FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (giovedì 7 luglio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per la programmazione completa delle varie reti, consultare MyMovies Tv. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare. Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. Accattone, Cult, h. 1,00.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=zX–HwKW8o4&w=425&h=349]Proprio in questi giorni ricorre il cinquantenario della fine delle riprese di Accattone (luglio 1961) e riguardarlo è indispensabile, quasi un dovere morale più che celebrativo. Più passa il tempo e più ci si rende conto, vedendolo e rivedendolo, che questo è uno dei film che hanno cambiato il cinema, la sua faccia, il suo corpo. Non c’era niente di simile prima, ci sarà parecchio – dopo – generato da Accattone. Pasolini da letterato e studioso dell’arte (soprattutto quella dei grandi italiani), e da anima religiosa qual era, inventa un cinema che è sacra rappresentazione, oratorio, ascesa mistica che non rinuncia, anzi, alla corporalità, una corporalità urlante, straziata, vulnerata alla Caterina da Siena. Si può immaginare (ma non capire, non giustificare) lo spiazzamento dei critici che lo videro la prima volta alla Mostra del cinema di Venezia nel settembre del ’61 e, impietriti, lo malgiudicarono e rifiutarono. Solo andando indietro a certo Dreyer si può rintracciare qualcosa di pur lontanamente, vagamente affine, ma se là (nella Giovanna d’Arco ad esempio) a condurre la mano e la mente del regista era l’austero luteranesimo nordico, qui, in Pasolini, c’è un senso del peccato e delle perdizione assolutamente cattolici e, forse in qualche misura, precristiani.
Via crucis di un povero borgataro (Sergio Citti) che passa da una piccola abiezione all’altra, da una sconfitta all’altra, Accattone continua a disturbare la nostra quiete (culturale e non solo) con la stessa carica eversiva con cui irruppe nel cinema italiano di allora. Pasolini più che uomo di cinema era un intellettuale intriso della tradizione artistico-umanististica italiana, e tutto questo immetteva nei propri film. Accattone, come gran parte dei suoi successivi titoli, è una sequenza di tableaux vivants che si rifanno via via a Mantegna, Giotto, Piero della Francesca, Masaccio, che hanno la fissità delle pale d’altare e l’austerità della liturgia quaresimale. Eppure, e qui sta l’enigma, questo cinema non-cinema diventerà pietra miliare e punto di riferimento per generazioni di futuri registi. Accattone resta uno dei vertici di Pasolini, il suo finale uno dei più strazianti mai visti al cinema.

2. Black Hawk Down, Sky Cinema 1, h. 0,40.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=AUJ6cxWdZwA&w=560&h=349]Bellico testosteronico del 2001 di Ridley Scott che va molto al di là del genere. Trattasi difatti del primo film sulle nuove guerre, quelle che scoppiano da qualche parte lontana del mondo e nelle quali l’Occidente è coinvolto in ambigue missioni dette di pace per paura di chiamarle con il loro nome e di allarmare l’opinione pubblica. Black Hawk Down ricostruisce un episodio cruciale degli ultimi decenni nei rapporti tra Stati Uniti (e Occidente) e paesi terzi, il massacro di un gruppo di soldati delle forze americane inviate in Somalia. Siamo nel 1992, il paese del Corno d’Africa si è inabissato in una crisi senza fine che alla carestia endemica aggiunge i conflitti tribali tra i vari signori della guerra. Senza più un governo e senza più un centro (e la crisi continua ancora oggi), e con il rischio di un genocidio, la Somalia diventa un problema internazionale. Washington decide di mandare, nell’ambito dell’operazione Unosom sotto egida Onu, una forza di pronto intervento per un periodo limitato di tempo: un’apparente missione di peacekeeping che sarebbe diventata per gli americani una trappola. In un raid contro il quartier generale di Aidid, il più potente signore della guerra somalo, i marines rimangono incastrati, 18 di loro moriranno, alcuni orrendamente trucidati e trascinati per le strade di Mogadiscio a perenne monito. Fu uno shock per l’opinione pubblica americana che spinse il presidente Clinton a ritirare le truppe. Il film di Ridley Scott ricostruisce quell’episodio traumatico, e lo fa secondo i canoni del più puro film bellico e d’azione contemporaneo, con ritmi vertiginosi e tensione adrenalinica. Il primo obiettivo del film è lo spettacolo, com’è nella tradizione del produttore Jerry Bruckheimer. Ma, rivisto oggi, in tempi di interventi in Afghanistan e in Iraq, e con un mondo sempre più complesso e destabilizzato, Black Hawk Down ci appare attuale e interessante soprattutto perché ripropone il dilemma fondamentale, per gli Stati Uniti e per l’intero Occidente, su che fare o non fare in simili crisi. Un film imperfetto, anche troppo lungo, che non riesce ad essere l’Apocalypse Now di Ridley Scott come fors’era nelle ambizioni di partenza, ma che per primo sa restituire il senso di smarrimento dei militari d’Occidente dislocati in territori del mondo islamico non solo lontani geograficamente ma culturalmente, antropologicamente ostili, di cui non si riescono a penetrare le ragioni e i valori. Nel cast la meglio gioventù della Hollywood di inizio Duemila, Ewan McGregor, Eric Bana, Josh Hartnett, più il veterano Sam Shepard.

