FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (mercoledì 16 febbraio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

IMPERDIBILI
1 ex aequo. BARRY LYNDON, Iris, h. 21,00. FREE
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=yRYf0r1HiJ8&w=480&h=390]
1 ex aequo. SCIARADA
, Studio Universal, h. 23,20.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=d8IVx0Dzs_A&w=640&h=390]
2. A serious man, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
3. Romanzo criminale, Italia 1, h. 21,10. FREE
4. Il petroliere
, Retequattro, h. 21,10. FREE
5. Shutter Island
, Premium Cinema, h. 0,40.
6. Vegas: based on a true story
, Cult, h. 0,40.
7. Matrimonio tardivo
, Cult, h. 22,55.
8. Julie & Julia
, Sky Cinema Family, h. 21,00.
9. Le più belle truffe del mondo
, Sky Cinema Classics, h. 0,50.
10. Il signore degli anelli (animazione), Sky Cinema Mania, h. 0,55.
Commento:
1 ex aequo. Barry Lyndon, Iris, h. 21,00. Insieme a Odissea nello spazio è il film di Stanley Kubrick che amo di più (non dico il migliore). Ascesa e caduta del proletario irlandese Redmond Berry, diventato Barry Lyndon, nell’Inghilterra del Settecento. Bello e donnaiolo, Redmond attraversa l’Europa sui campi di battaglia, e su più fronti, si inventa giocatore di carte e truffatore, conosce una contessa e ne diventa il consorte alla di lei vedovanza, installandosi in un maniero di imperiale grandeur. Ma dovrà vedersela con il figlio da lei avuto dal precedente matrimonio, che lo guarda come un usurpatore e non vede l’ora di toglierlo di mezzo. Barry Lyndon, nato povero e arrivato in cima alla piramide sociale, pagherà caro pagherà tutto, in un duello finale che è una lezione di cinema. Tratto da un romanzo immenso di Tackeray, immenso per la storia che racconta, fitta di miserie, nobiltà, tradimenti, rovesci di fortune, formicolante di personaggi maggiori e minori, intrecciata alla Grande Storia del secolo dei lumi, Barry Lyndon fissa (è il 1975) il nuovo paradigma del period-movie, del cinema in costume. Stanley Kubrick gira con la luce naturale e nelle scene notturne con quella delle candele per restituire non tanto un senso di verità ma per rendere il film (e lo spettatore che guarda) contemporaneo alla vicenda raccontata, in un perfezionismo al limite della perversione tipicamente kubrickiano. Andamento maestoso. Figurativamente clonato dalla pittura d’epoca dei Reynolds e dei Watteau (fondamentale l’apporto di Ken Adam alla scenografia). La Sarabanda di Haendel accompagna il duello finale, e da allora non si è potuto disgiungerla da quella scena. Ryan O’Neal è il punto di fragilità di questo film massiccio e enorme: se non fuori parte, è come intimidito dalla monumentalità del personaggio e dell’operazione. Marisa Berenson visivamente perfetta come contessa Lyndon. Sì, capolavoro. Cone definirlo altrimenti?
1 ex aequo. Sciarada, Studio Universal, h. 23,20. No, non è esagerato definirlo il miglior giallo-rosa (orrida locuzione, però rende l’idea) di tutta la storia del cinema. Stanley Donen con questo film del 1963 porta a perfezione un miscuglio di ingredienti diversi – la commedia cinica e sofisticata, il thriller, la romantic comedy – in cui già Alfred Hitchcock aveva raggiunto risultati alti con Caccia al ladro e La finestra sul cortile. Dalla sua Donen ha la sensibilità musicale, l’esperienza di leggerezza e di ritmo che si era fatto con il musical, riuscendo a confezionare un prodotto smagliante, perfetto, tuttora insuperato per levità, brio, grazia, eleganza. Un modello a cui il cinema continua a ispirarsi, l’ultimo clamoroso (e non riuscito) esempio è The Tourist con Angelina Jolie e Johnny Depp. Ma quelli erano altri tempi e altri attori. In Sciarada ci sono Audrey Hepburn (vestita Givenchy, ovvio) e Cary Grant, cioè il massimo possibile e pensabile. Lei si ritrova vedova di un marito misteriosamente ucciso e perseguitata da loschi figuri, lui è un dandy incontrato sulle piste da sci che prima si offre di darle una mano e poi sembra voglia incastrarla. Girotondo di personaggi lievi e fragili e eleganti come statuine di biscuit, tra sospetti, delitti, trame, doppigiochi ma forse no. Un incanto. Please, non fate confronti con certe commedie di oggi, abbiate pietà.
