OSCAR, i vincitori. Cronaca della serata minuto per minuto (e le foto)

Natalie Portman, Oscar come migliore attrice

Colin Firth, Oscar come migliore attore

Non è come essere lì al Kodak Theater, però anche la diretta su Sky, se lo schermo è decente, è un gran bel vedere. E adesso Oscar.

h. 0,00. Alessandra Venezia sul red carpet, e va bene. In studio Gianni Canova. Canova? Il quale ci tiene subito a dire che il suo film preferito è Inception. Quasi d’accordo. Quasi.

h. 0,02. Dal red carpet, lo stilista delle dive (ma va’) – non ho colto il nome, qualcosa come Duke – ci agghiaccia con il suo lifting che neanche Valentino.

h. o,o9. Sul red carpet Luca Guadagnino che scorta Antonella Cannarozzi, costumista di Io sono l’amore, unica nomination italiana. Jennifer Lawrence glamorous! In rosso, oltretutto. Non sembra neanche la ragazza di Un gelido inverno. Si intravvede l’altra candidata molto giovane, Hailee Steinfeld, la ragazzina del Grinta.

h. 0,22. Toh, si vede Jacki Weaver, la madre-matriarca di darwiniana crudeltà di Animal Kingdom, candidata come best supporting actress. Ci fosse giustizia, dovrebbe vincerlo lei l’Oscar. Temo non sarà così.

h. 0.30. David Seidler, sceneggiatore del Discorso del re. Non giovanissimo, da piccolo ascoltava i discorsi alla radio di King George, fate voi i conti. Vincerà l’Oscar, cmnq. Sbuca quel fuori di testa di Russell Brand, che se ricordo bene ebbe anche una storia con Kate Moss.

h. 0,36. Hailee Steinfeld, 14 anni e una sicurezza da far paura. Abito rosacipria Marquesa “redux anni ’50” dice Mr Duke. Non obiettiamo. Qualcuno butta lì “la vita imita l’arte”, ma chi è? E a proposito di che?

h. 0,44. Mila Kunis, l’antagonista di Natalie Portman in Black Swan, come sempre un po’ coatta. Bell’abito lavanda, non fosse per il pizzo che sbuca dal décolleté, roba da tamarre. Jnnifer Lawrence dice due cose ad Alessandra Venezia, più simpatica di sicuro di Hailee Steinfeld. La criticano per il look senza fronzoli, ma va là, lasciatela stare. Amy Adams, candidata per The Fighter, dice di fare il tifo per Melissa Leo, pure lei candidata per lo stesso film. Non le crediamo. Dice che i gioielli sono di Cartier, così lo sponsor è contento.

h. 0,58.  Mark Ruffalo dimagrito, Anne Hathaway (che presenterà) in rosso, Geoffrey Rush.

h. 1,06. Hailee Steinfeld intervistata sul tappeto rosso. Confermo la mia prima impressione: robotica, da far paura. Ecco Jesse Eisenberg, visto così un ragnetto, un’aria da nerd anche in smoking. La stessa faccia che in The Social Network: dov’è che recita e non recita?

h. 1,14. Confermo prima impressione, Jennifer Lawrence è simpatica.

h. 1,17. Russell Brand sul red carpet con la mamma, Katy (Perry) l’ha lasciata a casa. Melissa Leo, la gran favorita come non protagonista, tutta un pizzo bianco. Si intravvede Justin Timberlake con Aaron Sorkin, il gran sceneggiatore di The Social Network. C’è un coro di bambini, non ho capito cosa c’entrino con gli Oscar, devono essere candidati con qualche canzone, boh.

h. 1, 24. Si continua con i preliminari, ma quando comincia qualcosa di interessante?

h. 1, 28. Cate Blanchett si dice sollevata per non essere stata nominata. Non le crediamo, ovvio. Inneggia patriotticamente al cinema australiano. Abito Givenchy, difficilissimo da portare, lei però lo regge. Mark Ruffalo con una moglie che lo sovrasta. Annette Bening e Warren Beatty! (scompaiono subito dal video, perché?)

h. 1, 35. Appare da qualche parte Tom Hooper, il regista di The King’s Speech, con quella faccia che più inglese non si può. Adesso Colin Firth che si fa intervistare sul red carpet da Alessandra Venezia, e parla italiano, per via della moglie italiana (accanto a lui). “Dentro sono un casino” dice Colin Firth (testuale). Bacio tra la Venezia e Livia Giuggioli signora Firth. Ecco Scarlett Johansson, sempre più curvacea.

