FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (venerdì 18 marzo 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1 ex aequo. 8 DONNE E UN MISTERO, Cult, h. 21,00.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=lQXeRpLk5ec&w=480&h=390]
1 ex aequo. DANCER IN THE DARK, Cult, h. 0,45.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=QTthdklJ8yg&w=640&h=390]
2. Festen, Cult, h. 22,55.
3. A Serious Man
, Sky Cinema Passion, h. 22,40.
4. Chloe. Tra seduzione e inganno
, Sky Cinema 1, h. 21,10.
5. Batman begins, Premium Cinema Energy, h. 22,45.
6. La grande illusione
, la7d, h. 23,15. FREE
7. Una notte da leoni, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
8. L’uomo di paglia
, Sky Cinema Classics, h. 23,00.
9.
La ragazza dagli occhi verdi, MGM Channel, h. 21,00.
10. L’avventuriero, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
11. Il miele del diavolo, 7 Gold, h. 0,00. FREE
12. Cube – Il cubo
, Rai4, h. 21,10. FREE
13. Le piace Brahms?
, MGM Channel, h. 22,35.
14. Cabin Fever, Fantasy Channel, h. 22,00.
15. Triplo gioco, Rai Movie, h. 0,30. FREE
Commento:
1 ex aequo. 8 donne e un mistero, Cult, h. 21,00. Chi ha ucciso Marcel? Certamente una delle otto donne intrappolate nella villa di montagna, isolata dal resto del mondo causa neve. Da un giallo teatrale anni Cinquanta, François Ozon cava un capolavoro di metacinema, infarcito di citazioni e ricalchi. Ma il bello è che la cerebralità dell’operazione non si sente, il film è godibile anche nel suo primo strato, alla sua prima lettura. Ogni personaggio è estremizzato, semplificato, parodizzato, ridotto a maschera, pura funzione narrativa e pura superficie (la Moglie, l’Amante, la Matriarca, ecc.), ogni attrice ha il suo momento di gloria, il suo assolo. Ozon cita il vaudevile, il musical, il varietà della prima televisione e infarcisce di canzoni pop la sua messinscena, canzoni francesi tra anni Sessanta e Settanta. Attrici tutte memorabili, ma almeno una citazione ci vuole per Catherine Deneuve, Isabelle Huppert e Danielle Darrieux. Io non mi stanco mai di vederlo (il mio pezzo cult: Ludivine Sagnier e Virginie Ledoyen che rifanno Mon ami, mon amour di Marie Laforêt).
1 ex aequo. Dancer in the Dark, Cult, h. 0,45. Uno dei film del periodo aureo di Lars Von Trier, quello che gli fece vincere la Palma d’oro a Cannes e procurò incredibilmente alla protagonista Björk una nomination all’Oscar come miglior attrice protagonista (e alla notte dell’Academy la sventurata si presentò con un abito-cigno che ancora oggi i cerimonieri degli Oscar si ricordano come un incubo). Von Trier tenta una delle sue folli operazioni girando secondo i precetti Dogma (dunque camera a mano traballante e massimo realismo) addirittura un musical tra il brechtiano e l’hollywoodiano: con protagonista Selma, immigrata cecoslovacca negli Stati Uniti con tanto di figlioletto a carico. Selma lavora in fabbrica duramente, ma una malattia le toglie progressivamente la vista fino alla cecità, e non è che l’inizio di una serie di disgrazie, che comprendono un omicidio e susseguente imputazione di omicidio per l’innocente Selma. Un mélo delirante e sfrenato, pure con intenti didattico-didascalico-politici, il tutto con la musica grandissima di Björk (ma anche, attenzione, di Richard Rodgers e di Thom Yorke dei Radioheads!), la quale raggiunge in questo film il suo vertice assoluto recitando, cantando e ballando. Partecipazione straordinaria di Catherine Deneuve, attrice-totem cui il devoto Lars Von Trier affida il ruolo di un’operaia collega di Selma. Capolavoro.
2. Festen, Cult, h. 22,55. Uno dei migliori risultati del cinema danese della scuola Dogma fondata da Von Trier (camera a mano, niente bellurie, massimo rigore, probità visiva, realismo estremo). Film che rivelò alla fine degli anni Novanta il talento di Thomas Vinterberg, che si portò via il premio per la miglior regia a Cannes e sfondò negli Art House di mezzo mondo. Riunione di famiglia borghese per il sessantesimo compleanno del padre-padrone. Ma, mentre la festa procede, si aprono gli armadi più segreti e rinserrati e ne escono scheletri repellenti. Il Papà non è poi così irreprensibile come ha sempre fatto credere e un figlio urlerà l’orribile verità davanti a tutti. La tensione non cala mai, i dialoghi sono perfetti, gli attori ti fanno dimenticare che stanno recitando tanto son veri. Purtroppo Vinterberg non si è più ripetuto a questi livelli.