3. Across the Universe, Cielo, h. 22,55. FREE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=E4OUeFxtBA8&w=560&h=349]
Successo a sorpresa di qualche anno fa, è uno sfrenato musical – o meglio barocca e talvolta delirante visualizzazione – di 33 canzoni dei Beatles, purtroppo non nella versione originale per insormontabili problemi di royalties. Il film si inventa la storia di un ragazzo di Liverpool che nei Sixties parte per l’America in cerca del padre e si ritroverà in una paese ribollente di ribellismi e pacifismi: poco più che un pretesto per infilare e mettere in scena i pezzi dei Beatles. Un’operazione filologica, colta, ipercitazionista, che si rifà all’estetica Sixties della psichedelia e del beat, con richiami forti a classici del cinema di allora come Woodstock e Hair. La regista Julie Taymor appartiene alla categoria dei talenti visivamente incontinenti e smodati: prendere o lasciare.

4. L’imbalsamatore, Rai Movie, h. 0,15. FREE
Matteo Garrone prima di Gomorra. E già si vede la mano. Livido, greve, vischioso. Non è da evasione estiva, questo L’imbalsamatore, ma è un gran film che già prefigura l’esito alto di Gomorra. Siamo anche qui (2002) nella Campania infelix di camorra e traffici vari. Peppino, un anziano imbalsamatore di animali (Ernesto Mahieux), dal fisico quasi deforme e dallo spietato cinismo, si prende come assistente un ragazzo di bellezza apollinea (Valerio Foglia Manzillo) che è il suo perfetto contraltare. Gli garantirà denaro, ragazze, vita facile con i suoi legami malavitosi. Lo lega a sè nella speranza di possederlo. Tutto funziona finché Valerio non si innamora di una del nord e se la porta giù. Torbido, losco, disturbante. Però imperdibile.
5. I racconti di Canterbury
, Sky Cinema Classics, h. 23,00.
Canterbury segue nella filmografia di Pasolini il boom del Decameron, enorme successo commerciale che cambiò carriera e vita dello scrittore-poeta-regista. Questo è il secondo film della cosiddetta Trilogia della vita, aperta dal Decameron appunto e che si concluderà con Il fiore delle mille e una notte: tre film ispirati a classici letterari di culture diverse tutti però accomunati, secondo Pasolini, dal vitalismo erotico, dal sesso come elemento propulsivo dell’esistere. Se Pasolini aveva incominciato con e da Boccaccio, con questo I racconti di Canterbury attinge alla novellistica nordico-britannica di Chaucer, di cui coglie il profondo, selvaggio substrato pagano, e la sua eruzione in un basso medioevo di antri e locande fumiganti popolati di mercanti, mariti becchi, mogli fedifraghe, furfanti. Volevano essere un inno alla vita, i film della Trilogia, in realtà a vederli oggi risultano figurativamente smaglianti ma angosciosi e funebri, opere dove il sesso che vorrebbe essere ebbrezza vitalistica si rovescia nel suo contrario e diventa una cerimonia ossessiva e coatta, uno strumento di schiavitù, una catena che già prefigura il terribile teatro di Salò-Sade. Canterbury della trilogia è poi il più fangoso, oscuro, dark. Ma è Pasolini, signori. Da vedere, se si riesce a reggere.
