FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (giovedì 17 febbraio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

IMPERDIBILI
1. A SINGLE MAN, Sky Cinema 1, h. 21,10.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=sA_U7mxonAs&w=640&h=390]
2. Nine, Premium Cinema, h. 23,00.
3. Anatomia di un omicidio, Sky Cinema Classics, h. 23,10.
4. Match Point, Canale 5, h. 21,10. FREE
5. Shutter Island
, Sky Cinema 1, h. 0,45.
6. Tempesta di ghiaccio, Retequattro, h. 23,45. FREE
7. The Descent – Discesa nelle tenebre
, Sky Cinema Max, h. 23,45.
8. Il colpo
, Studio Universal, h. 23,35.
9. RocknRolla
, Premium Cinema Energy, h. 23,15.
10. Rischiose abitudini
, Iris, h. 23,10. FREE
Commento:
1. A Single Man, Sky Cinema 1, h. 21,10. Lo diceva sempre Tom Ford, quando ancora era lo stilista di Gucci, che la sua vera passione non era la moda ma il cinema, e che un giorno avrebbe girato un film. Nessuno lo prendeva sul serio, naturalmente, sembrava la civetteria dandistica di un uomo al culmine del successo. Invece no, Tom Ford a un certo punto si è ritirato da Gucci e, pur senza abbandonare la moda, si è dedicato al cinema realizzando questo suo primo film da regista. Sorpresa doppia. Perché Mr Ford decide di fare cinema sul serio, e perché sceglie come soggetto del suo film un libro meraviglioso ma poco conosciuto e considerato minore di Christopher Isherwood. Un uomo solo è il romanzo-quasi verità di un omosessuale di mezz’età dietro cui è facilissimo scorgere lo stesso Isherwood che, nella California primi anni Sessanta, cerca di elaborare come può il lutto per la scomparsa del compagno di una vita (fatto accaduto allo stesso Isherwood). Libro scabro, senza autoindulgenze e senza vittimismo, di un dolore pudico e per così dire minimale, sommesso, trattenuto, come una scia di malinconia che segna ogni momento della giornata, ogni passaggio esistenziale. Il film riprende questa stessa traccia, e intorno al professore protagonista fa muovere una vecchia amica e uno studente che incomincia a fare i conti con la propria omosessualità. Difficile capire come mai una materia così privata e volutamente sommessa, così lontano da ogni accensione melodrammatica ma anche da ogni possibile glamourizzazione, abbia attratto Tom Ford. Sì, c’è l’omosessualità, ma nulla che assomigli pur vagamente alla smagliante, narcisistica, spettacolare gaytudine del fashion-system e delle passerelle. Eppure, nonostante questa distanza, il film che ne è uscito è buono, qua e là molto buono. Certo, chi ha amato il libro di Isherwood fatica un po’ a riconoscerlo nella perfetta confezione formale, accuratissima, che ne dà Tom Ford, nella levigatezza dell’operazione. Anche l’enfasi sulla crisi missilistica di Cuba (siamo nel 1962, presidenza Kennedy) non corrisponde a quanto c’è nel libro. Diciamo che il film è di molto superiore a quel che ci si aspettava da uno stilista che mai aveva fatto cinema, ma è un po’ inferiore alle ambizioni dello stesso Tom Ford. Che si rivela essere un regista vero, non un calligrafico illustratore, ma che non riesce del tutto a emanciparsi e liberarsi dalla maledizione che perseguita i professionisti della moda – stilisti e fotografi – che decidono di passare dietro alla macchina da presa, cioè un eccessivo formalismo, una cura maniacale dell’immagine a detrimento della narrazione. Diciamo che Tom Ford è di gran lunga meglio di altri del fashion system passati aal cinema, ma ancora appesantito da un eccesso di estetizzazione. Il film, presentato in prima mondiale a Venezia 2009, è andato piuttosto bene al box office e ha procurato al suo protagonista, Colin Firth, la nomination all’Oscar. Quell’Oscar che, mancato l’anno scorso per A Single Man, Firth si prenderà di sicuro tra poco per Il discorso del re. Ottima anche la perfomance di Julianne Moore nella parte dell’amica (e, nella vita, amica vera e sodale di Tom Ford. Erano insieme anche pochi giorni fa a Londra sul red carpet dei Bafta, gli Oscar inglesi). A questo punto la curiosità è vedere cosa farà Tom Ford con il prossimo film.
