FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 15 (sabato 9 luglio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Stavolta, vista la quantità e la qualità dell’offerta, i consueti imperdibili 10 salgono a 15.
Per la programmazione completa delle varie reti, consultare MyMovies Tv. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare. Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. La dolce vita, Iris, h. 23,25 FREE (La dolce vita fa parte della serata-notte di Iris dedicata a Federico Fellini che comprende anche Amarcord alle 21,06, Giulietta degli spiriti alle 2,38 e I vitelloni alle 5,02. Ma la maratona felliniana incomincia già nel pomeriggio con Lo sceicco bianco alle 14,18, Otto e mezzo alle 16.05, I vitelloni alle 18.50).
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Che dire di un film così? Intendo, così smisurato, così raccontato, così celebrato. Così parò Martin Scorsese quando, lo scorso ottobre, venne al Festival del Film di Roma a presentare la copia restaurata di questo leggendario capolavoro felliniano: «È un film che ha cambiato tutte le regole. I film si dividono tra quelli che vengono prima e quelli che vengono dopo. Ha portato un cambiamento nella società e nel cinema. Fino agli anni ’50 e inizio 60 c’erano grandi film epici come Ben Hur o Spartacus, o fantastici come il Giro del mondo in 80 giorni, insomma grandi film per famiglie. Nessuno si era mai trovato di fronte a questa intensità morale, all’intelligenza, alla maturità di un film come La Dolce Vita. Cambiava la scena del cinema commerciale in tutto il mondo». Visto oggi, appare uno dei più vitali di Fellini, mentre altri suoi sono datatissimi e pressochè inguardabili. Per niente trasgressivo. Anzi l’aspetto più caduco di La dolce vita è proprio il moralismo e la sentenziosità con cui guarda a ciò che mette in scena, ovvero lo scatenamento dei sensi e più in generale dell’Es (istinto di morte compreso). Scatenamento che nasce dall’incontro-scontro tra due culture opposte, dalla faglia che si apre nella Roma in superficie cristiana, ma nel fondo pagana, tellurica, demoniaca, quando su di essa cala il divismo sregolato e senza freni degli uomini e donne della Hollywood peccatrice. La dolce vita è uno snodo. Ed è l’apogeo del cinema italiano, allora il migliore del mondo e una potenza in grado di contrastare le produzioni americane su molti mercati (Europa, Sud America, Medio Oriente). Anno mirabile, quel 1960, per il nostro cinema. Oltre a La dolce vita uscirono Rocco e i suoi fratelli, L’avventura e La ciociara. Da vertigine. Non ci resta che rimpiangere.

2. Memento, Rai5, h. 22,20. FREE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=YQOE8c7heS0&w=560&h=349]Christopher Nolan (Inception) si rivela nel 2000 con questo magnifico noir, protagonista uno smemorato cui hanno violentato e ucciso la moglie, e in cerca di vendetta. Visto che è la memoria breve a mancargli, e che ciò che pensa e vive verrà da lui dimenticato nel giro di qualche minuto, scatta polaroid e si tatua sul corpo ciò che deve ricordare: fatti, progetti, strategie, desideri, illusioni. E la pelle di Guy Pearce diventa la mappa di una vita perduta nell’amnesia, ma in cui i desideri e i dolori ancora persistono. Idea magnifica, in cui Nolan codifica il suo cinema sui labili confini tra sonno e veglia, memoria e rimozione, realtà e allucinazione. Un rape & revenge che scava dentro le convenzioni del genere e le rifonda. Uno dei film seminali del cinema anni zero, e di quello attuale. Del resto, Nolan è Nolan, cioè oggi uno degli autori massimi.