2. A serious man, Sky Cinema Mania, h. 21,00. Il miglior film dei fratelli Coen degli ultimi anni, il loro più personale e intimo. Dopo tante scorribande tra generi e linguaggi, tornano qui a una storia forse parecchio autobiografica, affondata nell’humus della cultura yiddish americana. Un ritorno a casa per i Coen, che costruiscono questa parabola (con prologo nell’Europa orientale degli shtetl), tutta inscritta nella tradizione ebraica, su un pover’uomo, un professore che i guai sembra tirarseli addosso. Il lavoro va male, la moglie lo tradisce e lo molla, i figli se ne fregano di lui. Siamo negli anni Sessanta e il poveretto chiede lumi ai rabbini, senza cavarne apparente beneficio. La sua vita scalcagnata prosegue, forse per una punizione del cielo, forse come espiazione di una colpa oscura e inconsapevole. Il tutto nei toni della commedia, però teso e angosciante. Una meditazione sul male che può colpire l’innocente, sugli strani destini dell’uomo e (forse) sugli imperscrutabili disegni divini. Bellissimo.
3. Romanzo criminale, Italia 1, h. 21,10. Forse il miglior film italiano della scorsa decade. Un grande noir sporco, nervoso, cupissimo, che racconta con il disincanto e l’asciutto linguaggio cinematografico contemporaneo la Roma criminale anni Settanta. Il poliziottesco ritrovato. Un perfetto B-movie come il nostro cinema non riesce quasi più a produrre e girato senza il minimo sbandamento da un Michele Placido in stato di grazia. Perfino i nostri attori, da Kim Rossi Stuart al sorprendente Claudio Santamaria a Favino e Scamarcio, qui danno il meglio (a parte Jasmine Trinca, ma lì non c’è rimedio). In Europa sono impazziti per Romanzo criminale, soprattutto in Francia. Purtroppo Michele Placido non è riuscito a ripetersi a questi stessi livelli con il recento Vallanzasca, gli angeli del male, pur con una storia molto simile.
4. Il petroliere, Retequattro, h. 21,10. Il film più ambizioso di Paul Thomas Anderson, il regista di Magnolia, uno degli autori più dotati sulla piazza. Affresco dell’America vitalistica e sgomitante per un posto al sole di fine Ottocento, vista attraverso la paradigmatica figura di un magnate del petrolio, dagli inizi fino alla maturità e alla ricchezza. Daniel cerca l’argento nel West della Frontiera, trova inaspettatamente il petrolio e capisce che da lì può venire qualcosa di grande. Ma l’improvvisa ricchezza cambia lui, la sua famiglia, il villaggio cui appartiene. Il petrolio sconvolge gli equilibri economici e relazionali, tutto si sporca, si degrada, si infetta. Daniel entra in un delirio di onnipotenza, qualcosa che ricorda certe follie degli smisurati personaggi di Orson Welles. Film epico che non nasconde di voler essere parabola del sogno americano e della nascita della stessa potenza americana. Forse Anderson lo carica troppo, di troppi significati, si dà troppi bersagli da colpire, e qua e là perde di vista la narrazione. Daniel Day-Lewis monumentale, in un personaggio bigger than life. Anche troppo.
