Venezia 2011 live: Greggio no grazie, preferisco Kate Winslet

Scusate, ma della preapertura di Venezia Festival 2011 con il film di Ezio Greggio Box Office, il primo italiano in 3D, non mi importava niente. Mica potevo spezzare la maratona Mildred Pierce di Todd Haynes (5 puntate per la Hbo per un totale do 332 minuti), con Kate Winslet, per andarmi a vedere quella roba. Con gli occhialini-tortura poi. O peggio, per vedere Greggio lui medesimo e Anna Falchi sul red carpet. Quale poi? Il palazzi del cinema nel primo pomeriggio era ancora tutto un cantiere, transenne e ruspe, gru e tute blu, quale tappeto avranno mai solcato i divi (insomma) di Box Office? Eppure le foto, subito circolate, ce li mostrano proprio lì. Avranno tolto le transenne all’ultimo secondo e passato l’aspirapolvere in gran fretta, giutso per non inzaccherare il tacco della Falchi.
Il bollettino arrivi della giornata segnala George Clooney, di cui domattina alle 9 si proietta per la stampa The Ides of March, seguirà alle 13,30 conf. stampa con lui e gli altri (mannaggia, mi fa perdere un film israeliano che danno in contemporanea). Gi altri sono Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei e Evan Rache Wood. Non ci sarà invece il co-protagonista Ryan Gosling, qualche mia conoscente temo tenterà il suicidio, dovò stare vicino alle più facili alla depressione. Insomma, come si sarà capito, io pencolo da veneziante più sul versante cinefilo che su quello gossiparo-celebrities. Che quasi quasi lascio perdere la conf. con George e me ne vado davvero a vedere l’israeliano. Ma no, non si fa, non è professionale, mi sorbirò le banali domande e le banali risposte (tutte le conf. stampa sono di una noia letale).
Che altro? Ho perlustrato il territorio. Il Palazzo del Casinò ospita una sala stampa di meravigliosa architettura di quel tempo là, la Sala Perla è altrettanta meraviglia razionalista. Il  wifi funziona ovunque: ce n’è uno che copre tutta l’area della Mostra (con password) e altri free, come quello della sala stampa e del red carpet. A Locarno invece del wifi non c’era quasi traccia. In questo gli italiani stravincono sugli svizzeri.

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