6. Quentin Tarantino – Under the influence
, Studio Universal, h. 1,00.
Il critico americano Elvis Mitchell ha avuto la bella idea di farsi raccontare da alcuni nomi del cinema quali sono stati i film e gli autori che più li hanno influenzati, e di farme una serie tv. Quella che va in onde stanotte su Studio Universal è la puntata con Quentin Tarantino, che rievoca i suoi coups de foudre per il cinema di genere, quello italiano compreso. Una goduria non solo per i suoi fan ma per tutti i cinefili.
7. La strana coppia, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
Da guardare come un classico assoluto della commedia americana del secondo Novecento. Nasce a Broadway nel 1965, questa commedia di Neil Simon, e da allora non si è mai smesso di rappresentarla in mezzo mondo (e anche più). Quella che vediamo qui è la corretta trasposizione cinematografica che ne diede l’onesto artigiano Gene Saks nel 1968, con quei due signori attori che erano Walter Matthau e Jack Lemmon, una delle coppie maschili meglio assortite mai viste al cinema. La storia è nota. Due divorziati sono costretti a coabitare, ed è tutto un brontolio, uno scontro di fisime e manie, una specie di matrimonio gay ante litteram però senza amore e senza sesso (per carità, mica erano tempi). La fortuna di La strana coppia sta anche in questa sua ambiguità a cavallo tra la virilità del buddy-buddy movie e le isterie vetero-gay alla Vizietto.
8. Fragile, Iris, h. 21,00. FREE
Insieme a [Rec], il titolo che ha trasformato lo spagnolo (pardon, il catalano) Jaume Balagueró in nome di riferimento dell’horror degli anni Duemila. Interpreti international (c’è la semidiva Calista Flockhart, allora, 2005, al top con la serie tv Ally McBeal) e buon budget per raccontare la storia di un’infermiera che in un fatiscente e sinistro (potrebbe essere diversamente?) ospedale dell’isola di Wight si ritrova alle prese con bambini che vedono fantasmi e fantasmi che sono bambini. Ottimo successo sul difficile mercato anglofono, impresa che a nessun horror italiano dell’ultimo decennio è mai riuscita. E sarebbe da indagare e studiare come proprio gli spagnoli siano riusciti a imporre in tutto il mondo il loro cinema di genere, mentre noi siamo rimasti al palo.
9. Il giorno della civetta
, la7, h. 21,10. FREE
Uno dei migliori mafia-movie di sempre, diretto da Damiano Damiani nel 1968 da un romanzo di Leonardo Sciascia. Il capitano Bellodi arriva in Sicilia dal Nord, ancora convinto che contro la mafia si possa fare qualcosa. Alla prima occasione, la misteriosa scomparsa di un impresario edile, si dà parecchio da fare con le indagini. Clima omertoso, una donna minacciata e ricattata, testimoni sfuggenti. Finirà con la sconfitta dell’uomo venuto dal Nord. Con un fantastico Franco Nero e una Claudia Cardinale bellissima. Damiani dirige con quel suo modo di fare cinema efficace, spiccio, concreto. Gran film che si fisserà come modello di riferimento per ogni mafia-movie successivo (Padrino compreso).
10. Killing Zoe, Iris, h. 22,55. FREE
Un dimenticato eppure tesissimo heist movie di violenza e sangue di quel regista appartato ma notevole che è il canadese Roger Avary. Un colpo in banca a Parigi che diventa un massacro spaventoso, si salva solo uno dei banditi rinserrandosi nel caveau. Tarantiniano e pulp, si disse allora, 1994, di Killing Zoe. Non a caso, visto che Roger Avary aveva collaborato alla sceneggiatura delle Iene e di Pulp Fiction. Ma Avary non è solo un epigono, come avrebbe dimostrato anche nel successivo Le regole dell’attrazione da Bret Easton Ellis. Qui c’è Julie Delpy, attrice che amo molto.

