinema (questa è la vera cinefilia).
13. Alì, Premium Cinema, h. 23,05. L’irresistibile ascesa a re del ring e icona planetaria di Cassius Clay, successivamente Muhammad Alì dopo la conversione all’Islam. Monumentale biopic firmato da uno dei migliori di Hollywood, Michael Mann. Ma non fu l’esito che si sperava, neanche al box office. Colpa di Will Smith, troppo piacione e mainstream per essere credibilmente quel magnifico outsider che fu, che è, Clay-Alì.
14. Jennifer’s Body, Sky Cinema 1, h. 22,45. Dopo il trionfo di Juno (200 milioni di dollari solo negli Usa), ci si aspettava dalla sua sceneggiatrice Diablo Cody un altro miracolo. Invece la ragazza, che per Juno si era portata a casa un meritatissimo Oscar (giusto risarcimento dopo una vita strampalata di lavoretti e lavoracci tipo spogliarellista), con lo scrip di questo Jennifer’s Body ha toppato alla grande. Diablo Cody s’è fidata troppo di se stessa, azzardando un’impresa ai limiti dell’impossibile: prendere il genere satanico-vampiresco-horror e iuttarci dentro temi e materiali  come le crisi di identità adolescenziali, l’amicizia-rivalità tra ragazze con vago accenno di lesbismo, i riti di passaggio ecc. Troppa roba, ne esce qualcosa di difficile classificazione, anche interessante, ma irrisolto e indigesto. Megan Fox è la protagonista che si trasforma in mostruosa creatura assetata di sangue e sesso, Amanda Seyfried la sua migliore amica. Il film è qua e là godibile, spiritoso, ed è comunque da vedere.
15. Popeye – Braccio di ferro, Studio Universal, h. 23,40. Uno di quei film clamorosamente sbagliati che ogni tanto Robert Altman chissà perché sceglieva di girare, in una sorta di autolesionismo autoriale, di autosabotaggio che nessuno è mai riuscito a spiegare. Questa è la versione cinematografica di Braccio di ferro, idea balorda come poche, anche se sceneggiata nientemeno che da Jules Feiffer. Fu un disastro difatti. Ma è pur sempre un film di Altman, dunque un’occhiata (e anche di più) se la merita. Chissà a rivederlo oggi che effetto fa (Popeye è del 1980).

INTERESSANTI
16. L’isola perduta, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
17. Il vizietto II
, Cult, h. 21,00.
18. Il caso dell’infedele Klara
, Sky Cinema Italia, h. 0,55.
19. I due volti della vendetta, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
20. Tim – Un uomo da odiare
, Fantasy Channel, h. 23,45.
22. Joe l’implacabile
, Rai Movie, h. 23,55. FREE
23. L’uomo che fissa le capre
, Joi, h. 21,00.
24. Bad Boys
, Sky Cinema Max, h. 0,30.
25. Motherhood
, Premium Cinema Emotion, h. 22,45.

VEDIBILI
26. Il decimo uomo, MGM Channel, h. 21,00.
27. Grace of My Heart
, Premium Cinema Emotion, h. 0,15.
28. Il più grande amatore del mondo
, Cult, h. 22,45.
29. Quarantena
, Sky Cinema Hits, h. 0,45.
30. The Spirit, Cielo, h. 0,30.
31. Io, loro e Lara
, Premium Cinema, h. 21,00.

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