FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (martedì 22 marzo 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.0o. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. Mystic River, Premium Cinema, h. 0,50.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=XF1DSSzqQno&w=480&h=390]
2. You Don’t Know Jack, Sky Cinema 1, h. 21,10.
3. Scarface, Iris, h. 21,00. FREE
4. Boogie Nights – L’altra Hollywood
, Studio Universal, h. 1,10.
5. Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?
, Sky Cinema Classics, h. 23,00.
6. Evita
, Premium Cinema Emotion, h. 23,10.
7. Hero, Retequattro, h. 23,40. FREE
8. Danton
, Rai Movie, h. 0,30. FREE
9. Valmont
, Cult, h. 21,00.
10. Il sesto senso
, Iris, h. 23,45. FREE
11. Requiem
, Cult, h. 1,05.
12. New Jack City
, Rai4, h. 22,55. FREE
13. Le balene d’agosto, MGM Channel, h. 21,05.
14. L’isola del tesoro, 7 Gold, h. 21,00. FREE
15. Heat. La sfida
, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
Commento:
1. Mystic River, Premium Cinema, h. 0,50. Del 2003, è uno dei vertici del Clint Eastwood regista, uno dei suoi capolavori, esempio massimo di quell’inconfondibile Eastwood-touch fatto di virile sobrietà, pietas, disincanto, partecipazione ai destini umani però senza smancerie e cadute sentimentali. Nella Boston anni Settanta, tre ragazzini che condividono la stessa vita di quartiere fatta di giochi, scuola e poco altro. Uno di loro viene rapito per quattro giorni, quando torna non dirà cosa gli è accaduto, solo che non sarà più lo stesso. Si ritrovano da adulti perché la figlia di uno di loro è stata uccisa, e uno degli amici è il poliziotto che indaga sul caso. Sarà un viaggio negli abissi della coscienza e dell’inconscio dei tre, tutto verrà fatto riemergere, anche i traumi più atroci. C’è una storia di pedofilia alle spalle, un trauma che continua ad agire e fare male. Clint Eastwood estrae da un romanzo di Dennis Lehane un film livido e cupo di anime perse, una meditazione lancinante sul male. Oscar a Sean Penn come miglior protagonista e a Tim Robbins come best supporting actor.
2. You Don’t Know Jack, Sky Cinema 1, h. 21,10. Continua su Sky la programmazione dei migliori film prodotti ultimanente per la tv americana. Dopo Temple Grandin, trasmesso pochi giorni fa, arriva adesso questo You Don’t Know Jack, biopic firmato Barry Levinson che ha procurato ad Al Pacino il Golden Globe come miglior attore protagonista di un tv-movie. Jack sta per Jack Kevorkian, l’uomo che in America fu chiamato Dottor Morte, di cui il film ricostruisce vita, storia, fatti e misfatti. Se ne parlò molto negli anni Novanta, quando Kevorkian incominciò a praticare nel suo studio l’eutanasia con la cosiddetta Mercy Machine, la macchina della pietà, a malati terminali che gli chiedevano di farli morire. Furono 130 i suicidi assistiti da lui procurati, cosa che suscitò tempeste sui media e tra l’opinione pubblica e costò arresti e condanne a Kevorkian. Storia terribile ma a suo modo straordinaria, che Levinson ricostruisce puntigliosamente e Al Pacino interpreta da par suo. Con Susan Sarandon, la radical di Hollywood, sempre presente in progetti controversi e politicamente scomodi.
3. Scarface, Iris, h. 21,00. Script di Oliver Stone, regia di un Brian De Palma in stato di grazia, protagonista un Al Pacino immenso. Quando nel 1983 esce questo Scarface (che non è il remake del noir anni Trenta di Howard Hawks, di cui riprende solo il titolo) pochi si rendono conto del suo impatto. Il film cresce man mano e diventa un classico assoluto, uno dei pochi gangster movie che non solo hanno ritratto il mondo criminale ma sono diventati così mitici da influire poi, in uno strano feedback, sulla stessa realtà criminale forgiandola a propria immagine. Sono dell’idea, che forse scandalizzerà qualcuno, che il cinema quando è potente è in grado di condizionare e ridisegnare il reale. Milioni di piccoli e anche grandi uomini del crimine in giro per il mondo a mio parere hanno copiato Vito Corleone e i suoi figli, si sono atteggiati e agghindati come loro, ne hanno adottato parole e gestualità. Per il Tony Montana di Scarface è accaduto lo stesso, forse perfino di più: è lui il modello di riferimento di ogni ragazzo che voglia fare rapidamente fortuna con mezzi illeciti, la droga in primis. Credo che il dvd del film di De Palma sia tra i più presenti nelle case di bulli e piccoli gangster di mezzo mondo. L’attuale tipo sociologico dominante nell’universo criminale globale (dalla Colombia al Casertano, da Mosca agli slums Usa) sembra modellato/ricalcato su Pacino/Montana, gli stessi tic, gli stessi completi bianchi su camicia nera, la stessa furia cieca, la stessa hybris di chi si crede onnipotente peché può brandire una pistola e un sacchetto di polvere. Nessun video di nessun gangsta-rapper esisterebbe senza questo film. Ma torniamo a Scarface: Cuba nel 1980 manda via un po’ di gente su barconi in direzione Miami che portano dissidenti e varia gente di cui il regime castrista si vuole liberare, delinquenti e altri pronti a diventarlo. Tony è tra questi. Arriva a Miami stracciato e esiliato, diventerà in breve tempo un picciotto brutale e deciso a tutto della mafia della coca, salirà i gradini fino ad arrivare in cima, in una scalata che non risparmia nessuna crudeltà, nessuna infamia. Finirà nel delirio. Shakespeariano. Elisabettiano. Michelle Pfeiffer, dalla bellezza perfetta, è la pupa di Montana, anche lei intossicata e prigioniera nel cerchio infernale. Che altro dire? Film indispensabile.