h. 1, 35. Matthew McConaughey con moglie Camila Alves, lui in Dolce & Gabbana, ovvio. Finalmente Bening e Beatty, rugosissimi. Lei un tempo era la moglie giovane di Beatty, un tempo. No botox, no lifting, e non so se sia un complimento per lei, dà l’idea della casalinga che si è lasciata andare. Lui ormai è tale e quale Umberto Veronesi (chiamatelo per il biopic). Urca, ecco Valentino (Garavani) con Anne Hathaway, in rosso Valentino of course, abito d’archivio ci tiene tanto a dire lui. Piaccia o no, uno dei nostri pochi divi che hanno corso in America. Parla della Maison Valentino senza di lui, ha parole pacate di apprezzamento, un gran signore e un gran diplomatico. La Venezia becca Nicole Kidman, però complimenti. Kidman ci fa sapere che l’abito è un Dior, si lamenta per il freddo, sbuca dalle retrovie Keith Urban. Però, disponibile e carina. (In rosso sono tante, stasera.)

h. 1, 50. Mark Wahlberg (non riesco a dimenticare quando col nome di Marky Mark pubblicizzava le mutande Calvin Klein, un’era geologica fa). Però, che carrierona. Geoffrey Rush e Colin Firth, simpatici ma niente di interessante da riferire. Reese Witherspoon in Armani Privé, un po’ appesantita e molto sciura americana, parrucchiere da fucilare. Robert Downey jr! Uno dei nostri preferiti, ma purtroppo stasera è in cravatta bianca su camicia bianca, eh no, non si fa Robert. La moglie con gioielli disegnati (dice lei e le dobbiamo credere) da Angelina Jolie: però quante cose si imparano alla notte degli Oscar, anche che Angelina fa la gioielliera.

h. 1, 57. Venezia blocca Christopher Nolan, il quale pronuncia due parole due. Adesso blocca Jeremy Renner, attore formidabile, nominato per The Town (film bellissimo e sottovalutato come pochi). Io l’Oscar lo darei a lui. Mancano 30 minuti alla cerimonia.

h. 2,01. Jennifer Hudson, spaventosamente dimagrita, anche lei in rosso (Versace). Ecco  sul red carpet Natalie Portman, incinta, super favorita, in viola. Bella, bellissima. Quasi struccata. All’interno si palesa James Franco, candidato e presentatore. Mi pare un po’ teso, però è simpatico e così ragazzo americano qualunque che piacerà. Sul red carpet si ri-materializza Justin Timberlake (che invece ai Golden Globes non si era fatto vedere). Un’altra in rosso: Sandra Bullock.

h. 2,13. Nicole Kidman e Keith Urban, lei quei 20 cm più di lui. Faccia sempre liscia e porcellanata. Gwyneth Paltrow in Calvin Klein, dice vorrebbe fare un duetto con Jay-Z (chissà cosa ne penserà Chris Martin). Christian Bale! Con barba quasi biblica, meno antipatico del solito, più sciolto, non lo si era mai visto così sorridente, il successo fa bene, altrochè.

h. 2,23. Dentro il Kodak Theater finalmente, mancano sette minuti all’inizio. Hugh Jackman parla di quando li ha presentati lui gli Oscar. Dimagrito parecchio. Adesso mandano in video Benigni che scala le poltrone e corre verso il suo Oscar. Halle Berry, sempre di bellezza stratosferica, in abito Marchesa (non Marquesa come ho scritto prima!). Sbuca Spielberg. Sbuca Tom Hanks.

h. 2,30. Si incomincia, era ora. Sigla non male, con i presentatori Anne Hathaway e James Franco che parodizzano i film nominati. Eccoli live. Lei in bianco e piuttosto decisa. Lui ingessatissimo, povero ragazzo. Si alza in platea la nonna di James Franco (anche a lei hanno scritto la battuta). Hathaway: “è stato un grande anno per le lesbiche!”.

h. 2,43. Tom Hanks presenta l’Oscar per la miglior scenografia. The winner is… Alice in Wonderland (Robert Stromberg e Karen O’Hara). Mah, non si incomincia tanto bene.

h. 2,47. Ancora Tom Hanks. E l’Oscar per la miglior fotografia va a Inception (Wally Pfister). Strameritato. Ringraziamenti ovvii a Christopher Nolan.

h. 2,53. Kirk Douglas! Col bastone post-ictus, però insomma si regge, e ha 95 anni signori. Stenta a parlare, ma fa lo stesso lo spiritoso su Anne Hathaway. Che dire, i monumenti non si criticano, si rispettano. Molla il bastone. Che tempra. Apre la busta e rivela: Oscar per la migliore attrice non protagonista a Melissa Leo (secondo previsioni). Douglas: Melissa, sei molto più carina che nel film. Lei: “wow wow, grazie agli attori del film, a grazie a Amy Adams, la mia sorellina”. Si lascia scappare un fuckin’. Non la tira troppo per le lunghe. Grazie, Melissa.

