FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (venerdì 25 marzo 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per vedere la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare (prima di vedere un film è meglio controllare, sempre su Film.tv.it, la sua presenza in palinsesto). Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. Il Decameron, Sky Cinema Classics, h. 23,20.
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2. La pelle, la7d, h. 23,15. FREE
3. Sleuth – Gli insospettabili, Cielo, h. 21,00. FREE
4. Il mucchio selvaggio, 7 Gold, h. 21,05. FREE
5. Furyo
, Rai Movie, h. 23,35. FREE
6. Ghost Dog – Il codice del samurai, Studio Universal, h. 0,55.
7. Il cattivo tenente
, Cult, h. 0,45.
8. Il cacciatore
, Premium Cinema Energy, h. 0,30.
9. Codice: Genesi
, Sky Cinema 1, h. 23,05.
10 ex aequo. Pelle di serpente
, MGM Channel, h. 22,40.
10 ex aequo.
Cado dalle nubi, Premium Cinema Energy, h. 21,00.
Commento:
1. Il Decameron, Sky Cinema Classics, h. 23,20. Il primo film della pasoliniana Trilogia della vita, cui sarebbero seguiti I racconti di Canterbury e Il fiore della Mille e una notte. Ma il Il Decameron resta il prototipo, quello in cui si fissa il modo di Pasolini di intendere la rappresentzione dell’eros al cinema, un eros veicolo di vitalità e distruttività, sublime e laido. Il film fu anche il maggior successo commerciale dello scrittore-regista, un successo di proporzioni inaudite e imprevedibili, e fondò il genere decamerotico, centinaia di imitazioni affollate di madonne e messeri assatanati di sesso. Ma quello di Pasolini è altra cosa, un’operazione geniale che trasporta il Decameron in una Campania tardomedievale più solare, tellurica e istintuale della Toscana boccaccesca. Popolarissimo e colto. A vederlo oggi si rimane imbarazzati e impietriti dall’estremisimo erotico, ma anche ammirati per la consapevolezza figurativa, letteraria, antropologica. Sbalorditivo, se confrontato a certo cinema italiano piccino e senza ambizioni di oggi.
2. La pelle, la7d, h. 23,15. Rivalutare Liliana Cavani  il suo cinema oggi così desueto, così datato, eppure ancora capace di aprirci squarci improvvisi sull’abisso. La pelle è il suo ultimo film veramente notevole e l’ultimo suo exploit commerciale. Siamo già agli inizi degli anni Ottanta, oltre il periodo dei film più famosi della Cavani (Il portiere di notte, Al di là del bene e del male) e il clima che ha prodotto il successo del suo cinema sta velocemente cambiando. Le ideologie tramontano, il sesso perde ogni carica politica e diventa puro consumo. La regista riesce ancora a incunearsi nell’immaginario in rapida ristrutturazione con questo film tratto dal resoconto romanzesco di Curzio Malaparte sulla Napoli del 1945 occupata-liberata dagli Americani (e dai loro alleati). Una città stremata dalla guerra e dalla miseria, e a fronte un occupante talmente forte e ricco da rasentare l’onnipotenza. Malaparte eccede e brutalizza, ci mostra come la privazione materiale vada di pari passo con l’abiezione. Cavani fedelmente mette in scena, poco o nulla ci viene risparmiato, dalle prostitute che per meglio piacere ai soldati neri si fanno bionde tra le cosce, alle madri che prostituiscono i figli ai marocchini dell’Armée, fino alla festa pagana dei femminielli. Una discesa agli inferi che oggi nessuno avrebbe il coraggio di trasporre in film. Dire disturbante è dir poco ma, signori, è la Cavani.
