FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (mercoledì 6 luglio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per la programmazione completa delle varie reti, consultare MyMovies Tv. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare. Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. Dune, Iris, h. 21,00. FREE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=l5O0dwwLpIs&w=560&h=349]
Un film di fantascienza ad alto budget firmato David Lynch oggi sembra davvero fantascienza. Eppure nel 1984 era possibile. Dopo il successo di The Elephant Man Lynch si ritrovò in mano un budget di 45 milioni di dollari messogli a disposizione da un Dino De Laurentiis già con alle spalle parecchi sucessi in terra americana. Saga di quattro pianeti con relative dinastie  e potentati in lotta tra loro (c’entra una sostanza su cui tutti vogliono mettere le mani, la Spezia, c’entra un Messia di nome Mahdi molto atteso, c’entra una guerra di conquista dell’universo chiamata jihad, addirittura), Dune è uno spettacolo smisurato e sontuoso, con gli effetti speciali di Carlo Rambaldi e il gusto tutto lynchiano per il freak. Quello che ne esce non piace a nessuno, nemmeno a De Laurentiis, e non piace al pubblico. Flop clamoroso, ma destinato col tempo ad assurgere a culto. Oggi bisogna vedere Dune inscrivendolo nel percorso surreal-allucinato del suo autore, e ammirandone i cameos: la grande Silvana Mangano in testa, e Sting.

2. A Serious Man, Sky Cinema Passion, h. 1,00.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=EsTIBJDZNks&w=560&h=349]A serious man resta il miglior esito dei fratelli Coen negli ultimi anni (sì, anche meglio del pur buono Il grinta), il loro film più personale e intimo. Dopo tante scorribande tra generi e linguaggi, i fratelli di Minneapolis tornano qui a una storia fors’anche in parte autobiografica, affondata nell’humus della cultura yiddish americana. Un ritorno a casa per i Coen, che costruiscono questa parabola (con prologo nell’Europa orientale degli shtetl), tutta inscritta nella tradizione ebraica, su un pover’uomo, un professore che i guai sembra tirarseli addosso. Il lavoro va male, la moglie lo tradisce e lo molla, i figli se ne fregano di lui. Siamo negli anni Sessanta e il poveretto chiede lumi ai rabbini, senza cavarne apparente beneficio. La sua vita scalcagnata prosegue, forse per una punizione del cielo, forse come espiazione di una colpa oscura e inconsapevole. Il tutto nei toni della commedia, però teso e angosciante. Una meditazione sul male che può colpire l’innocente, sugli strani destini dell’uomo e (forse) sugli imperscrutabili disegni divini. Bellissimo.

3. Bastardi senza gloria – Inglorious Basterds, Premium Cinema, h. 21,15.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=WmLJmTWHJTE&w=560&h=349] Travolgente Tarantino, un capolavoro che è un omaggio al cinema tutto, quello di genere dei B-movie bellici all’italiani (Quel maledetto treno blindato di Castellari) come dei bergfilm tedeschi degli anni Trenta. Quentin reinventa e piega a sè la Storia della seconda guerra mondiale, inventandosi un finale con Hitler che non c’è mai stato nella realtà. Una brigata di ebrei si infiltra oltre le linee tedesche per sabotare il nemico. Un pugno di bastardi senza gloria, la metà di una sporca dozzina fatta da bravacci che non si fermano davanti a niente. Ma quello che impressione è lo smisurato amore per il cinema di Quentin, qui all’apice del suo furore citazionista. Grandissimo, certo. Ma viene il dubbio che Tarantino si sia ormai infilato in un circolo vizioso autistico fatto di passioni e ossessioni personali e che ogni contatto con la realtà e l’oggi si sia dissolto. Come Fellini che si rinchiudeva nel suo studio di Cinecittà e lì ricreava il suo mondo di cartapesta senza più rapporti con l’esterno. Credo, temo, che Tarantino sia giunto alla stesso grado di solipsismo e autoreferenzialità. Spero che il suo prossimo film mi smentisca. Segue, sempre su Premium Cinema, un altro film di Tarantino, in una sorta di serata speciale dedicata al regista californiano: Jackie Brown (vedi al numero 6).