(ma il povero James Franco sempre più spaesato e terrorizzato?)

h. 3,02. Mila Kunis e Justin Timberlake (male assortiti) presentano i candidati del miglior cortometraggio animato. E l’Oscar va a The lost thing (Shaun Tan and Andrew Ruhemann).

h. 3,07. E l’Oscar per il miglior lungometraggio animato va a Toy Story 3 (e meno male). Ritira il regista Lee Unkrich. Soliti ringraziamenti a tutta la famiglia, al pubbblico ecc. Banale ma breve.

h. 3,13. Si avvicina il momento dell’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. Gran favorito Aaron Sorkin per The Social Network, non possono darlo a un altro, proprio non possono. Salgono sul palco Josh Brolin e Javier Bardem (un po’ gonfio, invecchiato, ingrigito, quasi irriconoscibile), tocca a loro presentare. E l’Oscar va a Aaron Sorkin per The social network! Aaron Sorkin: “Ho scritto questo film ma David Fincher l’ha realizzato, è l’uomo più gentile del mondo, grazie a Scott Rudin che è il miglior produttore, e a tutti gli attori. Dusty (o un nome simile) Sorkin, tuo padre ha appena vinto un Oscar e tu adesso mi rispetti!!”. Ci si aspettava di più da Sorkin, diciamocelo.

h. 3,18. L’Oscar per la miglior sceneggiatura originale va a David Seidler per Il discorso del re (tutto come previsto). Seidler: “Il discorso dell’autore! Questo sì che è terrificante. Mio padre mi diceva sempre che sarei stato una fioritura tardiva. Sono la persona più anziana ad aver vinto questo premio. Ringrazio sua maestà la Regina per non avermi messo nella Torre di Londra. Grazie all’Academy a nome di tutti i balbuzienti del mondo”. Bravo, però.

(Anne Hathaway è brava. Arriva James Franco in versione drag queen in raso rosa! En travesti e con parrucca platino è finalmente disinvolto)

h. 3,28. Russell Brand e Helen Mirren (parla in francese) presentano l’Oscar per il miglior film in lingua straniera, che va a In un mondo migliore di Susanne Bier (Danimarca). Nooo, non è possibile, il film fa veramente schifo. Però lei è una signora simpatica. Ringraziamenti vari e ovvii. Velocissima, meno male.

h. 3,30. Reese Witherspoon presenta l’Oscar per il miglior attore non protagonista. E the winner is… Christian Bale per The Fighter (tutto come previsto, se lo merita, va’, anche se io avrei preferito Jeremy Renner). Bale si lascia sfuggire un bloody hell che rischia di essere il massimo di trasgressione della serata. Poi: “Grazie a David (il regista), grazie a tutti gli altri attori, ai nostri produttori”. Finisce ringraziando “la mia meravigliosa moglie che mi sostiene nelle tempeste nella vita e Emma, la nostra bambina”. Insomma, anche dal discorso di Bale ci si aspettava di più. Finora i migliori li hanno fatti Melissa Leo e David Seidler.

(Finora è in testa The Fighter con due Oscar).

h. 3,40. I due australiani Hugh Jackman e Nicole Kidman sul palco ad assegnare l’Oscar alla migliore colonna sonora originale, che va a Trent Reznor e Atticus Ross per The Social Network.

h. 3,46. Scarlett Johansson e Matthew McConaughey presentano e assegnano l’Oscar per il Sound Mixing (missaggio sonoro), che va a Lora Hirschberg, Gary A. Rizzo and Ed Novick per Inception (stra-stra-meritato, anche se è un oscarino minore).

h, 3,49. Ora l’Oscar per il miglior Sound Editing (montaggio sonoro), che va a Richard King per Inception (altro oscarino peso piuma).