4. Boogie Nights – L’altra Hollywood, Studio Universal, h. 1,10. Secondo film (1997) di Paul Thomas Anderson, che sarebbe diventato negli anni successivi uno degli autori più interessanti d’America con Magnolia e Il petroliere. Boogie Nights ricostruisce senza morbosità, ma con partecipazione e un’attenzione quasi antropologica, l’industria californiana del cinema porno nei suoi anni selvaggi e gloriosi tra Settanta e Ottanta. Una Hollywood della carne e dei corpi vista attraverso la carriera di uno sconosciuto che nel giro di un paio di film diventa una pornostar. Ma il lato oscuro del successo non tarderà a manifestarsi. Bel film, assurto con il passare del tempo allo statuto di classico. Protagonista un giovane Mark Wahlberg, attore oggi al massimo della carriera dopo la grande prova fornita in The Fighter.
5. Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?, Sky Cinema Classics, h. 23,00. Bellissimo film di Ettore Scola del 1968, uno dei vertici della commedia all’italiana di quegli anni. Un romano (Nino Manfredi) scompare in Africa. Il cognato, Alberto Sordi, e il suo fedele ragioniere, Bernard Blier, partono alla ricerca. Finale a sorpresa, ma davvero. Con echi perfino del Cuore di tenebra di Conrad, ma in versione farsesca-romanesca. Gran film, grandissimo titolo. Se n’è riparlato di recente quando è uscito La vita facile di Lucio Pellegrini con Stefano Accorsi e Piefrancesco Favino e Vittoria Puccini, film che gli è stato accostato. In effetti qualche vaga analogia c’è, ma purtroppo La vita facile non ha di Riusciranno i nostri eroi il disincanto né l’agra ironia.
6. Evita, Premium Cinema Emotion, h. 23,10. La versione cinematografica del celeberrimo musical di Andrew Lloyd Webber (e Tim Rice) sulla primera señora d’Argentina, la consorte di Péron che di lui fu, più che una compagna, un alter ego politico, la proiezione femminile e mitologica. Il progetto di farne un film passò di mano in mano per parecchi anni, di interprete in interprete, finchè si materializzò nel 1996 con la regia di Alan Parker e Madonna come protagonista. Si era parlato a un certo punto di Meryl Streep, e dopo averla sentita cantare in Mamma Mia! si rimpiange la memorabile Evita che avrebbe potuto darci. Però Madonna non sfigura, anzi dà qui l’unica sua interpretazione cinematografica vera e convincente, con la quale si portò anche a casa un Golden Globe. Sembrò che per lei Evita fosse il trampolino di una luminosa carriera su grande schermo, ma non andò così. Alan Parker ricostruisce a Budapest la Buenos Aires della ragazza povera che con grinta e un’assoluta mancanza di scrupoli diventò una delle donne più potenti del mondo. L’approccio di Parker alla storia è kitsch (con sforamenti abbondanti nel camp), melodrammatico, rozzo però energetico e indubbiamente efficace. Il musical è, piaccia o meno, travolgente e non si possono non amare certi momenti, come il mitologico Don’t cry for me Argentina cantato al balcone della Casa Rosada da una Madonna/Evita ormai minata dalla leucemia. Da vedere. Evita è un’icona, ma soprattutto un personaggio politico ambiguo, controvrerso e affascinante, su cui ci si continua (giustamente) a interrogare.
