FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (lunedì 27 giugno 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per la programmazione completa delle varie reti, consultare Film.tv.it. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare. Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. Il ribelle dell’Anatolia (America, America), Studio Universal, h. 22,10.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=o5P9QfIZf5c&w=425&h=349]
Poderoso affresco in b/n firmato Elia Kazan nel 1963, a mio parere il suo capolavoro. Ispirandosi alla storia di un suo zio, il regista di famiglia greco-americana racconta di un ragazzo della minoranza ellenica ortodossa in terra anatolica sul finire dell’impero ottomano, ultimi scampoli di Ottocento. Vita grama di povertà, oppressione, diritti conculcati, minaccia di pulizie etniche da parte dei dominatori turchi (come in quegli anni sta già accadendo agli armeni). Il giovane Stavros vuole scappare da quell’inferno, da quella terra malsicura, sogna l’America e la libertà, intanto emigra a Istanbul/Costantinopoli da un parente e trova rifugio in una ricca famiglia. Ma il sogno americano lo perseguita, e si imbarcherà verso l’agognata meta. Ce la farà dopo inenarrabili peripezie. Un’epopea umana che è anche senza saccenteria alcuna un affresco storico e la rievocazione di un mondo perduto e da noi sconosciuto e rimosso, quello dei greci nell’Anatolia ottomana, una cultura che di lì a due decenni dal tempo in cui è ambientato il film, sarebbe stata spazzata via. Formidabile performance di Stathis Gialleis come Stavros, un James Dean mediterraneo che dopo questo exploit non si sarebbe mai più ripetuto. Visto pochi mesi alla Cineteca di Milano, e vi assicuro che il film resiste straordinariamente bene a distanza di quasi 50 anni. Un classico. Fate di tutto ma proprio tutto per vederlo.

2. The Prestige, Joi, h. 21,00.
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Uno dei migliori film dell’ultima decade, uno dei risultato più alti di quel regista grande, grandissimo, ormai un maestro, che è Christopher Nolan. In una Londra tardovittoriana assai steampunk (vapori, macchinerie e ferraglie abbondano) due illusionisti prima amici e poi nemici acerrimi, si contendono la piazza e il pubblico, cercando di stupire in un crescendo di trucchi sempre più complicati e arditi e anche pericolosi. Naturalmente c’è di mezzo pure una donna contesa. Ma i duellanti (Hugh Jackman e il torvo, al solito, Christian Bale) sono anche alla ricerca del segreto della madre di tutti i trucchi e le illusioni: l’ubiquità. Con Scarlett Johansson. Film vicino al capolavoro.

3. Gli intoccabili (di Giuliano Montaldo), Iris, h. 23,00. FREE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ezC55FMjeqc&w=560&h=349]
L’evento della serata filmica tv. Signori, questo è un titolo mitico del 1968 che per decenni è stato invedibile e solo da poco è ritornato alla luce. Una produzioner italiana di quando il nostro cinema era secondo solo a Hollywood e sapeva confezionare film di genere di assoluto livello globale, e di una qualità e con mezzi che oggi ce li sogniamo. Un gangster-movie diretto con mano salda da Giuliano Montando e con un cast da urlo: John Cassavetes, Peter Falk, Britt Ekland, Gabriele Ferzetti. Un galeotto viene tirato fuori dal carcere da un mafioso perché realizzi un colpo a un casinò di Las Vegas. Seguono spari e sangue e colpi di scena da cuore in gola, come si addice a un noir di livello international. Score di Morricone, naturalmente. Di culto. Anche perché dove li trovi Peter Falk e John Cassavetes, amici anche nella vita, insieme in un film italico? Gira la leggenda secondo cui ci sarebbe una comparsata di Jim Morrisom. Mah. PS: l’omonimo film di Brian De Palma è di molti, molti anni dopo.

