FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (venerdì 25 febbraio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

IMPERDIBILI
1. MILLENNIUM MAMBO, Cult, h. 0,50.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=uQKjWt4d5AM&w=480&h=390]
2. L’onda, Cult, h. 21,00.
3. Reazione a catena, Sky Cinema Italia, h. 0,15.
4. Fog
, Steel, h. 22,55.
5. Vai e vivrai
, Sky Cinema Mania, h. 23,00.
6. Vinyan
, Cult, h. 22,50.
7. Partition
, Sky Cinema Mania, h. 21,00.
8. Il generale Della Rovere
, La 7D, h. 23,10. FREE
9. California Suite, Sky Cinema Classics, h. 22,55.
10. Alta tensione
, Rai4, h. 22,50. FREE
Commento:
1. Millennium Mambo, Cult, h. 0,50. La firma è quella del maestro del cinema di Taiwan, Hou Hsiao-Hsien, il regista che con Città dolente si portò via un Leone d’oro strameritato a Venezia 1989. Del 2001, Millennium Mambo ripropone le atmosfere vuote, rarefatte, come bloccate e sospese, di Hsiao-Hsien e il suo stile freddo e distante dalla materia raccontata. Cinema fenomenologico, di pura visualità e osservazione di persone e cose. Stavolta il regista racconta (mostra) la vita di una ragazza che lavora in un locale notturno e divisa tra due uomini, un ragazzo nullafacente e malato di gelosia, e un uomo abbiente. Non succede molto, ma come sempre nel cinema di Hsiao-Hsien è lo sguardo che conta, secondo una lezione che viene da lontano, dal cinema di Antonioni (modello di riferimento anche del’altro sommo cineasta taiwanese, Tsai Ming-Liang). Strepitoso piano sequenza iniziale, una camminata della protagonista che non può non ricordare quella di Jeanne Moreau in La notte (di Antonioni, per l’appunto).
2. L’onda, Cult, h. 21,00. Germania, oggi. Un insegnante di liceo per spiegare ai suoi allievi le dinamiche psicologiche sottese all’autoritarismo e al totalitarismo, progetta con loro un esperimento. Daranno vita a una setta i cui membri dovranno obbedire ciecamente al capo, cioè a lui, adottare una divisa e attenersi alle regole del gruppo. Il gioco prenderà la mano e nascerà una cellula impazzita di personalità deviate e violente che metterà a rischio gli equilibri della scuola e della stessa comunità. Schematico e didascalico. Un teorema di spirito rigidamente teutonico che non lascia spazio a deviazioni e sorprese di sceneggiatura. Viene pure il sospetto della malafede e che tanta stigmatizzazione della violenza sia la solita foglia di fico per poterla mettere voluttuosamente in scena. Eppure. Eppure il film è avvincente, forse perfino utile, e ti lascia dentro una scia di disagio come pochi. Cinema alla Haneke. Da vedere.
3. Reazione a catena (Ecologia del delitto), Sky Cinema Italia, h. 0,15. Vertice assoluto del cinema horror ed elegantemente sadico di Mario Bava, un film amato e pubblicamente elogiato da Martin Scorsese (ricordo una sua intervista televisiva in cui ne parlava con entusiasmo) e da Quentin Tarantino. Siamo nel ’71, già oltre la stagione pop-Sixties di Bava, che gira questo thriller con un numero altissimo di delitti (e tutti fantasiosamente efferati). Causa scatenante della sanguinosa reazione a catena è una villa situata in una paradisiaca baia mediterranea che suscita gli appetiti e gli istinti di possesso di molti. Naturalmente ignorato dai signori della critica italiana di allora e riscoperto molto più tardi.
4. Fog, Steel, h. 22,55. Attenti, la nebbia uccide, è fatta fantasmi di trapassati che non vedono l’ora di prendersi la loro vendetta. Grandissimo horror di John Carpenter nel suo periodo aureo (siamo nel 1980), girato dopo l’enorme successo di Halloween (il primo, the original). Budget sempre limitato, ma molta inventiva e una gran voglia di raccontare e di spaventare chi paga il biglietto al cinema. Siamo in una cittadina californiana, e dal passato remoto riemerge una terribile storia di una nave carica di lebbrosi che fu fatta affondare dai maggiorenti di allora per impedire il contagio. Ma le anime continuano a vagare. Me lo ricordo realmente pauroso e figurativamente superbo. Con Jamie Lee Curtis e sua madre Janet Leigh, colei che Hitchcock fece uccidere a colpi di pugnale sotto la doccia in Psyco.