3. La promessa dell’assassino
, Rai4, h. 22,40. FREE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=QBerc2JwN4I&w=425&h=349]
Una brava ragazza (Naomi Watts) di professione ostetrica resta invischiata senza volerlo e senza rendersene conto con la mafia russa a Londra. David Cronenberg alle prese con un film di gangster ne ricava un’opera personalissima, con un senso di minaccia costante, con umori maligni che tutto pervadono. Armin Mueller Stahl (cui è stato consegnato un premio alla carriera all’ultimo festival di Berlino) è un boss carismatico, spietato e allarmante. Ma a fare suo il film è Viggo Mortensen come bodyguard del boss, diviso tra la lealtà al capo e l’attrazione per Naomi Watts. Memorabile il suo corpo a corpo nel bagno turco, tra vapori e sangue.

4. Giù la testa
, Premium Cinema Energy, h. 21,15.
L’ultimo western di Sergio Leone, e il più ideologico, quello che esplicitamente sposa i fremiti e gli ideali rivoluzionari di quegli anni (il film è del 1971). E lo fa mettendo in cinema la rivoluzione messicana del 1916, peones versus dittatura. Ma l’aspetto politico è, oggi, il più caduco di Giù la testa. Di cui resta soprattutto la descrizione grandiosa, davvero epica, di masse e individui travolti da una Storia sporca, fangosa e cattiva. Rod Steiger è il ribelle, James Coburn il dinamitardo (anzi, esperto in nitroglicerina) irlandese venuto a dare una mano ai rivoluzionari. Ma a imprimersi nella memoria sono la scena della fucilazione di massa, degna di Eizenstein. E le parole di James Coburn quando lancia la nitro: “Giù la testa, coglioni!”.
5
. Il mio nome è Nessuno, Premium Cinema Energy, h. 23,53.
Leggendario spaghetti-western già nella fase estrema del genere (anno 1973). Leggendario e controverso. Lo (co)scrisse Sergio Leone, che secondo alcuni ne curò anche la regia in coppia con Tonino Valerii. Ma Valerii ha sempre rivendicato a sè responsabilità e meriti di questo film che si situa tra i nostri western alti, e ormai diventato classico. Un giovane sbandato (Terence Hill) incontra il pistolero che è sempre stato il suo idolo (Henry Fonda), ne diventerà il devoto braccio destro in una sfida mortale e l’erede. Crepuscolare eppure cruento e spietato, come si conviene ai migliori spaghetti-western. Pieno di omaggi e anche oltraggi (l’ambiguità è una delle cifre del film) verso il cinema di frontiera americano, feticizzato nella presenza di Henry Fonda, come peraltro già in C’era una volta il West. L’incontro tra i due diventa un sodalizio, un passaggio di testimone generazionale, un rapporto padre-figlio. E Terence Hill è, neanche troppo metaforicamente, il rampante western italiano che eredita la grande tradizione di quello Usa incarnato da Fonda. Film importante e a più strati di lettura. Un metawestern assai consapevole e sofisticato.
6. Le iene
, Rai4, h. 0,15. FREE

Signori, il primo Tarantino. Una spietata crime-story in forma di kammerspiel, con dialoghi magnifici (Tarantino è innanzitutto un sublime sceneggiatore, poi un regista). Film povero e di pochi mezzi, ma il genio si vede già tutto. Tesissimo, appassionante. Quentin è anche attore (forse per risparmiare?). Del 1992, Le iene è l’incunabolo non solo del cinema del suo autore, ma anche di parecchio cinema futuro.
7. Suspiria
, Sky Cinema Classics, h. 22,45.

Uno dei vertici di Dario Argento, e film che segnò nel 1977 la sua svolta dal thriller all’horror. In un sinistro collegio tedesco ne succedono di ogni, fanciulle scomparse, uccise, torturate. Si scoprirà che le streghe non solo son tornate, ma sono molto vicine. Visto nella versione restaurata appare splendente di colori caramellati e pastellati (rosa candy, salmone) eppure inquietanti. Cast memorabile, non tanto per la poco espressiva protagonista Jessica Harper, che veniva dal Fantasma del palcoscenico di Brian De Palma, quanto per Stefania Casini, Miguel Bosé ragazzino, la langhiana Joan Bennett, Alida Valli e Daria Nicolodi (mamma di Asia Argento e qui anche sceneggiatrice oltre che interprete).