3. Sleuth – Gli insospettabili, Cielo, h. 21,00. Remake di un bellissimo film del 1972 del grande Joseph L. Mankiewicz, tratto da un play teatrale di gran successo di Anthony Schaffer. Mankiewicz, alla sua ultima regia, ne fece uno dei suoi mirabili esempi di cinema di conversazione (e di cinema della crudeltà); stavolta dietro la macchina da presa c’è Kenneth Branagh, e l’ambizione di ripetere quell’exploit è evidente e dichiarata. Il produttore, oltre che protagonista, Jude Law chiama a riscrivere la sceneggiatura addirittura il premio Nobel della letteratura Harold Pinter, il maggior commediografo di lingua inglese dell’ultimo mezzo secolo, il quale, a sottolineare il suo coinvolgimento nel progetto, appare anche in un cameo. Già questo rende Sleuth imperdibile. Pinter scarnifica il plot originale, pur rispettandolo in ogni suo passaggio narrativo, confonde ancora di più le tracce, intensifica il senso di minaccia, tende all’astrazione. La storia: il ricco e maturo scrittore di gialli Andrew Wyke (Michael Caine) chiama nella sua villa settecentesca, ma con interni che sembrano uno showroom di design e arte contemporanea, il giovane attore Milo (Jude Law), l’amante di sua moglie, colui che gliel’ha portata via per sempre. Milo gli chiede di divorziare, Andrew contrattacca con una proposta: ruba i gioielli di mia moglie, io potrò intascare i soldi dell’assicurazione e tu, rivendendoli, potrai ricavare quanto serve a te e a lei per vivere da ricchi. Non è che la prima mossa di una complicata partita a due di inganni e controinganni, con continui rovesciamenti e colpi di scena, con identità che si mascherano e si rivelano a sorpresa. Chiaro che è un gioco al massacro, ma chi lo conduce? E chi è il carnefice e chi la vittima? Il testo, già tesisssimo in origine, viene reso ancora più inquietante da Pinter. Michael Caine, che nel film di Mankiewicz era il giovane amante, qui si cala nell’altro ruolo, in un ulteriore ribaltamento e slittamento. Film presentato a Venezia e snobbato dai critici e accolto malamente anche dal pubblico. Peccato. Merita di più, molto di più.
4. Il mucchio selvaggio, 7 Gold, h. 21,05. Allora, 1969, fu preso come la risposta e la riscossa del cinema americano nei confronti dei western di Sergio Leone che ormai avevano egemonizzato il mercato mondiale. In realtà Sam Peckinpah e i suoi western muscolari e antiretorici (vedi Sierra Charriba), barbarici e di una violenza mai vista prima in John Ford e Anthony Mann, preesistevano a quelli di Leone e forse lo avevano influenzato. Il mucchio selvaggio è un vertice del genere, un titolo diventato leggenda. La discesa al Messico di una banda sregolata di pistoleros diventa letteralmente discesa all’inferno e finisce in un massacro difficile da dimenticare. Cast incredibile: William Holden, Ernest Borgnine, Robert Ryan, Ben Johnson, nomi della grande vecchia Hollywood per un film che fa calare definitivamente il sipario su quel glorioso, armonico passato per aprirlo su un tempo nuovo (e su un cinema) molto più sporco, ambiguo e cattivo.
5. Furyo, Rai Movie, h. 23,35. Il Nagisa Oshima dell’Impero dei sensi filma nell’83 questa abbastanza incredibile storia di erotismi in un universo concentrazionario. Siamo in un campo di prigionia giapponese durante la Seconda guerra mondiale. Ryuichi Sakamoto, il musicista qui attore, è un ufficiale che perde la testa per un prigioniero inglese, che è poi David Bowie in una delle sue rare incursioni sul grande schermo. Omoerotismo secondo il cinema alto e art-house di quei tempi, quindi raffinatezze formali, deviazioni sul sadismo, autorepressione ecc. David Bowie algido, non si sa se per scelta o per inespressività congenita. Furyo è ormai un reperto archeologico e come tale va visto e valutato.
6. Ghost Dog – Il codice del samurai, Studio Universal, h. 0,55 . C’è gente che lo considera fra i più bei film della storia. Io non arrivo a tanto, ma devo ammettere che questo Jim Jarmusch del 1999 è forse il suo migliore, con quell’ascetismo tra Dreyer, Bresson, Schrader e Melville. Soprattutto l’asciutto, stoico, virilmente malinconico Melville di Le samouraï/Frank Costello faccia d’angelo. Il protagonista di Ghost Dog, di mestiere killer, vive appartato coltivando l’arte (marziale) del Bushido, in una ascesi e un percorso iniziatico che vuol essere quello dei Samurai. Onore, colpa, redenzione, sublimazione di sè attraverso la morte. Con Forest Whitaker e l’Henry Silva risumato da tanti B-movie italiani.
7. Il cattivo tenente, Cult, h. 0,45. L’originale di Abel Ferrara del 1992, non il quasi-remake con lo stesso titolo girato un paio di anni fa in America da Werner Herzog. Un poliziotto carogna incastrato in storie di droga, debiti e altre abiezioni, ridotto a pura bestialità e depravazione, si mette sulle tracce di due sciaguratio che hanno violentato una suora. L’irrisolata tensione tra il crimine e la santità, tra il lercio e il puro, come in tanti film degli italiani-americani, Scorsese in testa, ma qui, in Ferrara, senza possibile riscatto e redenzione. Film di rara sgradevolezza, un’immersone nella melma più profonda dell’essere, che però comunica un dolore quasi fisico. Un film che è un lungo urlo represso. Harvey Keitel in una delle sue interpretazioni più convinte ed estreme.