E ancora
11. Omicidio in diretta, Premium Cinema Energy, h. 23,30.
Non è considerato il vertice di Brian De Palma. Che però anche in questo film con Nicolas Cage dei tardi anni Novanta mostra di essere uno dei registi che meglio sanno usare il linguaggio cinematografico. La fluidità con cui gira è, semplicemente, sbalorditiva, la padronanza delle tecniche di ripresa altrettanto (forse, tra quelli della sua generazione, solo Scorsese può stargli alla pari). De Palma è uno che mette in scena il cinema, nient’altro. Nei suoi film tutto è pretesto perché si possa mostrare la bellezza del cinema nel suo farsi. Qui il pretesto è l’assassinio davanti alle telecamere di un ministro durante un evento sportivo. Il piano sequenza iniziale è una prova di alto virtuosismo che lascia stupefatti. Viva De Palma.
12. La battaglia dei tre regni (Director’s Cut)
, Sky Cinema Max, h. 0,35.
Del 2008, La battaglia dei tre regni segna il ritorno in Cina dal lungo e proficuo esilio hollywoodiano di John Woo, che con questo kolossal si mette al servizo della storia patria, rievocando lo scontro fra tre diversi regni con tanto di battaglia finale nell’anno 208 d.C. Un episodio che sarà determinante per il futuro della Cina. John Woo usa tutta la sua formidabile tecnica cinematografica, il gusto enfatico per il dettaglio e, specularmente, per le scena di massa, la sua velocità, il ritmo, per una produzione costata 80 milioni di dollari, la più impegnativa nella storia del cinema cinese. Una festa per gli occhi. Film immenso, smisurato, che stasera si può vedere in versione integrale, non quella ridotta circolata finora in Occidente. Da non perdere, per capire la potenza del cinema asiatico e di come la Cina attuale celebra se stessa attraverso la celebrazione del proprio passato. Interessante anche perché John Woo è diventato famoso come regista del cinema di Hong Kong, e qui rientra da ex straniero e da figliol prodigo nel grembo della grande madre Cina.
13. Ricatto d’amore
, Sky Cinema Hits, h. 21,10.
Commedia romantico-brillante di due anni fa con una Sandra Bullock che di lì a poco averbbe vinto l’Oscar (per un altro film però, The Blind Side). Odiosa jena in carriera per non farsi sbattere fuori dal suolo statunitense (è canadese) deve trovare immediatamente un marito americano che le consenta di regolarizzare la situazione. Detto fatto. Mette gli occhi sul suo povero, schiavizzato assistente e se lo sposa. Ma l’ufficio immigrazione, mica scemo, esige che i due risultino conviventi, quindi i finti sposi sono costretti a coabitare. Facile capire cosa succederà e come si trasformerà la bisbetica. Niente di che, film molto medio e dagli sviluppi prevedibili. Ma è interessante che anche la commedia hollywoodiana, quanto di più mainstream ci sia nel cinema globale, si occupi seppure a modo suo di immigrazione, clandestinità, sans papier, permessi di lavoro e quant’altro. Certo, tutto softizzato e glamourizzato, ma l’ossessione sullo sfondo è quella. Ricatto d’amore, pur nella sua medietà-mediocrità, è un segno dei tempi. Il protagonista maschile è Ryan Reynolds, eletto qualche mese fa da People uomo più sexy del mondo (ed ex marito di Scarlett Johansson).
14. Frida, Premium Cinema Emotion, h. 23,40.
Biopic della leggendaria pittrice-rivoluzionaria messicana Frida Kahlo, donna d’acciaio che neanche un terribile incidente riuscì a fermare. Con Salma Hayek. Dirige Julie Taymor, regista di gran talento visionario.
15. Il caso Thomas Crawford
, Sky Cinema Max, h. 21,00.