2. Nine, Premium Cinema, h. 23,00. Il musical diretto da Rob Marshall (Chicago) e tratto da 8 e mezzo di Fellini è stato il grande flop dell’anno scorso. Ma un visione e una revisione, almeno in tv, le merita. Difetto: Daniel Day Lewis è antipatico, anzi odioso, e nemmeno per un secondo ti viene voglia di stare dalla sua parte, e poi i dolori, le depressioni, le vigliaccherie e le doppiezze del protagonista, regista-star anni Sessanta, un simil-Fellini, oggi ci appaiono insopportabili e soprattutto improbabili. Però parecchi numeri musicali (uno per ogni donna del protagonista) sono fantastici, in testa quelli di Fergie e di Kate Hudson. Penelope Cruz riesce a non far rimpiangere Sandra Milo in Otto e mezzo, ed era una missione quasi impossibile. L’Italia del boom e della dolce vita così come ce la mostra il film, forse non è mai esistita davvero, ma che importa, Nine è sui miti e le leggende create dal cinema, non sul reale. Un film molto meno brutto di come lo si è dipinto.
3. Anatomia di un omicidio, Sky Cinema Classics, h. 23,10. Bellissimo titolo, poi diventato proverbiale, di un crime-legal-movie del 1959. Filma Otto Preminger, in uno dei suoi risultati più alti, più disincantati e profondamente europei. Anche lui partecipe della grande emigrazione Vienna-Berlino-Hollywood, non dimentica le sue origini e le ambiguità del cinema di Weimar e quel clima culturale (aveva collaborato con Max Reihnardt) quando mette in scena questa storia di un delitto contorto e confuso, di un assassino che forse non lo è. Il marito di una donna violentata afferma di aver ucciso lo stupratore, si autoaccusa, ma poi tutto si intorbida. Cos’è successo davvero? James Stewart è l’avvocato incaricato dalla donna di difendere il marito. Dalle sue indagini e dal dibattito in aula si comporrà faticosamante parte del puzzle, ma la visione d’insieme sembra sfuggire. Film che forse risente della lezione ineludibile di Rashomon di Kurosawa, ma che si è affermato da sè come un classico. Magistrale. Lucido e asentimentale. Difficile vederlo in tv, dunque da non mancare.
4. Match Point, Canale 5, h. 21,10. Nonostante non ami particolarmente Woody Allen, devo ammettere che questo è un gran bel film, di sicuro il meglio tra i suoi degli ultimi anni. Prima escursione fuori da Manhattan per Allen (la location è Londra), è la storia di un ragazzo povero ma bello, Jonathan Rhys-Myers difatti, che trova nel tennis il mezzo di promozione sociale e la chiave per penetrare nel bel mondo. Conosce e sposa la ricca di turno, salvo poi innamorarsi di un’americana un po’ rozza che è Scarlett Johansson, bravissima. Saranno guai. Finale sospeso. Dilemmi etici che ricordano Crimini a misfatti, pure quello e non a caso tra i risultati più convincenti di tutta la carriera di Woody Allen. A me Match Point ricorda molto da vicino, anche se in forma rovesciata, Una tragedia americana di Dreiser, classico della letteratura americana del Novecento, che divenne anche un celebre sceneggiato della tv italiana in bianco e nero degli anni Sessanta per la regia del mitico Anton Giulio Majano. Ma sarà una falsa impressione dettata dal mio pregiudizio anti-Allen.
5. Shutter Island, Sky Cinema 1, h. 0,45. Quale mistero nasconde quell’isola maledetta? Che cosa succede ai (presunti) malati di mente che vi sono ricoverati? Il detective Leonardo DiCaprio indaga con l’aiuto Mark Ruffalo (però, che coppia). Grandissimo thriller che, chissà perché, è stato maltrattato da gran parte dei critici, in particolare italiani. Forse non si perdona a Martin Scorsese di aver girato un film deliberatamente (anche cinicamente) mirato al box office (e difatti Shutter Island ha incassato molto bene, quasi 300 milioni di dollari worldwide). Ma che importa. Come gira un film lui non lo sa girare nessuno, e anche questo, pur tra qualche eccesso da primo della classe, è da manuale, anzi da lezione di cinema. Poi, scusate, il gran colpo di scena finale io non me l’aspettavo proprio, mi ha spiazzato, pensare che di un thriller azzecco quasi sempre la soluzione a metà. Tratto da un romanzo del Dennis Lehane di Mystic River e The Town, che stavolta crea fantasmi della mente peggiori di ogni tortura fisica. DiCaprio come in Inception pencolante tra realtà e sogno-incubo.