(Inception passa in testa con tre Oscar, anche se minori, contro i due di The Fighter e The Social Network)

(James Franco si sta un attimo sciogliendo, era ora)

h. 3,58. Cate Blanchett (nell’abito più aristocratico della serata: Givenchy) presenta l’Oscar per il miglior trucco. Che va a Rick Baker and Dave Elsey per The Wolfman (Rick Baker è un mito, niente da dire, ci mancherebbe. Questo però è il suo settimo Oscar, esagerati).

h. 3,59. Ora arriva l’unica nomination italiana, Antonella Cannarozzi per i costumi di Io somno l’amore. Invece l‘Oscar per i migliori costumi va a Colleen Atwood per Alice in Wonderland (Italia all’asciutto).

(Urca, in video – non in diretta però – appare Obama a dire che la sua canzone da film preferita è As time goes by, non originalissimo. Serve a introdurre l’Oscar per la miglior canzone originale)

h. 4,05. È il momento delle canzoni nominate, ne eseguono intanto due, così mi rilasso un po’, che non c’è molto da dire, e neanche da ascoltare.

h. 4,10. Jake Gyllenhaal con Amy Adams presenta i corti docu in lizza, un Oscar la cui importanza va crescendo. E l’Oscar per il miglior corto documentario va a Strangers No More di Karen Goodman and Kirk Simon (tratta di bambini e guerra, come si fa dirgli di no?).

4,14. L’Oscar per il miglior cortometraggio va a God of Love di Luke Matheny. Che dice che il suo corto è visibile su YouTube. Lui è un ragazzo giovanissimo e parecchio simpatico.

h. 4,20. Arriva la donna più potente d’America, Oprah Winfrey. Sta qui per assegnare l’Oscar al miglior documentario dell’anno, e il vincitore è Inside Job di Charles Ferguson e Audrey Marrs, sulla crisi finanziaria di Wall Street. Peccato per Restrepo, che non ce l’ha fatta. Ferguson si lamenta del fatto che a due anni dalla megacrisi finanziaria nessun responsabile è finito in carcere. Finora è il discorso più politico della serata, mah.

(ahi, c’è Billy Crystal che intrattiene, è come quando a Sanremo tra una canzone e l’altra arriva ex abrupto il comico, ma che c’azzecca?)

h. 4,32. La gran coppia di Sherlock Holmes Robert Downey jr e Jude Law arriva a introdurre e assegnare l’Oscar per i migliori effetti speciali. Fanno gli spiritosi, ma le battute non decollano. Andiamo con i nominati, va’, che è meglio. E l’Oscar per i migliori effetti speciali va a Paul Franklin, Chris Corbould, Andrew Lockley and Peter Bebb per Inception. Stra-stra-meritato.

h. 4,35. Downey e Law (cravatta bianca e papillon bianco: bocciati) ancora sul palco ad assegnare l’Oscar per il miglior montaggio, che va a Angus Wall and Kirk Baxter per The Social Network (bene, molto bene, The Social Network è il film che preferisco tra quelli in concorso, seguono Inception e Black Swan. Non sono invece un fan di Il discorso del re).

(Finora 4 Oscar a Inception, 3 a The Social Network, 2 a The Fighter).

h. 4,43. Le altre due canzoni in corsa per l’Oscar, presentate da Jennifer Hudson. Qui davvero si piomba in pieno Sanremo. La musica degli Oscar non ha niente a che fare con la musica che si sente in giro, è di un altro mondo, un altro pianeta. My God, adesso c’è Gwyneth Paltrow che canta un pezzo country, non ci posso credere, non ci credo. Però non è male, dài, sarà la frequentazione dei Coldplay. Però l’Oscar per la miglior canzone originale va a Randy Newman per We Belong Together da Toy Story 3. Mah.

h. 4,54. Appare Céline Dion (sempre uguale a se stessa da vent’anni, impressionante) che canta Smile di Chaplin, intanto vanno le immagini di chi del mondo del cinema se n’è andato quest’anno, Tony Curtis, Claude Chabrol, Joseph Strick, Leslie Nielsen, Patricia Neal, Mario Monicelli, Lynn Redgrave, Ronni Chasen, Pete Postlethwaite, Anne Francis, Arthur Penn, Susannah York, Ronald Neame, Jill Clayburgh, Irvin Kreshner, Dennis Hopper, Dino De Laurentiis, Blake Edwards, Kevin McCarthy, Lena Horne e altri ancora. E a Lena Horne è dedicato un particolare ricordo da parte di Halle Berry (e intanto va il video con Lena meravigliosa che canta Stormy Weather). Dimenticanza rilevata da Gianni Canova dallo studio Sky: Maria Schneider.

h. 5,02. Hilary Swank, segaligna, invita sul palco Kathryn Bigelow, anche lei in rosso. Vengono presentati i candidati alla migliore regia. E l’Oscar come miglior regista va a Tom Hooper per Il discorso del re. Noooo! Noooo! Non è possibile, non è giusto. E David Fincher? E Aronofosky? Tom Hooper ringrazia la mamma seduta in platea.

