FILM STASERA IN TV: gli imperdibili 10 (mercoledì 20 luglio 2011)

I migliori film della sera e della notte tv: la scelta è personale. Per la programmazione completa delle varie reti, consultare MyMovies Tv. Si prendono in considerazione solo i film che incominciano tra le 21.00 e la 1.00. Attenzione, la programmazione potrebbe cambiare. Buona visione.
La scritta FREE indica i canali non a pagamento.

1. La pianista, Rai Movie, h. 1,00. FREE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=6GxK_7s6Zgk&w=560&h=349]Isabelle Huppert insegnante di piano al Conservatorio di Vienna. Ma ha un’altra vita, dove dà corpo ai suoi fantasmi sessuali di dominio e possesso. Tutto deflagrerà allorchè un allievo entrerà nel suo cerchio infernale. Capolavoro del disagio, diretto da quel maestro del cinema di minaccia che è l’austriaco Michael Haneke. Uno sguardo buttato sull’abisso. Disturbante come pochi altri film. Imperdibile.
2. Chinatown, Sky Cinema Classics, h. 21,00.
Capolavoro capolavoro capolavoro. Roman Polanski rifà nel 1974 un noir à la manière degli hammettiani-chandleriani Il mistero del falco e Il grande sonno. Stessa ambientazione di quegli archetipi, la Los Angeles anni Trenta-Quaranta. Misteri pubblici e privati, segreti inconfessabili, ignominie, speculazioni, il denaro che tutto corrompe, anime nere, angeli caduti. Indaga il detective Jake Gittes, un Jack Nicholson che non vedremo mai più così intenso e contenuto. Sarà per lui e per noi spettatori un viaggio al termine della notte. John Huston gigante del male. Faye Dunaway mai così ambigua e così straziante. Memorabile la battuta finale: “Che ci vuoi fare, Jake, è Chinatown”.
3. Somewhere
, Sky Cinema 1, h. 21,10.
Il film con cui Sofia Coppola si è portata a casa lo scorso settembre il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, complice l’ex fidanzato Quentin Tarantino presidente di giuria. Un verdetto che fu male accolto, e che non ha mai smesso da allora di far discutere. Somewhere (lo dico dopo aver letto gli acidi commenti alla recensione che ho scritto su questo blog) è di sicuro il film più detestato degli ultimi anni dallo spettatore medio italiano, insieme a The Tree of Life di Malick, e non si capisce il perché, o forse lo si capisce anche troppo bene. Si rinfaccia alla Coppola di essere una figlia di papà nata e cresciuta nel privilegio hollywoodiano (questo, si sa, è un paese familista che perdona e assolve il familismo proprio ma condanna quello altrui), si liquida Somewhere come ‘noioso’, un film dove ‘non succede niente’, con un livore ingiustificato e alquanto sospetto. Allora, prendiamo questa messa in onda televisiva (per chi ha Premium, ovviamente) come un’occasione per riconsiderarlo con sguardo sereno e scevro da pregiudizi. Allora si vedrà che il film è girato con mano sicura e forte senso dello stile, che la Coppola al di là dei privilegi di casta ci sa fare. La storia: un divo di Hollywood ormai scivolato nella serie B, anche se ancor giovane, si lascia andare al nulla esistenziale – che vuol dire abbondante uso di alcol e sostanze alteranti, e una indefessa promiscuità sessuale – in quel luogo di sinistri incantamenti che è lo Chateau Marmont, l’hotel più lussuoso, cool e lugubre di Los Angeles. A scompaginare la sua routine e deriva verso l’abisso, giunge la figlia tredicenne, a lui mollata dalla ex moglie in procinto di partire per un’imprecisata meta. Tra la ragazzina saggia e il debosciato