FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (martedì 1° marzo 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. La prima notte di quiete, Rai Movie, h. 0,30. FREE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=uYWrr35TilM&w=480&h=390]
2. Riso amaro
, Sky Cinema Classics, h. 23,15.
3. Bandiera gialla
, La7, h. 0,10. FREE
4. Il cattivo tenente, Cult, h. 0,45.
5. Alta tensione
, Rai4, h. 0,55. FREE
6. Carlito’s Way
, Sky Cinema 1, h. 22,50.
7. La rossa maschera del terrore
, MGM Channel, h. 21,00.
8. Assassinio all’aeroporto
, MGM Channel, h. 0,05.
9. Grindhouse – Planet Terror
, Italia 1, h. 0,15. FREE
10. Amityville Possession, Cult, h. 23,00.
Commento:
1. La prima notte di quiete, Rai Movie, h. 0,30. Straculto. Il film più amato di Valerio Zurlini, quello che ancora seduce e avvince legioni di cuori nostalgici. 1972: Alain Delon è un professore di lettere dal cappotto (cammello) trasandato e stropicciato come la sua anima triste. Si innamora di un’allieva (ahi, errore capitale) bella, troppo bella e foscamente dannata, implicata tramite fidanzato e madre senza scrupoli in giri loschi. Si consumano dramma e melodramma in una Rimini invernale livida e fantasmatica. Sospeso tra il kitsch e il sublime, come si conviene alle opere che affondano nel magma ribollente delle passioni. Uno dei pochi, veri, grandi mélo del nostro cinema alto. Se ogni tanto vi sfugge un sorriso per l’artificiosità e sentenziosità di qualche dialogo, trattenetelo. Prendete tutto molto sul serio e partecipate alla discesa all’inferno e conseguente perdizione del professor Delon, che qui dà il meglio della sua carriera. Intorno, un cast stellare: Giancarlo Giannini, Alida Valli, Renato Salvatori, Lea Massari. Sonia Petrova è il pericoloso oggetto del desiderio. Segue nella note di Rai Movie un altro bellissimo film di Zurlini, Estate violenta.
2. Riso amaro, Sky Cinema Classics, h. 23,15. Un classico italiano. Nel 1949 Giuseppe De Santis con questo film dilata i confini sacri del neorealismo della prima ora fino a inglobare il melodramma. Amore, sangue e rivendicazione sociale si mescolano inestricabilmente, a formare un prodotto filmico che avrà un successo immenso in tutto il mondo e influenzerà il cinema popolare successivo delle aree extra-hollywoodiane (penso al cinema indiano, turco, egiziano, russo-sovietico). La mondina Silvana, il suo amore disperato con il furfante Walter, la gelosia di Francesca, il coro delle altre mondine, le notti nei granai, il lavoro nelle acque melmose, il tradimento e lo sgarro, il duello rusticano: tutto si fisserà nella memoria collettiva globale, a partire dall’immagine di Silvana Mangano con le meravigliose gambe affondate nella risaia ricoperte da calze nere. Produzione Dino De Laurentiis, che di lì a poco farà della Mangano la propria moglie. Uno dei più grandi successi di sempre del nostro cinema. Un film da rivedere, per capire come eravamo (cinematograficamente e non solo) e come non saremo mai più.
3. Bandiera gialla, La7, h. 0,10. Che abbia preso da qui Gianni Boncompagni il nome della sua leggendaria trasmissione radiofonica anni Sessanta? Questo Bandiera gialla, anno 1950, di Elia Kazan, però non ha niente a che fare con le canzonette e molto invece con un pericoloso batterio da isolare. Nel corpo di un armeno sbarcato clandestinamente in America e poi assassinato viene trovato il bacillo delle peste. Scatta subito il cordone sanitario alla nave che lo aveva trasportato e la caccia a tutte le persone entrate in contatto con lui, a partire dagli assassini, i quali ovviamente hanno tutto l’interesse a far perdere le loro tracce. Affannosa lotta contro il tempo prima che l’epidemia esploda. Me lo ricordo tesissimo e paurosissimo, una formidabile macchina narrativa dalla progressione implacabile. Rivisto oggi, con la nostra ipersensibilità verso l’immigrazione e gli stranieri, acquista una nuova forza e nuovi significati. Elia Kazan, di famiglia greco-anatolica profuga in America, deve averci messo qualche fantasma autobiografico. Attenzione: è in corso alla Cineteca di Milano un imperdibile (per chi abita in zona) ciclo dedicato a Elia Kazan. Tutte le informazioni a questo link.
4. Il cattivo tenente, Cult, h. 0,45. L’originale di Abel Ferrara del 1992, non il quasi-remake con lo stesso titolo girato un paio di anni fa in America da Werner Herzog. Un poliziotto carogna incastrato in storie di droga, debiti e altre abiezioni, ridotto a pura bestialità e depravazione, si mette sulle tracce di due sciaguratio che hanno violentato una suora. L’irrisolata tensione tra il crimine e la santità, tra il lercio e il puro, come in tanti film degli italiani-americani, Scorsese in testa, ma qui, in Ferrara, senza possibile riscatto e redenzione. Film di rara sgradevolezza, un’immersone nella melma più profonda dell’essere, che però comunica un dolore quasi fisico. Un film che è un lungo urlo represso. Harvey Keitel in una delle sue interpretazioni più convinte ed estreme.