5. Shutter Island, Premium Cinema, h. 0,40. Quale mistero nasconde quell’isola maledetta? Che cosa succede ai (presunti) malati di mente che vi sono ricoverati? Il detective Leonardo DiCaprio indaga con l’aiuto Mark Ruffalo (però, che coppia). Grandissimo thriller che, chissà perché, è stato maltrattato da gran parte dei critici, in particolare italiani. Forse non si perdona a Martin Scorsese di aver girato un film deliberatamente (anche cinicamente) mirato al box office (e difatti Shutter Island ha incassato molto bene, quasi 300 milioni di dollari worldwide). Ma che importa. Come gira un film lui non lo sa girare nessuno, e anche questo, pur tra qualche eccesso da primo della classe, è da manuale, anzi da lezione di cinema. Poi, scusate, il gran colpo di scena finale io non me l’aspettavo proprio, mi ha spiazzato, pensare che di un thriller azzecco quasi sempre la soluzione a metà. Tratto da un romanzo del Dennis Lehane di Mystic River e The Town, che stavolta crea fantasmi della mente peggiori di ogni tortura fisica. DiCaprio come in Inception pencolante tra realtà e sogno-incubo.
6. Vegas: based on a true story , Cult, h. 0,40. È per cinefili, ma non solo, questo film dell’iraniano Amir Naderi da decenni emigrato negli Stati Uniti e lì attivo nel cinema indipendente (ma quando ancora stava in Iran, prima degli ayatollah, aveva girato Davendeh che l’aveva fatto conoscere internazionalmente nel circuito dei festival). Dopo aver ambientato e dedicato a New York una trilogia composta da Manatthan by Numbers, A.B.C. Manhattan e Marathon, per questo film ha scelto invece come location Las Vegas. Un ex giocatore d’azzardo in via di redenzione che vive con moglie e figlio in una piccola casa, si mette in testa, dietro soffiata di un tizio, che nel giardino è nascosto un tesoro. Incomincia una corsa paranoica all’oro che diventerà una follia distruttiva. Presentato a Venezia 2008.
7. Matrimonio tardivo, Cult, h. 22,55. Una commedia israeliana di qualche anno fa su uno zitellone che non ha nessuna voglia di sposarsi, mentre la sua famiglia – ebrei di origine georgiana-caucasica – non vedono l’ora che si accasi. Il fatto è che lui ha un’amante segreta, divorziata e con figlia, che i suoi non vorrebbero mai come nuora. Oltretutto è ebrea marocchina, e la famiglia di lui non gradirebbe. Film molto, molto interessante, che spiega parecchio della società israeliana da noi poco conosciuta e sulla quale facciamo parecchie confusioni. Mostra ad esempio, attraverso il sorriso e l’ironia, come siano tante le culture ebraiche che convivono nel paese, non così facili da amalgamare. Poi in Matrimonio tardivo c’è una delle attrici che amo di più, Ronit Elkabetz, temperamento mediterraneo alla Anna Magnani, alla Melina Mercouri. Formidabile.
8. Julie & Julia, Sky Cinema Family, h. 21,00. Uno di quei chick-flick (un tempo i critici li chiamavano film per signore) in cui si è specializzata Nora Ephron, la signora (per l’appunto) che ha scritto se non la più riuscita, certo la più esemplare romantic comedy degli ultimi decenni, Harry ti presento Sally. Questo è un film su due donne, scritto e diretto da una donna e rivolto alle donne, maschi non esclusi, a patto che siano interessati alla cucina, se no meglio si astengano. Dunque: una ragazza dell’America d’oggi decide di realizzare tutte le ricette contenute in una delle bibie culinarie americane, Mastering the Art of French Cooking, pubblicato da Julia Child nel 1961 e da allora indispensabile complemento di ogni casa medioborghese americana. Rivoluzionaria e ardita, la signora Child, perché si mise in testa di far imparare a quegli zotici dei suoi connazionali, che al di là di bistecca e patate non andavano, le raffinatezze gastronomiche francesi. Ci riuscì. E così Nora Ephron ci fa vedere in parallelo la giovane Julie e la storia di Julia Child, che negli anni Cinquanta decide di andare a Parigi a imparare le arti culinarie locali. Non sempre il film riesce a legare le due parti (è come con la maionese, basta un niente perché impazzisca e gli ingredienti restino per conto loro), però Meryl Streep come Julia Child è strepitosa, in una interpretazione che le ha procurato l’ennesima nomination all’Oscar (la tredicesima, mi pare: record assoluto) e un altro successo al box office dopo quelli di Il diavolo veste Prada e Mamma Mia! Film adorato da molte ragazze e signore che conosco, e un motivo ci sarà.