Courtroom movie con un Anthony Hopkins omicida confesso e un giovane procuratore  (Ryan Gosling, attore in fortissima ascesa) che intuisce come la faccenda sia molto più complicata di quanto non sembri. Gran giallo di dibattimento del genere “Vostro onore”, con spettacolari rovesciamenti e colpi di scena.
16. Saint Ange, Premium Cinema, h. 23,250.
Horror francese del 2004 ambientato in un sinistro (come potrebbe essere altrimenti?) orfanotrofio disperso sulle Alpi. Cast molto cool, con Virginie Ledoyen, bellissima, e Lou Doillon, figlia di Jane Birkin e del regista Jacques Doillon. L’horror made in France ha prodotto parecchie cose interessanti, come il recente, terrificante ma pieno di riferimenti colti Martyrs. A me Saint Ange è piaciuto parecchio.
17.
Blood Diamonds – Diamanti di sangue, Premium Cinema Emotion, h. 21,15.
Signore e signori, quei diamanti così belli grondano lacrime e soprattutto sangue. Leo DiCaprio in un film avventuroso-impegnato che vuole raccontarci e sensibilizzarci (ahimè) sulle torve trame di potere e avidità dietro alla pietra più preziosa che c’è. 
18. Prince of Persia – Le sabbie del tempo, Sky Cinema +24, h. 21,10.
L’avventuroso-fantastico diretto da Mike Newell e tratto da un videogame molto amato. Prodotto da quel volpone di Jerry Bruckheimer per la Disney, doveva essere un blockbuster e non lo è stato, almeno in America. Questa storia, con protagonista un Jake Gyllenhaal irriconscibile e anche imbarazzante come eroe iper macho dai muscoli gonfiati, mescola in una Persia piuttosto immaginaria elementi e stilemi incongrui che vengono un po’ dalle Mille e una notte e un po’ da mondi e immaginari pre-arabi e pre-islamici. Ne esce un’avventura colorata dal sapore orientalista che, se non è piaciuta in America e Europa (dove gli incassi sono stati deludenti), ha funzionato invece benissimo nel resto del mondo, diciamo quello più culturalmente lontano dall’Occidente. Prince of Persia ha realizzato incassi mostruosi in paesi come Turchia, Egitto, Marocco, in tutto il Medio Oriente, in Africa. Strana duplicità e strano (ma neanche troppo) strabismo del pubblico. Una case history affascinante, questo esito diverso sui vari mercati, che meriterebbe di essere indagata e analizzata, e che rende Prince of Persia molto interessante al di là del dato puramente filmico.
19. I love Radio Rock
, Premium Cinema Comedy, h. 21,15.
Film del 2009 sull’epopea delle radio pirata nell’Inghiltera anni Sessanta. In acque extraterritoriale si fa musica, ci si diverte e soprattutto si fa molto sesso. Carino, ma una di quelle commedie inglesi sopravvalutate.
20. RKO 281 – La vera storia di Quarto Potere
, la 7, h. 0,05. FREE
Un film del ’99 che ricostruisce la nascita del capolavoro dei capolavori firmato Orson Welles (lo interpreta con buona aderenza fisica Liev Schreiber).
21.
James Bond 007 – Casino Royale, MGM Channel, h. 21,00.
Il più folle James Bond mai realizzato (e difatti la produzione non è della famiglia Broccoli). Niente a che vedere con il Casino Royale recente con Daniel Craig: questo è del 1967 e come Bond c’è incredibilmente David Niven. Cinque registi si sono alternati alla mdp (tra cui John Huston!), un set stracolmo di star, compresi Orson Welles, Peter Sellers, Deborah Kerr e perfino un Woody Allen agli esordi. Fu un flop pauroso, ma è una extravaganza assoluta che merita la visione.
22. Mosquito Coast
, Cult, h. 21,00.
Un Peter Weir dell’86, e uno dei suoi film meno fortunati. Troppo dura, questa storia di un americano, un inventore pazzo che si crede incompreso e oppresso dal capitalismo, che si cerca un incontaminato paradiso nel Centro America per impiantarvi la sua utopia, una fabbrica di ghiaccio. Finirà nel sangue e nel delirio.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, film, tv e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.