8. I duellanti, MGM Channel, h. 21,00.
Quando fu presentato a Cannes ’77, esplose e divenne un caso, portando al suo regista, l’allora esordiente Ridley Scott, il giusto premio per la migliore opera prima (presiedeva la giuria un lungimirante Roberto Rossellini). Il film è bellissimo ancora oggi. I due ufficiali napoleonici (Keith Carradine e Harvey Keitel) che si sfidano a duello per una vita per rimediare a un’antica onta – incontrandosi, perdendosi, ritrovandosi, riperdendosi fino allo scontro finale – , raccontano l’eterno tema del doppio e, all’opposto e specularmente, dell’altro da sè. Mentre si cercano e si lasciano per ferirsi, e per uccidersi, scorre sullo sfondo l’avventura napoleonica, l’ascesa e la caduta di Bonaparte e la restaurazione post-bonapartista. I duellanti sono anche la doppia anima di quella Francia, divisa tra attrazione e rigetto per l’imperatore venuto dal nulla. Smagliante messinscena, di un formalismo anche troppo leccato e laccato. Forse a tutt’oggi la cosa migliore di Ridley Scott.
9. Zatoichi, Rai Movie, h. 22,35. FREE
Takeshi Kitano chi? Ci fu un momento in cui il regista-attore giapponese fu issato nell’olimpo del cinema, amato, premiato, venerato. Era il tempo di Sonatine e di Hana-Bi, Leone d’oro a Venezia. Adesso è finito nel cono d’ombra, i suoi film interessano meno e quando arrivano in un festival vengono liquidati dai recensori in poche righe annoiate e perplesse. Zatoichi però appartiene al suo periodo aureo (siamo nel 2003): Kitano si cimenta con uno dei generi principe del cinema giapponese, il film di samurai, raccontando di un guerriero cieco che vive appartato, ma pronto se occorre a riprendere in mano la spada di cui è un virtuoso, la katana. Mirabilmente girato, con un senso alto dello stile, forse il miglior Kitano di sempre.
10. Sex is Comedy
, Rai Movie, h. 0,30. FREE
Catherine Breillat è una che divide. C’è chi (pochi) adora i suoi porno-autoriali e chi (la maggioranza) li detesta e liquida come pretenziosi e perfetti esempi di un cinema in malafede che con l’alibi dell’engagement spaccia il peggio. Però CB non è mai banale, ci prova davvero, ed è tra le poche a usare ancora il sesso come grimaldello per penetrare nelle persone, nelle cose, nei corpi, nei materiali narrativi, nelle storie, e dar loro un senso. A qualche anno di distanza dal suo celebre Romance – quello che sdoganò Rocco Siffredi – gira (siamo nel 2002) questo Sex is Comedy ove una sadica e voyeuristica regista – la Anne Parillaud di Nikita, sempre all’altezza dei ruoli lambiccati e perversi – costringe i poveri attori della sua troupe a denudarsi in pieno inverno e un lui e lei che si detestano a fare l’amore davanti alla macchina da presa. Come sempre in Breillat si sfiora il ridicolo ma anche, qua e là, il sublime. Prendere o lasciare.
11. Le due sorelle
, Sky Cinema Classics, h. 0,25.

Film lontanissimo, del 1973, e uno dei primi di un Brian De Palma autore nascente non ancora assurto tra i massimi. Il legame indistruttibile, fino alla violenza e al delitto, di due gemelle, un legame che va oltre la morte. Nate siamesi, le due ragazze vengono separate quando una di loro rimane incinta: la futura madre ce la farà, l’altra non sopravviverà. Eppure è come se non se ne fosse mai andata. Tema eterno che De Palma rivitalizzò aggiornandolo al clima istintuale, dionisiaco e anche lurido degli anni Settanta. Già pieno di citazioni hitchcockiane, da Vertigo a La finestra sul cortile. Ma De Palma è un Hitchcock molto più scettico sulla forza del cinema, sulla sua capacità di ammaliare lo spettatore e condurlo per mano lungo una narrazione tersa e lineare. Le due sorelle scivola irresistibilmente dal thriller all’horror, e già il sangue vince sulla pura tensione. L’estate scorsa si è visto un buon horror thailandese, Alone, che a questo film di Brian De Palma attinge a piene mani, a riprova di come Le due sorelle sia diventato un cult, e un classico.