9. Le più belle truffe del mondo, Sky Cinema Classics, h. 0,50. Film a episodi del 1963 che assembla firme da capogiro, una di quelle coproduzioni italo-francesi (più qualche altra partecipazione) che allora sembravano seriali e qualsiasi e oggi ci appaiono di qualità smisurata, esempio di un stagione irripetibile e di un cinema oggi inimitabile e impensabile. Erano tempi in cui si potevano riunire intorno a un’ideuzza – in questo caso a far da filo conduttore tra i vari episodi è il tema della truffa – nomi pazzeschi, davvero. Pensate, qui i registi sono Roman Poanski, Claude Chabrol e incredibilmente Jean-Luc Godard. Solo che per divergenze produttive l’episodio godardiano si è perso nelle edizioni francese e italiana, dunque in questo passaggio televisivo purtroppo non lo si vedrà. Restano Polanski e Chabrol, il che non è poco, cui si aggiungono un episodio dell’italiano Ugo Gregoretti e uno del giapponese Hiromichi Horikawa, già assistente di Kurosawa. Il meglio è il pezzo polanskiano, girato tra i diamanti di Amsterdam. In Chabrol c’è la Deneuve. Canzone originale di Serge Gainsbourg. Da urlo. Da vedere subito.
10. Il signore degli anelli (animazione), Sky Cinema Mania, h. 0,55. Non la trilogia campione d’incasso di Peter Jackson, ma il cartone animato che dal libro di Tolkien trasse Ralph Bashki nel 1978: Bashki, il re del fumetto underground e alternativo come si diceva allora, quello che faceva fremere le anime trasgressive e hippizzanti con il suo Fritz il gatto, felino gaudente e sporcaccione che incarnava spirito e carnalità di quei tempi. Il signore degli anelli era stato riscoperto e sdoganato (prima era considerato un libro di destra, anzi in odore di fascionazismo) proprio dalla controcultura, che ne aveva fatto uno dei suoi totem. La versione di Bashki non piacque per niente al pubblico medio, fu un clamoroso flop,”né per grandi né per bambini” fu la formula liquidatoria usata della critica. In effetti troppo audace e barocco nel segno grafico per poter essere ingerito e digerito da tutti i palati. Un reperto d’epoca da riscoprire, anche per vedere l’effetto che fa oggi.

CONSIGLIATI

11. Soluzione estrema, Steel, h. 22,55.
12. Nuovo Cinema Paradiso, Rai Movie, h. 21,00. FREE
13. Velvet Revolution 1
, Rai Movie, h. 0,35. FREE
14. Thirteen – 13 anni, La5, h. 21,10. FREE
15. Open Water
, AXN, h. 21,00.
Commento:
11.
Soluzione estrema, Steel, h. 22,55. Film hongkonghese di John Woo nato per la tv e poi uscito anche nei cinema, ma circolato soprattutto nell’home video. Minore, ma per i devoti del culto di John Woo imperdibile. Due fratelli e una ragazza a Hong Kong, tutti e tre ladri di mestiere. Vengono separati, ma si ritroveranno a Vancouver, Canada, su fronti opposti. Anche a se a scartamento ridotto e in versione bonsai, c’è tutto il bello del cinema di John Woo, con la sua gentile crudeltà, le sue coreografiche violenze quasi a passo di musica e di danza.