4. Il presidente – Una storia d’amore, Studio Universal, h. 21,15.
Avviso a tuti i sorkini, ovvero tutti quelli e quelle che han perso la testa per Aaron Sorkin, sceneggiatore assai cool, celebrato dal New Yorker quale genio della contemporanea scrittura filmica e tv, premio Oscar e Golden Globe come migliore sceneggiatore per The Social Network. Ecco, questo è un film che a suo tempo passò quasi inosservato in Italia, solo che avendolo scritto Aaron Sorkin brilla oggi di nuova luce e va dunque as-so-lu-ta-men-te visto, assicurano i suoi cultori. La storia: il presidente Usa, vedovo, si innamora di una lobbista. Lui è Michael Douglas, lei Annette Bening. Ricorda West Wing? Come no, anche quello è scritto da Aaron Sorkin.
5. Inside Man
, Premium Cinema Energy, h. 0,40.
Uno dei film che preferisco di Spike Lee: il quale, quando lascia perdere i suoi fantasmi ideologici e le sue ossessioni etnico-razziali, riesce ad appassionare come pochi. Questo Inside Man è una delle sue produzioni più commerciali e, dal suo punto di vista, alimentari e compromissorie, però girato alla grandissima. Classico heist movie, parte con un gruppo di rapinatori che irrompe in una banca. Ma non è che l’inizio di un intrigo dagli sviluppi inimaginabili, dove i colpi di scena si susseguono e disegnano un universo di avidità e abiezione in cui non sai più da che parte stiano il bene e il male, i buoni e i cattivi. Clive Owen, qui nella sua riuscita migliore, è il capo della banda, Denzel Washington (magnifico) un poliziotto pronto a tutto, Jodie Foster un’ambigua mediatrice. Il più alto incasso nella carriera di Spike Lee. Peccato non ne faccia più spesso di film così.
6. Jackie Brown
, Premium Cinema, h. 23,50.
Il secondo Tarantino della serata tv, dopo Inglorious Basterds (vedi alla posizione #3), ed è il Tarantino più sottovalutato e meno amato. Forse perché Jackie Brown veniva dopo l’immenso successo di Pulp Fiction e le aspettative erano smisurate e smodate, e quando arrivò la delusione fu inevitabile. Rivisto serenamente oggi, Jackie Brown ci consegna un Tarantino più che mai strepitoso nell’arte del dialogo e ancora agganciato a una trama solida (il film è tratto, pur prendendosi molte libertà, da un romanzo di Elmore Leonard). Il citazionismo cinefilo c’è ed è ovunque, ma non ancora soverchiante rispetto al plot, come accadrà invece da Kill Bill in poi. Protagonista Pam Grier, diva della blaxploitation anni Settanta adorata da Tarantino e qui usata come puro feticcio. C’è anche Robert DeNiro.
7. Transformers – La vendetta del caduto
, Sky Cinema Hits, h. 22,50.
Adesso che l’appena uscito Transformers 3 (niente male, va detto) sta spaccando i botteghini di tutto il mondo (siamo già a 400 milioni di incasso worldwide in poco più di una settimana), conviene ridare un’occhiata alla puntata precedente della saga degli oggetti mutanti con la guerra fracassona tra Autobot e Decepticon. Oltretutto qui, accanto a Shia LaBoeuf c’è ancora Megan Fox, che purtroppo nella terza puntata sparisce.
8. Il giorno della locusta, Sky Cinema Classics, h. 0,25.
Grande e dimenticato film di John Schlesinger sulla corruttrice e crudele Hollywood Babilonia degli anni Trenta. Tratto dal libro di Nathanael West non ebbe allora, anno 1975, alcun successo e incrinò la carriera del regista che fino a quel momento aveva inanellato una sequenza trionfale, da Darling a Un uomo da marciapiede a Domenica, maledetta domenica. Un film da ritrovare. Scrive il critico Andrea Bruni, in una delle sue acuminate, fulminanti note fatte circolare su Facebook, a proposito della scena finale: “Quante volte il cinema è riuscito a mostrarci l’Inferno? Direi che si posso  contare sulle dita di una mano: penso alla Los Angeles divorata dalle fiamme ed invasa da una umanità ferina e cieca ne Il giorno della locusta di John Schlesinger…”.