3. A Serious Man, Sky Cinema Passion, h. 22,40. A serious man resta il miglior esito dei fratelli Coen negli ultimi anni (sì, anche meglio del pur buono Il grinta), il loro film più personale e intimo. Dopo tante scorribande tra generi e linguaggi, i fratelli di Minneapolis tornano qui a una storia fors’anche in parte autobiografica, affondata nell’humus della cultura yiddish americana. Un ritorno a casa per i Coen, che costruiscono questa parabola (con prologo nell’Europa orientale degli shtetl), tutta inscritta nella tradizione ebraica, su un pover’uomo, un professore che i guai sembra tirarseli addosso. Il lavoro va male, la moglie lo tradisce e lo molla, i figli se ne fregano di lui. Siamo negli anni Sessanta e il poveretto chiede lumi ai rabbini, senza cavarne apparente beneficio. La sua vita scalcagnata prosegue, forse per una punizione del cielo, forse come espiazione di una colpa oscura e inconsapevole. Il tutto nei toni della commedia, però teso e angosciante. Una meditazione sul male che può colpire l’innocente, sugli strani destini dell’uomo e (forse) sugli imperscrutabili disegni divini. Bellissimo.
4. Chloe. Tra seduzione e inganno, Sky Cinema 1, h. 21,10. Il canadese Atom Egoyan è un grande regista, ogni suo film va accolto con il massimo rispetto. Chloe è il suo ultimo, male amato e mal distribuito in Italia, silenziato, trascurato come operina minore dalla solita critica pigra e miope. Invece Chloe è un’altra delle ammirevoli, sottili e crudeli indagini di Egoyan sull’amore, i sentimenti, le relazioni familiari, indagini che scavano oltre l’apparire e svelano quale gioco di inganni siano spesso gli affetti. Una donna, convinta che il marito la tradisca, ingaggia una giovane prostituta perché lo seduca e poi le racconti ogni dettaglio del tradimento consumato. Naturalmente emergeranno cose che nessuno immaginava. Un mélo raffreddato che incide la pelle dei suoi protagonisti, e di noi spettatori, come un bisturi. Con Julianne Moore, ormai attrice-feticcio di film di psicologie e passioni estreme e disturbate, Liam Neeson, Amanda Seyfried. Del 2010, praticamente mai visto in Italia. Remake del film francese Nathalie con Fanny Ardant, Gérard Depardieu e Emmanuelle Béart.
5. Batman Begins, Premium Cinema Energy, h. 22,45. Reboot, non remake ma ristrutturazione di una serie, riavvio, rifondazione, ricominciamento, re-inizio. Qui la difficile operazione viene applicata all’allora esausta saga di Batman che, dopo gli inziali fasti timburtoniani, si era man mano avvitata su se stessa. Christopher Nolan, sì, il regista di Inception, ha il coraggio di riprendere in mano il personaggio, trova un nuovo interprete, Christian Bale, ambiguo e contorto più dei precedenti, odioso e disturbante, autoreferenziale e autistico, e con lui – contro ogni previsione – riesce a rivitalizzare la saga dell’uomo pipistrello. Il botto però ci sarebbe stato con il successivo The Dark Knight.
6. La grande illusione, la7d, h. 23,15. Classico da cineteca, di quelli che bisogna pur vedere prima o poi. Un must nel senso letterale: obbligatorio. Girato nel 1937 da Jean Renoir, è un film figlio del Fronte Popolare e delle speranze e illusioni che quella stagione innescò. Un film sulla guerra ma pacifista, anche se il cosiddetto messaggio è veicolato per fortuna da una storia magnificamente scritta e girata. Prima guerra mondiale, due aviatori francesi, un aristocrativo e un proletario, vengono abbattuti e fatti prigionieri. Si salda un’alleanza tra di loro che va oltre le barriere di classe in nome della comune appartenenza nazionale. Nel campo in cui successivamente vengono tasferiti dopo un tentativo di evasione, tra il nobile capitano francese e lo Junker che governa il campo si stabilisce un rapporto di reciproco rispetto, che è poi il vero nocciolo significante e narrativo del film: si può essere nemici senza odiarsi. Interpreti da leggenda: Jean Gabin, Pierre Fresnay, Erich von Stroheim (formidabile), Dita Parlo. Fragrante come girato ieri.