7. Hero, Retequattro, h. 23,40. Il film del 2002 che sconvolse i devoti e più tradizionalisti fan del regista cinese Zhang Yimou, il celebrato maestro di Lanterne rosse che qui abbandona l’impegno e vira incredibilmente verso l’action-movie cinese classico, il wuxiapian, tutto un tripudio di arti marziali, lame che saettano, duelli e scontri furibondi con audaci acrobazie che solcano l’aria. Il film è magnifico, uno spettacolo che non ti fa staccare gli occhi dallo schermo, grande o piccolo che sia. Enorme successo popolare in patria, e anche nel resto del mondo funzionò molto bene. Di una sontuosità che ormai Hollywood se la sogna, con una raffinatezza e una sagacia nella composizione delle inquadrature, nella tavolozza dei colori, difficilmente eguagliabili. Zhang Yimou girerà altri due meravigliosi wuxiapian dopo questo, La foresta dei pugnali volanti e La città proibita, per poi tornare ad altri generi (proprio ieri sera qui a Milano è stato proiettato in apertura del ‘Festival del cinema africano, d’Asia eAmerica latina’ il suo ultimo A Woman, a Gun and a Noodle Shop, remake di Blood Simple dei Coen). In Hero c’è il meglio dello stardom cinese al lavoro: Jet Li, Tony Leung, Maggie Cheung e la meravigliosa Ziyi Zhang, una delle donne più belle del mondo.
8. Danton, Rai Movie, h. 0,30. Vita e morte di uno dei protagonisti della Révolution, il ruvido giacobino Danton che si scontra con il fanatico giacobino Robespierre e finisce vittima del suo Terrore, con la testa tagliata da Madame Guillottine. Firma questo biopic del 1983 di produzione francese il maestro polacco Andrzej Wajda, il gran regista dell’Uomo di marmo, uno che avendo conosciuto molto bene il socialismo reale e realizzato, sa bene di quali misfatti e degenerazioni siano capaci certi rivoluzionari, che partono con il sogno di rigenerare il mondo e finiscono con il massacrare i loro stessi compagni. Danton è (anche) una parabola sulla dark side di ogni rivoluzione, le sue ombre, i suoi feroci cannibalismi. Protagonista il monumentale Gérard Depardieu, che sembra fatto apposta per il personaggio, ne ha la stazza fisica e l’istrionico carisma. Accanto a lui, anche Patrice Chéreau come Desmoulins (che nel remoto e bellissimo sceneggiato Rai I giacobini era interpretato da Alberto Lupo, mentre Serge Reggiani era Robespierre e Warner Bentivegna l’invasato Saint-Just).
9. Valmont, Cult, h. 21,00. Il settecentesco romanzo epistolare Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos, già messo in cinema da Stephen Frears in un fortunatissimo film, viene misteriosamente riportato sullo schermo da Milos Forman l’anno dopo, nel 1989, con questo Valmont: misteriosamente, perché dopo il film di Frears era impensabile riproporre la stessa storia al pubblico. Difatti Valmont fu un disastro. Sta in questa sua follia progettuale e produttiva il suo vero motivo di interesse, quello che lo rende in qualche modo un film maudit. Io che non sono un estimatore di Milos Forman, regista di film sopravvalutati come Amadeus e Qualcuno volò sul nido del cuculo, ho uno strano penchant per questo Valmont. Anche perché la vicenda della corrotta Madame de Mertueil e dell’amorale seduttore Valmont che attentano alla virtù di Madame de Tourvel con sottigliezze e perfidie libertine, vale sempre un ripasso e una ri-visione. Poi ci sono due attori in questo momento al top, Colin Firth, neo-Oscar per Il discorso del re, e Annette Bening, quasi-Oscar per I ragazzi stanno bene. La virtuosa Madame de Tourvel (che nel film di Frears era Michelle Pfeiffer) è Meg Tilly, che intrecciò sul set un love affair con Colin Firth da cui sarebbe nato un figlio, Will, oggi ventenne.
10. Il sesto senso, Iris, h. 23,45. Film-sensation del 1999 che ha segnato una svolta nel thriller e fondato un vero e proprio genere tra psicologia e parapsicologia. Successo enorme e inaspettato che impose il suo regista, l’indiano M. Night Shyamalan, tra i moneymaker di Hollywood. Shyamalan cercherà invano di ripetere l’impresa, anche con titoli interessante come The Village, senza però riuscire più a raggiungere l’esito di Il sesto senso. Uno psichiatra dell’infanzia, Bruce Willis, prende in cura un bambino che soffre di strane visioni e che sostiene di parlare con i morti, di essere visitato da loro. Sembra un caso clinico, uno dei tanti, si rivelerà molto di più. Con un finale che è uno dei più sensazionali del cinema degli ultimi decenni. Ormai un classico. Haley Joel Osment è il bambino-attore più inquietante che si sia mai visto, insieme al Christian Bale dell’Impero del sole di Spielberg. 