5. Alta tensione, Rai4, h. 0,55. Due ragazze in una casa nel bosco. Chiaro che arriva il maniaco. Riusciranno le due a sopravvivere allo scatenato pluriomicida? L’horror nella sua versione slasher (tagli e squarci) e splatter (sangue e budella) sbarca trionfalmente in Francia. È il 2003 e il giovanissimo Alexandre Aja confezione questo Alta tensione riuscendo nell’impresa di eguagliare i modelli statunitensi. Successo in patria e, quel che più conta, in territorio americano, tanto che Aja verrà chiamato a Hollywood a dirigere il remake di Le colline hanno gli occhi. Chi ha ammirato Cécile De France in Hereafter di Clint Eastwood non si perda Alta tensione: è lei la protagonista.
6. Carlito’s Way, Sky Cinema 1, h. 22,50. Si ricompone nel 1992 la gran coppia di Scarface con Brian De Palma alla regia e Al Pacino mattatore. Ma se quel film era l’ascesa arrembante di un boss, questo ne è l’altra faccia, il tramonto malinconico di un uomo che del crimine ha fatto il suo mestiere e la sua vita e che adesso vorrebbe dire basta. Carlito esce dal carcere, vuole mollare tutto e ritirarsi ai Caraibi, ma, come sempre nel noir, la voglia di ritirarsi dal giro non riesce mai a realizzarsi, anzi porta sempre un sacco di guai. Così è anche per Carlito, che si ritrova coinvolto in un brutto affare. Non siamo al livello di Scarface (non c’è la belluina energia di quel film), ma Carlito’s Way è un’opera alta e rispettabile di un maestro come Brian De Palma. Pacino è ai suoi livelli massimi e, attenzione, c’è un emergente e ancora giovane Sean Penn. .
7. La rossa maschera del terrore, MGM Channel, h. 21,00. Uno di quegli horror inglesi di gran classe degli anni Sessanta (questo è del 1969) che allora facevano scuola e potevano contare su estimatori di tutto il mondo. La tradizione è quella della casa di produzione Hammr, con la sua cura artigianele della messinscena e la capacità di fare spettacolo anche con budget ridotti. Tratto, come spesso allora capitava con i B-movies di paura, da Edgar Allan Poe, il film racconta della vendetta di Edward, rimasto sfigurato per colpa del fratello e da lui rinchiuso in una torre. Alleatosi con un medico, si coprirà il volto con una maschera rossa e passerà all’attacco del fratello carogna. Con le due massime star dell’horror anglosassone di allora, Vincent Price e Christopher Lee.
8. Assassinio all’aeroporto, MGM Channel, h. 0,05. Per i tarantiniani, per i cultori dei B-movies, per gli amanti della blaxploitation anni Settanta, ecco uno dei film che hanno edificato il mito di Pam Grier, regina degli action movie afro-americani di quella stagione. Mito così resistente che Tarantino omaggiò Pam chiamandola a fare da protagonista del suo Jackie Brown.
9. Grindhouse – Planet Terror, Italia 1, h. 0,15. Il secondo film del dittico Grindhouse che nelle intenzioni originarie doveva essere proiettato insieme nelle sale, in una riedizione del glorioso double bill dei cinema popolari di una volta. L’operazione  (anno 2007) comprende il primo Grindhouse-A prova di morte, diretto da Quentin Tarantino, quindi il secondo, questo Grindhouse-Planet Terror, del sodale Robert Rodriguez. Ma i due film, anche per la non buonissima accoglienza ottenuta nelle preview, furono distribuiti in tempi diversi, prima Tarantino a fare da apripista, poi Rodriguez, ma il risultato non fu all’alyezza dele aspettativer. Ennesimo omaggio al cinema-bis anni Settanta, questo Planet Terror rifà manieristicamente e secondo lo stile fumettistico-grandguignolesco-fracassone del regista statunitense-messicano, gli zombie-movies d’epoca. La storia, quella di una ragazza cui ne succedono di ogni, conta poco, contano invece gli effetti e gli effettacci. Io non sono un fan di Rodriguez, però la produzione e la supervisione di Tarantino sono una garanzia.
10. Amityville Possession, Cult, h. 23,00. La stravaganza, e ciò che rende cultistico questo film del 1982, è che si tratta di una produzione americano diretta da Damiano Damiani e, non bastasse, è un film di genere, sequel di quell’Amityville Horror diretto dall’ottimo Stuart Rosenberg considerato un classico dell’horror d’autore anni Settanta. Damiani alle prese con il cinema di genere hollywoodiano è imperdibile, qualcosa che infrange i nostri schemi mentali precostituiti. Da vedere.

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