6. Tempesta di ghiaccio, Retequattro, h. 23,45. Film del 1997 di quell’animale (di cinema) mimetico che è Ang Lee, cinese e americano che riesce ad adattarsi, ad aderire a qualunque materia narrata con mostruosa naturalezza. Uno che passa dal wuxiapian di La tigre e il dragone al West di Brokeback Mountain alla Shanghai anni Trenta di Lust, Caution agli anni Settanta americani di questo Tempesta di ghiaccio. Siamo in piena rivoluzione sessuale e liberazione dei costumi, e il vento arriva forte anche nei suburbia, habitat della middle-class. Una famiglia sotto la lente di ingrandimento di Ang Lee: tradimenti, scambi di coppia, insoddisfazioni e vari bovarismi, figli ribelli. Strepitosa la ricostruzione Seventies attraverso i costumi, gli arredi, le pettinature (e la musica). Storia disincantata e amara, da un romanzo di Rick Mood. Sigourney Weaver ottima protagonista.
7. The Descent – Discesa nelle tenebre, Sky Cinema Max, h. 23,45. Non snobbiamolo, per favore: è uno dei migliori horror del decennio. Un gruppo di ragazzi scende in una grotta dei Monti Appalachi (ma non sanno che la zona è pericolosa? non hanno mai visto Un tranquillo weekend di paura che si svolge proprio da quelle parti?) e ne succedono di ogni, come il canone dell’horror esige. Però questo non è per niente dozzinale. Anche qui, come nello spagnolo La notte dei girasoli, torna il topos letterario della grotta come luogo di disvelamento dell’inconscio e del non detto, vedi Passaggio in India di Edward Forster e Il labirinto oscuro di Lawrence Durrell.
8. Il colpo, Studio Universal, h. 23,35. Un David Mamet del 2001, tra i meno conosciuti, con la gran coppia d’attori Gene Hackman-Danny DeVito. Un ladro di gioielli dai modi eleganti, una sorta di Arsenio Lupin nostro contemporaneo, decide di ritirarsi dopo un colpo a una gioielleria, anche perché la sua faccia è stata ripresa da una telecamera e lui non vuole più esporsi. Naturalmente, come in tutti noir, non è concessa la quiete agognata al duro che vuol pensionarsi. Anche qui lo costringono a partecipare a un altro colpo, ma è solo l’inizio di una serie di imprevisti e colpi di scena. Il consueto gioco di maschere e di inganni di Mamet, in cui non si capisce chi manipola chi. Il mondo del crimine, come già in La casa dei giochi, il suo capolavoro, diventa il luogo simbolo della lotta per la sopravvivenza. Da seguire senza perdere una battuta.
9. RocknRolla, Premium Cinema Energy, h. 23,15. Guy Ritchie, finito il matrimonio con l’ingombrante Madonna, torna nel 2009 a girare uno dei suoi prediletti film di sgangherati malavitosi, carrieristi brutali, personaggi di dubbia e varia moralità in una Londra dove il denaro è tutto. Una girandola cinico-ironica fracassona e piuttosto riuscita. Con Geralnd Butler e Jeremy Piven. Ritchie l’anno dopo realizzerà quello che si rivelerà essere uno dei maggiori e più sorprendenti successi commerciali di fine decennio, Sherlock Holmes.
10. Rischiose abitudini, Iris, h. 23,10. L’eclettico Stephen Frears stavolta – siamo nel 1990 – si cimenta con il noir, e lo fa prendendo spunto da un romanzo del tosto Jim Thompson. Una madre dai traffici illeciti (Anjelica Huston), un figlio succube (John Cusack), una ragazza molto determinata (Annette Bening, futura signora Beatty, qui al suo grande lancio). Ormai un classico.

CONSIGLIATI

11. Gli specialisti, Rai Movie, h. 21,00. FREE
12. I cinque del Condor
, Sky Cinema Italia, h. 0,25.
13. Wonderland – Massacro a Hollywood, Cult, h. 0,25.
14. I love Radio Rock, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
15 ex aequo. Arizona Junior
, Cult, h. 21,00.
15 ex aequo. Alone
, Rai Movie, h. 0,35. FREE
Commento:
11.
Gli specialisti, Rai Movie, h. 21,00. Italian western del 1969, dunque già in pieno declino del genere, diretto dal grande Sergio Corbiucci, che fa un lavoro rispettabile però non raggiunge il livello dei suoi capolavori Django, Il mercenario e Il grande silenzio. Ma un western di Corbucci merita sempre, e anche questo non tradisce le aspettative con le sue efferatezze e il suo assoluto disincanto. C’è Mario Adorf, c’è soprattutto Françoise Fabian, l’indimenticabile Maud di Rohmer.