5. Vai e vivrai, Sky Cinema Mania, h. 23,00. Un film del 2005 passato sotto silenzio. Eppure il regista non è uno qualsiasi, ma quel Radu Mihaileanu che già aveva colto un grande successo con Train de vie, film beffardo e molto balcanico su un villaggio ebraico che riesce con l’astuzia a sfuggire ai nazisti. Mihaileanu, ebreo rumeno che ormai lavora perlopiù in Europa occidentale, ha recentemente realizzato Il concerto, altro ottimo successo nel circuito art house di mezzo mondo. Vale la pena allora prestare un po’ di attenzione a questo suo Vai e vivrai, che Mihaileanu ha realizzato in Israele. E che proprio una storia israeliana racconta. Si parte dall’Operazione Salomone, organizzata nel 1984 per salvare i Falasha, l’antichissima comunità ebraica etiopica che, minacciata dalla carestia e dalla guerra in atto nel paese, si era rifugiata nel vicino Sudan scontrandosi però con l’ostilità dei musulmani locali. A Gerusalememme si decise allora un’azione spettacolare: con un ponte aereo i falasha furono prelevati e portati in una realtà completamente diversa come quella israeliana. Un trapianto che non fu indolore, perché l’ebraismo ossificato e rimasto separato per secoli della comunità etiope non coincideva del tutto con quello dell’ortodossia rabbinica. Il film parla di un bambino salvato, Shlomo, che non è ebreo ma che i genitori etiopi fanno passare per tale perché possa essere soccorso nell’Operazione Salomone e salvato dalla fame. Adottato in Israele da una famiglia di ebrei sefarditi, incomincia la sua nuova vita. Che, per lui non ebreo tra gli ebrei, sarà sotto il segno della differenza. Chiaro che attraverso la storia del piccolo Shlomo Mihaileanu cerca di raccontare quella più vasta del popolo falasha e della sua difficile integrazione in una realtà per molti versi estranea. Film parecchio interessante, non tanto per stile o linguaggio, ma per la realtà pochissimo conosciuta che ci mostra. Uno sguardo partecipe ma non convenzionale su Israele.
6. Vinyan, Cult, h. 22,50. Film del 2008 di un regista belga, Fabrice Du Welz, che si era precedentemente conquistato uno stuolo di devoti ammiratori con un horror diventato di culto, Calvaire. Oggetto cinematografico di difficile classificazione, questo Vinyan. Innanzitutto è la storia di un dolore, di una perdita. Una coppia vede sparire il proprio bambino in Thailandia durante lo tsunami (e sembra l’incipit di Hereafter). Ma lei – una Emmanuelle Béart di carismatica presenza – non si rassegna, non vuole arrendersi, trascina il marito in una ricerca ossessiva del bambino che li condurrà nel cuore della foresta, tra popolazioni ostili e esperienze sconfinanti nell’orrore. Il film assume man mano l’andamento di un delirio, ci porta in una dimensione allucinatoria, sempre più lontano, sempre più nel profondo. Invasato, potente, fosco, con qualcosa del Cuore di tenebra conradiano.
7. Partition, Sky Cinema Mania, h. 21,00. Kolossal in stile bollywoodiano (ma prodotto con capitali stranieri, soprattutto britannici) sul drammatico momento storico che vide l’India, dopo l’indipendenza del 1947 dalla Gran Bretagna, spaccarsi in due e dar vita da una parte al Pakistan musulmano e dall’altra all’attuale India a maggioranza hindu. Un evento epocale, da noi scarsamente conosciuto, che sovvertì ogni precedente equilibrio geopolitico della regione e determinò esodi di proporzioni bibliche da una parte e dall’altra. Decine di milioni di musulmani raggiunsero il Pakistan e altrettanti hindu fecero il percorso inverso, una doppia e speculare pulizia etnica di proporzioni inaudite. Snodo capitale che questo film racconta in chiave di melodramma e attraverso una difficile (come potrebbe essere altrimenti?) storia d’amore tra un Sikh e una musulmana. Naturalmente i loro destini verranno travolti e ridisegnati dalla Storia. Partition (del 2007) è uno spettacolo sontuoso che affronta grandi temi, ma li semplifica e li confeziona a uso dello spettatore globale.
8. Il generale Della Rovere, La 7D, h. 23,10. Film resistenziale di Roberto Rossellini che gli fece vincere nel 1959 a Venezia un contestato Leone d’oro, ex aequo con La grande guerra di Monicelli (e dimenticando Il volto di Ingmar Bergman!). Tratto nientedimenoche da un racconto di Indro Montanelli, è la incredibile storia di un truffatore (un magnifico Vittorio de Sica) nell’Italia del dopo 8 settembre e della sua imprevedibile parabola. Su pressione dei fascisti, accetta di recitare la parte di un generale lealista e antirepubblichino incarcerato a San Vittore, allo scopo di carpire informazioni ai resistenti prigionieri. Ma succede l’imprevisto: il truffatore si identifica sempre di più nel suo personaggio, si rifiuta di collaborare, diventa l’eroe che i compagni di carcere credono che sia. Finirà, da eroe, davanti al plotone di esecuzione. Bellissima storia, che Rossellini narra da par suo, con encomiabile sobrietà.
