Locarno Festival 2011: chi e cosa c’è (di Egle Santolini – La Stampa)

Milano.
Un’edizione «eccitante», nella definizione del direttore artistico Olivier Père che l’ha presentata ieri a Milano, per «il più piccolo dei grandi festival e il più grande dei piccoli». L’appuntamento per il 64mo Festival di Locarno è fissato dal 3 al 13 agosto. Nove milioni e mezzo di budget, 270 film, molti titoli appetitosi e un’interessante partecipazione italiana: in concorso “Sette opere di misericordia” dei fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio, al debutto nell’opera di finzione, più, fuori competizione, tre documentari: “Inconscio italiano” di Luca Guadagnino, il regista di “Io sono l’amore”, sull’idea di colonialismo nel nostro Paese; “Milano 55%”, opera collettiva coordinata da Luca Mosso e Bruno Oliviero, sulla vittoria di Giuliano Pisapia alle amministrative, e “Tahrir” di Stefano Savona, sulla rivolta al Cairo.

La selezione di Père, ex critico degli “Inrockuptibles” e già apprezzatissimo direttore della Quinzaine des Réalizateurs di Cannes, privilegia, com’è nel dna del Festival, «la scoperta e l’innovazione». Fra i titoli di maggior spicco “Tokyo Koen” del giapponese Shinji Aoyama, “Beirut Hotel” della libanese Danielle Arbid, “The Loneliest Planet” di Julia Loktev dagli Stati Uniti, l’israeliano “Tanathur” di Tawfik Abu Wael, un curioso documentario d’animazione rumeno, “Crulic” di Anca Damian.

Ma l’attenzione è puntata soprattutto sulle proiezioni serali in Piazza Grande, deliziosa occasione per 8000 spettatori di rinfrescarsi nella brezza ticinese gustandosi il meglio del cinema del momento. Si comincia con lo spielberghiano “Super8” di J.J. Abrams, blockbuster in America (la sera del 3), e si continua, fra l’altro, con “Friends With Benefits” con Justin Timberlake e Mila Kunis (il 5), “Cowboy and Aliens” di Jon Favreau (il 6), accompagnato da tutto il cast compreso a quanto pare Harrison Ford e seguito la sera stessa dal bellissimo “Drive” di Nicolas Winding Refn, “Red State” di Kevin Smith (il 7), “Le Havre” di Aki Kaurismäki (il 10). Il 12 agosto serata speciale con “Un americano a Parigi” per festeggiare Vincente Minnelli, al quale il Festival dedica una retrospettiva completa e che verrà ricordato da Leslie Caron, e il 13 chiusura con un film in cui compaiono Jane Fonda e Geraldine Chaplin, “Et si on vivait tous ensemble?” di Stéphane Robelin. Fuori concorso, anche la prima europea della commedia picaresca cinese “Let the Bullets Fly”, gran successo in patria e al Tribeca Festival. I Pardi d’onore verranno assegnati ad Abel Ferrara, a Bruno Ganz, a Claude Goretta e a Claudia Cardinale, anche madrina di uno speciale omaggio a Fellini. Per il Focus on India della sezione “Open Doors” sbarca sul Lago Maggiore pure Kabir Bedi. Insomma un Locarno più mondano del solito, che non rinnega la propria tradizione libertaria e un po’ ribelle ma che corteggia il glamour. «I festival sono per loro natura in gara l’uno con l’altro per accaparrarsi i film», ha ammesso il presidente Marco Solari. «Non tradiamo la nostra natura, sappiamo che Venezia per bellezza del paesaggio non rivaleggia con nessuno ma dopotutto siamo il secondo festival al mondo di lingua italiana. E se qualche romano mi sente non mi salti alla gola».

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