12. I cinque del Condor, Sky Cinema Italia, h. 0,25. B-movie diretto da Umberto Lenzi nel 1985, un mercenario-bellico all’italiana che già nel titolo vampirizza e copia I quattro dell’oca selvaggia di qualche anno prima. Uno degli ultimi esempi del nostro cinema-bis, che di lì a poco sarebbe stato travolto dallo strapotere della televisione e dalla diserzione del pubblico dalle sale. Un ex presidente caraibico deposto da una regime dittatoriale viene aiutato a riprendere il posto da un pugno di mercenari gaglioffi ma buoni. Con due mitici machos del nostro cinema anni Settanta, Antonio Sabàto e Ivan Rassimov. Plot stranamente simile all’ultimissimo Stallone-movie, The Expendables Raro.
13. Wonderland – Massacro a Hollywood , Cult, h. 0,25. Gran film circondato da una cert’aura di maledettismo. Ricostruzione di un caso accaduto nel 1981: in un appartamento di Hollywwod vengono trovati quattro tizi massacrati, sono i responsabili di una rapina a un boss locale. Durante le indagini, nella storia viene coinvolto anche John Holmes, il re del porno, il signor Gola Profonda, allora malato, tossicodipendente, nella fase della caduta e dell’abiezione. Il film ripercorre i fatti partendo dalla sua figura, ed è un quadro sordido che non si dimentica. Protagonista un Val Kilmer che si butta a capofitto nel ruolo, la migliore interpretazione della sua carriera, con un’adesione impressionante al personaggio.
14. I love Radio Rock, Premium Cinema Energy, h. 21,00. Film del 2009 sull’epopea delle radio pirata nell’Inghiltera anni Sessanta. In acque extraterritoriale si fa musica, ci si diverte e soprattutto si fa molto sesso. Carino, ma una di quelle commedie inglesi sopravvalutate.
15 ex aequo. Arizona Junior, Cult, h. 21,00. Uno dei più lontani e più fragranti film dei frateli Coen (si parla del 1987). Una commedia su una coppia di sciagurati-sprovveduti molto alla Coen (cretini, deficienti, anime candide, schlemiel: il loro cinema ne è pieno) formata da un ex delinquente (Nicolas Cage, allora sopportabile) e una ex poliziotta (Holly Hunter). Siccome non possono avere bambini decidono di rapirne uno. Seguono abbondanti e anche divertenti complicazioni.
15 ex aequo. Alone, Rai Movie, h. 0,35. Un buonissimo psycho-horror thailandese uscito in Italia non molto tempo fa (io l’ho visto qui a Milano l’estate scorsa) e che ora approda in televisione. Due gemelle siamesi (e la storia si svolge in Thailandia, già Siam…) sviluppano una dipendenza psicologica reciproca e patologica, finché l’arrivo dell’adolescenza e degli innamoramenti scaverà un solco tra di loro. Vengono chirurgicamente separate, ma una non ce la fa. La sopravvissuta avrà incubi e tormenti, e se la dovrà vedere con il fantasma ritornante della sorella che sembra volerla trascinare con sè. Gran colpo di scena finale. Girato piuttosto bene, senza effettacci ma puntando con una certa nobiltà più sulla forza dell’intreccio e delle atmosfere che sul grand guignol, sembra a tratti quasi un remake, chissà quanto consapevole, di Le due sorelle di Brian De Palma. Denso di citazioni, da Hitchcock a Dario Argento a Ted Browning (Freaks, of course). Film che ci arriva dal Far East e da quella cinematografia thailandese assai vitale in grado di produrre una Palma d’oro come Zio Boonmee che si ricorda delle sue vite precedenti di Apichatpong Weerasethakul, ma anche solidi film artigianali e di genere come questo. Il guaio del cinema thai è l’impronunciabilità dei nomi. Proviamoci: i due registi di Alone si chiamano Banjong Pisanthanakun e Parkpoom Wongpoom, le gemelle interpreti Marsha e Withaya Wasukraipaisan.

INTERESSANTI
16. Ladykillers, Sky Cinema Mania, h. 22,50.
17. Watchmen
, Sky Cinema Max, h. 21,00
18. Cordura
, Sky Cinema Classics, h. 21,00
19. Assassination tango
, Studio Universal, h. 21,00
20. La casa del diavolo
, Fantasy Channel, h. 22,00
21. La casa dei 1000 corpi
, Rai4, h. 0,15. FREE
22. 4bia, Rai Movie, h. 22,35. FREE
23.
I giochi dei grandi, Cult, h. 22,45.

VEDIBILI
24. Il genio della truffa, Premium Cinema, h. 21,00
25. Dio salvi la regina
, 7 Gold, h. 23,15. FREE
26. Qualcosa di cui… sparlare, Premium Cinema Emotion, h. 0,40.
27. Resident Evil: Extinction, Cielo, h. 21,00
28.
Tutta colpa di Giuda, Premium Cinema Emotion, h. 22,55.
29. Tre donne al verde
, Sky Cinema Family, h. 21,00.


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