12. Una squillo per l’ispettore Klute, Studio Universal, h. 23,15.
Chi se la scorda più, la Jane Fonda con caschetto e borsa a tracolla e maglioncino a coste girocollo che fa la prostituta? Si prese l’Oscar, per quel ruolo e per questo film del 1971, e meritatamente. Era il suo momento magico, era l’attrice-icona del periodo, era il feticcio di quella Nuova Hollywood ribollente di impegno civile, sdegno e anche retorica populista, non sbagliava un film, e soprattutto era brava, bravissima. Questa poi è la sua migliore interpretazione di sempre insieme a quella di Non si uccidono così anche i cavalli? Bree è una prostituta che aiuta l’ispettore Klute (Donald Sutherland) a indagare sullo strano omicidio di una collega. Naturalmente si scoperchierà un verminaio fatto di potenti corrotti, loschi affari, perversioni. Dirige senza mai alzare i toni Alan J. Pakula. Un film livido e inquietante, pieno di ombre, debitore di tanto cinema weimeriano e mitteleuropeo.
13. Attrazione fatale, la5, h. 21,10. FREE
Greve e anche trash, questo immenso succcesso firmato Adrian Lyne del 1987. Però che storia potente, e che capacità di colonizzare l’immaginario, l’inconscio collettivo, insomma chiamatelo come volete. Il coniugato Michael Douglas ha una storia di una notte con la riccioluta collega Glenn Close. Per lui è finita lì, per lei no. Sicchè, folle e e invasata, incomincia a perseguitarlo e a rovinargli la vita. Brilleranno lame e scorrerà il sangue. L’innamorata pazza che si trasforma in un’erinni, incarnazione e proiezione dei peggiori incubi castratori maschili: qualcosa che colpì nel profondo lo spettatore globale, e che continua a colpire ancora a ogni passaggio televisivo. Uno di quei film medi-mediocri che però diventano importanti ed esemplari e travalicano i propri limiti. Più che mai attuale, oggi che le persecuzioni d’amor folle si chiamano stalking e finiscono spesso in cronaca, quella dai colori oscuri. Solo che a non convincersi che è finita, a rifiutare ostinatamante e ossessivamente di voltare pagina, sono soprattutto gli uomini. Sono loro, oggi, nella realtà, i veri epigoni della Glenn Close di Attrazione fatale.
14. The Brooklyn’s Finest
, Sky Cinema 1, h. 0,45.

Il talentuoso Antoine Fuqua, autore di visionaria muscolarità, torna a distanza di anni dal suo capolavoro Training Day (Oscar a Denzel Washington) al verminaio dell’ambiente poliziesco. Tre agenti a New York, ognuno con la sua storie e le sue storie. Presentato al Sundance 2009, un film indie con interpreti di lusso, Richard Gere in testa. Praticamente mai visto in Italia. Fuqua è uno bravo bravo bravo. Da non perdere.