9. California Suite, Sky Cinema Classics, h. 22,55. Al Beverly Hills Hotel le storie parallele di quattro coppie alla vigilia degli Oscar. Film del 1978 diretto da Herbert Ross e scritto da Neil Simon, che ne è il vero autore. Come sempre in Simon, la commedia borghese si incattivisce un po’ (ma non troppo), inglobando anche toni del teatro popolare yiddisch. Dei quattro episodi, il migliore è quello con l’attrice inglese nominata all’Oscar, in preda a tutte le frenesie e le ansie dell’attesa. Lei è Maggie Smith, fantastica, che poi per questa interpetazione l’Oscar lo otterrà davvero, lui è Michael Caine, marito di facciata più attratto dai ragazzi che dalla moglie. Ma da vedere è anche l’episodio, con risvolti drammatici, interpretato da Jane Fonda e Alan Alda.
10. Alta tensione, Rai4, h. 22,50. Due ragazze in una casa nel bosco. Chiaro che arriva il maniaco. Riusciranno le due a sopravvivere allo scatenato pluriomicida? L’horror nella sua versione slasher (tagli e squarci) e splatter (sangue e budella) sbarca trionfalmente in Francia. È il 2003 e il giovanissimo Alexandre Aja confezione questo Alta tensione riuscendo nell’impresa di eguagliare i modelli statunitensi. Successo in patria e, quel che più conta, in territorio americano, tanto che Aja verrà chiamato a Hollywood a dirigere il remake di Le colline hanno gli occhi. Chi ha ammirato Cécile De France in Hereafter di Clint Eastwood non si perda Alta tensione: è lei la protagonista.

CONSIGLIATI
11. Alba rossa, Studio Universal, h. 21,00.
12. John & Mary
, Cielo, h. 21,00.
13. Diverso da chi?, Sky Cinema Hits, h. 23,30.
14. L’uomo che volle farsi re, Sky Cinema Classics, h. 0,40.
15. Butch Cassidy
, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
Commento:
11. Alba rossa, Studio Universal, h. 21,00. Solo un regista dalla scorza dura come John Milius, uno che aveva già girato Un mercoledì da leoni e Conan il barbaro, poteva pensare nel 1984 a un film così. Intendo, un film così smaccatamente anticomunista, così apertamente e spudoratamente patriottico-americano e reaganiano. La storia è, letteralmente, pura fantapolitica: si immagina che l’Unione Sovietica insieme all’alleato cubano invada gli Stati Uniti. Crollano come birilli le prime difese dell’esercito Usa, mentre un pugno di ragazzi decide di ritirarsi sulle montagne e di passare alla guerriglia contro gli invasori. Come in Vietnam, solo che stavolta i vietcong sono gli americani e i cattivi da mandare via sono i comunisti. Gran sberleffo di Milius a tutta la retorica liberal di Hollywood e non solo. Il film non ebbe alcun successo, non poteva averlo, pochi si arrischiarono ad andarlo a vedere, e finì presto nel cono d’ombra. Vale la pena ripescarlo, se non altro per la sua assoluta eccentricità. Tra gli interpreti Charlie Sheen e il povero Patrick Swayze. Di culto, ma davvero.