11. Requiem, Cult, h. 1,05. Misconosciuto e parecchio interessante film tedesco del 2006, ingiustamente scambiato per un horror di serie B. Invece è qualcosa di più questo Requiem che ricostruisce il caso, realmente accaduto negli anni Settanta, di Michaela, una ragazza epilettica che incomincia ad avere strane visioni, a sentirsi posseduta dal maligno che le ingiunge di fare cose contrarie alla sua profonda fede cristiana. Si interpellano specialisti di ogni tipo, finchè la famiglia non decide di ricorrere a un esorcista. L’approccio del film è fenomenologico, si riferiscono e ricostruiscono i fatti senza esprimere giudizi, si mostrano in modo equidistante sia la visione laicista della possessione che quella religiosa.
12. New Jack City, Rai4, h. 22,55. Grande successo del 1991 di Mario Van Peebles, regista e anche attore (però il protagonista è un demoniaco Wesley Snipes) di questa crime story su un re del ghetto diventato potente grazie allo smercio di crack. Nulla di particolarmente nuovo, l’ennesima variazione sui temi Padrino e Scarface (quello di Brian De Palma). Il film, violentissimo, ha però una sua potenza ed è il perfetto, allarmante ritratto dell’età del crack, la droga più sporca di tutte. Da vedere.
13. Le balene d’agosto, MGM Channel, h. 21,05. In una casa sul mare del Maine due anziane sorelle negli anni del loro crepuscolo. Una è malata, l’altra la assiste. Film del 1987 diretto dal Lindsay Anderson del lontano e mai dimenticato If…, film-manifesto del ribellismo britannico fine anni Sessanta. Ma Le balene d’agosto vale per le sue protagoniste, due leggendarie attrici del grande cinema di una volta, Lillian Gish e Bette Davis (e la presenza delle Davis sembra suggerire qualche analogia con Che fine ha fatto Baby Jane?, pure quello con due sorelle, anche se in Le balene d’agosto la crudeltà del capolavoro di Aldrich si stempera in una quadro fin troppo aggraziato e composto). Attenzione, c’è anche il signore dell’horror Vincent Price.
14. L’isola del tesoro, 7 Gold, h. 21,00. Una delle tante trasposizioni cinematografiche del romanzo di Robert Louis Stevenson. Questa è del 199o e vede nella parte di Long John Silver Charlton Heston (è tutto un affare di famiglia, visto che alla regia c’è suo figlio, Fraser Clarke Heston). Ma il vero motico di interesse sta nel suo protagonista, un Christian Bale ancora ragazzino arrivato dritto dall’Impero del sole di Steven Spielberg. Vale la pena rivederlo poco più che esordiente, adesso che Bale ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista per The Fighter.
15. Heat – La sfida, Premium Cinema Energy, h. 21,00. Film del 1995 che eleva il suo regista Michael Mann ai vertici di Hollywood. Grande guardie-e-ladri movie con Robert DeNiro che prepara un colpo e Al Pacino che cerca di fermarlo. Per tutti e due è una lotta contro il tempo e i propri limiti. La genialità sta nell’uso delle due massime star maschili di allora, DeNiro e Pacino, confrontandole soprattutto attraverso il serratissimo montaggio. Anzi, la vera narrazione, il vero film, il racconto che ci appassiona non è la crime story che si svolge sotto i nostri occhi, ma il confronto tra i due attori-mattatori: un combattimento gladiatorio con le armi (comprese le più letali) della recitazione, e senza esclusione di colpi.

SEGNALAZIONI
16. L’ultimo dei Mohicani, Sky Cinema Passion, h. 23,15.
17. Nome in codice: Broken Arrow
, Sky Cinema Max, h. 21,00.
18. Al di là della vita
, Rai4, h. 1,10. FREE
19. Perché un assassinio
, Studio Universal, h. 23,10.
20. Orizzonte perduto
, Sky Cinema Classics, h. 1,10.
21. Le streghe di Eastwick
, Studio Universal, h. 21,00.
22. Le seduttrici
, Rai Movie, h. 21,00. FREE
23. Ong-Bak – Nato per combattere, Rai4, h. 21,10. FREE
24. Duplicity
, Mya, h. 21,00.
25. L’ultimo Apache, MGM Channel, h. 22,35.
26. Anamorph. I ritratti del serial killer
, Sky Cinema Max, h. 22,55.
27. La rivincita delle bionde, Sky Cinema Family, h. 22,45.
28. Street Fighter – Sfida finale
, AXN, h. 22,50.
29. Il giudice ragazzino, Rai Movie, h. 22,55. FREE
30. Chi trova un amico trova un tesoro
, Retequattro, h. 21,10. FREE
31. Nudo di donna
, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
32. In mezzo scorre il fiume
, Sky Cinema Passion, h. 21,00.
33.
Ishtar, Sky Cinema Comedy, h. 22,35.
34. Spy Kids – Missione 3-D Game Over
, Sky Cinema Family, h. 0,25.

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