15. Elizabeth: The Golden Age, Premium Cinema, h. 23,40.
Sequel di Elizabeth, il biopic sulla regina fondatrice della potenza imperiale inglese che era stato un enorme successo in tutto il mondo e aveva imposto Cate Blanchett come star di prima fascia. Se là il focus del racconto era l’ascesa al trono di Elizabeth, qui diventa il consolidamento del suo potere, tra attacchi interni alla corte, cospirazioni interne al regno ed esterne. Il regista indiano Shekhar Kapur riesce a manere lo scintillio stilistico e la perfezione formale del primo episodio, dandoci un prodotto che sta tra il tradizionale kolossal storico di Hollywood e il grande spettacolo bollywoodiano. Colpisce in The Golden Age la ferocia della guerra religiosa allora in corso tra cattolici papisti e anglicani fedeli alla corona inglese, una guerra che non risparmia le peggiori nefandezze né da una parte né dall’altra. Gli spagnoli, torvi e scuri, avanguardia del cattolicesimo che vuole espugnare l’eretica Britannia, sono dipinti come un’armata delle tenebre che ricorda il radicalismo e il fanatismo di certi islamisti alqaedisti di oggi. Esagerati. Naturalmente Elizabeth trionferà.

E ancora:
16. Salvate il soldato Ryan, Sky Cinema Hits, h. 23,35.
Film importante e molto premiato (con tanto di pioggia di Oscar) del 1998, e film mossso da lodevoli intenzioni, se non proprio pacifiste, almeno non guerrafondaie. Eppure non è il film che preferisco di Steven Spielberg. Questa rivisitazione-revisione della seconda guerra mondiale che vorrebbe rileggere la storia dal basso, andare oltre il patriottismo e farsi condanna dell’inutile carnaio, arriva molto tardi e non riesce, come mira a fare, a mettere realmente in discussione tutta la precedente filmografia bellica hollywoodiana. La parte iniziale dello sbarco è potente, ma non va oltre la convenzione dell’anticonvenzione. Un film inferiore alle sue ambizioni, anche se lo spettacolo è assicurato, e lo sono anche l’emozione e il coinvolgimento.
17. Gangster cerca moglie, Cielo, h. 21,00. FREE
Gran musical di rock’n’roll di Frank Tashlin, senza Jerry Lewis ma con la super-supermaggiorata e icona camp Jayne Mansfield. Colonna sonora epocale (Fats Domino, Little Richard, Platters ecc.). Una delle proposte più strane e rare della serata tv.
18. Robin Hood
, Premium Cinema, h. 21,15.
L’ultimo Robin Hood, quello (anno 2010) di Ridley Scott con un Russell Crowe invecchiato e pure un po’ bollito. Pretese filologiche e di aderenza storica che rallentano e appensantiscono la narrazione. Doveva essere il Robin Hood definitivo, è stato un mezzo flop.
19. The Young Victoria, Rai Uno, h. 21,10. FREE
Il primo anno di regno di Vittoria, tra impacci nella gestione del potere e qualche problema amoroso. Con Emily Blunt. Un film dell’anno scorso che è stato poco nei cinema e che una visione se la merita.
20. Malcolm X, Cult, h. 21,00.
Fluviale biopic (tre ore e mezza) firmato da Spike Lee sul leader dei Black Panthers, morto per mano di un attentatore come Martin Luther King, cui lo accomunava la neritudine e l’impegno per gli afroamericani, da cui lo separava abissalmente la radicalità rivoluzionaria. Spike Lee tenta un kolossal su un ribelle antisistema con i soldi del sistema Hollywood, ma l’operazione fallisce. Il film (del 1992) non è un successo al box office, nonostante la presenza della star Denzel Washington. Però, come sempre, Spike Lee è interessante anche nei suoi errori.
21.
Green Card – Matrimonio di convenienza, Mya, h. 22,55.
Lui (Gérard Depardieu) è francese e ha bisogno della mitica carta verde per poter lavorare negli Usa. Lei (Andie MacDowell) è americana e si presta a un matrimonio di facciata per fargli avere l’agognato permesso. Anche perché conviene anche a lei, che ha bisogno di un certificato matrimoniale per avere una casa cui tiene molto. Si innamoreranno. Commedia abbastanza sofisticata (il regista è Peter Weir!) del 1990, quando ancora su una cosa così si poteva far sorridere e ridere. Archeologia. Oggi finti matrimoni, premessi di soggiorno e immigrazione sono temi bollenti. Altro che commedia.