9. Mine vaganti, Sky Cinema Passion, h. 21,00.
La conversione di Ferzan Ozpetek alla commedia-commedia, un cambio di rotta che al box office ha pagato, eccome. Mine vaganti è stato uno dei maggiori successi del cinema italiano l’anno scorso, e adesso approda in tv, con la prospettiva di fare buoni ascolti. Tommaso torna da Roma, dove ha studiato economia e commercio, a casa, in Salento, dalla famiglia proprietaria di uno storico pastificio che lo attende con trepidazione per consegnargli la (co)gestione dell’azienda. Grandi tavolate, alla Ozpetek, con tutto il clan attovagliato. E il cinema insegna (vedi Festen) che sono proprio le riunioni di famiglia dalle molte portate le più esplosive per gli equilibri interni. Difatti Tommaso (Ricardo Scamarcio), che è gay, vorrebbe dirlo a mamma e papà e parenti vari riuniti intorno a lui ma, sorpresa, lo precede il fratello maggiore (Alessandro Prezioso) dichiarando coram populo di essere pure lui omosessuale. Al babbo quasi viene l’infarto, ma poi tutto si aggiusterà. Il felpato Ozpetek stavolta affronta il tema a lui caro dell’omosessualità più esplicitamente del solito, ma solo un po’ di più. Ancora si gioca su dispositivi narrativi non proprio nuovi come lo scontro tra la mentalità sudista virilista e le istanze di liberazione (omo)sessuale, ancora si costruisce un film sul dilemma “lo dico o non lo dico in famiglia che sono gay?”, tutte cose che i film americani hanno trattato e liquidato qualche decennio fa. Mine vaganti è apparentemente trasgressivo, in realtà accomodante e abbastanza vetusto. Resta da capire la parte giocata, in questo viraggio ozpetekiano verso la commedia, dallo sceneggiatore Ivan Cotroneo, che si direbbe il vero autore occulto e la mente di Mine vaganti.
10 ex aequo. Italiano per principianti, Cult, h. 23,15.
Commedia danese del 2000 su un gruppo di persone che decidono chissà perché di frequentare un corso di italiano (e già questo merita la visione). Pretesto per mettere a contatto caratteri e storie diverse. Con un barista tifoso della Juventus, pre-Calciopoli ovviamente. Curioso. Divertente. Girato in stile Dogma-von Trier, camera a mano ed effetto verità. L’Italia vista da Copenaghen.
10 ex aequo. The Opposite of Sex – L’esatto contrario del sesso, Sky Cinema Comedy, h. 0,25.
Commedia del 1998 molto cinica e molto gay che sembrò lanciare alla grande la sua protagonista Christina Ricci e il suo regista Don Roos. Entrambi poi non avrebbero mantenuto le promesse di allora, però quel loro film anche a distanza di anni resta un buon esempio di cinema abrasivo e witty (e anche parecchio dark). Una sedicenne rimasta orfana dell’orrendo patrigno corre a raggiungere il fratallastro gay, appena rimasto a sua volta vedovo del compagno morto di Aids e già in amore con un nuovo ragazzo, Matt. La perfida sorellina-sorellastra gli ruba l’innamorato, se ne scappa con lui e diecimila dollari rubati. Oltretutto è incinta, anche se lei bara parecchio su chi è il padre. Commedia di inganni e controinganni di una certa spietatezza e velonosità, dunque ottima come antidoto a tanto cinema alla melassa.

E ancora
11. King Kong (di John Guillermin), Iris, h. 23,30. FREE
Il primo remake (anni Settanta, produzione americana di Dino De Laurentiis, effetti di Carlo Rambaldi) del mitologico scimmione che dai mari esotici appproda a New York scalando i grattacieli come alberi della foresta. Jeff Bridges è il ricercatore buono, Jessica Lange la bella. Ma il meglio è lui, King Kong, più umano degli umani.
12.
Nikita (il film), Steel, h. 21,15.
Prima del (pur bellissimo) serial tv ci fu questo film-matrice – anno 1990 – di Luc Besson, di quando ancora Besson ci stupiva con storie di perfetta costruzione e con una forte idea narrativa. Una povera disgraziata – una tossicomane diventata assassina quasi senza rendersene conto – viene condannata all’ergastolo. Ma i servizi segreti se la prendono in carico e la ricattano con una proposta che non può rifiutare, o diventi un nostro agente e fai quello che ti ordiniamo, oppure ti facciamo fuori. Nikita viene riprogrammata e diventa una perfetta, implacabile macchina per uccidere. Gran storia, non c’è che dire, e difatti le platee di tutto il mondo se ne innamorarono. Anne Parillaud, indimenticabile, nel ruolo della vita. Peccato non si sia più ripetuta agli stessi livelli, se non in Gangsters di Olivier Marchal.