12. John & Mary, Cielo, h. 21,00. È un titolo che solo i giovanotti e le ragazze degli anni Sessanta-Settanta si possono ricordare. Non andò molto bene neanche allora (1969, e qui da noi c’era ben altro cui pensare), ma è pur sempre una romantic comedy (nella variante boy meets girl) che mette in piazza due protagonisti da storia del cinema, Dustin Hoffman e Mia Farrow, l’uno dopo Il laureato, l’altra dopo Rosemary’s Baby e molto, molto prima del suo periodo Woody Allen. Un film semplice, l’incontro di un ragazzo e una ragazza qualunque (questo il senso del titolo, con quei nomi così comuni), che si porta dietro il sapore dei suoi anni, e proprio per questo merita. Per dire: i due si incontrano in un bar e si mettono a parlare di Weekend di Godard, vi parrebbe possibile una cosa del genere oggidì? Dirige quel Peter Yates scomparso di recente e liquidato dai nostri newpapers con quattro righe, non di più. (continua alla pagina seguente, cliccare qui sotto)




13. Diverso da chi?, Sky Cinema Hits, h. 23,30. Tentativo italiano abbastanza riuscito di fare una commedia sul gaysmo all’altezza di quelle internazionali. Senza cioè quei vetusti cliché italici e andando finalmente oltre l’eterno dramma-dilemma “lo dico o non lo dico a mamma e papà che sono gay?”, che per esempio si ritrova ancora in Mine vaganti di Ozpetek. Qui il protagonista, un buon Luca Argentero, è uno di quegli omosessuali pacificati ed omologati del giorno d’oggi che vivono col compagno nell’approvazione generale, compresa quella delle rispettive famiglie. Una coppiettina perbene e carinissima, perfino noiosa. Lui, Argentero, si butta in politica senza nascondere la gaytudine anzi facendone un punto di forza, imparando da esempi stranieri tipo il sindaco di Parigi Delanoë e anticipando il boom di Nichi Vendola. Tutto funziona finchè un’amica-nemica politica, la bacchettona Claudia Gerini, non si innamorerà di lui. E lui di lei. Commedia degli equivoci ben scritta dal bravo Fabio Bonifacci (lo stesso di Amore, bugie e calcetto e Si può fare) che a un certo punto se ne frega del politically correct e ribalta tutto facendo innamorare il gay di una donna. Non solo, sarà costretto a nascondere il suo amore eterosessuale a tutti, perfino alla famiglia e agli elettori, in un rovesciamento radicale e paradossale che non sarebbe dispiaciuto a Lubitsch. Che Bonifacci tenga d’occhio l’esprit viennese e la Mitteleuropa, quella che inviò a Hollywood non solo Lubitsch ma anche Wilder e von Stroheim, lo si capisce anche dalla scelta di Trieste come location della storia. Solo che il film cade nella parte finale dove, non sapendo più che pesci pigliare, cerca di accontentare tutti. Peccato. Il regista Umberto Carteni se la cava dignitosamente, la Gerini eccede un po’. Il migliore è Filppo Nigro, il fidanzato tradito di Argentero. Però avercene di commedie così da noi.
14. L’uomo che volle farsi re, Sky Cinema Classics, h. 0,40. Un John Huston anno 1975, con Michael Caine e un Sean Connery già parecchio lontano da Bond, tratto da un racconto coloniale e colonialista di Kipling. Signori, attenzione: questo avventuroso-favolistico è ambientato nell’Ottocento nelle inaccessibili zone montuose tra Pakistan e Afghanistan. Sì, proprio quelle che oggi sono il  santuario di Al Qaeda e formazioni parallele. Allora la regione faceva parte dello scacchiere del Grande Gioco, oggi gli attori in scena sono cambiati, ma l’interesse delle potenze continua. E il film merita di essere rivisto proprio per questo. (Utile leggere non solo Kipling ma anche l’appassionante Il grande gioco. Servizi segreti in Asia centrale di Peter Hopkirk, Adelphi).
15. Butch Cassidy, Sky Cinema Classics, h. 21,00. Chi ha un’età non può non ricordarlo e amarlo. Ballata western su un duo di banditi che, a ripensarci, è poco più che un pretesto per mettere insieme una delle più sfavillanti coppie maschili che il cinema ci abbia dato, quella tra Robert Redford e il più maturo Paul Newman. Stregò (la coppia, il film) una generazione, chissà invece che effetto farà Butch Cassidy a rivederlo adesso. Pare che Robert Redford abbia chiamato Sundance il suo celebre festival di cinema indie in omaggio al personaggio che aveva interpretato nel film, Sundance Kid.

INTERESSANTI
16. Il vento che accarezza l’erba, Rai5, h. 23,20. FREE
17. Forrest Gump, Sky Cinema 1, h. 21,10.
18. Platoon
, Studio Universal, h. 0,40.
19. Amelia, Sky Cinema 1, h. 23,40.
20. Nessuna verità, Premium Cinema Energy, h. 22,50.
21. Tre uomini e una culla
, Lei, h. 23,50.
22. Fuori controllo
, Premium Cinema, h. 21,00.
23. Mia moglie è un’attrice, Rai Movie, h. 0,50. FREE

VEDIBILI
24. The Italian Job, Sky Cinema Max, h. 22,50.
25. Nemico pubblico
, Sky Cinema Hits, h. 21,10.
26.
La grande conquista, 7 Gold, h. 21,05. FREE
27.
Three, Fantasy Channel, h. 22,00.
28. Disastro a Hollywood
, Premium Cinema Emotion, h. 0,55.
29. I carabbinieri
, Sky Cinema Italia, h. 21,00.
30. Il figlio più piccolo, Premium Cinema, h. 23,05.


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