8. Il cacciatore, Premium Cinema Energy, h. 0,30. Un gruppo di amici working class festeggia con una quasi rituale caccia al cervo prima di partire per il Vietnam. Dopo, incomincerà la disgregazione, l’incontro con la violenza, il sangue e la morte, la discesa per alcuni nella follia. Forse il film più bello sul Vietnam, il più sanguinante e doloroso, più di Apocalypse Now. Il cacciatore si occupa di individui, persone, travolti dalla furia della guerra, non si erge come il film di Coppola ad affresco e monumento. Ma noi non dimenticheremo più certe scene, come il Bob De Niro che in una bisca di Saigon accetta la sfida alla roulette russa con l’amico Christopher Walken ormai impazzito e drogato di morte. Capolavoro (anno 1978) che lanciò Michael Cimino, destinato a bruciarsi e autodistruggers, in una della parabole più inquietanti della Hollywood delle ultime decadi.
9. Codice: Genesi, Premium Cinema, h. 23,05. Potrebbe diventare un culto, questo post-apocalittico uscito l’anno scorso e passato, soprattutto in Italia, senza lasciare tracce. Diretto dai fratelli Hughes di From Hell, presenta il solito eroe solitario, stavolta un massiccio Denzel Washington, percorrere il consueto paesaggio del dopo catastrofe, con quel che rimane di una guerra devastante che ha distrutto uomini e cose. Rovine americano costellano gli orizzonti di Codice: Genesi, ed è questa parte visiva la più potente e convincente del film, girato in un colore-non colore grigio-nero che conferisce al tutto un aspetto come di cenere, carbone, materia combusta e consumata. Il resto è meno interessante, con l’eroe, il Sopravvissuto, che si aggira armato ed è letale nel colpire chiunque voglia nuocergli. Incontrerà un piccolo tiranno, signore di un territorio desolato, che vorrebbe eliminarlo, ma l’eroe sopravviverà anche stavolta. Criptici messaggi vengono di tanto in tanto lanciati dai sentenziosi dialoghi, aleggia un’aura sapienzale un po’ tronfia (il titolo originale è nientemeno che The book of Eli, che suona arcano e biblico). Ma il film ha una sua oscura forza che lo rende nient’affatto trascurabile.
10 ex aequo. Pelle di serpente, MGM Channel, h. 22,40. Uno dei film americani di Anna Magnani, allora al massimo della carriera, scritto da Tennessee Williams e diretto (1959) da Sidney Lumet. Con lei c’è Marlon Brando, nientemeno, nella parte di un vagabondo con chitarra e giacca di pelle di serpente addosso (un capo-feticcio che verrà citato e ripreso dal Nicolas Cage di Cuore selvaggio di David Lynch). Film leggendario, anche se a suo tempo fu un flop. E che merita di essere visto se non altro per la coppia protagonista, composta da due miti smisurati del cinema. Molti detestano Tennessee Williams, io lo adoro.
10 ex aequo. Cado dalle nubi, Premium Cinema Energy, h. 21,00. Dopo l’enorme successo di Che bella giornata, 45 milioni di euro finora incassati, secondo risultato italiano di sempre al box office dopo La vita è bella, conviene rivedere questo Cado dalle nubi, esordio al cinema del golden boy Checco Zalone. Con i suoi 20 milioni di euro rastrellati a sorpresa fece capire un anno fa che era nata una stella. Vicenda spruzzata di qualche elemento autobiografico, in cui Zalone è un cantante pugliese (autobiografico) che emigra nella Milano delle tv (autobiografico), dei talent, dell’immagine per diventare famoso, e che si innamora della figlia di un leghista (non autobiografico). Lui è irresistibile.

SEGNALAZIONI
11. Cabin Fever, Rai4, h. 0,50. FREE
12. Lo squalo, Premium Cinema, h. 1,10.
13. Fuga per la vittoria
, Studio Universal, h. 21,00.
14. Duplicity
, Mya, h. 22,45.
15. Harry ti presento Sally
, Sky Cinema Passion, h. 22,55.
14. Il paradiso può attendere, Studio Universal, h. 23,00.
16. Zona di guerra
, Cult, h. 23,00.
17. Qualcuno volò sul nudo del cuculo, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
18. Il fantasma dell’Opera
, Iris, h. 22,45. FREE
19. Trauma
, Sky Cinema Max, h. 21,00.
20. La seconda notte di nozze
, RaiTre, h. 21,05. FREE
21. I figli degli uomini
, Premium Cinema Emotion, h. 21,00.
22. Belfagor – Il fantasma del Louvre
, Iris, h. 21,00. FREE
23. Case 39
, Sky Cinema 1, h. 21,10.

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