13. Io sono leggenda
, Premium Cinema Energy, h. 21,15.
Post-apocalittico con un Will Smith che si aggira in una metropoli devstata da un virus killer e percorsa da assassini. Non male, ma Will Smith è troppo piacione per fare l’eroe solitario salvaumanità, non ha la necessaria sobrietà virile di un Clint Eastwood.
14. Codice: Genesi
, Sky Cinema Max, h. 22,45.
Potrebbe diventare un culto, questo post-apocalittico uscito l’anno scorso e passato, soprattutto in Italia, senza lasciare tracce. Diretto dai fratelli Hughes di From Hell, presenta il solito eroe solitario, stavolta un massiccio Denzel Washington, percorrere il consueto paesaggio del dopo catastrofe, con quel che rimane di una guerra devastante che ha distrutto uomini e cose. Rovine americano costellano gli orizzonti di Codice: Genesi, ed è questa parte visiva la più potente e convincente del film, girato in un colore-non colore grigio-nero che conferisce al tutto un aspetto come di cenere, carbone, materia combusta e consumata. Il resto è meno interessante, con l’eroe, il Sopravvissuto, che si aggira armato ed è letale nel colpire chiunque voglia nuocergli. Incontrerà un piccolo tiranno, signore di un territorio desolato, che vorrebbe eliminarlo, ma l’eroe sopravviverà anche stavolta. Criptici messaggi vengono di tanto in tanto lanciati dai sentenziosi dialoghi, aleggia un’aura sapienzale un po’ tronfia (il titolo originale è nientemeno che The book of Eli, che suona arcano e biblico). Ma il film ha una sua oscura forza che lo rende nient’affatto trascurabile.
15. Intacto, Rai Movie, h. 22,45. FREE
Eccentrico thriller spagnolo del 2002 su un gruppo di persone che nella loro vita hanno toccato la fortuna, quella vera, perché sono sopravvissute a un incidente aereo, a un massacro, a un terremoto, mentre gli altri soccombevano. Come drogati dalla fortuna, continueranno a sfidarla e a sfidarsi. Film assolutamente inclassificabile, che a suo tempo vinse in patria parecchi premi Goya, poco visto da noi. Da non perdere. Con Max Von Sydow. Il regista Juan Carlos Fresnadillo avrebbe poi girato in Inghilterra il fantascientifico-horror 28 settimane dopo.
16.
Prince of Persia – Le sabbie del tempo, Sky Cinema 1, h. 21,10.
L’avventuroso-fantastico diretto da Mike Newell e tratto da un videogame molto amato. Prodotto da quel volpone di Jerry Bruckheimer per la Disney, doveva essere un blockbuster e non lo è stato, almeno in America. Questa storia, con protagonista un Jake Gyllenhaal irriconscibile e anche imbarazzante come eroe iper macho dai muscoli gonfiati, mescola in una Persia piuttosto immaginaria elementi e stilemi incongrui che vengono un po’ dalle Mille e una notte e un po’ da mondi e immaginari pre-arabi e pre-islamici. Ne esce un’avventura colorata dal sapore orientalista che, se non è piaciuta in America e Europa (dove gli incassi sono stati deludenti), ha funzionato invece benissimo nel resto del mondo, diciamo quello più culturalmente lontano dall’Ocidente. Prince of Persia ha realizzato incassi mostruosi in paesi come Turchia, Egitto, Marocco, in tutto il Medio Oriente, in Africa. Strana duplicità e strano (ma neanche troppo) strabismo del pubblico. Una case history affascinante, questo esito diverso sui vari mercati, che meriterebbe di essere indagata e analizzata, e che rende Prince of Persia molto interessante al di là del dato puramente filmico.
17. Oltre le regole – The Messenger, Sky Cinema +24, h. 21,00.
Il messaggero, in questo film del 2009, è un ufficiale che ha il difficile incarico di contattare le famiglie dei caduti in guerra (la guerra è quella dell’Iraq). Premiatissimo. Sceneggiatura di Alessandro Camon, il figlio ormai americanizzato dello scrittore Ferdinando.