12. Nuovo Cinema Paradiso, Rai Movie, h. 21,00. Uno dei più grandi successi del cinema italiano sulla piazza estera, il secondo e ancora oggi migliore film di Peppuccio Tornatore. Un bambino si innamora del cinema assistendo un proiezionista (Philippe Noiret) in un paesino della Sicilia anni Cinquanta. Quando lui non potrà più lavorare, sarà il bambino, ormai grande e padrone del mestiere, a prenderne il posto e a garantire che la magia del cinema continui. Ruffianissimo, però irresistibile e anche commovente. Vero, di quei film etnici che piacciono tanto in America perché rappresentano l’Italia com’era, cristallizzata nei suoi stereotipi mediterranei, e come non è più da un pezzo. Ma che importa, è cinema, è illusione. Oscar come migliore film straniero. Ma prima di arrivare a quel traguardo, il film ebbe una storia travagliata. Uscito la prima volta senza suscitare l’interesse del pubblico, fu ritirato, sforbiciato e rimontato dal produttore Franco Cristaldi. Nella nuova versione ottenne una visibilità e un successo inaspettati, fino a Los Angeles e agli Academy Awards. 
13. Velvet Revolution 1, Rai Movie, h. 0,35. Quante volte abbiamo letto e sentito parlare di mafia russa? Bene, questo è un film russo del 2005 (e già vederne uno sulla tv italiana è un piccolo evento) che tratta di mafiosi, boss, traditori, servizi segreti e un cellulare che potrebbe diventare una bomba atomica. Ma quello che importa è il quadro che ne esce, quello di una Russia ormai totalmente de-sovietizzata e allineata anche cinematograficamente agli standard globali.
14. Thirteen – 13 anni, La5, h. 21,10. Uno dei più crudi film finora visti sulla maladolescenza. Una tredicenne viene traviata da una cattiva compagna che ne sa molto più di lei. Lanciato dal Sudnace 2003, ha tutte le caratteristiche del Sundance-movie: taglio naturalistico, storie di marginalità anche un po’ sfigate, uso di macchina a mano e/o fotografia sgranata per aumentare il tasso di realismo. Le ragazzine di Thirteen sono sboccate, si fanno il piercing e hanno qualche vizietto di troppo. Le madri si disperano. Alla regia quella Catherine Hardwicke che poi avrebbe diretto il primo episodio (niente male) della saga Twilight.
15. Open Water, AXN, h. 21,00. Lui e lei decidono di fare un’escursione al largo delle Bahamas. Si tuffano per un po’ di diving, ma per errore vengono abbandonati in un braccio di mare infestato dagli squali, e si ritrovano, soli, nel grande blu. Sopravviveranno? Un’idea semplice, di quelle che riescono però a produrre un film ad alta intensità, ed è questo il caso di Open Water. Quando uscì, nel 2003, fu un ottimo quanto insperato successo e sembrò lanciare il suo regista Chris Kentis verso un radioso avvenire, e invece Kentis dopo Open Water non avrebbe combinato granchè. Ma questo angosciosa cronaca di una coppia alla deriva, che si fa del male e va a fondo, scosse le platee di mezzo mondo.

INTERESSANTI
16. Harry Potter e la pietra filosofale, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
17. Carlito’s Way
, Sky Cinema 1, h. 21,10.
18. Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata
, Sky Cinema Italia, h. 21,00.
19. Betrayed – Tradita
, Rai4, h. 0,25. FREE
20. Emma, Premium Cinema Emotion, h. 22,40.
21. Played
, Rai Movie, h. 23,05. FREE
22. La casa del diavolo
, Fantasy Channel, h. 23,45.
23. Save the Last Dance
, Premium Cinema, h. 22,40.
24.
Demoniaca, Sky Cinema Max, h. 0,30.

VEDIBILI
25. La scuola della violenza, Sky Cinema 1, h. 21,10.
26. Colpo in canna
, Sky Cinema Italia, h. 0,50.
27. Fuoco nella stiva
, Sky Cinema Classics, h. 23,00.
28. Prova a volare
, Sky Cinema Italia, h. 22,55.
29. Senza via di scampo, Sky Cinema Mania, h. 22,50.
30. La voce dell’amore
, Studio Universal, h. 21,00.
31. Incubo d’amore
, Cult, h. 21,00.


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