7. Una notte da leoni, Premium Cinema Energy, h. 21,00. Film eccentrico e sofisticato come una screwball comedy anni Trenta, ma nascosto sotto le sembianze di una commediaccia maschile-goliardica contemporanea. Due amici più un parente tardofrikkettone imbarcato all’ultimo momento se ne vanno a Las Vegas per una pazza notte prima che uno di loro si sposi. Andrà tutto oltre ogni previsione di follia: si risveglieranno intossicati e in preda all’amnesia – The Hangover è il titolo originale – in una suite d’hotel completamente devastata, con una tigre in bagno, una gallina che scorrazza e il promesso sposo scomparso. Cos’è successo? Il film è la ricerca della verità su quella notte pazza e cancellata dalla memoria. Si scopriranno cose inimmaginabili, il matrimonio rischierà di saltare. Poi tutto si aggiusterà. Molto divertente e anche intelligente. Una sceneggiatura che non sbaglia un colpo, una commedia perfetta che è stata l’anno scorso enorme e inaspettato successo al box-office Usa.
8. L’uomo di paglia, Sky Cinema Classics, h. 23,00. Sono un estimatore di Pietro Germi e del suo cinema mai riconciliato, dal segno sempre forte e possente, alieno dalla piacioneria e carineria malattie endemiche del cinema di casa nostra. Un autore profondamente italiano, Germi, senza però le doppiezze e le viltà di certa italianità deteriore. I suoi film ruvidi e onesti sono sempre da vedere. Vale anche per questo L’uomo di paglia, che appartiene al suo periodo pre-Divorzio all’italiana. Racconta di un operaio che tradisce la moglie con una dattilografa: la ragazza si ucciderà quando lui la lascerà per tornarsene in famiglia. Una storia di affetti che si trasformano in voragine drammatica, in abissi di sensi di colpa, pentimenti, rimpianti. Pietro Germi, in una delle sue performance di attore, è il brusco, tormentato protagonista, Franca Bettoja è la dattilografa. Non manca l’attore-totem di Germi, Saro Urzì. Drl 1958. Bellissimo bianco e nero.
9. La ragazza dagli occhi verdi, MGM Channel, h. 21,00. Film-incunabolo del Free Cinema inglese, uno dei titoli che sconvolsero il buon cinema britannico di papà tutto manierismi e vecchi merletti introducendo dosi massicce di realismo e storie working class. In questo film del 1964 diretto da Desmond Davis, una ragazza del proletariato dublinese si innamora di uno scrittore più grande di lei, ma le differenze di casta, le diverse appartenenze culturali renderanno l’amore difficile. Lui è Peter Finch, lei è Rita Tushingham, viso strano, spigoloso e indimenticabile, destinata a diventare l’attrice-simbolo del Free Cinema. Raro. Importante.
10. L’avventuriero, Sky Cinema Classics, h. 21,00. Uno dei titoli più strani della serata, un cappa e spada di produzione internazionale realizzato nella Cinecittà anni Sessanta quando ormai il genere, che aveva avuto i suoi fasti il decennio prima, era ormai al tramonto. Dirige Terence Young, che è poi è il regista fondatore di James Bond (Licenza di uccidere, Dalla Russia con amore, Thunderball). Tratto da Conrad, dunque dichiaratamente ambizioso e alto, non ebbe fortuna. Per chi come me ama le bizzarrie filmiche di quegli anni. Con Anthony Quinn, Rosanna Schiaffino e una matura Rita Hayworth. Cinema-cinema d’epoca.
11. Il miele del diavolo, 7 Gold, h. 0,00. Lucio Fulci si cimenta (siamo nel 1986) nel thriller erotico. Un film scatenato, con una Corinne Cléry che vuole vendicarsi del medico che per negligenza ha causato la morte del suo amante sassofonista (con cui peraltro aveva un complicato rapporto di masochismo e sottomissione). Così rapisce il colpevole e lo chiude in una villa sottoponendolo alle torture erotiche di cui lei era stata vittima con l’amante. Naturalmente tra i due scatterà una complicità imprevista.