4. A qualcuno piace caldo, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
Una delle più belle commedie di sempre, e non è un’esagerazione. Qui, insieme a qualche Lubitsch e Donen, siamo al vertice. Se in questa classifica è solo al quarto posto è perché lo abbiamo già visto e rivisto decine di volte, ma sarebbe da primo stabile. Non ti stanchi mai di guardarlo, e di seguire le avventure dei due incredibili travesta Jack Lemmon e Tony Curtis che si fingono donne per sfuggire a dei bruti del crimine organizzato anni Venti. Ovvio che si innamorino di Zucchero/Marilyn, qui alla sua migliore interpretazione, sexy e straziante insieme come solo lei sapeva essere. E poi quella chiusa, quella battuta, quel “nessuno è perfetto”. Incommensurabile. Riflessione molto europea e weimeriana sui sessi. Una lezione di cinema fornita da Billy Wilder senza sentenziosità e alterigia, dunque tanotopiù efficace.
5. Closer, Canale 5, h. 23,30. FREE
Due coppie, e la ronde di amori e disamori e tradimenti che si innesca tra i quattro componenti. Disincantata e anche crudele commedia sui sentimenti degli anni zero (il film è del 2004) che il veterano Mike Nichols del Laureato mette in scena con ritrovata forza. Il miglior film della sua seconda parte di carriera. Gran quartetto di interpreti: Jude Law, Julia Roberts, Clive Owen e una strepitosa Natalie Portman nel ruolo che ha rivelato il suo talento adulto.
6. A Letter to Elia, Studio Universal, h. 21,00.
Il docu-omaggio che Martin Scorsese ha dedicato nel 2010 a uno dei maggiori autori del cinema americano tra anni Quaranta e Sessanta, Elia Kazan. Interventi di Scorsese si alternano a lunghi brani di un’intervista rilasciata dal regista greco-americano poco prima della sua morte (2003), nella sua casa newyorkese tra testimonianze e cimeli e memorie della sua vita e della sua carriera. Dagli inizi nel teatro militante degli anni Trenta, all’ombra del Communist Party, fino ai trionfi hollywoodiani del Selvaggio e di Un tram che si chiama desiderio e alla famigerata denuncia dei suoi ex compagni di partito di fronte alla commissione MacCarthy. Esperienza traumatica di cui Kazan dice pochissimo, e su cui Scorsese insiste ancora meno. Il docu è tuttosommato abbastanza celebrativo, esteriore e inoffensivo, molto accurato ma non particolarmente interessante e poco profondo, e il protagonista, più che il regista greco-americano, è Scorsese stesso, che narcisticamente dilaga e ci tiene soprattutto a raccontare la sua passione per il cinema di Kazan, La valle dell’Eden in primis, e su come quel cinema lo abbia formato. Il che rende A letter to Elia abbastanza deludente. (Sempre su Studio Universal segue la messa in onda di uno dei capolavori di Kazan, Il ribelle dell’Anatolia: vedi alla posizione n. 1).
7. Gruppo di famiglia in un interno, Sky Cinema Classics, h. 0,45.
Storia quasi autobiografica di un anziano professore, un meraviglioso Burt Lancaster tornato a lavorare con Luchino Visconti dopo Il Gattopardo, che progressivamente e masochisticamente slitta verso la dissoluzione etica, psicologica, esistenziale, dopo essere entrata in contatto con un mondo a lui estraneo, quello di un gruppo di govani chiassosi, volgari, maligni. Per uno, Helmut Berger (a quel tempo attore-feticcio e amante del regista), il professore proverà una passione senile, che sarà la sua rovina. Un fumettone? Signori, chiamiamolo mélo. C’è tutto Visconti, il solito Visconti, quello di Senso e di Morte a Venezia, innanzitutto. La passione per i bei ragazzi che diventa (erano altri tempi) sintomo e simbolo della decadenza di un’intera classe. Lugubre, morboso, plumbeo, claustrofobico. Attraversato da donne-vampiro, come la rapace vicina Silvana Mangano. Anche ridicolo e patetico quando Visconti cerca di rappresentare, da vecchio e non conoscendoli, i gusti e i modi e gli stili dei giovani. Così li fa ballare, nel 1974!, al suono di Testarda io di Cristiano Malgioglio cantata da Iva Zanicchi. Tutto questo è spaventosameente kitsch, è vero, ma a Visconti va riconosciuta l’onestà dell’esibizione, il coraggio di mostrare le viscere senza più pudore, come un vecchio attore che davanti alla platea si toglie il cerone. Lo spettacolo talvolta è insostenibile, ma di una intensità che non possiamo non risconoscere.
8. Il lamento sul sentiero, RaiTre, h. 1,00. FREE
Fuori Orario dedica questa sua puntata a un film del 1955 che rivelò il talento e l’occhio cinematografico dell’indiano Satyajit Ray, uno di quei registi che tra anni Cinquanta e Sessanta imperversarono nei festival e nei cineforum parrocchiali (e difatti con Aparajito vinse il Leone d’oro a Venezia 1959). Il lamento sul sentiero è il pimo film della trilogia edicata ad Apu e alla sua famiglia: un affresco minuzioso della vita delle classi popolari nell’India di quel tempo, moto lontana dalla rampante potenza economica di oggi. Stile ultraneorealista e disadorno, una sorta di contemplativo, rarefatto cinema gandhiano che oggi risulta remoto, lontano anni luce dalla nostra sensibilità. Per questo val la pena dargli più di un’occhiata distratta.
9. 27 baci perduti, Cult, h. 21,00.
Uno dei rari film georgiani approdati dalle nostre parti. Del 2000, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, racconta della visita di una ragazzina in un villaggio della Georgia ancora sovietica e dei piccoli grandi sconvolgimenti che scatena intorno a lei. L’occasione per buttare l’occhio su un realtà non poi così mediatizzata come quella georgiana.
10 ex aequo. Vicky Cristina Barcelona, Canale 5, h. 21,10. FREE
Uno dei maggiori successi al box-office del Woody Allen più recente. Commedia iberico-catalana con turista americana (Scarlett Johansson) e una caliente coppia locale, Javier Bardrm e Penelope Cruz, chi se no? Oscar a Pen comer migliore non protagonista, e amore vero sul set tra lei e Javier. Un bozzetto etnico abbastanza ovvio, ma realizzato con la consuetà abilità woodyalleniana nei dialoghi e nella direzione degli attori.
10 ex aequo. Johnny Oro, 7 Gold, h. 21,05. FREE
Maccheroni-western di un maestro del genere, Sergio Corbucci, che qui però abbandona il truce e il trucido del capolavoro Django e si inoltra sui sentieri meno selvaggi della commedia. Johnny Oro è un pistolero ribattezzato così per via della sua arma tutta in prezioso metallo. Con Mark Damon (quello dell’immortale musicarello Dio come ti amo! con Gigliola Cinquetti) e Valeria Fabrizi. Adorato dai corbucciani di stretta osservanza.