Tom Hooper, con l'Oscar come miglior regista

h. 5,07. Annette Bening introduce Francis Coppola e Eli Wallach (95 anni come Kirk Douglas), Oscar alla carriera. Manca Jean-Luc Godard, che il suo Oscar onorario non l’ha ritirato, ovviamente.

(James Franco negato. Simpatico, ma negato)

h. 5, 13. James Bridges presenta e assegna l’Oscar alla miglior attrice protagonista. E a vincere è Natalie Portman per Black Swan. Bene, se lo merita. Ringrazia i genitori, colleghi, l’agente, ricorda Luc Besson che l’ha lanciata a 12 anni in Léon, ringrazia Aronofsky: “Sei un uomo visionario”. E ringrazia Benjamin Millepied, coreografo del film, e adesso suo compagno e padre del bambino in arrivo. Poi, i truccatori, i sarti, insomma tutti quelli che stanno dietro a un film e nessuno ricorda mai. Convenzionale, ma carina e irresistibile col pancione. (Spiace un po’ per Annette Bening, un’altra volta battuta all’ultimo secondo).

Natalie Portman ringrazia

h. 5,21. Sandra Bullock, oscarizzata l’anno scorso, presenta i candidati come migliore attore. Io tifo Javier Bardem, immenso in Biutiful, che però non vincerà purtroppo, non può vincere. Si sa già che sarà Colin Firth a farcela. E infatti l’Oscar come miglior attore va a Colin Firth per Il discorso del re. Tutto come previsto. Colin Firth ci comunica poco regalmente che il suo intestino è in movimento perciò si deve sbrigare a fare il discorso del vincitore. Ringraziamenti ovvii a Tom Hooper, a Seidler, ecc. ecc. Ringrazia anche Tom Ford, quella comunità anglo-italiana-canadese che è la sua famiglia. “Adesso ho alcuni impulsi cui devo dare seguito, scusate”, e scappa via.

Cilin Firth e il suo Oscar

h. 5,34. A Steven Spielberg tocca giustamente assegnare l’Oscar come migliore film. Spero non vada a Il discorso del re. Il grande momento è arrivato. E purtroppo l’Oscar come migliore film va a Il discorso del re. Nooo! Basta! Riassegnate l’Oscar, datelo a The Social Network. Serata all’insegna della massima conservazione e tradizione. Ritirano i produttori Iain Canning, Emile Sherman e Gareth Unwin, uno dei tre (non chiedetemi chi) ringrazia il suo compagno Ben (mancava finora la nota gay politically correct).

h. 5,40. Un coro di bambini canta Over the Rainbow quale canzone di commiato. C’est fini.

Commento: stravince non meritatamente un prodotto prevedibile e rassicurante e molto rétro come Il discorso del re. Sconfitti The Social Network, Inception e Black Swan, anche se qualcosa hanno portato a casa. Così così la coppia di presentatori: James Franco spaurito e smarrito, assolutamente non all’altezza, un po’ meglio Anne Hathaway, ma insieme non sono riusciti a imprimere una svolta alla cerimonia. Tutti a ringraziare la mamma, e poi dicono di noi italiani. Russell Brand la mamma se l’è portata sul red carpet, a lui l’Oscar dell’ironia.

Buonanotte, anzi buongiorno. È ora di chiudere tv e computer.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, film, Oscar e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a OSCAR, i vincitori. Cronaca della serata minuto per minuto (e le foto)

  1. Pingback: OSCAR Highlights (14 cose da ricordare della grande notte) | NUOVO CINEMA LOCATELLI

  2. Pingback: Oscar: la meno elegante | NUOVO CINEMA LOCATELLI

  3. Pingback: Oscar: la più sexy | NUOVO CINEMA LOCATELLI

  4. Pingback: 8 marzo: il Premio Mimosa per il miglior film va a… BLACK SWAN | NUOVO CINEMA LOCATELLI

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.