FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (giovedì 17 marzo 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. Auto Focus, Iris, h. 23,30. FREE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=w9jqevDoJ0c&w=480&h=390]
2. Il cavaliere oscuro – The Dark Knight, Italia 1, h. 21,10. FREE
3. La guerra di Charlie Wilson, Retequattro, h. 0,00. FREE
4. La sposa turca
, Cult, h. 0,40.
5. Shutter Island
, Premium Cinema, h. 21,00.
6. Il resto della notte, Sky Cinema Passion, h. 0,30.
7. Casinò
, Premium Cinema, h. 23,20.
8. Fame – Saranno famosi, Sky Cinema Passion, h. 22,40.
9. Novecento atto I
, Sky Cinema 1, h. 21,10; Novecento atto II, Sky Cinema 1 h. 23,15; la7d, h. 23,05. FREE
10 ex aequo.
Perché un assassinio, Studio Universal, h. 21,00.
10 ex aequo. Un evaso ha bussato alla porta, Sky Cinema Classics, h. 0,40.
Commento:
1. Auto Focus, Iris, h. 23,30. A Bob Crane, brillante dj nella California anni ’60, propongono di diventare il protagonista di una serie tv. Accetta, e la sua vita cambia: Bob diventa una star globale. Negli studi televisivi conosce John Carpenter, un tecnico video con una gran voglia di godersi la vita e il sesso, che travolge il probo Bob e lo coinvolge nelle sue sregolatezze. Bob si infila in un circolo vizioso di perversioni e deviazioni erotiche. Verrà trovato morto in un motel nel 1978, assassinato. Si sospettò subito dell’amico, cui forse la vittima era legata da una storia omosessuale. Ma John non è mai stato condannato, il caso è rimasto irrisolto. Paul Schrader, lo sceneggiatore di Taxi Driver, il regista di Mishima e American Gigolo, il più calvinista, austero e bressoniano dei cineasti americani, ricostruisce questa storia che sconvolse l’America anni Settanta. Colori pieni che rifanno l’estetica pop e sembrano portare Schrader lontano dalla sua solita probità visiva, ma è solo una scelta di stile necessaria alla ricostruzione d’epoca che non prevarica mai il racconto: il quale resta, à la Schrader, racconto morale sul desiderio, il peccato, la colpa, le perdizione, l’espiazione. Grazie a Dio, Schrader è tra i pochi che credono ancora alla colpa, ed è questo a rendere il suo cinema così prezioso e raro. Willem Dafoe è perfetto quale luciferino amico di Bob, come serpente dell’Eden che gli fa conoscere il piacere e il peccato. Del 2002, pochissimo visto in Italia. Imperdibile.
2. Il cavaliere oscuro – The Dark Knight Italia 1, h. 21,10. Il secondo capitolo, dopo Batman begins, dell’uomo-pipistrello rivisto da Christopher Nolan, che è riuscito nella miracolosa impresa di ridar vita a una saga ormai declinante. Il Batman di The Dark Knight (Christian Bale, e ci voleva del coraggio a scegliere per un personaggio del genere un attore così bravo ma così poco mainstream) è assai più ambiguo del precedente, combatte il male ricorrendo se necessario al male, si sporca, si corrompe. Difficile amarlo. Un eroe solitario e autoreferenziale fino all’autismo che stavolta è contro tutti e ha tutti contro. Trama complicatissima, dove il Nolan reduce da The Prestige (e prima di Inception) forse esagera nei suoi amati capovolgimenti di fronte, così contorta che si rischia di perdersi, ed è forse questo il limite di un film grande, spettacolare al massimo grado eppure sottile, che lavora sui dettagli e le psicologie. Heath Ledger, scomparso prima che il film uscisse, è un Joker allarmante e ipersadico che riesce a eclissare perfino quello di Jack Nicholson nel film di Tim Burton.
3. La guerra di Charlie Wilson, Retequattro, h. 0,00. Tutti parlano di Aaron Sorkin, autore della strepitosa sceneggiatura di quel film epocale che è The Social Network, e giustamente premiato con l’Oscar qualche settimana fa. E tutti riconoscono che gran parte della riuscita del film che racconta senza sconti la nascita di  Facebook sia dovuta proprio all’acuminata scrittura di Sorkin, degna di un Ben Hecht. Allora vediamoci questo La guerra di Charlie Wilson, film trascuratissimo e di scarsa fortuna di un paio di anni fa che porta proprio la firma pregiata di Aaron Sorkin alla sceneggiatura. Del 2008, vi si racconta la storia incredibile e avventurosa del deputato Usa che riuscì a far avere ai mujaheddin afghani armi e soldi per combattere l’invasione sovietica. Insomma, qui si tratta un tema bollente come quello dei rapporti tra la superpotenza (o ex superpotenza, come insinuano in molti) americana e paesi-polveriera ad alta instabilità politica. E l’Afghanistan oggi come allora è una issue in testa all’agenda di Washington. Tutti buoni motivi per non perdersi questo film. Alla regia il glorioso Mike Nichols, Tom Hanks e Julia Roberts coppia regina di interpreti.