E ancora
11. Non per soldi… ma per denaro
, MGM Channel, h. 21,00.
Billy Wilder dirige la sua coppia preferita Walter Matthau-Jack Lemmon in una commedia di inarrivabile cinismo.
12. Un bacio romantico (My Blueberry Nights), Rai Movie, h. 22,35.
Il film americano che il cultistico Wong Kar Wai ha girato con Norah Jones e  Jude Law.
13. Silent Hill
, Premium Energy, h. 21,00.
Horror francofono tratto da un videogioco.
14. Provaci ancora, Sam, Sky Cinema Classics, h. 23,10.
Uno dei film che nei primi ‘7o fondarono-codificarono il mito (e anche la maschera) di Woody Allen, stranamente non diretto da lui ma da Herbert Ross.
15. Dopo mezzanotte, Iris, h. 21,15.
Amori e varie disavventure esistenziali all’ombra della Mole Antonelliana, tra le ombre del Museo del cinema.
16. Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans
, Sky Cinema Max, h. 0,30.
Escursione americana di Werner Herzog per raccontarci di un poliziotto carogna ma carogna che più non si può.
17. Vanilla Sky, Sky Cinema Passion, h. 22,45.
Esordio hollywoodiano di Penelope Cruz, che sul set fece innamorare Tom Cruise.
18. Come uccidere vostra moglie
, MGM Channel, h. 23,05.
La cosa notevole è che questa commedia con Jack Lemmon è uno dei pochi film della carriera hollywoodiana di una Virna Lisi di vertiginosa bellezza.
19. Bambola
, Retequattro, h. 23,30.
Vertice trash di Bigas Luna che in una scena memorabile fa sgusciare un’anguilla tra le cosce di Valeria Marini.
20. Another Country, Cult, h. 0,30.
Così un gay nella Oxford anni Trenta diventa comunista e spia sovietica.

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