padre si rovesciano i ruoli, lei diventa protettiva e rassicurante, lui si accorge di non poter fare e meno di lei, e forse (forse) troverà per lei la forza di tirarsi su. Sofia Coppola racconta questo apparente nulla narrativo con estrema sapienza. Il guaio, semmai, è che gira sempre lo stesso film. Anche qui c’è un albergo non-luogo di vite in transito (come in Lost in translation), anche qui un uomo maturo e una ragazza giovane (sempre Lost in translation), anche qui ragazze sul difficile crinale tra adolescenza e post-adolescenza (come in Le vergine suicide e, in fondo, anche Marie Antoinette). Madame Coppola dovrebbe cimentarsi con temi nuovi, buttarsi, avere coraggio, scommettere sul proprio talento anzichè ripetersi. E poi, la smetta con quel grugno da icona fashion internescional che la rende così odiosa e allontana anche i meglio disposti nei suoi confronti. Il fatto che Somewhere sia andato molto male in America (scarsi incassi, e niente premi), accolto da un tiepido consenso solo da parte della critica amica dei fashion magazine e affini, dovrebbe indurla a qualche riflessione. Ciò detto, il film non è una ciofeca ed è molto meglio della cattiva fama che si è fatto. Da rivedere. Già di culto le scene milanesi della Notte dei Telegatti: un trionfo trash.
4. Rusty il sevaggio
, Studio Universal, h. 23,00.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=CPG3n8AXe88&w=425&h=349]Manieristico Francis Ford Coppola dell’83 che si lascia alle spalle i suoi film epici anni Settanta e si inoltra nei territori del cinema indie e sperimentale. Rusty (in originale Rumble Fish, il pesce rombo) racconta di una banda di strada, come il di poco prcedente I ragazzi della 56esima strada, di cui può essere considerato il film gemello. Qui il capo della gang (un Matt Dillon che allora sembrava davvero l’erede naturale di James Dean) gioca al bello e dannato e ha come mito il fratello maggiore, Motorcicle Boy, un Mickey Rourke già carismatico. Il bianco e nero si alterna al colore e anche all’uso di colori parziali quando illustra le visioni del personaggio di Rourke, daltonico. Non portò soldi a Coppola, ma fece capire a tutti che lui era un grande anche in piccoli film.
5. Film d’amore e d’anarchia, ovvero stamattina alle 10 in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranza
, Iris, h. 22,45. FREE
Il secondo film della trilogia che Lina Wertmüller girò con la magnifica coppia Giancarlo Giannini-Mariangela Melato, qualcosa che, senza esagerazione, è entrato nella storia del cinema. Chilometrico titolo di solito abbreviato nel più snello Film d’amore e d’anarchia. Girato del 1973 (dopo Mimì metallurgico e prima di Travolti da un insolito destino), vede Giannini anarchico stralunato calare a Roma per attentare alla vita del Duce – siamo nell’Italia ormai fascistissima del 1932 – che viene ospitato e nascosto dalla prostituta Salomé (Melato) nel bordello in cui lavora. L’attentato non andrà ovviamente a buon fine, e il film diventa un pretesto per la Wertmüller per dipingere in chiave coloristico-grottesca secondo i suoi soliti modi una casa chiusa di allora, microcosmo in cui si rifletteva l’Italia mussoliniana con le sue vite piccole e i suoi sogni di grandeur coloniali (una delle ragazze del bordello viene chiamata Tripolina perché originaria della Libia). La Wertmüller, che sa essere regista indigeribile come pochi, qui è al suo meglio (o al suo meno peggio, fate un po’ voi).