4. La sposa turca, Cult, h. 0,40. Il primo grande film del turco tedesco Fatih Akin, quello che impose il suo nome nella top list degli autori europei e gli fece pure vincere a Berlino 2004, meritatissimamente, l’Orso d’oro. Furioso e insieme rassegnato melodramma, come su questo continente non se ne vedevano dai tempi di Fassbinder (vero, c’è Almodovar, ma i suoi sono mélo depotenziati, senza quell’inesorabilità, quella fatalità, quel dolore lancinante che il genere esige). Anzi, se si deve parlare di un possibile erede dell’enorme e non rimpiazzabile Rainer Werner F., l’unico serio candidato è proprio Akin, altri non ce n’è. Vedere e rivedere per credere questo La sposa turca. Lei, Sibel, bellissima, è figlia di immigrati turchi e come tutti quelli di seconda generazione si ritrova divisa tra la cultura dei padri e quella della terra dov’è cresciuta. Vorrebbe vivere l’amore senza costrizioni e impacci, ma si scontra con il codice patriarcale della famiglia e del clan. Tenta il suicidio per sfuggire alla gabbia, si ritrova in una clinica psichiatrica dove conosce un altro tentato suicida, Cahit, anche lui diviso tra la cultura turca dei genitori e quella tedesca. Ha qualche anno più anni più di lei, è vedovo ed è triste. Beve, si droga, si autodistrugge. Sibel gli propone un matrimonio di facciata, in modo che lei si possa emancipare dalla famiglia e vivre sa vie (godardianamante!). Si sposano. Ma, come vuole il melodramma, lui si innamora davvero, e comincia così una storia tormentosa che condurrà i due prima alla separazione, poi a ritrovarsi a Istanbul. Fiammeggiante, emozionante come poche volte s’è visto al cinema nell’ultimo decennio. Travolgente. Fatih Akin si ripeterà due anni dopo agli stessi livelli con Ai confini del paradiso, altro film vicino al capolavoro. Poi arriverà Soul Kitchen, il suo maggior successo commerciale, però film triviale, ruffiano e furbastro, e sgangheratissimo, un passo indietro rispetto ai precedenti, che tradisce tutte le promesse che il regista turco-tedesco aveva fatto intravvedere. Ma Akin è giovane, ha il tempo e l’energia per consegnarci altri film come La sposa turca.
5. Shutter Island, Premium Cinema, h. 21,00. Quale mistero nasconde quell’isola maledetta? Che cosa succede ai (presunti) malati di mente che vi sono ricoverati? Il detective Leonardo DiCaprio indaga con l’aiuto Mark Ruffalo (però, che coppia). Grandissimo thriller che, chissà perché, è stato maltrattato da gran parte dei critici, in particolare italiani. Forse non si perdona a Martin Scorsese di aver girato un film deliberatamente (anche cinicamente) mirato al box office (e difatti Shutter Island ha incassato molto bene, quasi 300 milioni di dollari worldwide). Ma che importa. Come gira un film lui non lo sa girare nessuno, e anche questo, pur tra qualche eccesso da primo della classe, è da manuale, anzi da lezione di cinema. Poi, scusate, il gran colpo di scena finale io non me l’aspettavo proprio, mi ha spiazzato, pensare che di un thriller azzecco quasi sempre la soluzione a metà. Tratto da un romanzo del Dennis Lehane di Mystic River e The Town, che stavolta crea fantasmi della mente peggiori di ogni tortura fisica. DiCaprio come in Inception pencolante tra realtà e sogno-incubo.
6. Il resto della notte, Sky Cinema Passion, h. 0,30. Francesco Munzi nel suo film d’esordio Samir aveva convinto tutti, con una storia lucida sull’immigrazione che non taceva nulla né delle ambiguità di chi accoglie né di chi si fa accogliere. In questo successivo Resto della notte (2008) mette di nuovo in scena, se non la contrapposizione, il confronto difficile tra italiani e stranieri, raccontando di una coppia di rumeni che vuole tentare un colpo in una villa borghese. Tema rischioso e, secondo gran parte della critica, non risolto adeguatamente da Munzi, che non sarebbe riuscito a andare oltre gli stereotipi. Ma Il resto della notte, così diviso tra oscure pulsioni di rifiuto dell’estraneo e buone intenzioni di apertura e tolleranza, è interessante proprio per i suoi squilibri che riflettono bene il sentire collettivo. Tra i pochi film che abbiano affrontato un tema cruciale come la paura dell’immigrato.