12. Cube – Il cubo, Rai4, h. 21,10. Il canadese Vincenzo Natali, quello di Splice per intenderci, gira nel 1997 questo strano, indefinibile, ipnotico oggetto cinematografico. Thriller, noir, fantasy, prison movie. Questo e altro è Cube. Sei persone variamente assortite sono rinchiuse in una cella cubica, incastrata come altre della stessa forma e dimensione in una megastruttura a cubo. Per capirci, una sorta di grande cubo di Rubik che qui diventa un universo concentrazionario. Come fuggire? Come salvarsi? Se dalla cella apri la porta sbagliata rischi di morire, se apri quella giusta sopravvivi ma ti ritrovi in un’altra cella analoga, sempre prigioniero. Eppure la strada per uscire ci deve essere. Un gioco, un sogno, un incubo. Un film astratto e concettuale, costruito secondo rigorosi modelli matematici e ispirato alla cosiddetta Teoria dei gochi e al suo Dilemma del prigioniero. Da vedere assolutamente.
13. Le piace Brahms?, MGM Channel, h. 23,25. Tratto dal bestseller di Françoise Sagan che nel 1959 confermò il clamoroso successo di Bonjour tristesse. Una coppia di amanti (Yves Montand e Ingrid Bergman), e lei insoddisfatta che si innamora di un ragazzo più giovane (Anthony Perkins). Triangolo moderatamente trasgressivo, con quell’inconfondibile sapore borghese-esistenzialista alla Sagan. Allora maltrattato dalla solita critica bon ton, oggi da vedere come prezioso reperto d’epoca (il film è del 1961) e di un gusto.
14. Cabin Fever , Fantasy Channel, h. 22,00. Film del 2002 di quell’Eli Roth che poi sarebbe diventato un campione dell’horror-splatter con i vari Hostel e attore per Tarantino in Inglorious Basterds. Truculenta anche questa storia di un gruppo di amici che la pessima idea di trascorrere unn weekend in una casa nel bosco. Si troverà nel mezzo di un incubo fatto di virus letali, cani inferoci e altro. Tra gli sponsor dell’operazione c’è David Lynch, ringraziato nei credits. Cabin Fever in effetti ha qualcosa della visionarietà del maestro, ed è quello che lo rende anomalo e interessante, anche se poi Roth abbandonerà questa cifra quasi autoriale per inoltrarsi nel puro prodotto horror e nell’adesione senza riserve al genere.
15. Triplo gioco, Rai Movie, h. 0,30. Un noir avvincente, anche se eccentrico e crepuscolare, remake di un Melville anni ’50 che non sfigura a confronto con l’originale, anzi. Lo firma un regista che ha sempre percorso sentieri non consueti come Neil Jordan (La moglie del soldato, Michael Collins). Un maturo fuorilegge pronto a tutto (Nick Nolte) organizza il colpo della vita a un casinò sulla Riviera Francese con una banda multietnica tra cui c’è, motivo di culto, il regista Eumir Kusturica in una delle sue rare prestazioni d’attore.

SEGNALAZIONI
16. Il sesto senso, Iris, h. 21,10. FREE
17. Non sei mai stata così bella
, Sky Cinema Classics, h. 0,50.
18. Wolfman
, Premium Cinema, h. 21,00.
19. Vittime di guerra
, Sky Cinema Hits, h. 21,10.
20. Fragile, Retequattro, h. 23,30. FREE
21. The Newton Boys
, Sky Cinema Passion, h. 0,30.
22. Il massacro di Fort Apache
, 7 Gold, h. 21,05. FREE
23. Sospesi nel tempo, Iris, h. 23,00. FREE
24. Cypher
, Rai Movie, h. 22,50. FREE
25. Corpo del reato
, MGM Channel, h. 0,30.
26. La setta delle tenebre
, Fantasy Channel, h. 23,45.
27. Lezioni d’amore
, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
28. Chiedi alla polvere
, Rai Movie, h. 21,00. FREE
29. Turistas, Rai4, h. 0,15. FREE
30. Dogma
, Sky Cinema Comedy, h. 23,00.
31. Colpevole d’omicidio
, Studio Universal, h. 21,00.
32. Leoni per agnelli
, RaiTre, h. 21,05. FREE
33. 21
, Cielo, h. 21,00. FREE
34.
Neverland – Un sogno per la vita, Premium Cinema Emotion, h. 22,55.
35. Amelia
, Sky Cinema 1, h. 0,40.

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