22. Prova a prendermi, Sky Cinema Hits, h. 21,10.
Spielberg/DiCaprio per un film su un mago della truffa e della simulazione. Per carità, ottimo, divertente. Ma si ha l’impressione, nonostante il gran dispiegamento di mezzi e di talento (la ricostruzione degli anni Sessanta è maniacalmente corretta), che né Spielberg né DiCaprio abbiano il dono e il tocco della commedia brillante. Lubitsch si nasce, non si diventa. Quello che se la cava meglio è Tom Hanks nella parte dell’inseguitore di Leo, lui sì un commediante.
23. Bianco, rosso e Verdone, Premium Cinema Comedy, h. 23,10.
Tre personaggi, tre episodi a incastro. Il secondo film di Verdone, che ci arriva dal remoto 1981. Prodotto da Sergio Leone, fu un successo oltre ogni previsione.
24. Amarcord
, Iris, h. 20,45. FREE
Il film che amo di meno, anzi che più detesto, di Fellini. Ruffiano, egolatrico, auitocitazionista, molle, pigro, ricicla spudoratamente quel che già si era visto, e a livelli ben più alti di invenzione visiva e narrativa, in Otto e mezzo (Rimini, l’infanzia, le tettone ecc. ecc.).
25. Shrek e vissero felici e contenti
, Sky Cinema +24, h. 21,10.
Quarto estenuato capitolo della saga dell’orco più brutto e simpatico del mondo, solo che stavolta la storia è contorta e lambiccata, e forse è meglio finirla lì.
26. Assassinio sul Tevere
, Rai Movie, h. 21,00. FREE
Il trucido commissario Nico Giraldi alle prese con una morte misteriosa. Poco più di un pretesto per scatenare Tomas Milian simil-Monnezza nel suo leggendario repertorio parolacciaro.
27. Platoon
, Rai Tre, h. 21,05. FREE
Il Vietnam secondo Oliver Stone (al suo film d’esordio). Piovvero Oscar.
28. Il tagliaerbe
, Sky Cinema Max, h. 21,00.
Sci-fi tratto da Stephen King (che non riconobbe mai il film come sua filiazione) con Pierce Brosnan.
29. Jet lag, Premium Cinema Emotion, h. 22,56.
Tentativo di romantic comedy sofisticata alla francese con Juliette Binoche (e passi) e Jean Reno, che basta guardarlo per capire quanto sia inadatto alla commedia. Però attenzione, c’è il sempre magnifico Sergi Lopez. Dirige Danièle Thompson.
30. Rivelazioni
, Premium Cinema Emotion, h. 0,27.
Demi Moore iena in carriera molesta sessualmente e ricatta un sottoposto. Film scandalo. Insomma, scandaletto.
31. L’amore è eterno finchè dura
, Premium Cinema Comedy, h. 23,10.
Un Verdone di quelli con pretese su matrimonio e relative crisi. Con Laura Morante.
32. Paura d’amare, Sky Cinema Passion, h. 0,30.
Signori, la gran coppia Al Pacino-Michelle Pfeiffer in un classico lui-incontra-lei. Recitano la parte di due proletari qualunque, e riescono anche a essere convincenti.
33. Notte prima degli esami
, Sky Cinema Comedy, h. 22,35.
Film che ha fatto il botto e ha lanciato il regista Fausto Brizzi tra i nuovi moneymaker del cinema italiano e tra i protagonista della rinascita della nostra commedia.
34. Totò e Cleopatra, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
Totò è Totò, e Cleopatra è Magali Noël. Ma il vero motivo di straculto è Moira Orfei come Ottavia.
35. Il furore della Cina colpisce ancora, Cult, h. 23,20.
Bruce Lee, al suo primo ruolo protagonista, è un ragazzo di campagna che si trasferisce dallo zio in città. Imparerà le scaltrezze cittadine e mostrerà tutte le sue virtù di combattente. Obbligatorio per i fan di Bruce Lee e non solo.

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