7. Casinò, Premium Cinema, h. 23,20. Uno dei più bei Scorsese di sempre. Il regista con il fedele alter-ego Robert De Niro torna ai suoi temi prediletti, anzi ossessivi: la mafia, il peccato, la corruzione, il potere del denaro. Tutto si svolge a Las Vegas, luogo americano della perdizione e altrove assoluto, mondo parallelo in cui la norma non vige più. Con Sharon Stone al suo massimo storico. Scorsese talmente bravo da rasentare il manierismo. Una lezione di cinema.
8. Fame – Saranno famosi, Sky Cinema Passion, h. 22,40. Film seminale e profetico del 1980 di Alan Parker. La sua scuola di ballerini-cantanti con il sogno della gloria verrà copiata e ossessivamente replicata nei trent’anni successivi in un’infinità di film e serie tv (vedi Glee). Ma Fame – questio il sintetico, perfetto titolo americano – è anche la matrix originaria di tutti i talent show dell’attuale tv globalizzata, da American Idol a Amici. Pochi film hanno espresso lo Zeitgeist e precorso (e influenzato) i tempi come Saranno famosi. Inquietante e fondamentale.
9. Novecento atto I, Sky Cinema 1, h. 21,10; Novecento atto II, Sky Cinema 1, h. 23,55; la7d, h. 23,05. Cinque ore e mezzo: tanto dura, sommando le sue due parti, questo capolavoro (allora) annunciato del regista parmigiano. Confesso di non averlo mai amato. Però devo anche ammettere che, rivisto oggi, il film resiste, nonostante l’obsolescenza della sua ideologia così insopportabilmente, vetustamente anni Settanta. Bertolucci mette in scena la rivoluzione contadina nella Bassa, dispiega bandiere rosse grandi come poderi a mezzadria, dipinge fascisti cattivissimi e pervertiti, epperò realizza uno spettacolo che ti avvince e non ti dà tregua, magniloquente e ipnotico come certi film di propaganda sovietici anni Venti (cui chiaramente si ispira, anche se non mancano i riferimenti a Via col vento). Il tutto, e qui sta l’astuzia bertolucciana, con i dollari dei produttori americani che, dopo il successo mondiale di Ultimo tango a Parigi, concessero al regista tutto quello che voleva. Solo che oggi Novecento funziona non tanto per il suo engagement, ma in quanto furibondo melodramma, verdiano all’ennesima potenza, corrusco, turgido come una romanza tenorile. Cast stellare. Robert DeNiro e Gérard Depardieu sono i due amici-nemici, l’uno figlio del padrone l’altro di contadini, i cui destini paralleli faranno da architrave a tutta la narrazione. Poi Donald Sutherland, Burt Lancaster, Sterling Hayden, Laura Betti, Stefania Sandrelli, Stefania Casini.
10 ex aequo. Perché un assassinio, Studio Universal, h. 21,00. Film del 1974 di Alan J. Pakula (La scelta di Sophie, Klute) che gode di ottima fama. Giallo politico su complotti e assassinii eccellenti. Chiari i riferimenti alla morte di John e Robert Kennedy, un doppio trauma che ha segnato in profondità l’America. Con Warren Beatty nel suo massimo fulgore. Un titolo che si inserisce nel non foltissimo filone del cinema d’impegno politico americano, insieme a Va’ e uccidi, L’amaro sapore del potere e Tutti gli uomini del presidente (anche questo di Alan J. Pakula).
10 ex aequo. Un evaso ha bussato alla porta, Sky Cinema Classics, h. 0,40. Molto meglio il titolo originale, The Talk of the Town. Del 1942, è un thriller con risvolti da sophisticated comedy con Cary Grant e Jean Arthur. Lui evade dalla prigione prima del processo per non essere ingiustamente condannato, lei se lo ritrova in casa e decide di ospitarlo presentandolo come il suo giardiniere. Un amico di lei (Ronald Colman) si convince dell’innocenza del giovanotto e assume la sua difesa. Dirige un allora giovane George Stevens. Piuttosto raro. Meglio non perdere l’occasione e vederlo.

SEGNALAZIONI
11. Requiem, Cult, h. 23,00.
12. Il maledetto United
, Sky Cinema Hits, h. 23,35.
13. Zohan, Cielo, h. 21,00. FREE
14. 1997: Fuga da New York
, Studio Universal, h. 23,00.
15. The Descent – Discesa nelle tenebre
, Rai4, h. 0,20. FREE
16. Cabin Fever, Fantasy Channel, h. 23,45.
17. The Eye 2
, Fantsy Channel, h. 22,00.
18. Oceano di fuoco – Hidalgo, Sky Cinema Max, h. 22,45.
19. Il colore viola
, Iris, h. 21,05. FREE
20. Viola di mare
, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
21. Harry ti presento Sally
, Sky Cinema Passion, h. 21,00.
22. Angeli e demoni
, Sky Cinema Hits, h. 21,10.

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