18. Il medico della mutua, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
Del 1968, è uno dei più grandi successi di sempre del nostro cinema. Allora realizzò incassi vertiginosi e il titolo divenne proverbiale. Sfruttando tutte le possibilità offertegli dalla burocrazia, il dottor Tersilli cinicamente si imbottisce di pazienti (più ne ha, più soldi incassa dalla mutua), anche se poi non riesce a curarli decentemente. Dirige Luigi Zampa, uno che con la sua vena crudele-grottesca ha sempre travalicato i limiti tutto sommato bonari della commedia all’italiana. Zampa dipinge mostri, e lo fa anche qui. Il dottor Tersilli è un mostro prodotto dal welfare all’italiana. Un’accusa spietata alla sanità pubblica che allora non fu del tutto colta.
19. Il marchese del Grillo, Rete4, h. 21,10. FREE
Segnalazione obbligatoria, visto il livello dell’interprete (Alberto Sordi) e del regista (Mario Monicelli). Ma io questo film che ricostruisce le beffe del leggendario marchese dell’era papalina lo detesto.
20. Ovosodo, Rete4, h. 00,15. FREE
Racconto di formazione di un ragazzo in una Livoprno di devcenni fa che molto somiglia a quella vissuta dal regista del film, Paolo Virzì. Con quell’Edoardo Gabbriellini che poi ritroveremo come cuoco heartbreaker in Io sono l’amore di Luca Guadagnino.
21. L’ora di religione – Il sorriso di mia madre, Rai Movie, h. 21,00. FREE
Il laico Sergio Castellitto si ritrova con madre canonizzata e quasi santa. Marco Bellocchio ha ancora qualche conto da regolare con la religione, dai tempi di I pugni in tasca e soprattutto di In nome del padre.
22. Scary Movie 3
, Italia 1, h. 22,55. FREE
La saga demenziale che cita tutti i topoi dell’horror e li butta in ridere.
23. Triplo gioco
, Rai4, h. 21,10.
Un noir avvincente, anche se eccentrico e crepuscolare, remake di un Melville anni ’50 che non sfigura a confronto con l’originale, anzi. Lo firma un regista che ha sempre percorso sentieri non consueti come Neil Jordan (La moglie del soldato, Michael Collins). Un maturo fuorilegge pronto a tutto (Nick Nolte) organizza il colpo della vita a un casinò sulla Riviera Francese con una banda multietnica tra cui c’è, motivo di culto, il regista Eumir Kusturica in una delle sue rare prestazioni d’attore.
24.
Crazy Heart, Sky Cinema +24, h. 23,10.
Uno di quegli onesti film americani che ti sembra di aver già visto mille volte, costruito com’è sul paradigma narrativo della caduta e successiva redenzione (solo chi cade può risorgere). Stavolta trattasi di un cantante country che conobbe tempi migliori e che ora, con troppo alcol in corpo, gira nei peggiori circuiti dell’America profonda. Finchè non incontra una giornalista che lo fa innamorare e gli fa venir voglia di ricominciare. Il film vale per la strepitosa interpretazione di Jeff Bridges, che difatti si è portato a casa a mani basse l’anno scorso l’Oscar.
25. Jack
, Sky Cinema Passion, h. 23,00.
Un Coppola misconosciuto, alle prese con un caso di un ragazzo affetto da precoce invecchiamento. Con Robin Williams. Coppola merita sempre e a prescindere.
26. La ragazza che giocava col fuoco
, Cult, h. 21,00.
Cineversione scandinava di uno dei romanzi di Stieg Larsson (intanto David Fincher sta finendo di girare la versione hollywoodiana).
27. Terra e libertà
, Rai Movie, h. 0,30. FREE
La guerra civile di Spagna secondo Ken Loach.
28. Il grande sogno
, Sky Cinema Emotion, h. 21,15.
Il Sessantotto visto da un poliziotto (che poi è Michele Placido, regista del film, da giovane).
29. Baciami ancora
, Premium Cinema Emotion, h. 23,05.
Il sequel mucciniano dell’Ultimo bacio. Meno riuscito dell’originale.

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