6. American Gigolo
, Rete4, h. 23,10. FREE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=oNZglEtDBmc&w=425&h=349]Film leggendario del 1980, che issò di colpo un ancora giovane Richard Gere nella A-List hollywoodiana e consacrò Giorgio Armani come re planetario della moda (Gere indossa solo vestiti suoi, e la scena in cui abbina camicia-cravatta-vestito è ormai storia del cinema e del costume). Eppure American Gigolo è molto più di questo. Innanzitutto è, se non il più riuscito, il film di maggior successo di quel gran sceneggiatore e regista che è Paul Schrader, uno che volutamente si è sempe tenuto ai bordi del grosso giro preferendo una ricerca molto personale e assai poco mainstream. Studioso di cinema che ama Ozu e Bresson, Schrader ha dichiarato di aver importato in questo film qualcosa dei suoi modelli registici. Anche se, nel binomio bressoniano colpa-redenzione, American Gigolo percorre con maggior decisione i sentieri della colpa. Julian (Gere) è il più ricercato gigolo di Los Angeles, uno che ci sa fare come pochi. Ma qualcosa e qualcuno manda fuori giri la sua brillante routine: una sua cliente muore, e del delitto viene accusato ingiustamente lui. Intanto si innamora di un’altra cliente, infrangendo le regole ferree della professione. Pagherà caro. Senza rendersene conto, Paul Schrader impone attraverso il personaggio di Julian un nuovo paradigma della virilità (o della non virilità) postmoderna, anche della bellezza maschile, e sta in questo la sua epocalità. L’attuale narcisimo maschile di massa, con il suo culto ossessivo del corpo, viene (anche) da American Gigolo.
7. Dirty dancing – Balli proibiti, Sky Cinema Passion, h. 0,20.
Una brava ragazza durante le vacanze (siamo nell’America kenediana colma di speranze per l’avvenire) scopre durante un’escursione notturna dall’albergo, dov’è alloggiata con i genitori molto bon ton e middle class, che giù nel villaggio ci si sfrena in danze ecccitanti e peccaminosi, veri corpo a corpo che la gente perbene rifugge e accolti invece entusiasticamente dalla peggio gioventù del posto. Gran protagonista delle serate bollenti è un procace maestro di ballo che ha le sembianze di un Patrick Swayze al suo massimo storico (insieme a Point Break). Ovvio che la ragazza si butterà tra le sue braccia e con lui diventerà bravissima nel Dirty Dancing, anche se dovrà combattere un po’, ma non troppo, contro la pruderie dominante. Il ballo come glorificazione del corpo e scatenamento dei sensi. Bel musical anni Ottanta di piccolo budget e grandissimo successo. Incantevole, come sanno esserlo spesso i film di canzoni e balli. A me piace molto.
8. Shrek, Sky Cinema +24, h. 21,10.
Come già dichiarato più volte in questo blog, non sono un entusiasta dell’orco più brutto e più simpatico (questo lo riconosco senza fatica) del mondo, e in generale non sono nemmeno un entusiasta dei podotti Pixar, che da Up! a Toy Story 3 mi sembrano sempre fanaticamente sopravvalutati. Shrek resta comunque uno dei più clamorosi blockbuster degli ultimi dieci anni, uno dei capisaldi del cinema 2.0, quello delle mirabolanti tecnologie e del 3D arrembante (pensare che dopo gli anni Cinquanta per decenni gli occhialini non li voleva più nessuno, mah). Arrivato col fiatone alla puntata numero quattro, Shrek va rivisto invece qui, nel suo episodio primo e fondativo, il più puro e divertente, quello con la carica innovativa più accentuata. Bella la storia della principessa Fiona che si innamora del brutto ma simpatico e buono orco Shrek. Nome che tra l’altro viene dall’yiddish, a sottolineare il retroterra ebraico-eurorientale di questa favola sghemba e strana di vite diverse.
9. Il giorno della locusta, Sky Cinema Classics, h. 23,15.
Grande e dimenticato film di John Schlesinger sulla corruttrice e crudele Hollywood Babilonia degli anni Trenta. Tratto dal libro di Nathanael West non ebbe allora, anno 1975, alcun successo e incrinò la carriera del regista che fino a quel momento aveva inanellato una sequenza trionfale, da Darling a Un uomo da marciapiede a Domenica, maledetta domenica. Un film da ritrovare. Scrive il critico Andrea Bruni, in una delle sue acuminate, fulminanti note fatte circolare su Facebook, a proposito della scena finale: “Quante volte il cinema è riuscito a mostrarci l’Inferno? Direi che si posso  contare sulle dita di una mano: penso alla Los Angeles divorata dalle fiamme ed invasa da una umanità ferina e cieca ne Il giorno della locusta di John Schlesinger…”.
10. Kill Bill vol. 2, Premium Cinema h. 21,15.
Ma qual è il capolavoro-capolavoro di Quentin, Kill Bill o Pulp Fiction? I tarantinologi se lo chiedono, si confrontano, si dividono (io mi chiamo fuori dalla mischia e butto lì Inglorious Basterds). Di sicuro Kill Bill è una svolta e apre la fase ipercitazionista di Quentin, che abbandona ogni residuo rapporto con la realtà extracinematografica per chiudersi nell’autoreferenzialità cinefila. Ogni scena, ogni momento è rigorosamente citazione e ripetizione e ricalco di altro già visto in un altro film, in un altro cinema, o comunque nel recinto della pop culture e delle sue icone. La storia della Sposa che finisce in coma e poi si ridesta e si dà alla vendetta (Kill Bill vol. 1), è una lunga scia di déjà vu genialmente reinventati e riproposti con infinito amore.
In Kill Bill vol. 2 continua la vendetta della Sposa contro l’ex boss e quel che rimane dei suoi sodali. Meno potente del primo episodio, ma è l’inesorabile destino che tocca a tutte le parts two.

E ancora
11. Solo un padre, Sky Cinema Emotion, h. 21,15.
12. Brooklyn’s Finest
, Sky Cinema +24, h. 22,45.
13. Le regole dell’attrazione, Premium Cinema, h. 23,35.
14. Lola Darling, Cult, h. 21,00.
15. Blood Diamonds, Premium Cinema Emotion, h. 0,40.
16. Austin Powers in Goldmember
, Italia 1, h. 23,25. FREE
17. Baby Mama
, Sky Cinema Comedy, h. 21,15.
18. Lo spazio bianco
, Premium Cinema Emotion, h. 22,55.
19. Lì’incredibile viaggio della tartaruga
, Rai5, h. 23,50. FREE
19. Il gioco di Ripley
, Rai Movie, h. 23,10. FREE
20. La vita che vorrei
, Rai Movie, h. 21,00. FREE
21. Apocalypto
, Sky Cinema 1, h. 0,30.
22. In cerca di Amy
, Premium Cinema Comedy, h. 22,55.
23. Singles
, Studio Universal, h. 21,15.

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